A Romano di Lombardia, urbanissime In-urbanità

L’occhio attento e “virtuoso” dell’arte ancora una volta sulla città, luogo (o non-luogo?) simbolo dell’epoca moderna/contemporanea umana, cartina al tornasole di un cammino nel tempo della razza umana che si vorrebbe sempre definire “progresso” ma non sempre ci si riesce… Questa volta, in più, l’arte entra in un luogo a sua volta simbolo dell’urbanità contemporanea, un centro commerciale, ovvero forse uno dei siti più antitetici al concetto di arte quale opera umana da osservare, gustare e meditare; eppure, ciò che sta facendo il ciclo di In-urban, giunto alla terza tappa, è di parlare della città dal suo interno, dunque senza osservarne le peculiarità da fuori con visione inevitabilmente superficiale (e fors’anche sussiegoso…), ma viceversa indagandone quasi “radiograficamente” le sue parti principali, fondanti, simboliche o antisimboliche – ma sempre esemplari, da un lato o dall’altro, del concetto contemporaneo di “città” – e generandone quindi un’immagine più ricca di significanti utili alla ponderazione del senso e dell’essenza delle stesse…
Eppoi, quale idea originale quella di portare l’arte contemporanea in un luogo come un centro commerciale, appunto così lontano, a prima vista, dai luoghi consueti deputati all’arte? Così, tra un prendi3-paghi2, supersconti a-go-gò e tassi-zero-natalizi per regali-a-più-non-posso, forse il valore dell’arte potrà ricordare e riconsiderare a qualcuno anche il valore delle cose che ci stanno intorno, e non solo il loro prezzo (Oscar Wilde docet)…
A voi:

foto_mostra_romano_lombardia.jpg
Gasometro, cm 237×194, acrilici, catrame, lamiere e sabbia su truciolare laminato in due parti, 2007

Romano Di Lombardia (BG) – fino al 6 Gennaio 2008
In-urban#3

In Urban giunge alla sua terza tappa. La proposta neo-figurativa di un gruppo di giovani artisti contemporanei si fa strada nei luoghi meno consueti, ma forse più consoni: dopo la stamperia “Piscina Comunale” di Milano e la ex fabbrica Montecatini di Romano di Lombardia, giunge ora a un centro commerciale. Non a caso. E’ nei luoghi legati al vissuto quotidiano di chi non frequenta le gallerie che è possibile l’incontro tra arte e pubblico: arte sperimentale, perché ogni volta gli artisti rinnovano le loro proposte, e comprensione del pubblico, che include persino i bambini delle scuole, chiamati a realizzare disegni sul tema della città.
Attraverso la pittura, la fotografia o opere di istallazione si affrontano molti temi legati all’urbanizzazione: da una parte l’incomunicabilità, l’alienazione, o il perseguimento di un’affermazione autoreferenziale; dall’altra colori e forme architettoniche serene, anche se forse soltanto all’apparenza, perché la metropoli è pur sempre affollata e invivibile. C’è chi dipinge con nostalgia le fabbriche abbandonate e chi si lascia coinvolgere dalla monumentalità di un contenitore di sostanze chimiche dipinto con materiali poveri.
In-urban mostra ciò che di fatto c’è ‘nella città’ (‘in’ preposizione), ciò che non le è proprio e forse sarebbe meglio non ci fosse (‘in’ negazione come in ‘in-urbàno’) e ciò che, bene o male, nella città non c’era, ma ci sta entrando (come in ‘in-urbazione’). Certo è che la città si espande inglobando senza preoccupazioni deontologiche ciò che le sta attorno e portando a stretto contatto il vecchio e il nuovo, il ricco e il povero; alcune zone si degradano, altre si riqualificano, alcune cambiano funzione e attirano nuove professioni, contribuendo spesso al depauperamento demografico e culturale delle campagne. Si espande, ma i suoi spazi all’interno non diventano più larghi e ci si chiede quali vantaggi vi siano per i cittadini, quali possibilità abbiano di vivere la città come protagonisti, come quegli “animali politici/urbani” che i greci identificavano con gli uomini liberi, cioè con gli uomini tout court. In molte di queste opere, gli uomini non ci sono o scompaiono per la loro insignificanza di fronte ad architetture imponenti e razionali, tanto razionali da suggerire in certi casi la forma di un tempio greco, senza dio e senza offerte…”.
Il curatore dell’evento è Lorenzo Manenti: nato nel 1978, dopo aver frequentato il Liceo Artistico Statale di Bergamo, si diploma nel 2002 all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
Vive e lavora a Ghisalba in provincia di Bergamo.

Infos:
In-Urban#3
Fino al 6 Gennaio 2008
CENTRO COMMERCIALE IL BORGO
Strada Statale Soncinese, 24058 Romano di Lombardia (BG)
orario: tutti i giorni dalle 9,30 alle 19,30, chiuso 25, 26 dicembre e 1 gennaio
biglietti: ingresso libero
curatori: Lorenzo Manenti
autori: Graziano Amastini, Giuseppe Buffoli, Gabriele Buratti, Sara di Calogero, Luciano Evarchi, Agostino Gallina, Fabio Loda, Lorenzo Manenti, Maria Mesch, Adriano Moneghetti, Simone Montanari, Adriano Pasquali, Pietro Perego, Alessandro Pozzi, Carmelo Violi, Matteo Zanardi
note: in contemporanea all’esposizione verranno presentati i disegni degli alunni della scuola elementare Mottini di Romano di Lombardia.
Ulteriori informazioni: manenti.lorenzo@tiscali.it

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Una risposta a “A Romano di Lombardia, urbanissime In-urbanità

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