Archivi del mese: novembre 2006

Una passeggiata e nulla più…

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A mio modo di vedere, Joseph Ratzinger non deve avere alcuna paura circa la propria visita in Turchia, attorno alla quale la stampa (italiana) continua a sollevare una cortina di terrore, invero per ragioni di mera suggestione mediatica che per ragioni oggettive… Non deve temere nulla perché, al momento attuale, nessuno ha interesse a coinvolgere il capo della chiesa romana in un attentato: non la Turchia ed il suo establishment, altrimenti la propria richiesta di ingresso nella UE si troverebbe senza più terra sotto i piedi; non l’islamismo locale, nonostante le polemiche e il contrasto post-Ratisbona e nonostante sembra che promettano fuoco e fiamme contro l’imminente visitatore (ma è solo scena, conveniente e funzionale alla propria immagine e presenza politica), perché non modificherebbe nulla nel rapporto di forza tra islam e cristianesimo (morto un papa se ne fa’ un altro, come recita la saggezza popolare) e contribuirebbe soltanto a crearsi nuovi avversari (almeno politici) anche tra gli alleati o potenziali tali; inoltre, anche al radicalismo islamico farebbe assai comodo una Turchia “europea”, dacché significherebbe molti meno ostacoli per il proprio espansionismo ideologico… E peraltro non sono così certo che si debbano temere anche atti isolati di qualche fanatico che in nome di Allah agisca assolutamente solitario per compiere ciò che ritenga “buono e giusto” per la causa islamica: viceversa, sono convinto che grossi eventi dal potere sovversivo della realtà dei fatti, in questo nostro mondo globalizzato anche e soprattutto geopoliticamente, non avvengano mai per caso; le organizzazioni radicali islamiche in Turchia, le quali è facile pensare che siano frequentate da un eventuale fanatico/potenziale attentatore, credo che conoscano i propri “galli” e non li lascino troppo razzolare, quando non sia il caso di farlo…
In effetti, l’unico interesse ad un evento criminoso contro Ratzinger potrebbe averlo il Vaticano, quanto meno per la enorme carica suggestionante che avrebbe una morte del genere per il proprio capo e, di rimando, per la causa dell’influenza di potere cattolico sul mondo: il vittimismo funziona sempre (altro che “santo subito”: martire con tanto di gigantografie agli angoli delle strade!) e su un piatto d’argento verrebbe sancito – almeno agli occhi del mondo occidentale – dove sia (e chi sia) il “bene” e dove il “male”… Ma è un papa ancora troppo “fresco” e peraltro troppo politicamente forte, negli equilibri di potere vaticani, e dunque penso che anche un tale “interesse” interno alla sua uscita di scena sia alquanto prematuro…
Sarà una passeggiata di salute, dunque, e nulla più, essenzialmente politica piuttosto che apostolica (e quando mai lo sono state tali, nell’era moderna, le visite all’estero del capo della chiesa romana?), che come risultato primo e immediato metterà i bastoni tra le ruote a chi si dichiara contrario all’ingresso della Turchia in Europa, facendo dichiarare solennemente a questa: visto come siamo bravi, civili, democratici? E’ venuto da noi il papa e non gli è accaduto nulla!… Mentre dal punto di vista vaticano porrà le basi di una “santa alleanza” funzionale alla spartizione dell’influenza socio-politica su questo nostro pezzo di mondo tra i due potentati religiosi (anche perché, con l’ingresso della Turchia in Europa i turchi, già numerosissimi, diverranno anche “religiosamente” la prima etnia con cui dover confrontarsi), i quali potentati sanno benissimo che, nella posizione in cui stanno, è assai più vantaggioso per entrambi collaborare e coalizzarsi che combattersi – il che, per qualsiasi libero cittadino qui come ovunque, è una evenienza mille volte più preoccupante di qualsiasi invasato islamico o cattolico pur senza briglie…

