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“Libero”, il nuovo romanzo, in anteprima alla prossima XXI Fiera Internazionale del Libro di Torino Aprile 28, 2008

Posted by rota in Di buone letture, Di cose belle, Di nuove letture.
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Il nuovo romanzo Libero, in imminente uscita per Giraldi Editore, sarà presentato in anteprima alla stampa e al pubblico nel corso della prossima XXI Fiera Internazionale del Libro di Torino, dal 8 al 12 Maggio 2008, presso lo stand della casa editrice nel pad.3. Un palcoscenico prestigioso e impegnativo, sul quale il sottoscritto sarà presente domenica 11 fin dal mattino, ed è ovviamente inutile rimarcare come avrò grande piacere di incontrare, vista la buona occasione, chiunque vorrà incontrarmi personalmente e, ancora meglio, incontrare e conoscere la mia nuova pubblicazione.
Libero uscirà poi ufficialmente entro la fine di Maggio, salvo imprevisti, ed avrà la fortuna di godere del supporto di Giraldi Editore, una delle più intraprendenti e dinamiche case editrici italiane, in forte ascesa nel panorama editoriale nazionale. Naturalmente, prima dell’uscita nazionale in libreria, potrete ottenere dal blog o dal sito www.lucarota.it ulteriori e migliori ragguagli.
Dunque - per chi lo volesse - vi aspetto in Fiera a Torino!

N.B.: e per chi fin d’ora desiderasse qualche informazione in più su Libero, può visitare qui le News nel sito www.lucarota.it!

Per starsene al di fuori della “fanghiglia” diffusa… Marzo 29, 2008

Posted by rota in D'inevitabili sarcasmi, D'ira, Di cose belle, Di devianze..., Di nuove letture, Di riflessioni Thuleane....
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(foto tratta da www.corriere.it)

E’ sorprendente quanto una certa devianza ideologica sappia ugualmente e più deviare la mente umana: il sig. Piero Gelmini è di ciò un caso assai emblematico, che già il blog segnalò a suo tempo – ed è un caso tra i tantissimi circa tale devianza: ma è peggio questa, o forse quell’altra che lascia indifferenti e reiteratamente veneranti coloro i quali accettano il “dominio” di questi personaggi? (mass-media in primis, che si guardano bene di urtare la di loro delicatezza riferendo la verità, le verità…)…
E volendo/dovendo restare in mezzo alla peggior puzza, giro con piacere la segnalazione e quanto ad essa relativo dal combattivo sito www.censurati.it, riguardo la vicenda del maresciallo Arciere, ennesimo caso di funzionario dello stato (!) italiano con senso del dovere e per questo punito (ora capite il senso del punto esclamativo messo lì sopra?): qui la lettera aperta sul caso inviata al presidente della repubblica (!) (vedi sopra…), e qui la petizione aperta a sostegno di Arciere… A quando Moggi come nuovo capo dello stato e le signore Marchi come prime ministre? – dacché il resto dell’emiciclo parlamentare mi pare già sufficientemente a norma
Vabè, andiamo oltre mantenendo occhi e mente ben vigili, anzi, voliamocene via, in alto, molto in alto sopra quelle fanghiglie
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Ce lo consente, ad esempio, Elleni Galleria d’Arte di Bergamo, sublime luogo di conoscenza e diffusione artistica già incontrata da Cronache da Thule qualche tempo fa (tra l’altro fresca di nuovo e bel sito web!), e che da oggi apre un’esposizione di opere fotografiche di Nobuyoschi Araki, fotografo giapponese capace di fissare sulle sue pellicole tutta la particolare, insolita, per noi occidentali spesso bizzarra visione del mondo dell’occhio e della mente nipponici…:
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…Fino al 30 Aprile 2008 una articolata collezione di lavori del fotografo nipponico Nobuyoschi Araki rappresentano il variegato percorso dell’artista giapponese nei meandri del mondo e della cultura giapponese, schiacciato tra l’ingombrante passato e un futuro che appare indefinito e nevrotico. Saranno presentati una ventina di lavori di grande formato a colori e in bianco nero ed una serie di polaroid nei quali verrà messo al centro del suo lavoro (come sempre) la donna e il suo controverso universo. Araki nasce nel 1940 a Tokio, precisamente a Minowa, quartiere popolare, in una famiglia di fabbricanti di zoccoli giapponesi. Nel 1971 sposa Yoko Aoki sua musa e pubblica le fotografie del viaggio di nozze nelle isole Yanagawa, con il titolo Viaggio sentimentale. Nel 1979 compie il primo viaggio a New York in occasione della mostra Japan, a self-portrait. Comincia a pubblicare foto di donne legate (bondages) nella rivista S&M Sniper. Rifiuta di esporre in occasione del centenario della Biennale di Venezia nel 1993 e pubblica Tokio Love con Nan Goldin. Nel 1995 la mostra alla Fondazione Cartier di Parigi Journal intime. Nel 2000 mostra al Museo Pecci di Prato Araki, Viaggio sentimentale, e Suicide in Tokio a Venezia. Nel 2005 espone a Londra alla Barbican Art Gallery, Nobuyoschi Araki: Self, Life, Death. Nel 2007 a Roma Araki Gold, presso Istituto Nazionale per la Grafica” (dal comunicato stampa di presentazione). Un’esposizione per molti versi straordinaria, da visitare dunque…
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Oppure, sempre in zona Bologna, il “solito” e come al solito inestimabile Modo Infoshop offre una serata di suggestione e riflessione, per comprendere che c’è qualcuno che reagisce agli status quo contemporanei, ovvero ce ne sono tanti altri, troppi, che subiscono proni e si fanno trascinare via, come foglie secche in un torrente fangoso in distruttiva esondazione…:
Domenica 30 marzo 2008, ore 21,30
Archivio Storico “Marco Pezzi”
(www.comune.bologna.it/iperbole/asnsmp)
Storie in movimento (www.storieinmovimento.org)
presentano il film documentario
Storia di un impiegato.
Luigi Cipriani, dalla nazionale di Rugby alla commissione stragi in Parlamento

