Archivi del mese: marzo 2008

Per starsene al di fuori della “fanghiglia” diffusa…

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(foto tratta da http://www.corriere.it)

E’ sorprendente quanto una certa devianza ideologica sappia ugualmente e più deviare la mente umana: il sig. Piero Gelmini è di ciò un caso assai emblematico, che già il blog segnalò a suo tempo – ed è un caso tra i tantissimi circa tale devianza: ma è peggio questa, o forse quell’altra che lascia indifferenti e reiteratamente veneranti coloro i quali accettano il “dominio” di questi personaggi? (mass-media in primis, che si guardano bene di urtare la di loro delicatezza riferendo la verità, le verità…)…
E volendo/dovendo restare in mezzo alla peggior puzza, giro con piacere la segnalazione e quanto ad essa relativo dal combattivo sito www.censurati.it, riguardo la vicenda del maresciallo Arciere, ennesimo caso di funzionario dello stato (!) italiano con senso del dovere e per questo punito (ora capite il senso del punto esclamativo messo lì sopra?): qui la lettera aperta sul caso inviata al presidente della repubblica (!) (vedi sopra…), e qui la petizione aperta a sostegno di Arciere… A quando Moggi come nuovo capo dello stato e le signore Marchi come prime ministre? – dacché il resto dell’emiciclo parlamentare mi pare già sufficientemente a norma
Vabè, andiamo oltre mantenendo occhi e mente ben vigili, anzi, voliamocene via, in alto, molto in alto sopra quelle fanghiglie
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Ce lo consente, ad esempio, Elleni Galleria d’Arte di Bergamo, sublime luogo di conoscenza e diffusione artistica già incontrata da Cronache da Thule qualche tempo fa (tra l’altro fresca di nuovo e bel sito web!), e che da oggi apre un’esposizione di opere fotografiche di Nobuyoschi Araki, fotografo giapponese capace di fissare sulle sue pellicole tutta la particolare, insolita, per noi occidentali spesso bizzarra visione del mondo dell’occhio e della mente nipponici…:
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…Fino al 30 Aprile 2008 una articolata collezione di lavori del fotografo nipponico Nobuyoschi Araki rappresentano il variegato percorso dell’artista giapponese nei meandri del mondo e della cultura giapponese, schiacciato tra l’ingombrante passato e un futuro che appare indefinito e nevrotico. Saranno presentati una ventina di lavori di grande formato a colori e in bianco nero ed una serie di polaroid nei quali verrà messo al centro del suo lavoro (come sempre) la donna e il suo controverso universo. Araki nasce nel 1940 a Tokio, precisamente a Minowa, quartiere popolare, in una famiglia di fabbricanti di zoccoli giapponesi. Nel 1971 sposa Yoko Aoki sua musa e pubblica le fotografie del viaggio di nozze nelle isole Yanagawa, con il titolo Viaggio sentimentale. Nel 1979 compie il primo viaggio a New York in occasione della mostra Japan, a self-portrait. Comincia a pubblicare foto di donne legate (bondages) nella rivista S&M Sniper. Rifiuta di esporre in occasione del centenario della Biennale di Venezia nel 1993 e pubblica Tokio Love con Nan Goldin. Nel 1995 la mostra alla Fondazione Cartier di Parigi Journal intime. Nel 2000 mostra al Museo Pecci di Prato Araki, Viaggio sentimentale, e Suicide in Tokio a Venezia. Nel 2005 espone a Londra alla Barbican Art Gallery, Nobuyoschi Araki: Self, Life, Death. Nel 2007 a Roma Araki Gold, presso Istituto Nazionale per la Grafica” (dal comunicato stampa di presentazione). Un’esposizione per molti versi straordinaria, da visitare dunque…
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Oppure, sempre in zona Bologna, il “solito” e come al solito inestimabile Modo Infoshop offre una serata di suggestione e riflessione, per comprendere che c’è qualcuno che reagisce agli status quo contemporanei, ovvero ce ne sono tanti altri, troppi, che subiscono proni e si fanno trascinare via, come foglie secche in un torrente fangoso in distruttiva esondazione…:
Domenica 30 marzo 2008, ore 21,30
Archivio Storico “Marco Pezzi”
(www.comune.bologna.it/iperbole/asnsmp)
Storie in movimento (www.storieinmovimento.org)
presentano il film documentario
Storia di un impiegato.
Luigi Cipriani, dalla nazionale di Rugby alla commissione stragi in Parlamento

