Se non ricordiamo non possiamo comprendere (*) Gennaio 2, 2008
Posted by rota in Di buona memoria.add a comment
Sapete, a Thule il cambio di anno non è che una mezzanotte come tutte le altre, ovvero assolutamente importante come tutte le altre; anche per questo, ogni nuovo anno non è come un libro nuovo che si apre, e la cui apertura determina la chiusura di quello precedente, velocemente da riporre sugli scaffali a prendere la sua “buona” dose di polvere… Invero il libro è uno solo, e ogni nuovo capitolo o paragrafo, ogni nuova singola pagina nasce ed esiste grazie alle precedenti…
In buona sostanza - chi segue il blog già avrà compreso – le Cronache da Thule contengono anche della buona memoria – proprio come la categoria così denominata – ovvero un piccolo ausilio (tra tanti, si spera) utile ad avere sempre bene a mente certe evidenze del mondo, così da ricavarne non solo il ricordo ma anche, e soprattutto, una buona esperienza e consapevolezza, dunque una preziosa saggezza – la quale, lungi dal voler/dover essere qualcosa di solenne e cattedratico come la parola stessa potrebbe facilmente suscitare, non è assai più pragmaticamente che la miglior base possibile su cui costruire ogni proprio, singolo futuro, piccolo o grande che sia, da questo istante che si è già fatto presente ed ora è bell’e passato, fino a quanto più lontano la mente saprà vedere…
Per tutto ciò, le Cronache da Thule iniziano questo nuovo anno con un ricordo di quello precedente, un evento simbolico per tutti gli altri di simile natura dei quali, ahinoi, la realtà ci offre quotidianamente un vasto campionario: la Birmania (o Myanmar, se si vuole essere più “ufficiali”) della cui vicenda il blog se ne occupò nei giorni della “speranza” e per ciò qui emblematicamente richiamato, pur nel disincanto che qualcosa di buono potesse veramente accadere – come infatti è successo…
Chi si ricorda più di loro – e di tanti altri protagonisti, nel bene o nel male, di fatti analoghi (eccetto rarissimi casi)? Tutto rimarrà riposto nel libro chiuso del 2007, su una delle tante pagine che rapidamente ingialliranno d’oblio? Visto quanto (non) è stato fatto di veramente concreto, il mondo ha perso un’altra occasione di fare che il nuovo anno possa essere un poco migliore del precedente?
Ma se i “signori” che ci comandano (ovunque, nel mondo…) sono i primi ad avere la memoria assai corta, noi, nel nostro piccolo, se già sappiamo serbare il ricordo, trarne la giusta consapevolezza e “saggezza”, forse sapremo elevare fin da subito il nuovo anno un po’ più in alto di quello vecchio – e un po’ ciascuno, se si è in tanti, si riesce a sollevare qualsiasi cosa, anche un intero pianeta, ed anche malgrado quelle tante cose che invece lo appesantiscono e lo trascinano verso il basso…
Insomma…: auguri! – e mica, banalmente, solo per il nuovo anno…