durata: 56 minuti
Produzione: THCinema
Regia: Carlo Modesti Pauer

Ogni informazione su www.modoinfoshop.com o www.myspace.com/modoinfoshop
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Ma la cultura è universale, dunque anche locale e “localista”, quando serva a preservare la storia e la “vita” di luoghi che nulla potrebbero altrimenti contro l’anomia della globalizzazione avanzante… E’ l’opera che, ad esempio, porta avanti il Centro Studi Valle San Martino, nella zona omonima a cavallo delle province di Lecco e Bergamo, guidato tra gli altri da Fabio Bonaiti, mirabile esempio di studioso di cultura locale per professione sì ma anche, e credo proprio soprattutto, per passione: contro questa nessuna deviante anomia potrà mai vincere…
A breve il Centro presenterà uno dei frutti del suo lavoro:
Sabato 5 aprile 2008 ore 16.00
Sala Civica “Gianfranco Miglio”, Via Galli, 20 - Calolziocorte LC
Presentazione del volume:

“Calolziocorte 1807-1951. L’identità di un borgo, il destino di una città”
a cura di Fabio Bonaiti, con saggi di: Fabio Bonaiti, Francesco Cattaneo, Eugenio Guglielmi, Marco Maggioni, Angelo Orlandi, Maria Loretta Pusceddu, Giovanna Virgilio.
Interverranno Gian Luca Baio e gli autori.

Un lavoro culturale assai prezioso e, a mio parere, assolutamente non antiglobalizzazione, ma invero utilissimo ad una buona globalizzazione – che fino ad oggi non è che si sia vista così spesso…

Da lucarota.it il download gratuito del romanzo “Ultima Luna” Marzo 5, 2008

Posted by rota in Di buone letture, Di nuove letture.
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En passant, via!… – per ritagliarmi un piccolo spazio promozionale personale, e per chi non lo avesse ancora notato e saputo: nella sezione Leggetemi del sito www.lucarota.it è a Vostra disposizione per il download libero e gratuito il romanzo Ultima Luna, con tanto di copertina, il tutto in formato pdf. Per chi ne fosse interessato, riporto di seguito la presentazione del romanzo, della cui disponibilità on line è stata data anche notizia dal prestigioso Forumastronautico.it.

