A Bollate “The word is yours”, per far “parlare” le parole in arte… Gennaio 21, 2008
Posted by rota in Di cose belle.add a comment
Ricevo&segnalo un nuovo evento che indaga, in maniera originale e insieme, per certi versi, scientifica, il rapporto tra parola/linguaggio e realtà quotidiana, attraverso il mezzo artistico quale migliore e più efficace nel saper andare a fondo nella visione del mondo vissuto che circonda tutti noi… Evento che, in più, mi permette di segnalare un altro “luogo di arte” veramente bello, la Fabbrica Borroni di Bollate, riconversione (simbolicamente ricca di significati) di un ex-complesso industriale a luogo deputato a sede dell’omonima collezione d’arte, una delle più importanti e vaste raccolte dedicate ai giovani artisti italiani, nonché quale location di eventi artistici, culturali e mantenendo anche una potenzialità sociale/conviviale, come ideale e assai originale sede di meeting, congressi, seminari, feste e cene private, grazie al proprio impareggiabile sfondo artistico e architettonico nel quale vivono opere importanti e bellissime di numerosi giovani artisti italiani. Il tutto, con la dinamicità di una istituzione non più solo espositiva ma anche propositiva, diventando una struttura dedicata alla giovane arte italiana, con il difficile compito di dare spazio,visibilità e promozione a giovani e giovanissimi.
Un gran bel posto, insomma, da conoscere e visitare – uno di quelli che, mi viene sempre da pensare (e mi scuso se forse esco dal seminato/seminabile), mantengono viva la speranza di salvezza per quest’Italia, che nell’arte e nella bellezza “popolare” del suo messaggio può ancora trovare un possente valore su cui reggersi e proliferare…
Fino al 10 febbraio 2008
The word is yours. Le parole più usate nella semiosfera dell’arte contemporanea
Fabbrica Borroni, Bollate (Milano)
Una ricerca, così come la mostra che ne elabora in parte i risultati, che ha per tema il binomio arte e linguaggio: The word is yours. Le parole più usate nella semiosfera dell’arte contemporanea. Lo scopo complessivo dell’intero progetto, che si articolerà nel tempo in più tappe, è capire quanto il proliferare del discorso sull’arte influisce sulla natura stessa della pratica artistica e quanto questo discorso può avvicinare o allontanare il pubblico dalla piena fruizione dell’opera.
In questo senso, l’arte è discorso in divenire, ma anche il divenire dell’arte è discorso. Un’ontologia ermeneutica, un fluire traboccante di segni e iscrizioni generato dal continuo processo di decodificazione prodotto dagli addetti ai lavori attraverso il confronto, la critica, la divulgazione e la pubblicizzazione dell’arte.
Di fronte all’aumento voluminoso del discorso sull’arte contemporanea, ed all’importanza che assume il processo di decodificazione, anche e soprattutto grazie all’impatto dei più recenti mezzi di comunicazione (newsletters, portali, riviste on line), l’intento della ricerca vuol essere quello di un’immersione curiosa e indagatrice del mondo testuale così generato. Un’indagine sulle tracce del mondo interpretato per ricomprenderne l’interpretazione. Il metodo: quello di isolare alcune parole chiave, o topoi del discorso, che ricorrono nell’arte oggi forse più di ieri, o che magari sono gli stessi di sempre. La volontà è quella di cogliere alcune tematiche chiave, fondamentali per capire ove si diriga l’odierna sensibilità artistica, e se vi siano alcune particolari tendenze in atto. L’obiettivo è nel disegno e nella rappresentazione dei topoi di maggior attualità nel linguaggio che definisce l’arte contemporanea e verificarne l’interazione sullo sviluppo della pratica artistica.