durata: 56 minuti
Produzione: THCinema
Regia: Carlo Modesti Pauer

Ogni informazione su www.modoinfoshop.com o www.myspace.com/modoinfoshop
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Ma la cultura è universale, dunque anche locale e “localista”, quando serva a preservare la storia e la “vita” di luoghi che nulla potrebbero altrimenti contro l’anomia della globalizzazione avanzante… E’ l’opera che, ad esempio, porta avanti il Centro Studi Valle San Martino, nella zona omonima a cavallo delle province di Lecco e Bergamo, guidato tra gli altri da Fabio Bonaiti, mirabile esempio di studioso di cultura locale per professione sì ma anche, e credo proprio soprattutto, per passione: contro questa nessuna deviante anomia potrà mai vincere…
A breve il Centro presenterà uno dei frutti del suo lavoro:
Sabato 5 aprile 2008 ore 16.00
Sala Civica “Gianfranco Miglio”, Via Galli, 20 – Calolziocorte LC
Presentazione del volume:

“Calolziocorte 1807-1951. L’identità di un borgo, il destino di una città”
a cura di Fabio Bonaiti, con saggi di: Fabio Bonaiti, Francesco Cattaneo, Eugenio Guglielmi, Marco Maggioni, Angelo Orlandi, Maria Loretta Pusceddu, Giovanna Virgilio.
Interverranno Gian Luca Baio e gli autori.

Un lavoro culturale assai prezioso e, a mio parere, assolutamente non antiglobalizzazione, ma invero utilissimo ad una buona globalizzazione – che fino ad oggi non è che si sia vista così spesso…

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Il dubbio pleonastico (e intanto il domani è già oggi…)

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Un pleonastico dubbio arrovella i commentatori delle cose del mondo qui a Thule: ma quelli che il 13 Aprile prossimo si metteranno in fila ai seggi italiani per votare (cosa che genera nella mente più fantasiosa l’immagine di tanti diligenti e remissivi “sette nani”:
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…Andiam, andiam, andiamo a votar!… – fermo restando il massimo rispetto per le libere scelte di chiunque, ovvio!…) – si diceva, del dubbio: quegli “elettori”, quassù non si sa ancora se considerarli degli eroi, per la forza e la tenacia incredibili che dimostrano nel recarsi alle urne e dunque dare ancora fiducia al sistema politico italiota, oppure degli stolti, per il motivo uguale e opposto… A costoro, quando si presentasse l’occasione di parlarvi, sarebbe da porgere soltanto una domanda (che poi sono due, l’una direttamente conseguente all’altra tanto da essere l’una la prima parte e l’altra la seconda di un unicum interrogativo): ritenete che la situazione italiana negli ultimi, diciamo, 40 anni, governata dal tal sistema politico che ci ritroviamo, sia migliorata o peggiorata? E ritenete che, eleggendo coloro i quali si propongono nelle prossime elezioni, veramente migliorerà qualcosa, veramente ci sarà un cambiamento? E’ inutile dire che, in Italia, occorre un cambiamento mooooolto profondo…
Beh, invero ci sarebbe anche da chiedere all’elettore: “ma a cosa serve il tuo voto?”, tuttavia il timore è che questa sia una domanda troppo ostica a cui rispondere, se lo si volesse fare in modo non superficiale… Affermò un giorno Charles Bukowski: “La differenza tra la democrazia e la dittatura è che nella prima ti fanno votare poi ti danno ordini, mentre nella seconda non ti fanno perdere tempo a votare.”…
E mentre certi (tremendi) fatti in accadimento sul pianeta danno una certa risposta (molto sopprimente e deprimente – ma c’è bisogno di evidenziarlo?) alla domanda ostica di cui sopra, e fanno delle pochezze quotidiane (e soprattutto della caterva di parole spese su di esse da certi “personaggi”) cosucce senza alcun valore – perché, insomma, ha valore ora ciò che potrà aver valore anche domani, mentre le “cosucce” di cui sopra sovente di valore non ne hanno nemmeno retroattivamente! – le poche, rare menti illuminate che baluginano sul suolo italiota cercano di mettere un salvagente al suolo stesso (e a tutto ciò che c’è sopra, anche quelle “cosucce” ahinoi…) facendo vedere che qualcosa di buono, in Italia, c’è ancora: si veda Torino, ad esempio, che meritoriamente cerca da qualche anno di scrollarsi di dosso le molte brutture di un recente passato troppo industriale e industrializzante (cioè Fiatizzante!) con eventi in campo artistico e culturale notevolissimi…:
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ecco dunque Afterville, già in corso con molte iniziative veramente belle e il cui motto, tomorrow comes today, è altamente suggestivo ma anche, sotto un altro punto di vista, ammonitore, sul fatto che dobbiamo già oggi pensare al domani, prepararlo nel presente per non essere impreparati quando, quel futuro, diverrà veramente (e rapidamente) il “nuovo” presente…

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Tibet: che fare?

