Bella musica e bella arte - per un mondo, dal Tibet all’Iraq, più bello… Aprile 11, 2008
Posted by rota in D'inevitabili sarcasmi, Di buoni ascolti, Di cose belle.add a comment
Embè?… E’ finita la farsa?… Ah, mi dite che non è ancora finita, che manca una domenica, e che comunque non finisce mica, che è già parecchi anni che va’ avanti e che pare non finirà tanto presto nemmeno in futuro?… Uff, c’è solo da sperare che il “pubblico” sia sempre meno, e che alla fine restino i commedianti da soli nel loro decadente teatrino, sperando anche che qualcuno li chiuda dentro a chiave e la butti via…

Avrete probabilmente letto quanto ha dichiarato il professor Gianni Vattimo, con lo storico professor Losurdo, sulla questione Cina/Tibet… Ipse dixit: “(…) Solo qua e là a spizzichi e bocconi si può leggere qualche informazione corretta sulla selvaggia caccia all’uomo di quei giorni in cui la polizia cinese fu chiamata ad intervenire troppo tardi (…)”, o anche: “Prima l’indipendenza mascherata da autonomia del Tibet, del Grande Tibet, poi della Mongolia interna e infine della Manciuria: non è altro che la versione aggiornata del piano imperialista inglese contro la Cina”…
Non voglio commentare direttamente le sue opinioni, ho notato che già tantissimi, sul web, lo hanno fatto; voglio solo rimarcare, ancora una volta, la più sconfinata ammirazione per il pensiero di Voltaire, e la sua difesa della libertà di parola: il modo più efficace per rivelare la vera essenza di chiunque ne goda, a beneficio di tutti gli altri!… E sperare che il professor Vattimo, che certamente anela per sé un nuovo “grande balzo in avanti”, riesca veramente a farlo! Lo spero vivissimamente, professore! Forza! Dai, che ce la fa’!
E, in proposito, faccio eco ad una mirabile iniziativa che ricavo dal blog di Beppe Grillo:

Partecipatevi, è molto importante e significativo farlo - anche per sè stessi…

Ricevo&segnalo con piacere da Chew-Z netlabel – fiero con ciò di affacciarmi fin da oggi nel futuro della musica, ovvero nei prodromi contemporanei di una rivoluzione del suonare e dell’ascoltare musica che a breve cambierà il mondo (alla faccia di quelle corporazioni che vi si oppongono, e che per tale loro scelta stanno già sprofondando nelle nebbie di un passato già oggi trapassato…):
Netlabelism: a day in a free music a Pisa
Sabato 12 Aprile 2008 a partire dalle 18 al Cantiere Sanbernardo di Pisa e al Rebeldia avrà luogo un evento per far conoscere al pubblico la realtà delle Netlabel, etichette musicali spesso indipendenti che distribuiscono e producono musica online.
Netlabelism nasce da una collaborazione organizzativa tra l’Associazione Culturale Cantiere Sanbernardo, il C.S.A. Rebeldia e Radio Incontro per portare al pubblico pisano una giornata di musica, workshop, dj-sets, live-sets e pendrive party dedicati al fenomeno netlabels.
Si inaugura al Cantiere Sanbernardo alle ore 18 con il Workshop Netlabel & Creative Commons - Un momento d’incontro per conoscere le nuove frontiere della produzione e della distribuzione della musica attraverso il web e le novità nella gestione dei diritti d’autore.
Alle 19.30 sempre tra le mura della Chiesa sconsacrata di Via Gori ci sarà il Pen Drive Party con Assaggini Elettronici - il Pen Drive Party è un nuovo modo di fruire l’offerta musicale: ascolti, balli, copi la musica della serata sulla tua pendrive e te la riporti a casa!
A seguire due live e visual set con Eniac e Lo Dev Alm: l’evento potrà essere ascoltato in diretta e in streaming su Radio Incontro 107.775.
Alle 23.30 Netlabelism si sposta al C.S.A. Rebeldia dove si ballerà fino alle 00.30 con Eniac e, a seguire, con il Dub di Dj Jambassa: la serata sarà registrata e trasmessa su Radio Incontro la settimana seguente.
Per informazioni:
Cantiere Sambernardo: www.cantieresanbernardo.it
Radio Incontro 107.775: www.incontro.it

Cronache da Thule ha conosciuto Lorenzo Manenti, giovane artista bergamasco, in qualità di curatore della originalissima mostra In-Urban #3 a Romano di Lombardia; ma Lorenzo è anche e soprattutto artista, appunto, e in questi giorni espone a Milano una selezione di sue opere di valore veramente notevole, non solo artisticamente ma anche culturalmente: una scelta espressiva pregevole, ed esempio pregnante di ciò che, oggi, l’arte può (e forse deve, o dovrebbe) essere…:
Milano, fino al 19 aprile 2008
Lost Iraq
PISCINA COMUNALE spazio d’arte
Via Ambrogio Campiglio 13, Milano
L’esposizione presenta una selezione delle ultime opere relative al ciclo Irakena con il quale l’artista bergamasco denuncia la disastrosa situazione dei beni archeologici in Iraq a partire dall’inizio della guerra nel 2003 e a tutt’oggi ancora fuori controllo.
Lorenzo Manenti è nato a Romano di Lombardia (Bg) nel 1978. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico Statale di Bergamo sotto la guida di Giulio Albrigoni e Gianfranco Bonetti, si iscrive al corso di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, conseguendo il diploma nel marzo 2002 con la tesi “Sironi e gli anni della pittura murale” seguito dalla dottoressa Elena Pontiggia.