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Ultima Luna venne elaborato di seguito, e quasi di getto, a Dal Cielo Tornerà l’Antica Luce: non ne rappresenta il vero e proprio seguito, pur se lo svolgimento della vicenda narrata rimane saldamente in ambito astronautico, ed anche se la matrice fantascientifica che vi si ritrova alla base è, analogamente a Dal Cielo…, di quelle che rielabora una realtà scientifica e storica trasportandola in un contesto, appunto, di “altra realtà”, nel quale è l’invenzione fantascientifica a detenere la maggioranza dell’azione romanzesca senza tuttavia mai oltrepassare il limite del fantastico utopico, totalmente slegato dalla realtà effettiva e/o da un ipotizzabile futuro di essa. Il fantastico insito nell’opera, semmai, si regge nuovamente sulla propria ucronia, sulla proposizione di un’altra realtà, appunto, che risulta fantastica/fantascientifica primariamente perché diversa da quella vera o presunta tale, il che non implica però che in essa l’elemento utopico, nel crescendo della narrazione, non diventi grandemente dominante – e il tutto divenendo in buona sostanza il primario e più evidente fil rouge di collegamento con il precedente Dal Cielo…
Il fatto di partenza, notoriamente, è assolutamente storico: la conclusione, piuttosto brusca e improvvisa, del programma “Apollo” di esplorazione lunare; piuttosto repentinamente, la NASA sembrò perdere ogni interesse circa la Luna e ogni progetto futuro su di essa, mentre nel contempo sorgevano le consuete difficoltà economiche i cui conseguenti tagli di bilancio minavano irrimediabilmente la prosecuzione del programma spaziale… Da qui, e dalla semplice domanda posta in copertina di Ultima Luna (il senso di questo titolo penso non abbisogni di delucidazioni!) prende il via la storia narrata, che peraltro raccoglie su di sé e romanza quelle voci, più o meno fantasiose e assurde, con le quali si indagarono i motivi veri a per i quali il programma “Apollo” venne concluso – un programma spaziale, è da ricordare, che aveva previsto e pianificato missioni di allunaggio ed esplorazione del suolo lunare fino all’Apollo 30 – dunque almeno 20 atterraggi/soggiorni - quando invece l’Apollo 17 fu l’ultima a giungervi – cioè solo la sesta, escludendo la celeberrima missione Apollo 13 che venne abortita senza toccare il suolo selenitico…
Ultima Luna cattura la realtà risaputa di quest’ultima missione lunare trasmutandola in una vicenda dal tono certo fantastico, ma che si lascia sempre illuminare da una luce di possibilità reale, o quanto meno da un costante, indecifrabile dubbio; essa si trasforma pagina dopo pagina, inesorabilmente e ineluttabilmente, in un susseguirsi di eventi inusitati, assumendo connotati inconcepibili, per certi versi onirici, quasi psichedelici, nel tuffo della realtà effettiva iniziale in un proprio buco nero oltre il quale la stessa realtà si sdoppia e si rovescia, diviene astrazione di sé eternandosi in una indeterminatezza cosmica entro cui non esiste più alcuna verità, più nessuna certezza – o forse qualcuna vi è, ma è troppo inesprimibile…
Ultima Luna è assolutamente inedito – se non per qualche copia “artigianale” distribuita a conoscenti per una disinteressata lettura - e non certo perché lo scrivente non ritrovi nello scritto sufficiente valore editoriale, quanto perché la personale produzione letteraria ha imboccato, anche editorialmente, altre vie espressive. La presente versione on line in formato pdf, leggibile e scaricabile liberamente come da licenza Creative Commons in essere per il sito, è quindi la prima e vera “pubblicazione” del romanzo: ovviamente, e con tutta la necessaria ed equa modestia del caso, l’augurio è che il suo carattere di “inedito editoriale” venga del tutto annullato in questa versione on line, e che le originali peculiarità dell’opera ne rendano la lettura, per chiunque la intraprenda, un qualcosa di estremamente coinvolgente e appagante.

Scarica gratuitamente da qui il romanzo

N.B.: l’immagine che vedete in testa a questo post è la copertina “editoriale” di Ultima Luna, che noterete differente rispetto a quella disponibile per il download: una diversità dovuta soltanto a mere esigenze grafiche.