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Ne siete ormai tutti a conoscenza delle discussioni circa quanto sta accadendo in Tibet, sia a livello politico che a livello popolare, e l’eco di esse giunge forte e chiaro anche quassù a Thule… Alla base di esse una domanda sola, “Che fare per il Tibet?”, che invero ne raccoglie e compendia tante altre: “Come comportarsi con la Cina?”, “Boicottare le Olimpiadi o no?”, “Protestare pubblicamente e/o sul web?” e via di questo passo – posto che ormai, sul pianeta, solo il potere cinese ha il coraggio di dire che non Tibet non sia in atto, da mezzo secolo a questa parte, una brutale repressione che tale tempo trascorso ha in sostanza trasformato in autentico genocidio, corporale e culturale (non dimentichiamo che un popolo può essere ucciso anche cancellando la sua cultura e, conseguentemente, la sua storia…).
Che fare per il Tibet? – appunto… Innanzitutto, un piccolo plauso al Presidente francese Sarkozy: sarà anche un cascamorto, ma almeno ha avuto il coraggio di dire ciò che tutti gli altri leader politici “importanti” del pianeta non hanno saputo dire – in ciò facendo il paio inverso con gli USA, come al solito negli ultimi quarant’anni assolutamente sagaci e consapevoli in argomenti di politica estera! (signori cari di stanza a Washington, ma non sapete quanti vastissimi campi di patate vi siano da lavorare verso Ovest?!…): che poi le parole di Sarkozy non avranno alcun effetto pratico, com’è facile intuire, va bene, ma almeno le ha dette, ovvero ha calato le braghe un po’ meno platealmente di come fanno moltissimi altri di fronte al gigante cinese…
Belle invece le iniziative che invitano ad esporre bandiere del Tibet sui balconi (se ne volete acquistare una, andate qui): non servono a nulla, ma fanno scena e conseguente solidarietà “politica” (dacché più sarebbero, meno i media potrebbero fare a meno di parlarne – o sono troppo fiducioso nell’onestà e nella schiettezza degli organi di informazione?)… Boicottare le Olimpiadi, sarebbe un altro gesto moooolto forte, ma: 1°, nessuna federazione sportiva nel mondo avrà il coraggio di farlo (a meno di qualche sperduta piccola nazione che a Pechino porterebbe 2 o 3 atleti e solo per onor di firma); 2°, seppur la protesta sarebbe ed è condivisibile e sostenibile, colpirebbe forse l’unica cosa che su questo nostro povero pianeta riesce effettivamente a creare armonia tra i popoli, minandone tale caratteristica e l’immagine generale nel futuro prossimo… Perché invece non partecipare alle Olimpiadi e, quando l’atleta sale sul podio, tirare fuori la bandiera tibetana, o anche solo un piccolo pezzo di carta con scritto “Free Tibet”? Certo, ci vuole coraggio, ma voglio vedere se il potere cinese ha il coraggio di perseguire o addirittura arrestare un atleta appena medagliato nelle “proprie” Olimpiadi! Sarebbe, in mondovisione, una autodichiarazione di tirannia, una cosa credo molto più negativa che positiva per la Cina… Bjork, solo qualche settimana fa, ha dato il buon esempio…:


Si è messa in gioco, lei personaggio pubblico dello star system, molto più di quanto accadrebbe per un atleta: grandissima! – (e non per nulla viene da una terra che molti hanno identificato con Thule!…).
Una cosa immediata e, almeno, microscopicamente utile (non solo per la causa del Tibet, in fondo!) è invece boicottare i prodotti cinesi: personalmente, e nel limite del possibile (che sovente il mercato globalizzato al quale dobbiamo volenti o nolenti tutti attingere rende sostanzialmente impossibile) lo faccio già da tanti anni: prima per difendere le nostre produzioni (quando non siano truffaldine!) e il nostro lavoro (il cane che si morde la coda – e poi viene divorato dal drago: ci si lamenta continuamente della crisi del nostro sistema industriale, e poi frotte di lamentanti acquistano a man bassa prodotti cinesi perché costano 1/10 di quelli nostrani: bravissssssimi!…) e ora lo farò anche per togliere qualche granellino di terra da sotto il piedistallo che regge la dittatura cinese… E’, probabilmente, l’unico mezzo di protesta in possesso al comune cittadino che, se adeguatamente diffuso, può spaventare il potere cinese e farlo ragionare un poco di più: in fondo il Tibet non chiede nulla più che dialogo e comprensione per la propria cultura – lo ha ribadito più volte il Dalai Lama, egli personaggio di spirito assai più forte e prezioso di moltissimi altri – ad esempio di tanti politici italiani che, nel corso della sua visita di qualche mese fa in Italia, non lo hanno ricevuto: il Tibet anche da questi chiede autonomia, autonomia da questa scempiaggine di potere che costantemente permette le peggiori efferatezze qua e là nel mondo (non c’è solo il Tibet, purtroppo…) pur di ricavarci un qualche profitto…
Free Tibet!