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haohS

Premetto, ripremetto e strapremetto, prima di iniziare la presente disquisizione: nulla di quanto leggerete deve essere considerato come antisemita o anti-israeliano o filopalestinese o quant’altro di simile: bisogna fare come con i bambini, in questi argomenti, da una virgola si tirano fuori intere teorie e dottrine irrazionali proprie dove la razionalità dovrebbe guidare ogni pensiero…
Bene, posto ciò, la questione che voglio sottoporre è semplice e nemmeno originale, dacché già evidenziata in passato, e qui la compendio in questo modo: non capisco perché lo stato di Israele, che vive una realtà dalla quale potrebbe ricavare tutte le buoni ragioni possibili, si impegni tanto a spostarsi dalla parte del torto. Checché se ne dica, i governanti israeliani hanno permesso e permettono nell’ambito dello scontro con palestinesi e libanesi atrocità tali da far mettere in dubbio di rappresentare uno stato veramente civile e democratico come invece il popolo israeliano dimostra… Cosa vogliono fare? Chi credono di essere? E, soprattutto, credono veramente di risolvere le cose nella regione in quel modo? Perché si ostinano tanto a volersi mettere sullo stesso piano del terrorismo antisemita, eguagliandone spesso e volentieri la disumana brutalità?
Tempo addietro lessi l’opinione di un giornalista/scrittore ebreo, il quale accusava Israele di rimembrare costantemente (e giustamente) l’orrore subito dal Nazismo con la Shoah, per poi comportarsi con i propri nemici in un modo alquanto simile… E sempre da fonte israeliana, ovvero dal prestigioso quotidiano Haaretz è venuta, pochi giorni addietro, una dura critica sul comportamento politico-militare del governo israeliano, all’indomani della strage di civili “per errore” di Beit Hanun, nella Striscia di Gaza. Infine, l’alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Louise Arbour, ha addirittura affermato che, per quanto accaduto in Libano, Israele va considerata più responsabile di Hezbollah…
Ora, o si ragiona come i bambini di cui dicevo all’inizio, e si ritiene tutte le fonti sopra citate “antisemite” e “filopalestinesi” così come i neonati che nascono sotto i cavoli o li porta la cicogna, oppure assurge ad evidenza una realtà che non si vuole considerare per mere opportunità geopolitiche internazionali. Mi verrebbe da pensare che la base ideologica su cui si fonda lo stato (inteso come “classe politica”) israeliano voglia storicamente annullare il peso della Shoah applicandone una nuova, o una anti-Shoah, ai propri nemici, appiccicando su di essi la vecchia effigie nazista…. Ovvero: sono stato massacrato dai miei nemici? Bene, ora quei nemici non ci sono più, dunque per riequilibrare la situazione ne massacro – questa volta io – altri, che essendo appunto nemici sono uguali ai primi! Lo so benissimo, è una considerazione provocatoria, ma è assai più semplice, e per certi versi logica, di tante altre…
Razionalmente, la situazione mediorientale è drammatica: è una guerra che dura da decenni, e che probabilmente qualcuno ha interesse a mantenere viva e adeguatamente atroce; sono convinto di ciò, il che mi convince per conseguenza che probabilmente esiste un impulso alla pace e alla pacifica sistemazione dell’area (che probabilmente percepì e fece proprio, pur a suo modo, l’ex primo ministro Sharon) ma che non venga forzatamente considerato appunto per gli interessi di cui sopra: perché un Israele attaccato da forze islamiste è buona cosa per chi le vuole combattere, e viceversa perché un Israele massacratore di civili è altrettanto buona cosa per “i nemici dell’occidente”, e così via…
A mio modo di vedere, ci sono solo due soluzioni alla situazione: una, terribile e pericolosissima a livello mondiale, tuttavia paradossalmente più “purificante”, sarebbe una guerra totale tra i contendenti nell’area, che faccia piazza pulita di tutto e che faccia rendere conto agli spiriti più illuminati del luogo quanto sia idiota spararsi addosso, e necessario vivere in pace e collaborazione sociale per evolvere; l’altra, che ovviamente tutti dovremmo auspicare e verso cui dovremmo tendere, è che sia il popolo, i cittadini israeliani (e ugualmente i palestinesi e tutti gli altri delle nazioni coinvolte) a riprendere in mano la democrazia dei propri stati, e a imporre ai propri governanti la volontà di pace e di vita. In fondo è il popolo che poi subisce le cannonate “per errore” o le rappresaglie dei kamikaze, mentre i loro capi comandano il tutto nei loro superprotetti bunker! Che li mandino all’inferno! E che Israele finisca di (voler o dover) essere un protettorato delle amministrazioni americane, che come sostengo sono le prime ad avere interesse che venga bombardato, e per diventare finalmente un vero stato indipendente! Lo dico sempre, per questa situazione come per tante altre: ogni esplosione di cannone o di bomba o quant’altro che uccide dei civili, soprattutto se bambini, è “un’assicurazione” per future atrocità, future rappresaglie, future guerre, futuri innumerabili morti… Ma l’uomo sovente si istupidisce quanto detiene il potere, in Medio Oriente come in qualsiasi altro luogo, e ciò mi fa’ temere che sia la prima soluzione, quella più probabile… A meno che, finalmente, i popoli di quei luoghi si stanchino definitivamente di essere comandati e guidati verso una reciproca distruzione…