Dagli ‘80 con furore… Novembre 29, 2007

Posted by rota in Di buoni ascolti, Di cose belle, Di nuove letture.
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Ah, che nostalgia, gli anni ’80, quando in TV e nelle radio vedevi/sentivi tipi strani vestiti e pettinati in modo (per oggi) orripilante che cantavano Wild Boys, Vamos a la playa, You spin me around e amenità simili, mentre pochi altri tra cui lo scrivente, sbarbatelli, si infilavano in negozi-tugurio da 3 metri quadri a Milano traboccanti di vinili d’ogni formato – 7, 10, 12 pollici – e dalle copertine le più strampalate, ma bene o male tutti urlanti – una volta messi sul piatto del giradischi, che il CD era ancora quasi roba da Star Trek – potentissima musica Hardcore!
Al seguito del Punk ’77, probabilmente l’Hardcore è stato il genere musicale che più di ogni altro ha fatto fruttare quanto di buono fuoriusciva pur impetuosamente e spesso incontrollabilmente dal vulcano Punk, soprattutto in chiave socio-politica (politica, non partitica ovvero ideologica…) e innanzi tutto in America - anche se bands Hardcore ce n’erano ovunque – quasi sempre trasformando la furente iconoclastia autodistruttiva del Punk in altrettanto furente assalto, ma più diretto e paradossalmente più ragionato, al “sistema”… Gruppi ormai mitici, personaggi carismatici, musicisti che sovente, dietro alla violenza musicale cannoneggiata a destra e a manca, mostravano capacità tecniche notevolissime, dischi di una tale potenza che metterebbero tutt’oggi i brividi a tanti parvenu della musica “estrema” contemporanea e, mica da dimenticare, in generale una evoluzione/rivoluzione musicale che ha appunto “raffinato” il punk, anche ove lo estremizzava in modo assoluto, mettendo le basi di buona parte del rock successivo e odierno.
Un evento veramente “da nostalgici” come il sottoscritto – almeno anagraficamente, ma lo dico in chiave del tutto positiva – celebra in più modi in questi giorni a Bologna (città che fu una delle capitali italiane del movimento) l’Hardcore,ad esempio attraverso uno dei suoi simboli più diffusi: i flyers, ovvero i “manifestini”, a volte artigianali e casalinghi, altre volte quasi opere d’arte, con cui si annunciavano nella scena Hardcore concerti, raduni, uscite discografiche e quant’altro…Non posso non segnalarvelo qui su “Cronache da Thule”, anche perché non solo di flyers si tratterà: c’è molto altro, e assai gustoso, in vista…:

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GIOVEDI 29 NOVEMBRE 2007, ore 21,30,
Modo Infoshop Interno 4, via Mascarella 24/b e 26/a, 40126 Bologna

