Archivi del mese: luglio 2006

La più pura utopia

C’è un semplicissimo motivo per il quale quanto meno nel prossimo mezzo secolo il nostro pianeta non potrà conoscere la pace, quella vera, quella che non è un mero intervallo tra due guerre ma un’era di reale evoluzione per il genere umano, ed è un motivo che, nonostante la sua semplicità, nessuno pare cogliere… Ovunque nel mondo vi siano combattimenti che coinvolgano civili e in particolare bambini – Libano, Palestina, Iraq, o anche Beslan, il Darfur, il Ruanda e tutti gli altri – ci si assicura altro tempo di guerra almeno per l’intera esistenza di quella generazione di bambini perseguitati. La nostra considerazione sugli orrori della guerra che coinvolge i più piccoli sembra fermarsi alla mera pietà ingenerata dal crimine in sé, come se – ed è opinione comprensibile – questo sia peggiore se coinvolge gli esseri umani più indifesi, e il danno maggiore sia nello spezzare così tante vite ancora all’inizio della propria esistenza… Giusto, comprensibile, come ho detto, ma c’è qualcosa di più, di più profondo e grave: queste esecrabili guerre segnano quei giovani spiriti che, bontà loro, sopravvivono alla distruzione, con l’indelebile segno della violenza, della crudeltà tra uomini che si uccidono a vicenda come fosse un atto del tutto normale; quegli occhi che stanno cercando di conoscere il mondo, con tutta la bella e ingenua curiosità della loro età e che vorrebbero trovarvi i primi giocosi elementi di esperienza, quel mondo che dovrebbe insegnar loro la bellezza e il valore della vita, insegna invece la più terribile bruttezza, il lato oscuro e più disumano, li pone in mezzo alle peggiori efferatezze, uccide loro padri, madri, fratelli, li mutila, li ustiona, avvolge la loro mente con il più nero e pesante drappo funerario… Con siffatto mondo intorno, ditemi – ma ovviamente la domanda sarebbe da fare a coloro che usano le proprie armi come appena detto – come faranno questi bambini a far proprio, nell’intimo, il concetto di pace? Quali metodi di soluzione delle controversie avranno imparato, se non quelli della violenza, delle armi, della guerra? Come potranno ricordare un’infanzia così distrutta e i propri morti, se non desiderando di vendicarli con gli stessi mezzi con cui sono stati ammazzati? Nel loro cuore viene instillato il germe della guerra, proprio nel periodo in cui esso è più puro, più aperto al mondo, più indifeso, così più velocemente quel germe orrendo viene inglobato, assimilato, diventa parte della loro vita… Quei bambini colpiti dalla violenza delle battaglie attuali, saranno i combattenti delle battaglie del futuro, in base allo stesso principio per il quale bambini che hanno subito abusi o violenze in giovane età, sovente da adulti infliggono gli stessi abusi ad altri bambini… Altro che tregue, armistizi pace adesso o domani o duratura o Caschi Blu dell’ONU o che altro! Parole di pura (e insulsa) utopia buttate al vento, in attesa di organizzare le nuove future battaglie e che per esse nuovi soldati crescano funzionalmente ignari di qualsiasi concetto di pace!…
E’ forse questo il lato peggiore di una guerra, e l’assicurazione che quando essa generi tali danni non potrà mai essere l’ultima; sarebbe anche il motivo migliore per non combatterne più, ma – e lo dico col più amaro sarcasmo – una razza di esseri viventi che non riesce a capire, dopo millenni di sanguinose battaglie, verità così semplici e fondamentali, le guerre se le meriterebbe tutte… Se solo a finirci in mezzo fossero quelli che le scatenano…

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Le sorti del mondo al bar dello sport

Non so se avete sentito o letto del “fuori onda tra Bush e Blair durante il G8 di San Pietroburgo, quando i due hanno chiacchierato dei fatti del mondo senza rendersi conto di un microfono aperto, che ha registrato la conversazione liveQui trovate la trascrizione/traduzione del dialogo. Ora, che mi rende assai perplesso e, sinceramente, mi provoca qualche brivido freddo che scuote le membra, non è tanto il fatto in sé, il microfono aperto o quanto si sono detti, ma il modo… Come due amiconi che si ritrovano la sera al bar sotto casa parlando frivolmente – e pure un poco scurrilmente – di calcio, donne o motori, i due presidenti/alleati stavano in effetti ciarlando delle sorti del mondo appunto come fosse il classico più e meno, un argomento qualsiasi del quale potevano disporre abbastanza liberamente davanti ad un drink e ad uno stuzzichino… Voglio dire, non che non fosse loro diritto farlo, nel bene o nel male sono due rappresentanti di stati alleati e di influenza geopolitica internazionale notevole, tuttavia mi pare che tale casualità denoti l’effettiva mancanza di una concertazione planetaria sugli eventi di interesse comune, e soprattutto su quelli la cui gravità e potenziale pericolosità si potrebbe ripercuotere sul mondo intero… Pochi potenti, davanti a un cocktail o a un caffè, potrebbero decidere di bombardare qui e là come deciderebbero il colore dell’auto nuova da acquistare, anche se poi su quell’auto ci dovremmo salire tutti; l’attuale crisi mediorientale dimostra ancora una volta l’assoluta inefficacia ovvero il fallimento dell’istituzione ONU, il che tuttavia non giustifica singoli stati a fare di testa propria come se potessero usufruire del mondo a proprio piacimento, uso e consumo; non solo, ciò dovrebbe essere stimolo possente a ricreare un sistema di collaborazione politico/ diplomatica tra gli stati del mondo basato non più su meri interessi privati ma sull’interesse comune, sul bene del nostro pianeta, una necessità che nessuno pare voler portare avanti, per mera e profondissima ottusità – una peculiarità che dovrà definitivamente essere elencata tra quelle caratterizzanti certa parte del genere umano… Insomma, che uno si beva un Campari, si mangi un salatino e poi spari un missile nucleare da qualche parte (magari mentre rutta!…) senza che nessuno che rappresenti autorevolmente gli interessi del mondo intero possa dire qualcosa è una enorme sconfitta della nostra civiltà, la quale nasce da un’altra primaria sconfitta: l’incapacità dell’uomo di capire che anche Israele, la Palestina, l’Iraq o l’Iran o la Nord Corea o la strada sotto casa sono parti del nostro pianeta… Se la vostra casa ha un muro scrostato, cosa fate? Fate in modo che torni in buone condizioni e renda nuovamente bella la casa, o lo abbattete creandovi in essa un bel buco? E se l’impresario che deve decidere sul vostro muro si presenta da voi ubriaco, e decide indiscutibilmente di buttar giù mezza casa? Sareste d’accordo con lui?

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