Archivi del mese: dicembre 2007

Avviso… Ehm… Importante!…

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Immagine originale tratta da: http://settorezero.splinder.com

Attenzione: nei prossimi giorni il blog potrebbe non risultare aggiornato come solita e quotidiana pratica. Ciò sarà dovuto all’impegno che a Thule si è deciso di mettere in atto per cercare di dare una risposta all’inopinato e, per certi versi, un poco scriteriato bailamme di auguri che si scatena tutti gli anni di questi tempi, che risulta francamente immotivabile se non con il festeggiamento di tal “Natale”, evidentemente un personaggio di notevole fama tra molta gente (tuttavia mai giunta con simile peso nei pressi di Thule), ovvero con un qualche tipo di condizionamento mentale che questo signor “Natale” ha messo in atto per spargere la convinzione che vi sia qualcosa da festeggiare, e di conseguenza qualcosa (e molto) da spendere, a tutto vantaggio di una sola certa parte civile…
Null’altro essendoci di logicamente ipotizzabile al proposito, dunque e ribadendo, se nei prossimi giorni non troverete il blog aggiornato, è perché si sarà in caccia di questo congetturato tale, ‘sto “Natale”…
Mah!…

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A Bergamo, estrose arance orobiche

Può l’arte salvare il mondo? Eh, e chi lo potrà mai dire! (in fondo è una domanda vecchia di secoli!) – ma certo se viene da giovani intelligenze creative che si propongono di fare arte non solo per sé stessi ma anche e soprattutto per il mondo in cui vivono e operano, forse avrà maggiori possibilità di raggiungere quello scopo, anche solo per come, in prima istanza, tale arte può spandere bellezza e cultura per quello stesso mondo… Ancor più ne avrà, di possibilità, se a ben incanalare gli stimoli artistici di coloro i quali decidono di comunicare con l’intorno tramite la propria arte, vi sono proficui strumenti preposti a ciò – proprio come Orange e Estro, associazioni culturali “giovani” (aggettivo sovente usato in maniera impropria, retorica e/o enfatica in bene o in male, ma qui positivo che di più non si può) in questi giorni sinergicamente attive per far conoscere e diffondere arte di qualità in città a Bergamo, e dunque cercare di dare una propria risposta – certo non definitiva, sicuramente a suo modo propositiva nella propria mirata territorialità – alla domanda di cui sopra (che non è poi così “ontologica” come pare…).
A voi:

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Fino al 27 dicembre 2007
INTERNO_01
Bergamo, Associazione Estro

L’associazione culturale ORANGE propone un progetto espositivo in mostra presso lo Spazio ESTRO in via Zabonate 33, dal titolo INTERNO_01: per l’occasione 12/13 artisti di Orange presentano altrettanti lavori (uno per artista) attraverso i quali rileggono il concetto di Interno, già investigato nel Novembre 2006 durante la performance collettiva dal titolo appunto Interno_0. ORANGE è un’associazione culturale non a scopo di lucro che riunisce giovani creativi bergamaschi tra i diciannove e i trent’anni, nasce nel settembre 2004 dall’unione di soggetti di età ed estrazione diversa, alcuni dei quali, dal 1996, hanno più volte collaborato con l’Amministrazione Comunale a livello informale, oltre ad aver portato avanti nuovi approcci creativi, mutando il panorama visuale e musicale della città; l’idea attorno alla quale si è cementificata l’appartenenza al gruppo è quella di percorrere altre strade nelle arti, organizzando e realizzando eventi multidisciplinari insoliti e accessibili, Orange si è infatti contraddistinta in questi anni per la gratuità e la fruibilità delle proprie iniziative senza che ciò inficiasse la qualità delle opere o delle performance proposte, coprendo sempre le spese con le proprie risorse (frutto dell’auto tassazione degli associati) e, in pochissime occasioni, con modesti contributi di sponsor o amministrazioni pubbliche.
Interno_01 è ospitata dagli spazi espositivi dell’Associazione ESTRO, che nasce dall’esigenza di poter lavorare attraverso una serie di progetti artistici e culturali nello spazio urbano della città e si fa carico dell’organizzazione di vari eventi, che spesso portano a collaborare con altre associazioni o enti esistenti (come Orange, Xpression, Lunanuova, Arteria, Eternit, Lucialneon, Giovani artisti di Verdello….). L’idea è quella di creare una sorta di rete di collaborazioni attraverso la quale poter creare qualcosa di concreto nello spazio urbano (luoghi espositivi, eventi e performance artistiche, workshop, seminari, laboratori creativi), ma soprattutto qualcosa di organizzato (ogni associazione artistica pur mantenendo come comune denominatore l’arte si specializza in varie attività).
Altro obiettivo è la promozione di giovani artisti attraverso la sala espositiva di via Zambonate 33 in pieno centro a Bergamo (sala concessa dal Mutuo Soccorso proprio al fine di questo rinnovamento artistico nella città di Bergamo), idea nata per aiutare gli artisti emergenti, sia nel trovare un luogo espositivo, sia nell’organizzazione dell’esposizioni.

