A Bergamo, Luciano Lattanzi

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Senza titolo, 1990; Senza Titolo, 1962

Noi non siamo esseri unici, irripetibili
come il lato presuntuoso sosterrebbe,
ma ridimensionamenti d’un’eguale dimensione
”.
Poche parole che tuttavia esplicano bene uno dei punti di partenza dell’originale opera artistica di Luciano Lattanzi, considerato il maestro dell’arte semantica e dunque un personaggio le cui intuizioni esplicate in pittura risultano assai interessanti anche per chi si occupa di letteratura e scrittura: ai suoi lavori la Galleria Elleni di Bergamo dedica un’ampia e stimolante retrospettiva, in una mostra composta da opere che copriranno tutto l’iter artistico del maestro toscano: opere del periodo semantico 1957-1964, opere del periodo ornamentale 1965-1985 e opere dello schematismo 1986-2000.
Dopo un attività di poeta (1949-1956), nel 1957, pubblica a Londra il manifesto della pittura semantica (introduzione di R. K. Elliot) ed espone presso la New Vision Gallery.
Lattanzi è pertanto da considerarsi il teorico e l’ideatore della pittura semantica, che si distingue dall’espressionismo astratto di Pollock ed altri in quanto indaga il segno pittorico instintivo e meccanico che prescinde da ogni condizionamento.
Le sue conoscenze musicali (per 10 anni si è dedicato allo studio del violino) gli avevano dato certezze circa la coesistenza fra il rigore della ragione e la libertà istintiva di del gesto.
Nel 1959 si reca in USA invitato dall’università del Minnesota, per una mostra personale e conosce la Dott.ssa Rhoda Kellogg (Analisi dell’arte infantile) che studia da anni i disegni infantili, che conferma in Lattanzi la certezza di un alfabeto gestuale innato, infatti i disegni di base di ogni bambino dai 2 ai 4 anni, quindi non ancora condizionati da nessuna forma di cultura o sistema, sono gli stessi in ogni parte del mondo.
Nel 1961 conosce Werner Schreib , pittore tedesco che condivide le sue stesse ricerche e con il quale stabilirà un lungo sodalizio artistico che si interromperà con la morte di quest’ultimo nel 1969.
Nel 1964 è invitato alla XXXII Biennale di Venezia.
Nel 1965 la sua pittura si evolve verso una pittura ornamentale in linea con la “Neue Ornamentik” del tedesco Klaus Hoffman, cercando una bellezza del segno fine a se stessa e un puro piacere percettivo nell’osservazione, tutto ciò viene letto dalla critica del tempo come un arte disimpegnata politicamente in antitesi con tutto ciò che stava avvenendo in Italia e in Europa, in dissonanza con lo spirito del tempo che voleva l’artista marxista.
Fra le opere più significative di questo periodo va ricordata la serie dei dodici pannelli “Berliner Skizzen” commissionatigli dalla Akademie der Kunste sul tema del muro di Berlino.
Seguira’ un periodo di isolamento da parte della critica nei suoi confronti, in questo periodo Lattanzi vivrà a Milano nella quale consoliderà il suo rapporto di amicizia con il chirurgo milanese Ugo Ruberti che si occuperà di lui nei testi “La pittura di ornamento-Luciano Lattanzi 1968-1985” e “Il post-Informale in Europa”.
Nel 1985 inizia la sua terza età pittorica sposando le teorie schematiste di Robert Estivals il quale ritiene che anche un concetto astratto possa essere schematizzato e reso visivamente riconoscibile e comunicato.
Nel 2004 viene pubblicato un saggio di estetica su di lui: “Ornamento e Occidente: il caso Lattanzi” a cura di Marcello Nesi.
Una mostra antologica presso la Chiesa del Suffragio a Carrara nel 2006 lo celebra, lui giramondo per oltre metà secolo, nella sua città di origine, per l’occasione viene pubblicata la monografia “Tra Significato e Significanti” a cura di Mario Costa.
Nel 2007 il museo internazionale delle arti applicate (oggi MIAAO) di Torino gli dedica la mostra “Disegni “ornamentali” di penna e sfera”.
Luciano Lattanzi vive a Massa Carrara dove è tornato per dirigere l’Hotel Michelangelo di proprietà della sua famiglia,
Ha opere in diverse e importanti collezioni pubbliche e private.

Per chi volesse approfondire la conoscenza dell’idea semantica e dell’applicazione di essa nell’arte di Luciano Lattanzi, può consultare i seguenti suoi scritti:
Un europeista di provincia, Maia, Siena 1951.
Espressionismo a sezioni, Maia, Siena 1953.
Aspetti, prospetti, retrospetti, Maia, Siena 1955.
Semantic Painting, New Vision Gallery, London 1957.
Annotazioni sulla pittura semantica, Maia, Siena 1960.
Semantische Information,. Appel, Frankfurt a.M. 1961.
La peinture. sémantique, Le Prat, Paris 1962.
Arte contemporanea in galleria 19611964, D’Ars, Milano 1966.
I retroscena dell’idea semantica, D’Ars,, Milano 1969.
Puntualizzazioni a uso privato, Scheiwiller, Milano 1975.
Le concept d’anatomie dans la sculpture abstraite~ Scheiwiller, Milano 1978.
Le champ sémantique du sckématisme, in “Opus International”, n. 96,-1985.
L’art entre gribouillages et télématique, in “Communication et Langages”, n. 73, Paris 1987.
Là mia terza età pittorica, Upiglio, Milano 1990

ELLENI gallerie d’arte
via Broseta, 41, Bergamo
Altre informazioni: tel. 035/243667
cristiano.calori@fastwebnet.it
Data di apertura sabato 10 novembre 2007
Data di chiusura domenica 16 dicembre 2007
Orari: Martedì/Sabato ore 10.00/13.00 e 15.00/20.00

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