Mario Soldati, “La Sposa Americana”

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Mario Soldati è un’altra delle grandi firme del Novecento letterario italiano, un personaggio eclettico – scrittore, giornalista, regista, autore di programmi TV ed egli stesso protagonista di alcuni di essi, entrati nella storia della prima televisione italica… Nelle pagine introduttive a questo libro, leggevo di come la critica abbia sempre osannato l’infinito talento letterario di Soldati, e allo stesso tempo ne abbia deprecato lo spreco in certe opere della sua vasta produzione: a mio parere La Sposa Americana può aver dato adito ad un’osservazione del genere… La storia è classica: lui si innamora di lei, la sposa, ma proprio nell’occasione delle nozze conosce la migliore amica di lei e se ne infatua dissolutamente, dando vita ad un altrettanto classico “triangolo” con tutti gli intorcimenti passionali del caso: una vicenda alla Harmony, se non fosse che Soldati la appoggia ad una costante cronaca psicologica introspettiva del personaggio maschile, il principale protagonista – il suo amore diviso a metà, ondeggiante dall’una all’altra donna, le emozioni, le pulsioni del sesso, le paure, la gelosia reciproca… Il romanzo è molto lineare nel corso degli eventi, narrati attraverso il ricordo di essi da parte del protagonista che, in un certo presente (ove è cronologicamente situata la conclusione dello stesso) riferisce così di una storia passata, ed è ben costruito, con uno stile contemporaneo e piuttosto elegante. “Lineare” – devo tuttavia precisare – significa semplice da leggere, e La Sposa Americana lo è con anche piacevolezza, ma può anche significare prevedibile: e l’opera mi è sembrata non sfuggire a questa trappola, peccando di “carisma”, per così dire, risultando nel complesso letterariamente irresoluta – pur avendo un certo finale risolutivo… Ripeto: è piacevole, gradevole da leggere dacché ottimamente scritta, e sono certo che sia piaciuta e piacerà a molti lettori: ma l’introspezione psicologica, a voler vedere, c’è anche in Beautiful, e – devo essere ancor più schietto? – introspezionare psicologicamente su questioni d’amore/sesso non è così difficile: il (a mio giudizio) maestro Dostojevski è, con tutto il rispetto per Soldati, ben altra cosa, su ben altri temi… Ma non voglio risultare così rigido verso Soldati che, pur non avendogli letto alcuna opera prima di La Sposa Americana, avevo conosciuto e apprezzato attraverso la replica televisiva di alcune sue trasmissioni e certi dibattiti letterari: alla fine mi incuriosiscono più I Racconti del Maresciallo o America Primo Amore che credo leggerò in futuro e, visto il periodo entrante, chioserò che La Sposa Americana è una buona lettura da piovoso fine settimana autunnale e che quei critici, circa il talento di Soldati, non avevano tutti i torti…

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