Infos:
Fino al 27 dicembre 2007
Interno_01
Spazio Espositivo Associazione Estro
Via Zambonate 33, 24122 Bergamo
+39 3478685173 (info), +39 3482503497 (biglietteria)
associazioneestro@virgilio.it
www.associazioneestro.it
orario: da martedì a domenica 16-19, lunedì chiuso
biglietti: ingresso libero
autori: Paolo Baraldi, Cinzia Benigni, Pamela Bianchi, Angela Di Palo, Arianna Farina, Francesco Noya, Vasco Pesenti, Luca Resta, Silke Richter, Adalberto Roncalli, Giulia Rovelli, Sapo-E
Associazione Orange:
www.associazioneorange.com
associazioneorange@libero.it

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Pornografia intellettuale per bambini

Gironzolando per le librerie web pochi giorni addietro, mi sono imbattuto in un titolo/copertina d’un libro che mi ha messo i brividi (d’orrore): Come Diventare Papa, di Piers Marchant, editrice Piemme (2007, 127 p., ill., brossura, traduttore Cartolano C.), sottotitolo: “Manuale per una professione tanto affascinante quanto impegnativa”… Sulla copertina, una foto della facciata di san Pietro e una freccia che indica il balcone da cui i pontefici appena insediati si affacciano, con scritto: “tu sei qui”.

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Riflessione immediata, appena dopo lo sgomento: questa è PORNOGRAFIA INTELLETTUALE PER BAMBINI. Incredibile che venga messo in vendita un libro che – scusate la scurrilità, ma la uso solo per rendere al meglio la tragica e repellente idea – prende per il culo bambini e, ovvio, loro genitori. Ma leggiamo la presentazione che quelle stesse librerie web offrono del volume:
Bene. Finalmente ce l’avete fatta. Avete coronato il sogno di una vita. Siete diventati Papa. E adesso? Non crederete mica che il lavoro di Papa consista solo nell’affacciarsi al balcone, la domenica e le feste comandate, e salutare la folla di piazza San Pietro? Niente affatto, Santità. Fare il Papa è un lavoro complicato, complicatissimo. Primo, il Vaticano: un labirinto, un dedalo di vicoli, piazze, palazzi, e dentro i palazzi stanze più o meno segrete, corridoio, ballatoi. Secondo, l’abbigliamento: mica che uno si sveglia alla mattina e si veste come gli pare. Eh no, ogni giorno ha la sua tonaca, e a seconda di appuntamenti, ospiti, ricorrenze dovrete cambiare l’abito. Che non farà il monaco, però aiuta. Terzo, i simboli: croci, anelli, pastorali; e poi ancora le cariche (Vicario di Cristo, Pontefice Massimo, Vescovo di Roma, Capo dello Stato), e gli impegni, e i collaboratori. Per aiutarvi quando sarà il momento della vostra salita al Soglio Pontificio, una guida, anzi la guida completa di ogni informazione utile, aneddoti e consigli, oltre a disegni, grafici e piantine che vi serviranno per orientarvi. E nel caso, remoto, non riusciate a farvi eleggere, potrete comunque dare buoni consigli ai fortunati neopapi”.
“Finalmente ce l’avete fatta.”??? Avete coronato il sogno di una vita. Siete diventati Papa.”??? “Nel caso, remoto, non riusciate a farvi eleggere…”??? Caso remoto?
Ribadisco fermamente: questa è pornografia intellettuale per bambini. Ma come si fa a illudere i bambini in maniera così sfacciata? A presentare loro il papato come una normale professione – come leggere un manuale per diventare idraulici, ingegneri o che altro di – appunto – professionalmente normale? A prendere per i fondelli ovvero non considerare la verità istituzionale, politica, gerarchica, che sta dietro la figura del “papa”? Invero, questo libro non è che uno squallido tentativo di suggestionare e “affascinare” qualche (sfortunato) bambino verso la “professione” di prete, illudendolo che una volta intrapresa la carriera sacerdotale prima o poi si arrivi al suo culmine – infatti, illuminante “chicca” finale: “E nel caso, remoto, non riusciate a farvi eleggere, potrete comunque dare buoni consigli ai fortunati neopapi”! Eccola qui rivelata, la miserrima velleità di adescare qualche ragazzino e confinarlo in seminario, dunque di frenare il costante declino di “vocazioni” che la chiesa da decenni ormai conosce (e sempre minimizza), d’altronde inevitabile con il diffondersi di libertà di pensiero e informazione culturale, e di contro per la rigidità medievalmente integralista della chiesa stessa…
Eppoi, in tutta sincerità: se mio figlio avesse la possibilità di diventare papa, dunque di rendersi protagonista di atti ufficiali che calpestano etica, libertà, giustizia, onestà, ragione ovvero diritti fondamentali della persona umana – vedi ad esempio qui, qui e qui, alla faccia delle affascinanti promesse del libro – non credo sarei così fiero d’averglielo acquistato…