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Santi e peccatrici…

Che gran risate, che grasse, abnormi pure sguaiate risate per la storia della prof a luci rosse e dei suoi alunni “abusati” – risate di sarcasmo, di scherno, di vergogna, di abominio per la nostra moralissima società di pisciatori contro vento che si lamentano poi delle proprie brache (firmate) bagnate e puzzolenti! Che schifo, tutte quelle mani scaglianti “prime pietre” verso chi ha commesso – senza dubbio – un “qualcosa” che oggi così tanti si affannano a chiamare colpa, forse solo perché di essa non ne sono i “protagonisti”… Ma a lato di tutto – a lato che i ragazzini sono stati così “abusati” da vantarsene allegramente con gli amici della loro matura conquista, a lato che di casi del genere la storia pubblica e privata ne è piena, a lato che di lolite ammaliatrici di adulti attempati ne sono colmi film su film, a lato che l’imputata manca poco che venga bruciata sui roghi di quei personaggi i cui discendenti riempiono quotidianamente le cronache (soprattutto all’estero, ma anche qui) di terribili atti di pedofilia senza che nessuno dica nulla ed anzi ricevendo continuamente la stima e le genuflessioni dei tanti di cui sopra – a lato di tutto ciò, cosa resta? Beh, a mio parere resta un’evidenza tanto conseguente quanto sfuggita a tutti quelli che del caso stanno parlando (e stra-parlando): l’immane polverone è sorto solamente perché la protagonista è una donna, ovvero, siamo di fronte ad un luminoso e illuminante esempio di ideologia maschilista repressiva, che è inutile denotare come domini la nostra società dacché da secoli ampiamente agevolata dai poteri che la controllano. L’uomo che copula con la lolita di turno è un eroe, uno che sa stare al mondo, la donna è una stregonesca puttana traviatrice, colpevole a prescindere: è questa la regola vigente, scritta in mille modi nella storia della nostra civiltà; colei che non se ne sta in casa ai fornelli o a rammendare la calzetta, parte già con un piede nell’infamia e con un dito accusatore già puntato contro: è una “legge” da tutti negata e violata (a parole) ma da tanti maschi agognata, e difesa. Ribadisco, la professoressa ha sbagliato, è di certo ingiustificabile ma, rispondete: quante notizie avete mai letto sui giornali o sentito alla TV, di un uomo che facesse le stesse cose con una ragazza? E anche: quanto gira per i mass-media di infinitamente peggio per un ragazzino tredicenne che un caso del genere?
Bene: su siffatta morale e ipocrisia, che si vuole così (vergognosamente) fondante dei valori del nostro tempo, forse appunto per poterla promulgare in pubblico e trasgredire nel privato e così sentirsi in pace con sé stessi – ovvero perfettamente conformisti – io non posso che ridere, meritando essa null’altro che scherno e onta – ben più dell’allegra professoressa e dei suoi “vispi” alunni.
P.S.: …Ma la regola non stabilisce che le professoresse di matematica siano tutte racchie? Dunque, o quei ragazzini hanno fin da giovane età dei gusti estetici discutibili, altrimenti – vista anche la disponibilità della prof – fategli fare un calendario, prima di bruciarla sul rogo dell’infamia!

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Down (till the ruin)