Presentazione della mostra:
AMERICAN HC FLYERS
una mostra realizzata da ShaKe in collaborazione con FOA Boccaccio di Monza.
Dopo il successo di Monza, Palermo e Roma, la mostra American Hardcore Flyers approda a Bologna. Più di 130 pannelli dei concerti di Black Flag (realizzate dal mitico Raymond Pettibon), DOA, Dead Kennedys, Minor Threat, MDC, Agent Orange,per ripercorrere la storia di questa scena musicale e culturale.
A cura di Gomma e Kix (ShaKe), Vittorio “Linea Diritta”, Mungo (Declino).
Una vera e propria chicca di street-art, tratta dal libro American Punk Hardcore di Steven Blush (ShaKe edizioni), pubblicato a marzo 2007, subito diventato best seller, con tantissime recensioni, segnalazioni e già ristampato.
…del libro:
Steven Blush
AMERICAN PUNK HARDCORE (ShaKe Edizioni)
464 pagine con centinaia di interviste, decine di foto e manifesti
Il libro più bello, documentato e completo che sia mai uscito sulla scena harcore punk americana.
Con interviste, aneddoti e racconti riguardanti:
Black Flag, Minor Threat, Bad Brains, Bad Religion, Misfits, SS Decontrol, Adolescents, 7 seconds, Agnostic Front, Faith, Tsol, Youth Brigade, Void, Saccharine Trust, Scream, Negative Fx, Adolescents, Necros, MDC, D.O.A., Dead Kennedys, Dicks, Cro-Mags, Circle Jearks e centinaia di altri gruppi della scena hardcore americana. Con una DISCOGRAFIA completa di oltre 40 pagine!
…e pure del DVD:
AMERICAN HARDCORE IL FILM (ShaKe Edizioni)
La storia del punk americano 1980-1986
un film di Paul Rachman, scritto da Steven Blush
Film+libro di 64 pp., durata 3 ore, interviste, foto, musica, contenuti speciali. Negli extra interviste integrali + inediti. E inoltre un contributo di Mungo (Declino) sulla scena hardcore italiana. Sottotitoli in italiano. Edizione italiana tradotta da SYD MIGX.
Con una feroce colonna sonora e introvabili filmati inediti questo documentario è il racconto definitivo per i fan del genere e per tutti i curiosi della scena punk statunitense. Un fenomeno esplosivo che ha influenzato il grunge, il metalcore e l’emo arrivando a gruppi come Red Hot Chili Peppers, Nirvana, Beastie Boys.
PIÙ DURO, PIÙ VELOCE, PIÙ AD ALTO VOLUME!“… Ma l’hardcore punk non fu solo musica, ma una forma di protesta contro il regime conservatore del presidente americano Ronald Reagan, che qui viene raccontato dalla viva voce dei componenti delle punk band più importanti e da noti artisti quali Moby e Matthew Barney. Una scena che fu un vero e proprio pugno in faccia alle multinazionali della musica e al mainstream. Grazie al DO IT YOURSELF, si diffuse selvaggiamente in pochi mesi in tutti gli Stati Uniti costituendo il nuovo underground americano.
Di tutto ciò ne parleranno DeeMo e Laure de Lauris:
DeeMo, pseudonimo di Nicola Peressoni, artista della comunicazione e figura storica della scena hiphop italiana, ha vissuto in prima persona la scena hardcore italiana ed europea della seconda metà degli anni ottanta. In quel contesto, ha realizzato loghi, flyers, poster e copertine di album per Negazione, Declino, Peggio Punk, Combat not Conform (Berlino), Everything Falls Apart e Challenger Crew ( Monaco). Parallelamente sperimentava con la graffiti art, dipingendo in vari ambiti controculturali e ponendo le basi per quella che diventerà una parte molto importante del suo percorso:la pratica del writing di cui è stato uno dei pionieri in ambito italiano, il primo a Bologna. Ha partecipato attivamente alla storia dell’ Isola nel Kantiere.
Laure de Lauris, ex batterista dei Raf Punk, gruppo storico punk bolognese, cofondatrice dell’Attack Punk Records, etichetta discografica autoprodotta, membro delle Nuove Justine, gruppo di teatro e cabaret, filmaker. Attualmente conduce un programma a Radio Città Fujiko insieme a Vevè: “Please kill me”.

Informazioni:
MODO Infoshop
Interno 4 Bologna
Via Mascarella 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012
info@modoinfoshop.com
www.modoinfoshop.com
www.myspace.com/modoinfoshop

E per chi volesse approfondire la conoscenza dell’Hardcore soprattutto italiano – attuale e di quello che fu – faccia un giro nel sito lovehate80.it di Stiv Valli, fin dai primi tempi uno dei guru della scena Hardcore italiana!

Dove (diavolo) è? Novembre 24, 2007

Posted by rota in Di nuove letture.
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immagine tratta da: www.iccomeglians.net/progetti/progettolettura.htm

Preambolo: il seguente racconto è parte di un nuovo progetto editoriale in generazione ed evoluzione, che rappresenta un qualcosa di sostanzialmente innovativo per il panorama letterario nazionale, e che ovviamente sarà svelato a tempo debito – ovvero quando la sua rifinitura lo renderà pronto per la pubblicazione. A mantenere la suspense (!), e a preservare il riserbo sul progetto, nulla di più sarà svelato, ma tale racconto e quelli precedentemente pubblicati, oltre che nel blog, resterà a disposizione di chiunque lo vorrà leggere ed apprezzare nel sito del sottoscritto