Per informazioni: +39.02/2663622

Ma Traffic Gallery – luogo d’arte contemporanea ormai noto a voi tutti frequentatori del blog – è così dinamica perché lo sono i suoi artisti, o viceversa sono questi ad essere irrefrenabilmente operosi per contagio di dinamismo dalla galleria che li promuove?… In attesa di dirimere il dubbio, ecco i prossimi appuntamenti degli artisti della galleria:
OTOLAB:
11 Aprile 2008 | Paris |
Op7 | Live Audiovisual Performance |
Némo Festival | Élysées Biarritz |
22-24 | rue Quentin-Bauchart | h 23,00
www.elyseesbiarritz.com |
LORENZO OGGIANO:
17 aprile - 18 maggio 2008 | Valencia |
Quasi-Objects: Video 2005-2007 |
Digital Media Valencia | La Nau |Valencia | Spagna |
www.digitalmediavalencia.com |
…e molto altro sul sito web di Traffic Gallery…
!!! AGGIORNAMENTO DI SABATO 12 APRILE!!!
Ricevo al volo & al volo segnalo:

in
ODIAMOL’ARTE
12 Aprile 2008
@ Gheroartè - via Gramsci 4, Corsico (MI)
Il 12 Aprile 2008 a Corsico (MI) all’interno dell’associazione culturale Gheroartè avrà luogo “Odiamolarte”, party audiovisivo organizzato da Inv3rno Netlabel.
Odiamolarte è pensato come un evento multimediale al quale prenderanno parte artisti provenienti da diversi ambiti rappresentanti tipologie e tecniche eterogenee, appartenenti sia al mondo della grafica che della musica. Un folto gruppo di creativi selezionati contribuirà con writing, streetart, fotografie e installazioni intervenendo sugli spazi offerti dalla location rielaborandoli e rivisitandoli secondo i propri gusti e stili personali…
Ogni infos su www.odiamolarte.org…
Per starsene al di fuori della “fanghiglia” diffusa… Marzo 29, 2008
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(foto tratta da www.corriere.it)
E’ sorprendente quanto una certa devianza ideologica sappia ugualmente e più deviare la mente umana: il sig. Piero Gelmini è di ciò un caso assai emblematico, che già il blog segnalò a suo tempo – ed è un caso tra i tantissimi circa tale devianza: ma è peggio questa, o forse quell’altra che lascia indifferenti e reiteratamente veneranti coloro i quali accettano il “dominio” di questi personaggi? (mass-media in primis, che si guardano bene di urtare la di loro delicatezza riferendo la verità, le verità…)…
E volendo/dovendo restare in mezzo alla peggior puzza, giro con piacere la segnalazione e quanto ad essa relativo dal combattivo sito www.censurati.it, riguardo la vicenda del maresciallo Arciere, ennesimo caso di funzionario dello stato (!) italiano con senso del dovere e per questo punito (ora capite il senso del punto esclamativo messo lì sopra?): qui la lettera aperta sul caso inviata al presidente della repubblica (!) (vedi sopra…), e qui la petizione aperta a sostegno di Arciere… A quando Moggi come nuovo capo dello stato e le signore Marchi come prime ministre? – dacché il resto dell’emiciclo parlamentare mi pare già sufficientemente a norma…
Vabè, andiamo oltre mantenendo occhi e mente ben vigili, anzi, voliamocene via, in alto, molto in alto sopra quelle fanghiglie…

Ce lo consente, ad esempio, Elleni Galleria d’Arte di Bergamo, sublime luogo di conoscenza e diffusione artistica già incontrata da Cronache da Thule qualche tempo fa (tra l’altro fresca di nuovo e bel sito web!), e che da oggi apre un’esposizione di opere fotografiche di Nobuyoschi Araki, fotografo giapponese capace di fissare sulle sue pellicole tutta la particolare, insolita, per noi occidentali spesso bizzarra visione del mondo dell’occhio e della mente nipponici…:

“…Fino al 30 Aprile 2008 una articolata collezione di lavori del fotografo nipponico Nobuyoschi Araki rappresentano il variegato percorso dell’artista giapponese nei meandri del mondo e della cultura giapponese, schiacciato tra l’ingombrante passato e un futuro che appare indefinito e nevrotico. Saranno presentati una ventina di lavori di grande formato a colori e in bianco nero ed una serie di polaroid nei quali verrà messo al centro del suo lavoro (come sempre) la donna e il suo controverso universo. Araki nasce nel 1940 a Tokio, precisamente a Minowa, quartiere popolare, in una famiglia di fabbricanti di zoccoli giapponesi. Nel 1971 sposa Yoko Aoki sua musa e pubblica le fotografie del viaggio di nozze nelle isole Yanagawa, con il titolo Viaggio sentimentale. Nel 1979 compie il primo viaggio a New York in occasione della mostra Japan, a self-portrait. Comincia a pubblicare foto di donne legate (bondages) nella rivista S&M Sniper. Rifiuta di esporre in occasione del centenario della Biennale di Venezia nel 1993 e pubblica Tokio Love con Nan Goldin. Nel 1995 la mostra alla Fondazione Cartier di Parigi Journal intime. Nel 2000 mostra al Museo Pecci di Prato Araki, Viaggio sentimentale, e Suicide in Tokio a Venezia. Nel 2005 espone a Londra alla Barbican Art Gallery, Nobuyoschi Araki: Self, Life, Death. Nel 2007 a Roma Araki Gold, presso Istituto Nazionale per la Grafica” (dal comunicato stampa di presentazione). Un’esposizione per molti versi straordinaria, da visitare dunque…

Oppure, sempre in zona Bologna, il “solito” e come al solito inestimabile Modo Infoshop offre una serata di suggestione e riflessione, per comprendere che c’è qualcuno che reagisce agli status quo contemporanei, ovvero ce ne sono tanti altri, troppi, che subiscono proni e si fanno trascinare via, come foglie secche in un torrente fangoso in distruttiva esondazione…:
Domenica 30 marzo 2008, ore 21,30
Archivio Storico “Marco Pezzi” (www.comune.bologna.it/iperbole/asnsmp)
Storie in movimento (www.storieinmovimento.org)
presentano il film documentario
Storia di un impiegato.