N.B.: si noti bene che per l’intero post mai ho scritto di non acquistare il volume in oggetto… Lo scrivente si onora di non essere come i mandanti della pubblicazione dello stesso, in quanto spirito libero e difensore della libertà in senso voltaireiano, dunque del tutto antitetico al modus operandi da sempre messo in atto dai tonacati signori in questione, costantemente vivo e attivo retaggio di efferati tempi oscuri…

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A Romano di Lombardia, urbanissime In-urbanità

L’occhio attento e “virtuoso” dell’arte ancora una volta sulla città, luogo (o non-luogo?) simbolo dell’epoca moderna/contemporanea umana, cartina al tornasole di un cammino nel tempo della razza umana che si vorrebbe sempre definire “progresso” ma non sempre ci si riesce… Questa volta, in più, l’arte entra in un luogo a sua volta simbolo dell’urbanità contemporanea, un centro commerciale, ovvero forse uno dei siti più antitetici al concetto di arte quale opera umana da osservare, gustare e meditare; eppure, ciò che sta facendo il ciclo di In-urban, giunto alla terza tappa, è di parlare della città dal suo interno, dunque senza osservarne le peculiarità da fuori con visione inevitabilmente superficiale (e fors’anche sussiegoso…), ma viceversa indagandone quasi “radiograficamente” le sue parti principali, fondanti, simboliche o antisimboliche – ma sempre esemplari, da un lato o dall’altro, del concetto contemporaneo di “città” – e generandone quindi un’immagine più ricca di significanti utili alla ponderazione del senso e dell’essenza delle stesse…
Eppoi, quale idea originale quella di portare l’arte contemporanea in un luogo come un centro commerciale, appunto così lontano, a prima vista, dai luoghi consueti deputati all’arte? Così, tra un prendi3-paghi2, supersconti a-go-gò e tassi-zero-natalizi per regali-a-più-non-posso, forse il valore dell’arte potrà ricordare e riconsiderare a qualcuno anche il valore delle cose che ci stanno intorno, e non solo il loro prezzo (Oscar Wilde docet)…
A voi:

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Gasometro, cm 237×194, acrilici, catrame, lamiere e sabbia su truciolare laminato in due parti, 2007

Romano Di Lombardia (BG) – fino al 6 Gennaio 2008
In-urban#3

In Urban giunge alla sua terza tappa. La proposta neo-figurativa di un gruppo di giovani artisti contemporanei si fa strada nei luoghi meno consueti, ma forse più consoni: dopo la stamperia “Piscina Comunale” di Milano e la ex fabbrica Montecatini di Romano di Lombardia, giunge ora a un centro commerciale. Non a caso. E’ nei luoghi legati al vissuto quotidiano di chi non frequenta le gallerie che è possibile l’incontro tra arte e pubblico: arte sperimentale, perché ogni volta gli artisti rinnovano le loro proposte, e comprensione del pubblico, che include persino i bambini delle scuole, chiamati a realizzare disegni sul tema della città.
Attraverso la pittura, la fotografia o opere di istallazione si affrontano molti temi legati all’urbanizzazione: da una parte l’incomunicabilità, l’alienazione, o il perseguimento di un’affermazione autoreferenziale; dall’altra colori e forme architettoniche serene, anche se forse soltanto all’apparenza, perché la metropoli è pur sempre affollata e invivibile. C’è chi dipinge con nostalgia le fabbriche abbandonate e chi si lascia coinvolgere dalla monumentalità di un contenitore di sostanze chimiche dipinto con materiali poveri.
In-urban mostra ciò che di fatto c’è ‘nella città’ (‘in’ preposizione), ciò che non le è proprio e forse sarebbe meglio non ci fosse (‘in’ negazione come in ‘in-urbàno’) e ciò che, bene o male, nella città non c’era, ma ci sta entrando (come in ‘in-urbazione’). Certo è che la città si espande inglobando senza preoccupazioni deontologiche ciò che le sta attorno e portando a stretto contatto il vecchio e il nuovo, il ricco e il povero; alcune zone si degradano, altre si riqualificano, alcune cambiano funzione e attirano nuove professioni, contribuendo spesso al depauperamento demografico e culturale delle campagne. Si espande, ma i suoi spazi all’interno non diventano più larghi e ci si chiede quali vantaggi vi siano per i cittadini, quali possibilità abbiano di vivere la città come protagonisti, come quegli “animali politici/urbani” che i greci identificavano con gli uomini liberi, cioè con gli uomini tout court. In molte di queste opere, gli uomini non ci sono o scompaiono per la loro insignificanza di fronte ad architetture imponenti e razionali, tanto razionali da suggerire in certi casi la forma di un tempio greco, senza dio e senza offerte…”.
Il curatore dell’evento è Lorenzo Manenti: nato nel 1978, dopo aver frequentato il Liceo Artistico Statale di Bergamo, si diploma nel 2002 all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
Vive e lavora a Ghisalba in provincia di Bergamo.