Leggo del pestaggio di un ragazzo down da parte di una scolaresca di non si sa dove in Lombardia, con contorno di sfottò, umiliazioni varie e assortite, il tutto addirittura fissato su un video che circola sul web – e mi dico: quale delle due parti (vittima o carnefici) è la vera down? – dando a tale termine l’accezione che le conferisce la gente comune, che prima di essere riferita a “disabilità psichica” lo è volgarmente a “deficienza”…Pensando ciò, mi tornano in mente un paio di servizi visto in TV sulle recenti olimpiadi juniores per disabili svoltesi a Roma, nei quali due ragazzi down che vi partecipavano rispondevano alle domande dell’intervistatore, e lo facevano con espressioni così ben articolate, ricche di presenza di spirito e d’intelletto, che mi dissi: ma guarda, ‘sti ragazzi rispondono molto meglio di tanti ultrapatinati calciatori miliardari che balbettano sgrammaticandole tre parole tre, e tutte e tre massimamente banali, domandandomi di seguito: ma (almeno in tali circostanze) chi sono i veri down?
Ed ecco che la realtà, sempre un passo avanti rispetto alla fantasia, nel bene e/o nel male, offre l’occasione alla mia mente di congiungere queste personali considerazioni, sì da scaturirne un compendio (quasi) automatico: quei ragazzini/picchiatori, certamente di “buona” famiglia, idolatreranno i calciatori di cui sopra, e ne faranno un esempio da seguire e imitare; ai loro occhi il diverso non è tanto verso di loro, ma verso quei modelli, la cui idolatria ne acceca la vera percezione e consapevolezza, cosicché – appunto – le tre parole tre banali e sgrammaticate del calciatore saranno per i ragazzi come il Vangelo, mentre la presenza di spirito del ragazzo down di cui sopra non potrà nemmeno lontanamente essere còlta… La conseguenza di ciò credo sia del tutto elementare da cogliere, ed è in fondo riassumibile in poche sillabe, ovvero nella risposta alla domanda che, guarda caso, mi è sorta per entrambe le situazioni citate: quali sono i veri down? Senza offesa per nessuno, naturalmente, ma per mera registrazione della realtà dei fatti…
Ora c’è da scommetterci che partiranno dibattitti su dibattiti, in Tv o meno, di sociologi psicologi insegnanti giornalisti opinionisti, tutti a dire e sancire il perché il come il quando il giusto e il meno giusto e il bene e il male, e a dettare l’interpretazione la soluzione la verità e il mai più… Bene, li lascio fare, spesso sono anche pagati per far quello, dunque stupidi se non lo facessero; per quanto mi riguarda, mi limito solo ad auspicare due cose:
1) Spero che quei ragazzini/picchiatori finiscano quanto prima con il loro sgargiantissimo e rumorosissimo scooter (che probabilmente mamma e papà avranno regalato loro perchè “è così un bravo ragazzo, mio figlio!”) contro un bel palo e vi pestino duramente la testa, diventando così ben più intelligenti di quanto dimostrano di essere, visto che della deficienza hanno già raggiunto il loro adolescenziale apice;
2) Spero che gli egregissimi signori genitori – essendo probabilmente gli aggressori di “buona” e “stimata” famiglia, come già supponevo – i quali cadranno dalle nuvole come sempre in questi casi e se ne usciranno con espressioni (ribadisco) del tipo “mio figlio è un bravissimo ragazzo, non farebbe mai cose del genere!” stimandolo bello e buono e un figurino esemplare e vestendolo firmato da capo a piedi (stimandosi di lui ovvero ritenendosi tra sé fortunatissimi di non essere loro genitori di un “povero” ragazzo down), accorrendo sul luogo dell’incidente di cui sopra, scivolino sull’olio fuoriuscito dal motore e cadendo a loro volta pestino duramente la testa, diventando così ben più intelligenti di quanto lo siano stati finora e soprattutto consapevoli di cosa significhi essere buoni genitori…
Dite che così non sono costruttivo? Che tutto ciò non risolve alla radice il problema? Vero, ne sono convinto, ma è quanto meno più semplice (e semplicemente auspicabile, e in fondo probabile) che sperare che una grossa parte della società contemporanea italiana possa redimersi, e risalire dal profondo buco pieno di melma scavato da innumerevoli anni di devianza culturale imposta (e assorbita senza reazione alcuna) nella quale è da tempo caduta e che l’ha resa – essa sì – veramente “down”, nell’accezione più comune e volgare del termine.