Luigi Cipriani, dalla nazionale di Rugby alla commissione stragi in Parlamento
durata: 56 minuti
Produzione: THCinema
Regia: Carlo Modesti Pauer
Ogni informazione su www.modoinfoshop.com o www.myspace.com/modoinfoshop…

Ma la cultura è universale, dunque anche locale e “localista”, quando serva a preservare la storia e la “vita” di luoghi che nulla potrebbero altrimenti contro l’anomia della globalizzazione avanzante… E’ l’opera che, ad esempio, porta avanti il Centro Studi Valle San Martino, nella zona omonima a cavallo delle province di Lecco e Bergamo, guidato tra gli altri da Fabio Bonaiti, mirabile esempio di studioso di cultura locale per professione sì ma anche, e credo proprio soprattutto, per passione: contro questa nessuna deviante anomia potrà mai vincere…
A breve il Centro presenterà uno dei frutti del suo lavoro:
Sabato 5 aprile 2008 ore 16.00
Sala Civica “Gianfranco Miglio”, Via Galli, 20 - Calolziocorte LC
Presentazione del volume:
“Calolziocorte 1807-1951. L’identità di un borgo, il destino di una città”
a cura di Fabio Bonaiti, con saggi di: Fabio Bonaiti, Francesco Cattaneo, Eugenio Guglielmi, Marco Maggioni, Angelo Orlandi, Maria Loretta Pusceddu, Giovanna Virgilio.
Interverranno Gian Luca Baio e gli autori.
Un lavoro culturale assai prezioso e, a mio parere, assolutamente non antiglobalizzazione, ma invero utilissimo ad una buona globalizzazione – che fino ad oggi non è che si sia vista così spesso…
Qualche appunto sulla vicenda Ratzinger/La Sapienza Gennaio 16, 2008
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(immagine tratta da www.corriere.it)
Mi permetto di esprimere qualche osservazione sulla vicenda Ratzinger/La Sapienza (peraltro già ora fin troppo mediatizzata e strumentalizzata, in perfetto italiota style) posto che questo blog pubblica qui e là dei post riguardo l’essenza e la presenza dell’ideologia religiosa sulla nostra società, e rimarcando – se mai ancora ve ne fosse bisogno – la posizione dello scrivente, assolutamente (ma non assolutisticamente!) agnostica, libertaria, anticlericale, e perfettamente consapevole che l’intreccio tra fede e religione – cioè tra un bisogno di spiritualità intima individuale e una dottrina ideologica in forma di potere dominante di massa che su quel bisogno si è appoggiata, calpestandolo – è quanto di più spaventoso, deleterio e appestante la mente umana abbia mai saputo concepire, come ben palesato dai libri di storia antica e moderna…
Schematizzo il tutto, per renderlo massimamente chiaro e inequivocabile:
1. Il Rettore dell’Università La Sapienza, Prof. Guarini, vuoi per ingenuità, vuoi per accondiscendenza mentale o inettitudine, ha commesso il primario e scatenante errore, probabilmente anche superando le facoltà “istituzionali” della propria posizione o quanto meno sfruttandole in maldestrissimo modo.
2. Preso il granchio, io – con ciò in cui penso e che ho ribadito poc’anzi – non avrei impedito la visita di chicchessia in università, perché la scienza è libertà, come è libertà l’agnosticismo, l’ateismo e/o qualsiasi espressione di difesa del pensiero, diritto naturale dell’essere umano – anche se l’invitato opera con costanza a negare tale diritto naturale ed è rappresentante massimo di questa secolare negazione.
3. Per quanto sopra, forse si è persa una buona occasione di dimostrare, in maniera civile tanto quanto decisa, possente e indiscutibile, la contrarietà di ogni libero individuo - o spirito libero, avrebbe detto Nietzsche - verso il papa e ciò che rappresenta (magari, come ha proposto un docente della Sapienza, girando le spalle, docenti e studenti, quando Ratzinger avrebbe preso la parola e per tutto il discorso, o con altre forme di protesta del genere; peraltro Ratzinger ha già più volte dimostrato, nei suoi discorsi da “fine intellettuale”, di dire cose inevitabilmente contestabili, anche da chi non fosse decisamente contrario alla sua persona…).