Infos:
In-Urban#3
Fino al 6 Gennaio 2008
CENTRO COMMERCIALE IL BORGO
Strada Statale Soncinese, 24058 Romano di Lombardia (BG)
orario: tutti i giorni dalle 9,30 alle 19,30, chiuso 25, 26 dicembre e 1 gennaio
biglietti: ingresso libero
curatori: Lorenzo Manenti
autori: Graziano Amastini, Giuseppe Buffoli, Gabriele Buratti, Sara di Calogero, Luciano Evarchi, Agostino Gallina, Fabio Loda, Lorenzo Manenti, Maria Mesch, Adriano Moneghetti, Simone Montanari, Adriano Pasquali, Pietro Perego, Alessandro Pozzi, Carmelo Violi, Matteo Zanardi
note: in contemporanea all’esposizione verranno presentati i disegni degli alunni della scuola elementare Mottini di Romano di Lombardia.
Ulteriori informazioni: manenti.lorenzo@tiscali.it

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Basta coi “concorsi” in raggiri letterari!

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Immagine tratta da: www.flashfumetto.it

L’ho dichiarato più volte e continuo a dichiararlo appena posso: ritengo i concorsi di lettura che richiedono costi di partecipazione rilevanti un vero e proprio raggiro a danno degli autori esordienti e in barba alla loro comprensibile e naturale voglia di farsi notare. Posso comprendere la richiesta di copertura di eventuali “spese di segreteria” o “organizzative”, visto che spesso gli enti che organizzano i concorsi sono associazioni culturali su base volontaristica, e posso capire che (esempio a caso) per utilizzare la tal sala o il tal teatro per la cerimonia di premiazione debbano sostenere una certa spesa – come per, appunto, costi “logistici” (fotocopie, moduli vari, acquisto pergamene di premiazione, ecc.)… Insomma: ammettiamo anche fino a € 10,00 di costo di iscrizione/partecipazione! Ma, che diamine, mi è capitato di vedere concorsi letterari per giovani/esordienti autori con iscrizioni di decine di Euro! Ciò vuol veramente dire raggirare tali autori, spesso loro malgrado ingenui dacché suggestionati dalla possibilità di vittoria di un qualche concorso, probabilmente ben pubblicizzato e con nome altisonante, e dalla speranza/desiderio di vedersi così aperte le porte dell’editoria “ufficiale”; vuol dire, in parole povere e chiare, fare i soldi sulle spalle di tutti gli autori che accettano un tale capestro! Il bello è che poi, molti di quei concorsi così “cari” offrono premi di qualche migliaio di Euro ai vincitori – usando anche tale scelta per motivare gli elevati costi di partecipazione… Eh beh, vi pare giusto che pochi premiati debbano essere economicamente “foraggiati” da tutti gli altri? O che i giurati (o altri per loro) debbano ottenere un rimborso per il tempo speso nella selezione delle opere partecipanti? Non dovrebbe essere un onore il poter aiutare giovani/esordienti autori a intraprendere i primi passi nella letteratura, ovvero un privilegio essere parte della giuria di un concorso letterario? E i patrocini vari poi (leggi: contributi in denaro) che quasi sempre enti istituzionali (comuni, province, assessorati) e sovente danarosi sponsors elargiscono alle organizzazioni di siffatti concorsi?…
Insomma, ci siamo capiti.
Ecco di seguito i bandi di due concorsi letterari senza costi di iscrizione: un contributo da Thule all’onestà necessaria in un mondo dove, pare, spesso gli “interessi letterari” non fanno riferimento a libri, opere scritte o altro di proficuamente culturale, ma a convenienze ben più materiali…

