Archivi del giorno: 19 luglio, 2006

Le sorti del mondo al bar dello sport

Non so se avete sentito o letto del “fuori onda tra Bush e Blair durante il G8 di San Pietroburgo, quando i due hanno chiacchierato dei fatti del mondo senza rendersi conto di un microfono aperto, che ha registrato la conversazione liveQui trovate la trascrizione/traduzione del dialogo. Ora, che mi rende assai perplesso e, sinceramente, mi provoca qualche brivido freddo che scuote le membra, non è tanto il fatto in sé, il microfono aperto o quanto si sono detti, ma il modo… Come due amiconi che si ritrovano la sera al bar sotto casa parlando frivolmente – e pure un poco scurrilmente – di calcio, donne o motori, i due presidenti/alleati stavano in effetti ciarlando delle sorti del mondo appunto come fosse il classico più e meno, un argomento qualsiasi del quale potevano disporre abbastanza liberamente davanti ad un drink e ad uno stuzzichino… Voglio dire, non che non fosse loro diritto farlo, nel bene o nel male sono due rappresentanti di stati alleati e di influenza geopolitica internazionale notevole, tuttavia mi pare che tale casualità denoti l’effettiva mancanza di una concertazione planetaria sugli eventi di interesse comune, e soprattutto su quelli la cui gravità e potenziale pericolosità si potrebbe ripercuotere sul mondo intero… Pochi potenti, davanti a un cocktail o a un caffè, potrebbero decidere di bombardare qui e là come deciderebbero il colore dell’auto nuova da acquistare, anche se poi su quell’auto ci dovremmo salire tutti; l’attuale crisi mediorientale dimostra ancora una volta l’assoluta inefficacia ovvero il fallimento dell’istituzione ONU, il che tuttavia non giustifica singoli stati a fare di testa propria come se potessero usufruire del mondo a proprio piacimento, uso e consumo; non solo, ciò dovrebbe essere stimolo possente a ricreare un sistema di collaborazione politico/ diplomatica tra gli stati del mondo basato non più su meri interessi privati ma sull’interesse comune, sul bene del nostro pianeta, una necessità che nessuno pare voler portare avanti, per mera e profondissima ottusità – una peculiarità che dovrà definitivamente essere elencata tra quelle caratterizzanti certa parte del genere umano… Insomma, che uno si beva un Campari, si mangi un salatino e poi spari un missile nucleare da qualche parte (magari mentre rutta!…) senza che nessuno che rappresenti autorevolmente gli interessi del mondo intero possa dire qualcosa è una enorme sconfitta della nostra civiltà, la quale nasce da un’altra primaria sconfitta: l’incapacità dell’uomo di capire che anche Israele, la Palestina, l’Iraq o l’Iran o la Nord Corea o la strada sotto casa sono parti del nostro pianeta… Se la vostra casa ha un muro scrostato, cosa fate? Fate in modo che torni in buone condizioni e renda nuovamente bella la casa, o lo abbattete creandovi in essa un bel buco? E se l’impresario che deve decidere sul vostro muro si presenta da voi ubriaco, e decide indiscutibilmente di buttar giù mezza casa? Sareste d’accordo con lui?

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