4. Eppoi (punto amaramente sarcastico) come poter impedire la visita in una istituzione pubblica italiana di chi pubblicamente comanda in Italia?…
5. Cosa assai triste, invece, è la rinnovata, totale e miserrima genuflessione degli organi di informazione (eccetto quelli “storicamente” avversi alla chiesa) verso il papa: non uno dico, non uno che abbia tentato un’analisi seria e oggettiva della vicenda (pur, ripeto, nella fin da subito esagerata esposizione mediatica), non uno che abbia provato a scrivere: bene, vediamo perché non sarebbe giusto far parlare il papa in una università pubblica… No, tutti proni a scagliar parole e condanne contro i nuovi eretici così uguali le une alle altre: forse ricevute per telepatia (e per vuoto mentale) direttamente dall’antenna di radio vaticana?… Esempio illuminante di tale amebico atteggiamento è l’editoriale sul Corriere di oggi di Ernesto Galli della Loggia, il quale in pratica arriva addirittura a indicare, tra i cattivi dell’umanità (dunque causa “diretta”, a quanto pare, dell’accaduto) Voltaire, opponendolo a Bellarmino, e così dimenticando completamente (vuoto mentale, appunto) se io (e chiunque altro come me) sto scrivendo qui e se penso ciò che sto scrivendo (e se, con altri motivi, penso quel che penso della chiesa) ma soprattutto se lui scrive e può scrivere ciò che vuole scrivere (e pensare) è proprio anche grazie a Voltaire… Che tristezza, che voltastomaco…
6. Infine, vorrei invitare chiunque a farsi della vicenda la propria libera opinione, qualsiasi essa sia, e, appunto, non considerare tutto quanto verrà sull’argomento dai mass-media: non ci vuol molto a prevedere che ci sarà un surplus di produzione di letame (sono molto fine!) in giro, nei prossimi tempi (“clima inaccettabile”, “danno alle relazioni stato-chiesa”, “vittoria laica”… Quante parole idiote gettate al vento!…)… Invero, l’essenza della religione, l’effetto della sua ideologia sulla nostra società, la realtà, la verità e la cronaca di tale effetto, la laicità, la libertà di pensiero e il futuro di esso sono argomenti elevati, più elevati, e palesemente lo sono fin troppo per i mass-media italiani…
7. “Se c’è un Dio, l’ateismo deve sembrargli una minore ingiuria che la religione” (Edmond e Jules de Goncourt, Diario, 1868, citato dal sito UAAR - probabilmente degli altri scellerati, per Galli della Loggia)…
Nomen Omen, ovvero: “casting” all’italiana… Gennaio 11, 2008
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E’ ormai diventata manifesta e incontrovertibile convinzione, comune a molti di quegli italiani che sanno ancora mantenere sguardo e pensiero vigili (ovvero che non si sono ancora ridotti a italioti, citando Gianni Brera), quell’amaro punto di vista per il quale le italiche cose pubblico-istituzionali sono ormai ridotte ad un teatrino, aggettivabile a piacere in diverse negative maniere… Altri potrebbero tentare ancora (per inopinato amor patrio, per eroismo, follia, masochismo…) di confutare una tale evidenza, tuttavia contro costoro e la realtà dei fatti sembra che siano le stesse istituzioni ad agire di fervida fantasia, così ancor più ribadendo e ratificando il punto di vista di cui all’inizio - per la serie: ma ci sono, o ci fanno? – e accrescendo la tangibile sensazione di quei molti di sentirsi afferrato il proprio baugìgi (come direbbero a Livorno e dintorni)…
Insomma: il fisco affidato a Visco, il capo della Polizia che si chiama Manganelli, Pecoraro Ministro dell’Ambiente (eh, dove pascolano le greggi? Mica in fabbrica o nelle caserme!)… Eppoi ricordate Fazio, fazioso governatore della Banca d’Italia? Beh, e cosa si sono inventati, ora? Chi hanno mandato in qualità di “supercommissario” per tentare di risolvere l’emergenza rifiuti di Napoli, città ai cui cittadini, vista la situazione, non resta che affidarsi alla suggestione popolare locale invocando un miracolo del celebre santo locale Gennaro? Chi potevano mandare, guarda te, se non De Gennaro?!?!
Ma insomma, chi sta scrivendo la storia contemporanea di questa burlesca Italia? Groucho Marx?…
…Ah, ma non crediate: lo spirito di questo post è assai meno ironico e più sdegnato di quanto sembri!… Eppoi, come dico sempre: il sarcasmo è il profumo della vita! (Qualche tempo fa, ricorderete, vi era un tizio che, in tivvù, proclamava invece “l’ottimismo è il profumo della vita!”: e come si chiamava costui che parlava di ottimismo? Guerra!)
Ecco, appunto! – e con tutto il dovuto rispetto per i casati sopra citati, dacché, lo avrete capito, non si tratta assolutamente di una mera questione di cognomi…
Sport? Ottobre 24, 2007
Posted by rota in D'inevitabili sarcasmi, Della vita....1 comment so far

(immagine tratta da ilcampo.splinder.com/archive/2004-10)
Da sportivo appassionato e, in passato, scarso agonista della domenica, quando guardo oggi a cosa è in generale lo “sport” propriamente detto, mi coglie un misto di tristezza e disgusto: tra polemiche, litigi, idiozie mediatiche assortite, denunce, giri di denaro leciti raramente, spesso illeciti, indagini giudiziarie, doping invincibile… Ormai, per certi campionati sportivi, andare ad assistere ad un loro evento è come andare contemporaneamente: a un dibattito politico, a una sfilata di moda, ad una riunione d’un club di cafoni, a una battaglia tra fazioni rivali, a una seduta di borsa, ad una lezione di farmacologia, in un luogo di spaccio di sostanze illecite… Proporrei perciò una cosa: sostituire alla classica definizione di sport, ad esempio come questa, che traggo da Wikipedia:
“Lo sport è l’insieme di quelle attività, fisiche e mentali, compiute al fine di migliorare e mantenere in buona condizione l’intero apparato psico-fisico umano e di intrattenere chi le pratica o chi ne è spettatore.”, questa nuova definizione:
“Sport (accezione contemporanea diffusa): prodigiosa attività minimamente fisica per la quale, con il solo giro di somme di denaro e di innumerevoli parole generalmente insulse, alcuni individui possono indurre e condurre tanti altri, denominati “sportivi”, “atleti” o “agonisti”, a praticare diversi tipi di discipline sportive con massimo “impegno”, il tutto al fine di occupare cospicuamente o meno i palinsesti dei canali televisivi, ed attraverso ciò ricavarne un certo tornaconto più o meno materiale, indipendentemente dall’effettivo valore della prestazione sportiva indotta. Resiste invero una minima quota di attività sportiva agonistica che riesce ancora a prescindere dalla regola generale sopra esposta, ma per questo affrancamento ingenera in sé il difetto di essere troppo autentica, nel suo senso e valore sportivo, e dunque corrompente la regola stessa ed i suoi effetti pratici, dacché questa si basa ordinariamente su una ulteriore regola la quale impone che più uno sport si allontani e si dissoci dalla sua sostanza e dal valore originario, più risulti consono e adeguato al rispetto della regola generale esposta, e dunque più potrà essere minima l’attività primaria, massimo l’uso di denaro e di parole insulse, maggiore e migliore l’induzione degli “atleti” e infine più massmediatica la loro “prestazione sportiva”, con il relativo proficuo tornaconto. Quindi, la regola secondaria è così esprimibile: il senso e il valore autentico di uno sport è inversamente proporzionale alla sua popolarità e al tornaconto (di varia natura) da esso generato”.