CONCORSO NAZIONALE DI POESIA
“La Voce delle Muse”
I EDIZIONE 2007/2008

Questa prima edizione del Concorso nazionale di poesia “La Voce delle Muse” è promossa dall’Associazione di Volontariato “Circolo dei Trivi”, nell’ambito del progetto “Aurora – Anno della cultura pagana”.
Il fine del concorso è quello di promuovere l’arte collegata alla rinascita del paganesimo, della sua spiritualità, della sua arte e della sua cultura nel mondo contemporaneo, oltre alla diffusione della poesia sul nostro territorio, dando sostegno in particolare ai poeti esordienti.
Per questo motivo l’associazione nella sua prima edizione ha optato per la libera partecipazione senza alcuna quota di ammissione.
Con l’augurio che la partecipazione al concorso sia numerosa e attiva si ringraziano tutti coloro che vorranno sostenere anche questo progetto!
Regolamento
Art. 1 – L’Associazione di Volontariato Circolo dei Trivi indice e promuove la Prima Edizione del Concorso Nazionale di Poesia “La Voce delle Muse”, al quale potranno partecipare tutti i cittadini residenti in Italia o all’estero (purché l’elaborato sia in lingua italiana).
Art. 2 – È prevista un’unica sezione dedicata alla poesia pagana contemporanea sul tema “Gli dèi, gli uomini e il mondo”.
Art. 3 – È possibile la partecipazione con un massimo di 2 (due) elaborati (da presentare in 5 copie anonime) corredati a parte, in busta chiusa, di uno scritto contenente i titoli delle opere con in calce: generalità complete dell’autore (data e luogo di nascita, recapiti telefonici e indirizzo di posta elettronica) e una dichiarazione firmata nella formula “”Dichiaro che l’opera presentata a codesto concorso è di mia personale creazione, inedita e mai premiata ai primi tre posti in altri concorsi”, unitamente al consenso scritto del trattamento dati personali. È gradito, ma non necessario un breve curriculum letterario dell’autore. (In relazione a quanto sancito dal D.L. 30 giugno 2003 n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, si dichiara quanto segue: ai sensi dell’art. 7-11-13-25: il trattamento dei dati personali dei partecipanti, fatti salvi i diritti di cui all’art. 7, è finalizzato unicamente alla gestione del Concorso. Tali dati non saranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo. Ai sensi dell’art. 23: con l’invio degli elaborati con i quali si partecipa al concorso, allegare il consenso scritto espresso dall’interessato al trattamento dei dati personali).
Art. 4 – La partecipazione al concorso è libera.
Art. 5 – Il plico contenente gli elaborati dovrà essere spedito al seguente indirizzo: SEGRETERIA DEL CONCORSO NAZIONALE DI POESIA, “LA VOCE DELLE MUSE”, all’attenzione di Gabrio Andena – segreteria Associazione di Volontariato “Circolo dei Trivi”, via Medaglie d’Oro 19, 21011 CASORATE SEMPIONE (Varese), entro e non oltre il 20 dicembre 2007 (farà fede il timbro postale di partenza). Gli elaborati non saranno restituiti. L’Organizzazione non risponde di eventuali disguidi postali o mancati recapiti.
Art. 6 – Sono previsti i seguenti premi:
a.. 1° premio: manufatto bronzeo, interpretazione dell’elaborato realizzato dall’artista Luigi Mariani su carta Hahnemühle, pergamena, pubblicazione della poesia sul testo “L’essenza del paganesimo contemporaneo” che verrà distribuito gratuitamente alla terza edizione della Conferenza nazionale sul paganesimo, pubblicazione sulla rivista del Circolo, “Athame”, e sul sito internet del Circolo dei Trivi
b.. 2° premio: manufatto bronzeo, pergamena, pubblicazione sulla rivista del Circolo, “Athame”, e sul sito internet del Circolo dei Trivi
c.. 3° premio: manufatto bronzeo, pergamena, pubblicazione sulla rivista del Circolo, “Athame” e sul sito internet del Circolo dei Trivi.
d.. Menzione d’onore: manufatto bronzeo, pergamena, pubblicazione sul sito del Circolo dei Trivi
Art. 7 – È in programmazione l’eventuale stampa di un opuscolo con le poesie premiate e le motivazioni. Tale opuscolo sarà distribuito gratuitamente durante la II edizione dell’evento.
Art. 8. – Soltanto i premiati saranno tempestivamente avvisati. Gli altri partecipanti potranno conoscere i risultati del concorso sul sito internet dell’Associazione “Circolo dei Trivi” http://www.athame.it . I premi dovranno essere ritirati direttamente dagli interessati, gli stessi saranno tenuti ad assicurare entro tre giorni dalla ricezione della comunicazione, la presenza alla cerimonia di premiazione. È previsto un contributo fisso per il rimborso spese viaggio che dovranno essere documentate. In caso di mancata presenza, subentrerà l’autore collocato nella graduatoria di merito nella posizione seguente.
Art. 9 – La cerimonia di premiazione si terrà il giorno Venerdì 11 Gennaio 2008 dalle ore 20.30 nell’ambito della serata di poesia “La Voce delle Muse” presso la Palazzina Liberty di Largo Marinai d’Italia, Milano. Per ogni premiato è prevista la lettura dell’opera da parte di un dicitore o dell’autore stesso.
Art. 10- Tutte le opere pervenute saranno esaminate dalla presidenza del concorso in forma anonima e ne saranno selezionate massimo 50 tra le quali la giuria identificherà le vincenti. A premiazione avvenuta, delle max. 50 opere selezionate ne verrà prodotto un libro stampato o elettronico che nell’arco di un anno e mezzo sarà presentato sul sito dell’Associazione e sulle mailing list a cui l’associazione partecipa.
Art.11 – L’organizzazione si riserva il diritto di modificare il regolamento in presenza di cause di forza maggiore.
Art. 12 – La giuria, formata da persone qualificate ed impegnate nel campo della letteratura e delle arti, presieduta dal Presidente dell’Associazione di Volontariato “Circolo dei Trivi”, Davide Marrè, è composta da:
Rosalba Formato, moderatrice della mailing list “Le Muse nella Rete”
Gabriella Galzio, poetessa e traduttrice
Chicca Morone, poetessa e scrittrice
Daniele Tronco, redattore della rivista “Athame”
Art. 13 – Non si accettano manoscritti.
Art. 14 – Sono ammesse poesie senza limite di estensione.
Art. 15 – Il giudizio della giuria è insindacabile e inappellabile.
Per eventuali informazioni, è disponibile la segreteria (Tel. 340/1282118); e-mail: circolodeitrivi@athame.it; sito web: www.athame.it
Associazione di Volontariato “Circolo dei Trivi”
via Oxilia 13, 20127 Milano
tel. 340 1282118
E-mail: circolodeitrivi@athame.it
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COMUNE di VIGONZA – ASSESSORATO ALLA CULTURA
PRO LOCO DI VIGONZA
PREMIO DI POESIA E NARRATIVA“VIGONZA”
Ottava EDIZIONE 2008