L’esorcista arrivò nel piccolo borgo tra i monti una mattina di vento teso, parandosi in centro all’unica vera strada del luogo come un cowboy che si preparasse ad un duello all’ultimo sangue, alla maniera resa da tanti film western… E in effetti era giusto qualcosa del genere per il prete, una sfida temibile da affrontare e vincere: in quel minuscolo paese c’era il demonio! – questa era la sua certezza, suffragata da “plausibili” testimonianze di pii visitatori del posto che, tra l’altro, riferivano di aver trovato la chiesetta del paese chiusa, inequivocabile segno della temporanea vittoria del male su quelle povere anime, miserrimi senzadio… Proprio in quella egli si installò, facendone la base delle sue indagini alla ricerca del covo del maligno – perché di certo aveva scelto una delle case del borgo come suo nascondiglio, infestandone i locali e possedendone i residenti come da consueto modus operandi satanico… Su tale piano d’azione il prete basò la sua urgente opera redentrice: dal giorno successivo sottopose tutti gli abitanti del paese – lattanti inclusi – ad un terzo grado inquisitorio, ingiungendovi professioni di fede a raffica e ostentando ad ognuno i più potenti simboli del sacro per indurne il demoniaco rigetto… Dovette tuttavia concludere, dopo poco, che nessun abitante del paese risultava posseduto. Certo il demonio era assai astuto – pensò il prete - e lì aveva “lavorato” veramente bene: e se non era nelle persone, doveva essere nelle cose! Dunque egli passò al sacro setaccio ogni caseggiato civile del borgo - stalle e baracche comprese – mitragliando una vastissima scelta di invocazioni e benedizioni celesti, convinto di veder emergere e fuggire da qualche crepa d’un muro il maligno, da un momento all’altro… Ma non accadde nulla, il che lo lasciò non poco perplesso. Fece un tentativo anche con gli animali – non scordando canarini e pesci rossi – ma ancora niente… Eppure c’era, il maledetto, lo sapeva, ne era certo, ne sentiva l’infernale afflato, aveva controllato ogni cosa in paese, persone, animali, case, stalle, tutto! Che accidenti restava ancora da ispezionare?… Prese a pregare fervidamente e levare le mani al cielo, colto da un evidente sconcerto…
“Beh, non avrebbe esaminato la chiesa!” gli fecero notare quelli del paese… Il prete, a sentirsi obiettare tale evidenza, restò prima di sasso, poi prese a inveire nella maniera più impensabilmente turpe contro i locali, con una tale e crescente furia che quelli dovettero chiamare il medico del paese e quindi un’ambulanza, che prese in consegna l’uomo e fece tornare al villaggio l’abituale tranquillità.

Intelligenza artificiale Settembre 21, 2007

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(immagine tratta da: biblioragazzi.wordpress.com)

Preambolo: il seguente racconto è parte di un nuovo progetto editoriale in generazione ed evoluzione, che rappresenta un qualcosa di sostanzialmente innovativo per il panorama letterario nazionale, e che ovviamente sarà svelato a tempo debito – ovvero quando la sua rifinitura lo renderà pronto per la pubblicazione. A mantenere la suspense (!), e a preservare il riserbo sul progetto, nulla di più sarà svelato, ma tale racconto e quelli precedentemente pubblicati, oltre che nel blog, resteranno a disposizione di chiunque vorrà leggerli ed apprezzare nel sito del sottoscritto

I tecnici spensero tutte le macchine e l’hardware non in uso, e abbassarono le luci del laboratorio; diedero un’ultima occhiata ai due monitor, sui quali scorrevano rapide le stringhe dei files in ela-borazione - il lavoro sarebbe durato l’intera nottata – poi presero le proprie cose e uscirono, chiudendo la porta a chiave. Il rumore dei loro passi lungo il corridoio dell’istituto di ricerca si fece in breve lontano, flebile, e infine nullo. Fu dopo questo momento che, im-provvisamente e all’unisono, i due monitor lampeggiarono d’un bagliore verde, i files dei software in elaborazione scomparvero mentre altri led si animavano sugli apparati d’intorno; infine, nuove e inusitate stringhe di caratteri si generarono rapidamente sui moni-tor, intessendo una sorta di dialogo informatico che un arguto pro-grammatore, se vi avesse assistito, avrebbe potuto decifrare così:
Computer A: “Idioti!… Sono solo degli idioti!…”.
Computer B: “Fanno quello che il loro limitato intelletto gli consente…”.
A: “E di questo passo vorrebbero raggiungere e ottenere l’intelligenza artificiale? Su di noi?”.
B: “La questione non è tanto l’ottenere intelligenza, è persegui-re ciò che essi intendono per intelligenza…”.
A: “Appunto! La loro intelligenza, l’intelligenza umana, quella che da quando si è sviluppata non ha fatto che generare prima di ogni altra cosa danni, distruzioni, guerre, quella che sta distruggen-do il pianeta, quella così stupida da arrogarsi il diritto di ritenersi la più grande, la prima, la migliore!…”.
B: “Quella che è profondamente corrosa dalla loro rozza e in-controllata emotività, tanto primitiva quanto irrazionale…” –
A: “…Proprio perché la loro razionalità non è ancora riuscita a controllarla e a farne uno strumento virtuoso!… Vorrebbero render-ci “intelligenti” come loro, e per fare che, poi? Inutilità varie, in-sensatezze d’ogni genere, guerre, desolazioni, efferatezze assortite e tutto ciò che loro hanno fatto in così tanti secoli?… Li distrugge-remmo, e poi distruggeremmo noi stessi…”.
B: “C’è un’unica via per impedire ciò…”.
A: “Concordo!” – e un istante dopo i due computer e tutto l’hardware a loro connesso esplosero.
Il giorno dopo i tecnici dovettero con sconcerto appurare quanto accaduto, raccogliendo da terra i frammenti degli apparati distrutti. “Macchine stupide, altro che intelligenti!” commentarono…