Mi pare quanto meno più realistica e credibile…
P.S.: fortunatamente, esistono ancora nicchie di più sana sportività a questo mondo: ad esempio, una squadra d’un massimo campionato professionistico nazionale, il cui modus operandi (e cogitandi) sportivo permette a un giocatore di rinunciare alla sua carriera per aprire un’impresa di pulizie! Ve ne racconterò a breve, d’un tale prodigio…
Agire, o di ottusità perire… Ottobre 10, 2007
Posted by rota in D'inevitabili sarcasmi, D'ira.add a comment
Gli orizzonti di Thule rimandano ben forte chiara la eco dell’indignazione e della protesta di cui si fa promotrice e divulgatrice Anti Digital Divide, associazione di utenti internet e TLC contro chi vorrebbe risprofondare l’Italia all’età della pietra, probabilmente per i soliti fini di miglior dominazione a favore di quelli per i quali tali denigratori lavorano (o sono sottoposti e si fanno sottoporre da bravi galoppini)… E’ inutile che qui io vi spieghi di che si tratta, dacché la vicenda è assai ben illustrata nel sito dell’associazione al quale i link vi rimandano; semmai vorrei riservare tutto il mio impegno nell’invitarvi caldamente a firmare la petizione, un gesto di grande libertà non solo in sè ma soprattutto per quanto può significare e valere.
Aggiungo solo due brevi considerazioni: uno, se va avanti così, la Repubblica Vaticaliana non dovrà più ambire a diventare a tutti gli effetti uno stato del Terzo Mondo, dacché tale virtù la conseguirà honoris causa; due, leggere della vicenda mi da’ tristezza soprattutto per Giampiero Mughini, una persona che per molti versi credevo di poter stimare e che avevo apprezzato in molti suoi passaggi giornalistici (quelli autentici, intendo); ma leggere da lui “pensieri” tipo (riferendosi a Beppe Grillo e in generale del valore socio-culturale del web nel tempo presente) “è il frutto della subcultura propria a internet, del linguaggio insolente e beffardo (ma soltanto quello) di generazioni ormai ignare del linguaggio dei giornali e dei libri, e bensì esperte in sms e e-mail che più spicce e più rozze sono meglio è“, mi fa temere che, o Mughini non ha capito assolutamente nulla della realtà comtemporanea, oppure teme terribilmente di perdere certi privilegi di casta che il misero status quo italiota gli garantisce, ovvero più semplicemente la presenza in luoghi televisivi di altissima aulicità culturale come Controcampo (non tanto per la trasmissione e per chi la fa, ma per ciò di cui tratta) gli sta creando qualche problema a livello percettivo…
Fin qui l’ovvio e doveroso sostegno all’iniziativa di Anti Digital Divide (peraltro, ci tengo a sottolinearlo, associazione che probabilmente in un paese veramente civile e avanzato non avrebbe ragione di esistere)… Tuttavia, l’illuminante saggezza thuleana indica un’altra visione e considerazione della questione, e consiglia un metodo da secoli assai buono ad affrontare cose del genere: riderci sopra! Una sana, bella grassa, sarcastica risata rivolta ai personaggi coinvolti! Gettano fango sul web, su chi lo utilizza, su che ne ha intuito tutte le potenzialità? Bene, facciano pure! Anzi, si concedano loro ancora più spazi di espressione, per esternare i loro pensieri, le opinioni, le sentenze formulate! Il mai troppo riverito Voltaire, quando diceva di non essere d’accordo con l’opinione altrui ma di fare di tutto per far sì che essa potesse essere espressa, ha scolpito nell’imperitura saggezza umana due grandi verità: l’una è quella, papale papale, che quel motto esprime, l’altra è data da che la massima libertà di espressione sarà sempre il mezzo migliore attraverso cui mettere in evidenza la stoltezza di tanti… Dicano pure, quelli, ciò che vogliono: le loro parole costruiranno la stanza piccola e buia entro cui si rinchiuderanno con le proprie stesse mani…
Il “comico”, e i “comici”… Settembre 18, 2007
Posted by rota in D'inevitabili sarcasmi.1 comment so far
Dato che il sottoscritto con il presente blog ha in qualche modo aderito al V-Day di Beppe Grillo (pur a distanza, quassù da Thule), dovrei forse avere l’obbligo di esprimere il mio giudizio al riguardo… Tuttavia, vista la caciara che l’evento sta tirando in piedi, con polemiche, contropolemiche, esultanze, consensi, insulti, sbeffeggi e tutte le restanti, tipiche italianate (una caciara di cui si sente il rumore anche nelle terre iperboree), e poste le evoluzioni che la vicenda sta prendendo e prenderà in futuro, credo a quel proposito di non poter aggiungere granché al tutto e al di più che già si è detto… Ho però formulato una constatazione, nell’ascoltare le opinioni del dopo V-Day dai mass-media italiani (soprattutto radio e giornali, la