Il primo momento del percorso consiste nella compilazione di una classifica delle parole più usate nel discorso sull’arte contemporanea (corpus di testi: totale dei comunicati stampa pubblicati su Press Release/Undo.net nel mese di Settembre 2007 – 1300 comunicati circa), e nella somministrazione dei risultati agli artisti invitati ad esporre in questa prima occasione. Una manciata di parole ad una manciata di artisti, il confronto è libero ma freddo. Senza indicazioni di significato, questi primi posti segnici, ritagliati da un magma testuale incommensurabile, parole emerse a galla spinte dalla pressione del loro utilizzo, estratte dal contesto, isolate, vengono nudamente offerte agli artisti: colore, cultura, forma … ricerca … tempo … segno…in attesa forse di una nuova attribuzione di senso, di una rilettura. Un invito a confrontarsi nello spazio della poetica e pratica artistica, con i termini abitualmente più utilizzati per annunciarne e connotarne i contenuti.
Lungo il percorso espositivo si snodano anche i risultati della ricerca scientifica, nella classica forma di output grafici e tabelle. Due linguaggi differenti accostati nello stesso spazio: il discorso scientifico, della linguistica computazionale, intercetta la narrazione delle opere esposte.
Fabbrica Borroni è la sede della Collezione Borroni, una delle più importanti e vaste raccolte dedicate ai giovani artisti italiani. 500 opere di quasi cento giovani artisti sono disposte negli spazi affascinanti di un opificio ristrutturato,dove la luce e il silenzio sono protagonisti insieme al secolare giardino. Il collezionista ha mantenuto le caratteristiche della costruzione, creando spazi espositivi per quasi 2.500 mq. La collezione spazia dagli anni 80 ad oggi, ed è in continua crescita per il costante aggiornamento che viene effettuato. Da anni la Collezione Borroni è conosciuta e visitata non solo dagli addetti al settore, ma anche da scuole,università, associazioni e privati, quale importante punto di riferimento sul panorama artistico nazionale.
Fabbrica Borroni è quindi il luogo ideale per meeting,congressi,seminari, feste e cene private, con un impareggiabile sfondo artistico e architettonico,nel quale vivono opere importanti e bellissime dei giovani italiani. Viene offerta assistenza completa e integrata per l’ideazione, la progettazione e lo svolgimento dell’evento con servizi e tecnologie di base. Alcune caratteristiche della Fabbrica sono il parco/giardino completamente attrezzabile, l’isolamento degli spazi che permette di arrivare anche alle ore piccolissime, il grande parcheggio interno, e la possibilità di compiere una visita guidata alla Collezione durante l’evento. Dalla convention alle presentazioni aziendali, dalla festa alla rappresentazione teatrale, infinite sono le possibilità offerte dagli spazi della Fabbrica.
La Collezione Borroni è pronta per trasformarsi in una struttura dedicata alla giovane arte italiana, con il difficile compito di dare spazio,visibilità e promozione a giovani e giovanissimi. Su volontà del collezionista, l’omonima Fabbrica intende ora aprire al pubblico per passare da collezione privata a struttura organizzata e promotrice. La struttura è diretta da un giovane curatore che organizzerà la progettazione e l’esecuzione di tutte le iniziative previste,avvalendosi di collaboratori altrettanto giovani ma già esperti nel campo artistico e della comunicazione.
Infos:
Fino al 10 febbraio 2008
The word is yours. Le parole più usate nella semiosfera dell’arte contemporanea
FABBRICA BORRONI
Via Giacomo Matteotti, 19 – 20021 Bollate (Milano)
orario: Martedì - venerdì dalle ore 15.00 alle ore 19.00. Sabato e domenica dalle ore 11.00 alle ore 20.00
Tel. +39 0233301552 (info), +39 023506500 (fax), +39 0238301718 (biglietteria)
info@fabbricaborroni.it
www.fabbricaborroni.it
(ulteriori informazioni su exibart.com)
catalogo: in mostra
curatori: Margherita Salmaso, Chiara Zizioli
autori: Alessandro Ambrosini, Luca Bertini, Tommaso Carozzi, Jgor Cavallina, Paolo Cavinato, Cocacolas Company, Dado&Stefy, Marco Di Giovanni, Andrea Facco, Erica Fenaroli, Joys, Lucia Maggio, MCB Mancassola Ceriani Basilico, Gionata Ozmo Gesi, Progettozero(+), Giovanna Ricotta, Santomatteo, Luca Vannulli, Sebastiano Zanetti, ZimmerFrei
