A cura di Davide Brullo, “Maledetti Italiani, dieci autori per una controantologia del Novecento”

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Ah, che bello tornare dopo un po’ a leggere poesia, e godere di quella dolce sensazione di rarefazione, quasi di solitudine, come entrare in una dimensione parallela con tutto quanto il mondo (dei lettori) che resta fuori, in tutt’altre letture affaccendato… Insomma, ora, senza esagerare nel sollazzo, non si trovano certo in giro frotte di lettori che dichiarino di essere impegnate nel leggere opere di poesia piuttosto che l’ultimo (nomi a caso) Ken Follett o Khaled Hosseini… Eppure – sono convinto da sempre – le suggestioni che offre un considerevole libro di poesia forse mai nessun romanzo saprà ugualmente regalare…
In ogni caso torno alla poesia, come dicevo, con Maledetti Italiani, dieci autori per una contro antologia del Novecento (Il Saggiatore – Net), nella quale Davide Brullo raccoglie 10 poeti “di secondo piano”, se così si può dire, la cui produzione (non così celebre e celebrata come quella dei nomi più noti, per questo “di secondo piano”) si è appunto rivelata nell’ambito del ventesimo secolo. Davide Rondoni, in quarta di copertina, la definisce “un’antologia di spostati, di gente che si trova ai bordi”, e in effetti lo stesso titolo dato alla raccolta farebbe pensare ad un qualcosa di assai “diverso” rispetto a quanto del Novecento poetico italiano si conosce maggiormente. Tra i dieci autori – Federigo Tozzi, Carlo Michelstaedter, Emanuel carnevali, Scipione, Fernanda Romagnoli, David Maria Turoldo, Giovanni Testori, Cristina Campo, Massimo Ferretti, Dario Villa – mi pare che la maledizione sia tutta interiore, espressa in componimenti dai quali traspare una variegata sofferenza verso la realtà vissuta: certamente da sempre un’emozione che facilmente può suscitare lirismo tanto da riportarlo su carta, di contro il segno (forse) di una ricercata autoemarginazione dalla quale in parte può venire la condizione di “poeti minori” che l’antologia mette in evidenza –ma ciò, è ovvio, non toglie nulla alla bellezza e alla piacevolezza letteraria di molti componimenti che la formano… Altro punto che evidenzio, da dei “maledetti” mi aspettavo più ricerca tecnica sperimentale, considerando anche l’epoca in cui molti testi sono stati prodotti, quel Novecento che ha rivoluzionato profondamente, dal Futurismo in poi, la forma e l’espressione della letteratura, soprattutto in ambito poetico: poco di ciò, invece, quasi che quel disagio esistenziale sovente espresso abbia – come dire… – accartocciato su sé stesse le potenzialità formali ed espressive, imprigionandole in strutture elementari che in tal modo non togliessero nulla all’evidenza voluta per il senso dei componimenti e soltanto per esso…
Mia personale opinione, dunque: di maledetto, tra i dieci e le loro poesie, vi ho trovato ben poco, e in alcuni casi mi sembra chiaro il perché alcuni autori siano stati etichettati come minori – senza nulla togliere, certamente, al valore intrinseco di ogni verso scritto in quanto espressione del pensiero e dello spirito del proprio autore… Tre di essi (pochi o tanti sul totale, fate voi) voglio però indicare come notevoli: Carlo Michelstaedter, il migliore, teso, inquieto e inquietante, carico di “oscura” energia; Massimo Ferretti, il più sperimentale, concreto e insieme visionario; Dario Villa, il più mallarméano.
Ma, lo ribadisco, la poesia ha una grande virtù: è ben difficile che, se ben concepita, risulti in toto brutta; potrà piacere o non piacere, ma la sua pur minima carica suggestiva la saprà sempre dare – a differenza di un romanzo che, se brutto e pur se ben scritto o interessante ma scritto male, diviene rapidamente insopportabile… Quindi il consigliare di leggere un volume come Maledetti Italiani è di per sé compreso nel valore dell’opera stessa – anche perché, purtroppo, ciò che ho appena affermato circa la “brutta poesia” viene sempre più messo in discussione dalla pubblicazione di opere che di buona poesia hanno poco o nulla – e non è il caso di questa antologia…

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5 commenti

Archiviato in Di buone letture

5 risposte a “A cura di Davide Brullo, “Maledetti Italiani, dieci autori per una controantologia del Novecento”

  1. serena

    mi piacerebbe molto leggere qst libro. spero di trovarlo.

  2. Ciao Serena! Credo non avrai problemi a ritrovare il libro in qualsiasi buona libreria… D’altronde, sai bene che il lettore italiano medio non è esattamente che si impegni a svuotare il più impetuosamente possibile possibile gli scaffali delle librerie dedicati alla poesia – con solo qualche rara eccezione – dunque… Buona lettura, e se e quando vuoi commentare questo ed altri libri nel blog, fai pure!

  3. patrizia stagnitta

    vorrei mettermi in contatto con davide brullo, qualcuno mi da una mano?
    grazie
    patrizia

  4. You could certainly see your expertise within the work you write.
    The world hopes for even more passionate writers like you who are not
    afraid to mention how they believe. At all times go after your heart.

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