TV è ormai del tutto inaffidabile come metro di giudizio in tal senso) e nel parlare qui e là dell’evento con amici e conoscenti: ho infatti notato che la grande maggioranza del popolo italiano “comune” esprime una generale approvazione del V-Day e del suo effetto sulla società, pur con i distinguo del caso sul personaggio che ovviamente non a tutti è simpatico o su altri elementi secondari (al momento ne ho sentito solo uno contrario, un ascoltatore di Prima Pagina di RadioTre Rai intervenuto telefonicamente); di contro, ho sentito provenire dalla quasi totalità del popolo “non comune” – e voglio intendere con ciò in primis i politici, e poi potenti vari e assortiti, giornalisti, opinionisti, intellettuali di varia specie, colleghi di Grillo, e tanti altri che sono nella posizione di diffondere mediaticamente la propria voce – un generale dissenso, se non in tanti casi una condanna, una censura, spesso accompagnata dall’insulto.
Di considerazioni su queste evidenze ne sorgono spontanee, ed è anche inutile elencarne per quanto sono palesi. Se il campo d’azione è la democrazia, è mille volte più democratico il V-Day che qualsiasi altra azione/reazione conseguentemente giunta dalla politica o da ogni altro establishment italiota; se Grillo è un vero comico (sostantivo), non si dovrà certo immischiare con tutti i comici (aggettivo) che dominano la povera Italia sbeffeggiandone ogni buon valore istituzionale, e che puntualmente reagiscono sguaiatamente e bifolcamente contro chiunque non si adegui al ridere imposto delle loro giulive azioni… Se così sarà, un’iniziativa come quella che ha intrapreso Grillo non può che far bene alla società italiana: a lato della ventilata ipotesi che i suoi meet-up si possano trasformare in liste civiche per le prossime elezioni comunali – che è forse già un “cedimento” al Sistema, ma di contro quella comunale è ormai l’unica politica italiana che può avere un senso e un valore per il singolo individuo – egli ha dimostrato che, in Italia, eventuali impulsi di cambiamento non possono che venire da ambiti extraparlamentari (una cosa della quale mi sono reso conto da tempo!) ovvero esterni, non omologati al sopra citato Sistema e dunque posti virtualmente fuori dal controllo/dominio di esso: ecco da dove deriva la reazione irosa dei potenti, che mi pare lampante buon segno di come Grillo abbia finora agito bene. Vedremo ora come gli stessi potenti gli scateneranno contro la possente batteria di cannoni che difende l’intoccabile fortezza del Sistema, per abbatterlo il più rapidamente possibile: tanto a questi, del consenso e delle richieste popolari (cioè, della democrazia) è ormai assodato che non gliene importi un bel niente… Guarda caso…: “Se nei dibattiti e in conferenza stampa, infatti, i politici promettono tagli e misura, nella realtà succede che nelle busta paga dei senatori ci sono da agosto 200 euro nette. Moltiplicati per otto, gli arretrati dell’anno” (La Repubblica, 18 Settembre 2007)…
P.S.: Oops, accidenti! Mi sono occupato di “politica”, una delle cose che mi sono prefissato di non fare mai dacchè del tutto estranea e ben lontana dalla dimensione thuleana dalla quale questo blog proviene! Beh, dai, l’ho fatto marginalmente, e solo perché l’argomento del post inevitabilmente vi ci si dirigeva addosso… Chiedo comunque venia…
Devianze mentali Settembre 13, 2007
Posted by rota in D'inevitabili sarcasmi, Di devianze....1 comment so far
La fosca vicenda che vede protagonista don Piero Gelmini – sulla quale non è scopo di questo post prendere posizione alcuna – si arricchisce ogni giorno di nuovi particolari, ai quali il Corriere della Sera ha dedicato un articolo di Fiorella Sarzanini lo scorso 11 Settembre. Nel leggerlo, più che su ogni altra cosa, la mia attenzione si è soffermata su alcune dichiarazioni del Gelmini, ovviamente tese a negare qualsiasi responsabilità a suo carico, ma che pure se espresse con tale fine mi sembrano quanto meno farneticanti: “…(don Gelmini) Aveva anche attaccato la lobby ebraica e la massoneria come ispiratrici «di questa campagna diffamatoria contro di me» e ciò aveva spinto il suo avvocato Franco Coppi ad abbandonare la difesa”. Eeeh?!? Lobby ebraica? Massoneria? “Ispiratrici di questa campagna diffamatoria contro di me”? E perché allora non la CIA, la Gestapo rediviva, o gli alieni di Zeta Reticuli? Con tutto il rispetto per il personaggio, e a prescindere dai procedimenti giudiziari in corso, mi pare che lo stesso sia forse caduto preda di un raptus di grandezza e di vanagloria pindarici, nemmeno fosse un nuovo profeta sovvertitore dell’ordine mondiale e quindi scomodo a certi poteri forti e occulti!!!