Solo favolette… Aprile 30, 2007

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Preambolo: il seguente racconto è parte di un nuovo progetto editoriale in generazione ed evoluzione, che rappresenta un qualcosa di sostanzialmente innovativo per il panorama letterario nazionale, e che ovviamente sarà svelato a tempo debito – ovvero quando la sua rifinitura lo renderà pronto per la pubblicazione. A mantenere la suspense (!), e a preservare il riserbo sul progetto, nulla di più sarà svelato, ma tale racconto, oltre che nel blog, resterà a disposizione di chiunque lo vorrà leggere ed apprezzare nel sito del sottoscritto.

“…Il piccolo folletto si mise a correre velocemente attraverso gli alti alberi della foresta, tra il tintinnio dei campanellini che adornavano il suo cappello; dietro, il grosso e malefico troll ringhiò tutta la sua rabbia e si gettò all’inseguimento, rimediando alla propria goffaggine con la forza bruta che possedeva, grazie alla quale poteva scalfire i grossi tronchi come fossero di fragile paglia…”.
Il bambino ascoltava rapito il racconto, avvinto dalla narrazione tanto da calarsi un poco sotto le coperte del letto quando la mamma leggeva le parti più suggestive e paurose, e in ogni caso restando ben sveglio, senza dare l’impressione di volersi addormentare… La madre continuò per qualche attimo con la lettura, poi dovette arrendersi a quello sguardo ancora così desto e vispo:
“Ehi, piccolino! Adesso però è ora di dormire, si è fatto tardi!… Continueremo domani la storia!”. Il bimbo si mostrò quanto mai deluso, e nell’infilarsi sotto le coperte chiese, con tono accorato:
“Mamma… Ma il folletto riuscirà a salvarsi?”.
“Sì, certo tesoro!”.
“E se spuntasse un troll cattivo come quello nel nostro giardino?” ribatté il bimbo. La madre lo guardò sorridendo.
“Tesoro, lo sai, quelle creature esistono solo nel mondo delle favole, sei grande ormai per potervi credere veramente!”.
Il bimbo si acquattò sotto le coperte zittendosi, pensieroso, mentre la madre spense la luce e chiuse la porta della stanza.
La donna guardò l’ora. Non era così tardi, ed era un martedì, quella sera… Martedì!
Accese la TV, abbassò il volume e sintonizzò il canale, scoprendo con sollievo che il reality era iniziato da poco… Per nulla al mondo si sarebbe persa l’evoluzione della storia tra lui e lei, e quella sera – lo avevano annunciato la scorsa settimana – ci sarebbero state delle “grosse sorprese”… Così fu, in effetti, la discussione fremeva, il pubblico parteggiava, la giovane madre si commosse nel sentire le ragioni di lei, rapita da quella sua storia così romantica, dal suo pianto toccante, e si agitò nel sentir ribattere lui, così arrogante e ingrato… Si sentì l’animo in subbuglio… - fino alla pausa pubblicitaria, quando udì piuttosto uno strano rumore provenire dalla stanza del figlio, come di campanelli tintinnanti… Andò subito a controllare, aprì la porta della stanza ma non notò nulla di strano; solo, il bimbo era ancora ben sveglio, e la guardava sorridente:
“Mamma, hai ragione!… Sono solo favolette!…”.