haohS Novembre 25, 2006
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Premetto, ripremetto e strapremetto, prima di iniziare la presente disquisizione: nulla di quanto leggerete deve essere considerato come antisemita o anti-israeliano o filopalestinese o quant’altro di simile: bisogna fare come con i bambini, in questi argomenti, da una virgola si tirano fuori intere teorie e dottrine irrazionali proprie dove la razionalità dovrebbe guidare ogni pensiero…
Bene, posto ciò, la questione che voglio sottoporre è semplice e nemmeno originale, dacché già evidenziata in passato, e qui la compendio in questo modo: non capisco perché lo stato di Israele, che vive una realtà dalla quale potrebbe ricavare tutte le buoni ragioni possibili, si impegni tanto a spostarsi dalla parte del torto. Checché se ne dica, i governanti israeliani hanno permesso e permettono nell’ambito dello scontro con palestinesi e libanesi atrocità tali da far mettere in dubbio di rappresentare uno stato veramente civile e democratico come invece il popolo israeliano dimostra… Cosa vogliono fare? Chi credono di essere? E, soprattutto, credono veramente di risolvere le cose nella regione in quel modo? Perché si ostinano tanto a volersi mettere sullo stesso piano del terrorismo antisemita, eguagliandone spesso e volentieri la disumana brutalità?
Tempo addietro lessi l’opinione di un giornalista/scrittore ebreo, il quale accusava Israele di rimembrare costantemente (e giustamente) l’orrore subito dal Nazismo con la Shoah, per poi comportarsi con i propri nemici in un modo alquanto simile… E sempre da fonte israeliana, ovvero dal prestigioso quotidiano Haaretz è venuta, pochi giorni addietro, una dura critica sul comportamento politico-militare del governo israeliano, all’indomani della strage di civili “per errore” di Beit Hanun, nella Striscia di Gaza. Infine, l’alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Louise Arbour, ha addirittura affermato che, per quanto accaduto in Libano, Israele va considerata più responsabile di Hezbollah…
Ora, o si ragiona come i bambini di cui dicevo all’inizio, e si ritiene tutte le fonti sopra citate “antisemite” e “filopalestinesi” così come i neonati che nascono sotto i cavoli o li porta la cicogna, oppure assurge ad evidenza una realtà che non si vuole considerare per mere opportunità geopolitiche internazionali. Mi verrebbe da pensare che la base ideologica su cui si fonda lo stato (inteso come “classe politica”) israeliano voglia storicamente annullare il peso della Shoah applicandone una nuova, o una anti-Shoah, ai propri nemici, appiccicando su di essi la vecchia effigie nazista…. Ovvero: sono stato massacrato dai miei nemici? Bene, ora quei nemici non ci sono più, dunque per riequilibrare la situazione ne massacro – questa volta io – altri, che essendo appunto nemici sono uguali ai primi! Lo so benissimo, è una considerazione provocatoria, ma è assai più semplice, e per certi versi logica, di tante altre…
Razionalmente, la situazione mediorientale è drammatica: è una guerra che dura da decenni, e che probabilmente qualcuno ha interesse a mantenere viva e adeguatamente atroce; sono convinto di ciò, il che mi convince per conseguenza che probabilmente esiste un impulso alla pace e alla pacifica sistemazione dell’area (che probabilmente percepì e fece proprio, pur a suo modo, l’ex primo ministro Sharon) ma che non venga forzatamente considerato appunto per gli interessi di cui sopra: perché un Israele attaccato da forze islamiste è buona cosa per chi le vuole combattere, e viceversa perché un Israele massacratore di civili è altrettanto buona cosa per “i nemici dell’occidente”, e così via…
A mio modo di vedere, ci sono solo due soluzioni alla situazione: una, terribile e pericolosissima a livello mondiale, tuttavia paradossalmente più “purificante”, sarebbe una guerra totale tra i contendenti nell’area, che faccia piazza pulita di tutto e che faccia rendere conto agli spiriti più illuminati del luogo quanto sia idiota spararsi addosso, e necessario vivere in pace e collaborazione sociale per evolvere; l’altra, che ovviamente tutti dovremmo auspicare e verso cui dovremmo tendere, è che sia il popolo, i cittadini israeliani (e ugualmente i palestinesi e tutti gli altri delle nazioni coinvolte) a riprendere in mano la democrazia dei propri stati, e a imporre ai propri governanti la volontà di pace e di vita. In fondo è il popolo che poi subisce le cannonate “per errore” o le rappresaglie dei kamikaze, mentre i loro capi comandano il tutto nei loro superprotetti bunker! Che li mandino all’inferno! E che Israele finisca di (voler o dover) essere un protettorato delle amministrazioni americane, che come sostengo sono le prime ad avere interesse che venga bombardato, e per diventare finalmente un vero stato indipendente! Lo dico sempre, per questa situazione come per tante altre: ogni esplosione di cannone o di bomba o quant’altro che uccide dei civili, soprattutto se bambini, è “un’assicurazione” per future atrocità, future rappresaglie, future guerre, futuri innumerabili morti… Ma l’uomo sovente si istupidisce quanto detiene il potere, in Medio Oriente come in qualsiasi altro luogo, e ciò mi fa’ temere che sia la prima soluzione, quella più probabile… A meno che, finalmente, i popoli di quei luoghi si stanchino definitivamente di essere comandati e guidati verso una reciproca distruzione…