Benvenuta, Fondazione Berardelli!

Ricevo&segnalo (anche grazie anche ad Exibart, da cui traggo la prima dritta) un appuntamento alquanto interessante per quelli come lo scrivente (ma credo proprio non solo per quelli) appassionati di poesia sperimentale, ovvero di quelle forme d’arte e di comunicazione “ibride” nelle quali l’accostamento di parole e immagini riveste un ruolo primario generando suggestioni intriganti e stimolanti – dunque palesandosi come “arte” nella forma più piena… Ed è gran cosa che a Brescia sia nata una nuova entità specificatamente dedicata a questo tipo (ed altre similari) di ricerca artistica, che mi auguro faccia da fulcro attorno al quale possa ruotare la conoscenza, la comprensione e perché no la diffusione non solo della sperimentazione poetica ma della poesia in generale – che in Italia ce n’è bisogno, ohhsssecen’è bisogno!…

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Ugo Carrega, La torre di Babele, 2007
Scultura in bronzo in 3 esemplari
82 x 37 x 8 cm

Nasce e comincia a operare a Brescia la Fondazione Berardelli, nuovo centro per l’arte contemporanea e per la poesia visiva, con il preciso scopo di diventare un punto di riferimento nazionale per tali discipline attraverso l’allestimento di una collezione permanente con, inizialmente, oltre 80 opere – ma destinante a diventare 200 e più entro la fine del 2008 grazie ai contributi di chi ha creato e creerà un canale collaborativo (artisti, appassionati, amici) con la Fondazione – e l’istituzione di un centro espositivo e di studi dedicato a questo movimento d’avanguardia, con l’organizzazione “programmatica” di 5 mostre annue dedicate alla poesia visiva. Un piccolo grande bengodi per i cultori della sperimentazione poetica, dunque, tant’è che nella sede della Fondazione trovano spazio autori quali Sarenco, Giovanni Fontana, Ugo Carrega, Julien Blaine, Jean-François Bory, Pierre Garnier, Fernando Millán, Ladislav Novak, Paul De Vree, Hans Clavin, Eugenio Miccini, Alain Arias Misson e altri ancora.
Infine non a caso, io credo, l’inaugurazione e l’inizio attività della Fondazione hanno luogo in concomitanza con l’ampia retrospettiva dal titolo La parola nell’arte, aperta al MART di Rovereto, e della mostra Alfabeti presso la Fondazione Sarenco ad Ospitaletto, creando una sorta di rete espositiva temporanea (nel concreto, ma c’è da augurarsi duratura nell’essenza) di interesse e attenzione verso quell’avanguardia che ha voluto e saputo generare nuove e/o innovative e/o non solite forme di comunicazione tramite la simbiosi in diverse fogge di parole e immagini – simbiosi assolutamente contemporanea e pregna di valore nel nostro ipersimbiotico mondo odierno. L’inaugurazione si è avuta grazie alla mostra:

UGO CARREGA. UN’ANTOLOGICA.
La Fondazione dà dunque inizio alla propria attività espositiva, che prevede annualmente cinque mostre dedicate alla Poesia Visiva, con una mostra dedicata, come scrive in catalogo Ilaria Bignotti, a: “Ugo Carrega, ovvero: il poeta e il pittore che, dalla seconda metà del Novecento ad oggi, ha saputo fondare un nuovo alfabeto creativo con il quale esprimere una personalissima avventura esistenziale, padre di un’”artescrittura” inimitabile e immediatamente riconoscibile, laddove la parola si unisce alla cosa, la mente si prolunga nella mano che traccia la forma, che segna la frase”.
Un artista che si inserisce in un movimento di cui, tuttavia, non condivide tutte le caratteristiche come la vena satirica in chiave socio-politica o l’analisi del linguaggio come messaggio, ma che ne sposa in pieno lo spirito libertario e di ricerca.
Del suo lavoro Carrega dice: “…Costantemente consapevole che ogni mio lavoro è una cellula di un organismo complesso, ho tentato e continuo a tentare di fare della poesia e della pittura un’unica cosa così che la parola sia immagine visiva, oltre che mentale, e il segno sia immagine mentale, oltre che visiva…”.
Una sessantina le opere esposte, che ne ripercorrono l’itinerario artistico, dagli anni sessanta ad oggi.
Ugo Carrega, nato a Genova Pegli nel 1935, inizia l’attività letteraria nel 1951. Convinto assertore dell’importanza della parola poetica che solo nella sua espressione visiva, fisica, trova la sua vera dimensione, pubblica nel 1958 il primo fascicolo di poesia sperimentale e visuale dal titolo: “èini”. Dopo il trasferimento a Milano, nel 1966, approfondisce la ricerca teorica sulla Poesia Visiva, elaborando il concetto di “scrittura simbiotica”, nato dall’esperienza di “TOOL: quaderni di scrittura simbiotica”, con cui si definisce quel campo della poesia sperimentale in cui agiscono pariteticamente segni di estrazione diversi.
Ha realizzato “ aaa ” con Mario Diacono, i “Quaderni di TOOL”, e il “Bollettino da dentro”. Ha diretto due numeri della rivista “ESTRA”. Ha fondato i centri culturali: Centro Suolo (1969), Centro TOOL (1971), che diventa poi Mercato del Sale (1974). Euforia Costante (1993). Nel 1988 ha costituito, anche grazie all’aiuto di Paolo Della Grazia, l’Archivio di Nuova Scrittura, oggi conservato al MART di Rovereto.

Per conoscenza e informazioni:
Fondazione Berardelli
Via Milano, 107
25126 Brescia
tel. 030.313888
www.fondazioneberardelli.org
e-mail: info@fondazioneberardelli.org
apertura mostra: fino al 10 gennaio 2008
orari: martedì – venerdì 15.30-19.30
sabato 10:00-12:00 e 15:30-19:30
altri orari su appuntamento

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