La PRO LOCO indice l’ottava edizione del premio di poesia e narrativa “Vigonza” con il seguente
bando di concorso:
GIURIA:
PRESIDENTE: Stefano Valentini (giornalista, scrittore, direttore responsabile de “La Nuova Tribuna Letteraria”)
GIURATI:
Stefano Marangon (assessore alla Cultura)
Gabriella Villani (giornalista, scrittrice, poetessa)
Fabio Biasio (scrittore e poeta)
Maria Vittoria Scaramuzza (responsabile organizzativa del Premio).
Il giudizio della Giuria è insindacabile
SEZIONI DEL PREMIO :
– Poesia in italiano
– Poesia dialettale
– Narrativa breve, in italiano
Gli autori saranno classificati secondo due ordini di appartenenza geografica: TRIVENETO o RESTO D’ITALIA.
E’ possibile concorrere a più sezioni.
ANTOLOGIA: I testi premiati e quelli segnalati saranno pubblicati in una antologia dal titolo:
“Certàmina” Venilia Editrice.
PREMI:
30 (trenta) copie e targa artistica ai primi classificati
15 (quindici) copie e targa ai secondi classificati
5 (cinque) copie e pergamena ai segnalati
Nulla è dovuto per tassa di lettura.
REGOLAMENTO
1) Sono ammesse poesie in lingua italiana e in dialetto (con traduzione sul retro o sulla stessa facciata) e racconti brevi in italiano, in numero di tre per ogni sezione.
2) Al premio non possono partecipare opere premiate in precedenti edizioni.
3) Le composizioni, a tema libero, non devono essere già state pubblicate o premiate e non devono essere state contemporaneamente spedite ad altri concorsi .Dopo l’eventuale premiazione e pubblicazione, i lavori saranno nella libera disponibilità degli autori.
4) Le poesie non dovranno superare i trentacinque versi ciascuna e i racconti le quattro cartelle ciascuno.
5) I lavori dovranno pervenire in sei copie dattiloscritte, di cui una sola copia corredata di firma, nome cognome, indirizzo, indirizzo e-mail e numero telefonico. I dati personali NON dovranno essere manoscritti.
6) Sulla busta contenente tutte le copie dovrà essere evidenziata in stampatello la dicitura “PREMIO VIGONZA”.
7) Le buste contenenti i lavori dovranno essere inviate a: Pro Loco Vigonza, p.zza Zanella, 25 – 35010 Vigonza (PD), entro il 31 marzo 2008. La partecipazione al concorso costituisce automatica autorizzazione alla pubblicazione dei testi inviati e liberatoria per l’uso dei dati anagrafici ai soli fini del concorso stesso. I lavori non saranno restituiti.
PREMIAZIONE
La premiazione avrà luogo durante una pubblica cerimonia che si terrà a Vigonza nella barchessa e parco del Castello dei “Da Peraga” sabato 21 giugno 2008 ore 16. Gli autori premiati e i segnalati riceveranno personale comunicazione al termine dell’esame degli elaborati.(presumibilmente nella prima quindicina di Maggio ‘08). Tutti i partecipanti che non avranno avuto alcun riconoscimento NON verranno personalmente contattati e potranno trovare notizia sull’esito del premio nel sito www.comune.vigonza.pd.it, oppure www.club.it.
Per informazioni telefonare allo 049-8933429 o scrivere a: mvittoriascaramuzza@libero.it

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A Lugano, Galleria o Atelier? Gallelier!