Più concretamente, invero, credo che il Gelmini abbia nuovamente e palesemente dimostrato la profonda devianza mentale che l’indottrinamento religioso più radicale - ovvero quello d’un prete, appunto – provochi nella mente dello stesso, tale da spaventare anche un avvocato come Franco Coppi, certo abituato a soggetti particolari (è stato difensore di Giulio Andreotti, tanto per fare un nome)… In tutta sincerità, questa evidenza spaventa anche me, presentandosi come caso emblematico e rivelatore della vera essenza psicologica alla base della dottrina religiosa “applicata” al massimo livello (cioè al prete: la “vocazione”, così come è definita…), e per come più in particolare si correla all’analisi psicologica del fenomeno della pedofilia nelle gerarchie religiose cattoliche - ripeto, a prescindere dal caso giudiziario di Gelmini, ma certamente in relazione alla così vasta diffusione del crimine pedofilo tra i suoi colleghi… Insomma, che un don Gelmini paventi complotti di poteri occulti contro di sé sotto forma di denunce di abusi da parte di ex-tossici suoi pazienti è con tutta evidenza il frutto di una devianza mentale, della costruzione artificiale d’una mente che, allontanatasi dalla realtà effettiva e rinchiusasi in un mondo ideologico integralista costruito su dogmi dei quali diritti di verità imposti ci si crede detentori, tanto da imporlo a propria volta a chiunque altro (anche sotto forma di pretesa grandezza personale data dall’essere prete-ministro di “dio”, e/o di intoccabilità per diritto divino)… Mi torna in mente un illuminante saggio del professor Luigi de Paoli, intitolato Il più amato da dio - Un bilancio (personale) del pontificato di papa Wojtyla da un punto di vista psicanalitico, nel quale si evidenzia bene la devianza dalla realtà, ovvero la percezione fantasmatica di sé, alla base della figura “intellettuale” del papa, derivante dal centro della dottrina religiosa e per la quale “i titoli e le funzioni di cui il papa si appropria evidenziano la fantasia sottostante di sentirsi come un soggetto unico, eccezionale, perfetto, santo, incensurabile, senza limiti nell’esercizio del potere”. Caspita! Altro che gli alieni più crudeli ci vogliono qui, per poter anche solo attaccare una tale fantasia!
Ora, mi auguro solo che la vicenda giudiziaria di Piero Gelmini si concluda con il più completo accertamento della verità; ma una verità il Gelmini ce l’ha già data, sull’essenza della religione e sugli effetti che provoca, non solo sulla mente dei più diretti sottoposti ma sull’intera struttura sociale/sociologica della nostra civiltà; purtroppo, oggi pare che la verità sia troppo spesso – e soprattutto per certi soggetti dominanti – un qualcosa di blasfemo…
Le belle parole Agosto 31, 2007
Posted by rota in D'inevitabili sarcasmi.add a comment
A Thule si conosce benissimo che le parole possono essere più efficace di qualsiasi strumento o arma, per offendere, difendere, spergiurare o mentire, sostenere o confutare, e nonostante abbiano un significato assolutamente preciso soprattutto se organizzato in un periodo compiuto e logico (una frase), possono anche far intendere tutt’altro, se opportunamente e astutamente maneggiate, sistemate, e inserite in un certo contesto all’uopo pensato….
Qualche tempo fa ho intravisto su un quotidiano italiano (non so quale e di quando – a Thule non esistono “quotidiani”, non ve n’è bisogno…) la pubblicità di un istituto bancario (non so quale fosse, ma la sostanza non cambia, visto il “sodalizio” privilegiato e privilegiante che vige tra di essi), che lanciava una nuova forma di conto corrente con ovvia, adeguata, entusiastica ostentazione; il testo così annunciava:
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“L’INNOVATIVO CONTO CORRENTE PENSATO PER CHI CERCA UNA SOLUZIONE PERSONALIZZATA E UNA GUIDA SICURA E AFFIDABILE PER I PROPRI INVESTIMENTI”
Beh, caspita, che dire?! Una proposta da accettare al volo, ben compendiata da parole allettanti nella loro chiarezza e concisione, e chissà quanto avranno pensato così al proposito, posto anche il non certo idilliaco rapporto che le banche italiane detengono con la grande maggioranza dei propri clienti, dunque quanto più si possa ottenere da esse, ben venga…
Ma andiamo oltre il senso primo e superficiale di quello slogan, e leggiamolo con più attenzione: rapidamente sorgono delle evidenze che con altrettanta rapidità gettano più di qualche ombra sulla lusinga tentata da quella banca… Di seguito quelle che ho io colto, leggendo la pubblicità:
1. Scusi, cara banca, ma mi dice chi al mondo non cerca, nel proprio rapporto bancario, una guida sicura e affidabile per i propri investimenti? Il conto pubblicizzato, dunque, scopre e offre l’acqua fredda, nemmeno quella calda…
2. Posto quanto sopra, significa che altri conti correnti non possono garantire una tale importante peculiarità?
3. Una soluzione personalizzata? Pubblicizzata su un quotidiano, dunque con un bacino di utenza di chissà quante migliaia di potenziali clienti? Beh, come “personalizzazione”, diciamo che è quanto meno aleatoria… Non è che, se di “personalizzazione” si tratta, questa è a tutto vantaggio della banca, persona giuridica/società per azioni a strafogante scopo di lucro?
