Una passeggiata e nulla più… Novembre 27, 2006
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A mio modo di vedere, Joseph Ratzinger non deve avere alcuna paura circa la propria visita in Turchia, attorno alla quale la stampa (italiana) continua a sollevare una cortina di terrore, invero per ragioni di mera suggestione mediatica che per ragioni oggettive… Non deve temere nulla perché, al momento attuale, nessuno ha interesse a coinvolgere il capo della chiesa romana in un attentato: non la Turchia ed il suo establishment, altrimenti la propria richiesta di ingresso nella UE si troverebbe senza più terra sotto i piedi; non l’islamismo locale, nonostante le polemiche e il contrasto post-Ratisbona e nonostante sembra che promettano fuoco e fiamme contro l’imminente visitatore (ma è solo scena, conveniente e funzionale alla propria immagine e presenza politica), perché non modificherebbe nulla nel rapporto di forza tra islam e cristianesimo (morto un papa se ne fa’ un altro, come recita la saggezza popolare) e contribuirebbe soltanto a crearsi nuovi avversari (almeno politici) anche tra gli alleati o potenziali tali; inoltre, anche al radicalismo islamico farebbe assai comodo una Turchia “europea”, dacché significherebbe molti meno ostacoli per il proprio espansionismo ideologico… E peraltro non sono così certo che si debbano temere anche atti isolati di qualche fanatico che in nome di Allah agisca assolutamente solitario per compiere ciò che ritenga “buono e giusto” per la causa islamica: viceversa, sono convinto che grossi eventi dal potere sovversivo della realtà dei fatti, in questo nostro mondo globalizzato anche e soprattutto geopoliticamente, non avvengano mai per caso; le organizzazioni radicali islamiche in Turchia, le quali è facile pensare che siano frequentate da un eventuale fanatico/potenziale attentatore, credo che conoscano i propri “galli” e non li lascino troppo razzolare, quando non sia il caso di farlo…
In effetti, l’unico interesse ad un evento criminoso contro Ratzinger potrebbe averlo il Vaticano, quanto meno per la enorme carica suggestionante che avrebbe una morte del genere per il proprio capo e, di rimando, per la causa dell’influenza di potere cattolico sul mondo: il vittimismo funziona sempre (altro che “santo subito”: martire con tanto di gigantografie agli angoli delle strade!) e su un piatto d’argento verrebbe sancito – almeno agli occhi del mondo occidentale – dove sia (e chi sia) il “bene” e dove il “male”… Ma è un papa ancora troppo “fresco” e peraltro troppo politicamente forte, negli equilibri di potere vaticani, e dunque penso che anche un tale “interesse” interno alla sua uscita di scena sia alquanto prematuro…
Sarà una passeggiata di salute, dunque, e nulla più, essenzialmente politica piuttosto che apostolica (e quando mai lo sono state tali, nell’era moderna, le visite all’estero del capo della chiesa romana?), che come risultato primo e immediato metterà i bastoni tra le ruote a chi si dichiara contrario all’ingresso della Turchia in Europa, facendo dichiarare solennemente a questa: visto come siamo bravi, civili, democratici? E’ venuto da noi il papa e non gli è accaduto nulla!… Mentre dal punto di vista vaticano porrà le basi di una “santa alleanza” funzionale alla spartizione dell’influenza socio-politica su questo nostro pezzo di mondo tra i due potentati religiosi (anche perché, con l’ingresso della Turchia in Europa i turchi, già numerosissimi, diverranno anche “religiosamente” la prima etnia con cui dover confrontarsi), i quali potentati sanno benissimo che, nella posizione in cui stanno, è assai più vantaggioso per entrambi collaborare e coalizzarsi che combattersi – il che, per qualsiasi libero cittadino qui come ovunque, è una evenienza mille volte più preoccupante di qualsiasi invasato islamico o cattolico pur senza briglie…