Bon, gran bella idea quella di K 10 a Lugano! Nella città “giusta”, da sempre in Ticino luogo di incontro e interscambio tra la cultura più tipicamente svizzera/mitteleuropea con quella italiana/mediterranea, nasce uno spazio di interscambio tra ricerche artistiche e culturali diverse, e a far da “fulcro” Klaus Mühlhäusser, artista tedesco da tempo trapiantato sul Ceresio. E’ lui, con spirito ammirevole tanto quanto intraprendente, ad aprire il proprio nuovo atelier per farne non solo il luogo deputato alla lavorazione e presentazione della propria arte, ma anche spazio di colloquio, di confronto, magari di interdisciplinarietà e intescambio mai sterili (come a volte, in arte e nella cultura, risultano certi “dialoghi” reciproci, invero vane competizioni di natura prettamente egoistica e inevitabilmente autoincensativa) ma possibilmente atti a fruttuosi effetti… Spazi aperti del genere sono preziosi ovunque, e fortunata è Lugano a custodirne ora uno, dacché se ben intrecciato con il tessuto sociale cittadino, la città non potrà che trarne un gran giovamento, e elencare un altro vanto da esibire ai tanti altri – artistici (questo ad esempio, o quest’altro) e non – dei quali i visitatori possono godere.

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Mercoledì 12 Dicembre scorso a Lugano si è inaugurato K 10, lo studio di Klaus Mühlhäusser, il primo atelier d’artista in Canton Ticino, con il chiaro intento di essere fucina creativa e, al contempo, habitat che ospiterà mostre, performances ed eventi sotto il segno della sperimentazione artistica in un continuo confronto tra ricerche di artisti diversi. Il primo del genere, appunto, nella Svizzera Italiana.
K 10 é uno studio d’artista.
K 10 è un luogo di esposizione ed anche di creazione.
K 10 è uno spazio da interpretare e vivere sotto il segno della sperimentazione artistica, in un confronto tra ricerche di artisti diversi.
“.
La mostra «12.01-12.12.07», a cura di Marta Casati e con la consulenza di Christine Bader, si compone delle opere realizzate nell’ultimo anno dall’artista tedesco. Intrecci modulari di acrilici, colle e carta si dispongono in uno spazio articolato che conserva la struttura originaria. Involucri di carta velina – esposti a una sola apparente precarietà – sono ospiti della Project-Room che per l’occasione diviene “Paper-Room” nella sua rigorosa veste black/white.
Per anni Klaus Mühlhäusser si è confrontato con il mezzo pittorico, sperimentando assetti strutturali e composizioni. Il suo gesto si è mantenuto repentino, immediato, senza mai cadere in eccessi o violenze cromatiche. La sua più recente ricerca è piuttosto focalizzata all’incontro tra materiali diversi, ognuno colto e analizzato nelle sue più povere componenti. Colla, carta e scotch si scoprono gli ingredienti più adatti per creare nuovi impianti architettonici e di matrice scultorea.
Scrive Marta Casati nel testo critico:
«La manualità agìta dall’artista si plasma agendo sulla ruvidità del supporto o sulla più lucida patina delle superfici in gioco. Il supporto bidimensionale è costretto a rinunciare alla composizione di piatto inquadramento per orientarsi verso un ventaglio di aperture e interazio-ni: è pronto ad affidarsi a un risvolto nuovo, a una nuova prospettiva, a una soluzione diversa.»

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Opera: box9

Klaus Mühlhäusser è nato nel 1965 a Treuchtlingen (Germania) e dal 1992 vive e lavora a Lugano. Negli scorsi anni ha presentato i suoi lavori in mostre personali:
1995 – Milano, a cura di Walter Schönenberger, storico dell’arte già Direttore dei Musei di Lugano;
2001 – Lugano, a cura di Tommaso Trini dell’Accademia di Brera Milano;
2005 – Lugano, a cura di Giuseppe Curonici, critico d’arte già Direttore della Biblioteca Cantonale di Lugano.
La curatrice, Marta Casati, è laureata in Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Lettere e Filosofia di Firenze, ha lavorato come responsabile della pagina della cultura a Il Corriere di Firenze, a Milano nel Gruppo Rizzoli, scrivendo nelle pagine di cultura, libri e arte su ANNA e in redazione della casa editrice Sperling & Kupfer collaborando con ViviMilano de Il Corriere della Sera. Scrive per le riviste internazionali Eyemagazing e The New York Arts Magazine.
La gallerista, Christine Badér, è consulente d’arte, già Registrar della Fondazione Thyssen-Bornemiza di Lugano (Villa Favorita) e precedentemente direttrice dello studio SICMAS di Carrara e collaboratrice di Louise Bourgeois, Augustin Cardenas, Cesar ed altri artisti. Oggi titolare di Art Consultant di Lugano, specializzata in scultura contemporanea ed organizzatrice di mostre.

Infos:
Klaus Mühlhäusser, «12.01 – 12.12.2007»
Dal 13 al 23 dicembre 2007
dalle 15 alle 19 e su appuntamento nei mesi successivi
presso: K 10
Via Lavizzari 10 – Lugano (Ch)
Info: 0041 765616784
Web: www.klausmuhlhausser.ch
info@klausmuhlhausser.ch
Catalogo con testi in italiano e inglese.

