
Lorenzo Oggiano, QO STUDY 104 C – Lambda print – cm.140×100, 2008
Scrivo con deprecabile ritardo (e me ne scuso, anche se in parte ciò è dovuto a cause di forza maggiore) della visita alla mostra quasi-objects di Lorenzo Oggiano curata da Claudia Attimonelli alla Traffic Gallery di Bergamo, conclusasi lo scorso 31 Marzo (e che presentai, all’epoca del vernissage, anche qui sul blog)… Mostra/dimostrazione di un’arte moooolto particolare – o forse dimostrazione di qualcosa di più di “arte”, immagini/visioni che Oggiano crea attraverso il calcolo numerico, per fissarle poi in stampe fotografiche (lambda print) e in un video 16:9 – questi, alla fine, i veri e unici “oggetti” della sua esposizione, il cui titolo “quasi objects” trovo assai azzeccato… Visualmente, quella di Oggiano la definirei arte del dubbio: il visitatore si ritrova di fronte a immagini per le quali risulta inevitabile la formulazione della domanda: “cos’è?” – domanda ancestrale, in effetti, e non per nulla le immagini di Oggiano posseggono un’essenza che, nel post di presentazione sopra citato, definii (esagerando forse, ma forse nemmeno troppo) teleologica… Tuttavia il “dubbio” che ti sorge ammirando le peraltro meravigliose e curatissime opere (che chiunque, scommetto, scambierebbe di primo acchito per immagini microscopiche ad alta risoluzione di bizzarri organismi vegetali provenienti da qualche istituto di ricerca) non è quello che ti lascia di conseguenza smarrito, incapace di trovare risposte e/o soluzioni; viceversa, è il dubbio derivante dall’avere a disposizione innumerevoli potenziali risposte, ovvero quello che ti stimola l’interesse più profondo, una pari curiosità e quindi la volontà di andare fino in fondo nella ricerca del loro senso, accompagnati da un valore estetico tanto particolare quanto intrigante e fin da subito sapendo che quella ricerca potrà non avere alcuna ultima e definitiva risposta ed in fondo che sarà giusto (o meglio?) così, dacché il dubbio è e sarà sempre elemento impulsivo alla ricerca, alla riflessione, alla conoscenza… Cosa si ha in fronte, dunque? Organismi vegetali (appunto) terrestri? O forse alieni? Forme viventi di chissà quali altri universi e dimensioni, e viventi per chissà quali diverse leggi biologiche? Oppure viventi di tutt’altra vita, incomprensibile per la mente umana e soltanto registrabile nell’immagine? O ancora nulla di tutto questo, e soltanto semmai pura virtualità senza senso logico alcuno (a parte che nella sua genesi basata sul calcolo numerico, come detto)? E intanto, durante questa riflessione, si generano le singolari suggestioni estetiche (in senso certo non “classico”, anzi molto “alternativo”, eppure ben percepibile) che le opere di Oggiano cagionano (e che, personalmente e non so bene perché, mi ricordano le atmosfere ambientali di certi film di fantascienza degli anni ‘60/’70 del secolo scorso…).
Un artista alquanto originale che il blog terrà ben d’occhio (sul suo sito potete visionare molte delle sue opere, del ciclo quasi objects e di cicli precedenti) – con i complimenti a Traffic Gallery che lo ha voluto presentare al suo pubblico…
P.S. – ULTIM’ORA!: mi comunicano giusto in questi momenti (4 Aprile, ore 17) che quasi-objects di Lorenzo Oggiano è prolungata fino al 30 Aprile! Beh, ora visitarla, per chi non lo ha ancora fatto, diventa quasi imprescindibile!…

Maurizio Cattelan, Frau C, 2007, installazione a Portikus, 170×135x30, courtesy Galleria Massimo De Carlo
Ricevo&segnalo il prossimo evento di uno dei più rinomati luoghi d’arte italiani, il Centro d’Arte Contemporanea di Villa Manin a Codroipo (Udine), attivo tanto quanto originale nella programmazione e nella proposizione degli eventi. Ed è certamente buona prova di tale peculiarità “GOD & GOODS. Spiritualità e Confusione di Massa”, la nuova grande mostra che il prossimo 19 Aprile 2008 inaugura la stagione estiva del Centro. Curata da Francesco Bonami e Sarah Cosulich Canarutto, l’esposizione vuole presentare la spiritualità e il concetto del sacro attraverso le interpretazioni di trenta artisti contemporanei (tra cui il sopra mostrato Cattelan), dunque con lo sguardo esterno e, per certi versi, estremo ed estremamente arguto, dell’arte, che “può rivelare il potere evocativo di un’immagine così come rapportare la mitologia del bene di consumo a quello dell’iconografia sacra” come riporta la presentazione dell’evento. E chissà che proprio l’arte, con la propria libera e indipendente coscienza del reale, riesca a “scaricare” da sopra l’essenza autentica del concetto di “sacro” tutte le immani sovrastrutturazioni d’interesse che nei secoli certi uomini hanno voluto caricargli addosso, allontanandolo sempre più dal correlato concetto di “spiritualità” e facendolo di contro fonte continua delle più assurde e, spesso, efferate aberrazioni, per riportarlo in quell’ambito prettamente individuale e intimo che già Kant, tra gli altri, aveva postulato…
> Scaricate qui il comunicato stampa dell’evento, con tutte le informazioni necessarie.

Intanto evvivanoè esposizioni d’arte di Cherasco, galleria già dinamica di suo, pare che colga tutta la tipica energia primaverile per diventare ancora più attiva e laboriosa!… Date un occhio alle loro news di Aprile in Ci sono buone nuove da…, e facilmente vi sorgerà la curiosità e la volontà di conoscerla meglio e, chissà, fare un salto dalle loro (splendide) parti…

Una nota nostalgica, ora… Sono trascorsi ormai trent’anni – era esattamente il 4 Aprile 1978 – da quando Atlas UFO Robot, ovvero Goldrake, il primo anime robotico giapponese ad essere trasmesso dalla TV italiana, “invase” la mente e i sogni non solo dei bambini di allora, ma per certi versi di tutta l’opinione pubblica dell’epoca… Nostalgia, come dicevo, di quei bei tempi, durante i quali Goldrake salvò la Terra dagli invasori di Vega, sconfiggendoli e tornandosene poi sul pianeta Fleed da cui proveniva in origine – non prevedendo che, sulla stessa Terra, vi potessero essere nemici di essa quasi peggiori dei malvagi vegani… Ecco, appunto: torna, Goldrake! Torna sulla Terra, che qui di lavoro salvifico ce n’è ancora tanto da fare – uhssecen’è!!!… E magari comincia proprio dall’Italia, che se non la salvi tu, con tutti i problemi e i nemici (interni) che si ritrova, non vedo proprio chi la possa salvare!…
Ad memoriam…:
Il nuovo romanzo di Luca Rota!
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