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Lorena Bianchetti Fans Club


(N.B.: un post di costume sul blog di Luca Rota!!!) – Grande, grandissima Lorena! Un mirabile esempio, la nostra diafana bellezza dalla pelle bianca come la più celestial purezza, di come oggi la TV ci offra una “certa” realtà i cui limiti, contorni, e dunque la cui essenza, diventa sfuggente come una verità rivelata, palesandosi forse, ma forse no… – insomma, mutando sì da divenire divinamente fascinosa, cioè potenzialmente diabolica…
Beh, venendo al sodo, e ribadendo il concetto iniziale: un mito, la Bianchetti! Perché è bella e avvenente? Lo è, certo, ma de gustibus… Perché conduce bene in TV? Oddio, tale professionalità oggi è così aleatoria, nelle sue basi… Perché ha fatto fuori la Venier, notoriamente antipatica a tanti? Mmmm… No, no, la questione a mio parere è più massmediaticamente sociologico-strategica, cioè più un grand’esempio di furbizia, e scaltrezza! La Lorena. Come tutti sanno, a parte le prime trascurabilissime esperienze televisive, si è costruita una solida fama di ratzingirl, ovvero di showgirl papalina, e non solo per essere stata la presentatrice ufficiale delle produzioni televisive di chiesa per tanti anni, ma anche perché su questa investitura vaticana vi ha conformato la propria immagine personale, nell’aspetto e nelle idee: e lo ha fatto in maniera mooolto palese, fin troppo (Corriere della Sera dell’11 gennaio 2006, sulla fortuna della sua carriera televisiva e sui sospetti che sia stata agevolata da alti prelati, lei risponde: “Dio mi ha dato questa possibilità…”! ), stroppiando al punto da ingenerare in me, malfidente che non sono altro, qualche sospetto…
Già, perché ho la viva impressione che la Lory, furbissimamente, su quanto sopra, sulle sue raccomandazioni vaticane, sull’immagine angelica e tutto il resto relativo, ci marci sopra alla grande, con gran malizia astuta ovvero con fulgida ingegnosità; intelligente lo è, di certo, la sua carriera televisiva può far supporre che avrà ben studiato la disciplina socio-psicologica applicata al potente mezzo televisivo contemporaneo, dunque saprà bene che per affascinare il pubblico – soprattutto da parte femminile – ci sono due modi: o mostrare tutto, o nascondere tutto. Il primo metodo è più diretto e probabilmente più efficace nell’immediato, ma presenta vari problemi, anche di ambito “morale”, e sicuramente non sarà “gradito”, almeno ufficialmente, nei palazzi vaticani, non quanto il secondo, che in superficie è più “familiare” ma in profondità ben più penetrante e sconquassante, se è vero come è (sociologicamente) vero e dimostrato che il nascondere qualcosa lascia libero spazio a qualsiasi congettura su di essa, al desiderio sempre più bramoso di svelarne il mistero e di violarne la segretezza, così da ottenere infine l’effetto opposto di quanto dichiarato – cioè quello che veramente si vuole, mascherato affinché sprofondi per bene nell’immaginario collettivo senza che lo stesso immaginario se ne renda conto…
Lorena Bianchetti ovvero il tabù mediatico del nuovo secolo, dunque! Un predicare moralità per razzolare voluttà, il che ovviamente non significa “male”, anzi! Lei, la nostra purissima, ha ben capito quanto possa essere possente una tale arma di seduzione, e dimostra di saperla usare perfettamente: si possono rintracciare tranquillamente sul web alcune sue foto ove invero non è mai smaccatamente “lussuriosa” ma certo abbastanza da far capire a chi la rimira che anche lei la sa lunga su “certe” cose, eppure dichiara il contrario, addirittura tira di mezzo – oltre alle raccomandazioni d’oltre Tevere – una sorta di “vocazione” divina per i suoi tacchi a spillo, gli spacchi e i decolleté e quant’altro di non troppo santuffiziale! Beh, lo ribadisco – a mio parere: grandissima Lorena, un geniale, diabolico capolavoro di public relation mediatica, la prima teo-sexy girl della TV italiana – e quanto si divertirà sapendo delle suggestioni che la sua immagine moral-maliarda provoca nei suoi telespettatori maschi! E, con tutto ciò, restando perfettamente coerente con la “dottrina” entro cui è stata costruita la sua immagine, e con la storica essenza conformisticamente dissimulatrice atta a far credere realtà la fantasia e in ciò, non c’è che dire, ottimamente adeguata alla TV contemporanea. Posto ciò, e la realtà dei fatti in merito, non oso pensare a cosa ne combini la Bianchetti in privato!… Beh, in ogni caso, peraltro non voglio e non è mio diritto saperlo, affari suoi; è sufficiente constatare quanto c’è di visibile, già alquanto emblematico – appunto – geniale, divino, diabolico come ogni tabù, da sempre la migliore fonte di licenziosità che la mente umana conosca. E dunque, sia glorificata la nostra cara Lorena, amen!

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