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Siccità intellettuale

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Come ho già osservato più volte, a Thule è buona usanza dare rilievo a certi eventi della realtà non solo nel momento in cui accadono, ma anche (e forse più) a qualche tempo di distanza, in modo da generare la necessaria memoria su di essi (ovvero rinfrescarla, se già possiede il dato di quella realtà) e agevolarne la riflessione “a bocce ferme” come si dice, dunque con maggiore ponderatezza, al fine di ricavarne una preziosa e utile comprensione e una relativa buona saggezza per il futuro.
Ecco dunque che più di due mesi fa usciva su La Repubblica – esattamente il 6 Ottobre 2007, a pagina 43 – un articoletto a firma Raffaella De Santis, che vi riproduco qui sotto:

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Sì, certo, sostanzialmente nulla di nuovo, l’ennesima desolante indagine che prova come in Italia la lettura dei libri sia un qualcosa di antitetico rispetto alla maggioranza della popolazione – e non affermo ciò in quanto parte in causa (anche se, di questo passo, tra breve ci saranno veramente più scrittori che lettori!), semmai perché il guardare di molta gente ai libri come alla peste spiega a mio (mesto) modo di vedere tanti dei problemi che deprimono sempre più il paese (uno su tutti, che da sempre sostengo: ogni popolo ha i governanti che si merita…) e verso i quali la non lettura di libri, pur nella sua gravità, rappresenta in sé e in teoria un problema “di secondo piano”… Tuttavia nella pratica quel “paese sempre più ignorante” come sentenzia l’incipit dell’articolo, non sembra abbia altre fonti e/o strumenti di massa presso cui attingere cultura e rimediare al suo stato miserrimo, e ciò rende il non leggere un evento primariamente e tremendamente dannoso per la società italiana, ovvero assai rivelatore della sua condizione decadente. Eppure, di quest’ultima come di tutte le precedenti e simili indagini non è che se ne parli granché, a fronte appunto della gravità della situazione che rilevano: sì, può capitare che passi il rapido servizio in qualche TG, ma facilmente con un taglio più folcloristico che altro, messo in mezzo agli altri servizi di costume ovvero palesando di ritenere la lettura, da parte dei mass-media, soltanto come un passatempo e nulla più, come una partita a calcetto o una bevuta al bar con gli amici… E forse è proprio questo il punto, che la chiusa dell’articolo e prima ancora, con maggiore evidenza, il titolo mettono il luce: secondo l’indagine in oggetto molti italiani (più del 60%, la maggioranza insomma) non leggono perché è uno spreco di tempo. “Uno spreco di tempo”: e allora questi italioti (come di sicuro li chiamerebbe Gianni Brera) come impiegano il loro prezioso tempo, per il quale la lettura di un libro non è ritenuta degna? Sarò troppo maligno se ipotizzerò che il loro tempo lo spendono davanti alla TV, o allo stadio a vedere la partita, oppure di fronte ad un videopoker e a quant’altre cose affini ovviamente molto più proficue della lettura?
Beh, lo ribadisco: quante cose italiane che non vanno si spiegano con i risultati di indagini come questa, e come ugualmente si spiegano certe realtà dominanti che qualsiasi altro paese civile osteggerebbe fermamente!… Mi viene da pensare ad un paragone ecologico: spesso si ricorda come l’Italia sarà soggetta, nel prossimo futuro, ad un potenziale rischio di siccità per molta parte del suo territorio; ebbene, già ora, anzi già da tempo a quanto pare, l’Italia soffre di un’altra siccità, per certi versi anche più grave: siccità intellettuale, aridità culturale, un ambiente sociale/civile a cui manca sempre più la fluida vitalità del pensiero, della cultura, dell’intelletto – ovvero un ambiente ideale per la proliferazione dei batteri dell’inciviltà, della antidemocrazia, di certo autoritarismo ideologico, del conformismo perbenista e politically correct, della servilità e della sottomissione alle opinioni dominanti… E temo che la prima, la siccità per mancanza di acqua, grazie ad applicazioni e tecnologie innovative e una bella dose di buona volontà forse potrà essere risolta o quanto meno arginata, mentre per la seconda non mi pare esistano ancora tecnologie così efficaci, e – peggio! – nemmeno vi sia così tanta buona volontà…

P.S.: l’indagine oggetto dell’articolo è stata commissionata da Mondadori. E – la butto lì – se parte delle colpe della situazione che essa rileva sia proprio da imputare ai “grandi reggenti” del mercato editoriale italiano e alla generale qualità di quanto pubblicano e offrono ai potenziali lettori? In parole povere: tante porcherie spacciate per capolavori e/o best-sellers e messe in vendita hanno depresso e svilito il mercato nonché svogliato i suoi lettori?

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