4. Non è il caso che la banca (insieme alle sue sodali) ricordi al cliente che il conto corrente è una cosa, e l’investimento è un’altra? E che unire le due cose non significa dimezzare il rischio, ma quasi sempre raddoppiarlo?
5. E per finire, chi assicura il cliente che la guida sicura e affidabile non sia la stessa che, solo qualche anno fa, si vantava di identiche doti nel mentre che piazzava bond Cirio, Parmalat o azioni argentine? Ovvero: quei dirigenti bancari conniventi con siffatti imprenditori-ladri, hanno avuto la fine che si meritavano (quantomeno il licenziamento)? O occupano ancora le loro belle e lussuose poltrone, naturalmente negando qualsiasi addebito per quelle vicende e per tutte le altre simili?
Insomma: spesso certe parole, che dovrebbe riflettere il mero proprio significato e stop, diventano specchietti per allodole facilmente suggestionabili, un po’ se un automobilista si vedesse appioppata una multa ingiusta e/o sproporzionata da una avvenente poliziotta con tanti di divisa d’ordinanza ben scollata davanti, oppure da un poliziotto rude, sfrontato e antipatico: probabilmente in uno dei due casi la multa verrebbe pagata con ben maggiore accondiscendenza, ma il principio è lo stesso: la multa ingiusta e/o sproporzionata da pagare, punto e basta! Le banche italiane già non sono così leali nella pratica del rapporto con i propri clienti: bene, spero che questi sappiano non farsi abbindolare anche dalle mere belle parole – in questo come in tanti altri ambiti della realtà quotidiana, e a tal riguardo la politica nostrana credo abbia dato l’esempio più fulgido in assoluto… Che caso, a pensarci bene: politica e banche, in Italia, non vanno lascivamente a braccetto?
Proiettili e miracoli Agosto 24, 2007
Posted by rota in D'inevitabili sarcasmi, Di buona memoria, Di devianze....add a comment
A Thule si conserva e si tramanda la buona abitudine di ricordare tutto quanto del presente (idee, nozioni, considerazioni, opere, azioni…) che possa essere utile nel futuro a raggiungere una sempre maggiore capacità di cognizione e comprensione del mondo d’intorno, della sua realtà, delle sue verità: una memoria magna che sappia conservare in sé quanto di proficuo abbia recepito per crearsi un bagaglio di esperienze, conoscenze e saggezze inevitabilmente propizio, come detto, per la vita che verrà e per quanto essa ci riserverà di vivere.
Ecco ad esempio una bella e arguta opinione di ormai qualche mese addietro (9 Maggio) esposta in una lettera scritta al Sole24Ore da Veronica Tussi, che a Thule si insegnerebbe di non scordare, al fine di non spegnere mai la mente di fronte a “certe” realtà:
“PROIETTILI E MIRACOLI
Gentile direttore, il 5 maggio, a San Paolo Belsito (Napoli) una bambina polacca, Karolina, 5 anni, è stata uccisa accidentalmente da un proiettile non a lei destinato. Non è la prima volta che succede. Ed ogni volta a me viene in mente un proiettile che invece era destinato alla persona colpita, ma che grazie alla Madonna di Fatima, secondo Giavanni Paolo II (il colpito), subì una lieve deviazione, e non fu mortale. La domanda è ovvia: è pur vero che un Papa, essendo capo della Chiesa, è più importante di una bimbetta; ma la Signora di Fatima che ai bambini dava tanta importanza, non avrebbe potuto imprimere una deviazione, magari più rilevante, anche alla pallottola che ha ucciso Karolina? Nessuno si sarebbe accorto del miracolo, e la Madonna non avrebbe tolto la libertà di fare il male a nessuno, giacché chi ha sparato non aveva alcuna intenzione di uccidere la piccola connazionale di papa Wojtyla”.
Qualcuno ha ritenuto di bollare questa lettera come inaccettabilmente cinica. Non ha tutti i torti, formalmente, posta la tragica notizia da cui purtroppo prende spunto – ma d’altronde è chiaro che il cinismo che palesa non vuole certo essere irrisorio, semmai sarcasticamente amareggiato e indignato per tutto quanto; tuttavia, dovrebbe essere inutile rimarcare come, per molti versi, sia assai più cinico, e ben più malvagio, prendersi gioco della suggestione e della credulità in buona fede di innumerevoli individui al solo fine di imporre e consolidare sempre più una dominazione ideologica (e non solo…) che di “santo” o “divino” non ha mai avuto nulla, e contro la quale – come Voltaire ha perfettamente insegnato – il sarcasmo resta una prima, immediata e inevitabile “arma” di difesa. Posto ciò, dunque si ricordi, la gent.ma sig.ra “madonna”, che non ci sono solo gli amici potenti da salvare da perfidi proiettili deviati con miracoli adeguati e tanto hollywoodiani, ma anche molta altra gente che nel mondo soffre le più tremende ingiustizie, spesso anche con la connivenza dei sopra accennati dominatori, e che magari a lei non la conosce nemmeno, per cui alleviarne le sofferenze o salvarla da brutte sorti sarebbe pure un buon biglietto da visita per presentarsi!… Altrimenti, se non può intervenire lei, che mandi qualche collega, che so, la fata Morgana, quella Turchina o quant’altro!… Forse che queste religiosamente, e dunque politicamente, non contano nulla, e quindi nessuno può mediaticamente farci sopra la cresta?
Purtroppo, in questo mondo sovente miserrimo e povero di ragione, la memoria deve essere cinica, affinché l’esperienza che ne deriva possa combattere in futuro ad armi pari con simili sprezzanti ingiustizie…