P.S.#1: qui potete andare a rileggere il precedente post sulla questione Tibet/Cina, con alcuni link ad associazioni attive in merito.

P.S.#2:
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Consolatevi delle brutture di codesto mondo, voi di Bologna o che in città siete di transito/permanenza, con un’altra splendida serata/presentazione letteraria da Modo Infoshop:
La condizione postcoloniale
Storia e politica nel presente globale

un libro di Sandro Mezzadra (ombre corte, 2008)
ne discutono l’autore Sandro Mezzadra e Maurizio Ricciardi – Università di Bologna, dipartimento di Politica, istituzioni, storia.
Mercoledi 26, ore 21.30.
Ogni dettaglio su www.modoinfoshop.com

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Alla Galleria d’Arte 18, Bologna über alles!

Se ci sono luoghi – intendo “fisici” – che forse più di altri mettono in pratica quel “necessario dialogo” tra le diverse arti che questo blog (e lo scrivente curatore) sostengono e promuovono quando e quanto più possibile come “sublime” dimensione di accrescimento reciproco non solo artistico ma anche (e per inevitabile rimando) culturale, intellettuale, sociale, civile e, perché no, politico… – beh, stavo dicendo, un luogo di quelli è certamente Galleria 18/Giraldi Editore di Bologna: galleria d’arte e casa editrice nello stesso sito, dalle stesse persone e in base ad una stessa loro filosofia d’azione, e non quindi due diversi ambiti che occasionalmente s’accostano e collaborano, come in altre circostanze succede; un esempio mirabile, dunque, di promozione artistica e culturale, che sicuramente il blog segue e continuerà a seguire con attenzione costante… A voi, appunto, l’ultimo e attuale evento:

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Da giovedì 20 Marzo 2008
Un’arte tutta bolognese
Mostra personale di: Pietro Mattia Giambanco, Augusto Pondrelli e Daniela Domenichini
Galleria d’Arte 18, Bologna

Inaugura il 20 marzo, alla Galleria d’Arte 18, una mostra che coinvolgerà 3 artisti bolognesi reduci con il team della Galleria di via San Felice, dall’avventura parigina: Daniela Domenichini, Pietro Mattia Giambanco e Augusto Pondrelli.

Originario di Castel San Pietro Terme, Pietro Mattia Giambanco ha esposto i suoi lavori in tutto il mondo, dalla Spagna agli Stati Uniti, per importanti mostre personali e collettive. Esprimono vitalità i lavori di Pietro Mattia Giambanco: linee sinuose, essenziali e dinamiche quelle dell’artista. Linee che ricordano il miglior Liberty e dalle quali originano corpi, mani e volti che si muovono nello spazio. Come nella ritrattistica classica e contemporanea, i modelli di Giambanco hanno tutti i valori della pittura, dalla calda pastosità dei colori ai chiaroscuri fortemente contrastati. Il mondo dei personaggi di Giambanco è un mondo di personaggi inventati, che prendono ispirazione da icone culturali presenti e passate.

Di Mezzolara, Augusto Pondrelli comincia il suo percorso di avvicinamento all’arte non nel canonico modo accademico, ma subendo le suggestioni di una città piena di storia, quale è Bologna, dove, scrive l’artista “i fasti papali diluiscono la propria magnificenza con la prosaica quanto bonaria verve naturalistica locale”. Le sue opere sono infatti pervase dal classicismo della scola dei Carracci. Soggetto principale delle opere di Pondrelli è la donna, alfa e omega del proprio sentire. Di lui, il critico Michelangelo Agostini ha scritto: “la poetica di Augusto dichiara apertamente il proprio tributo alla sensorialità, è un inno alla carne che poi trascende se stessa in epifania dello spirito”.

Reduce non solo dall’esperienza parigina alla Galérie Ethienne des Cousans, ma anche dall’Arte Expo’ di Parma, Daniela Domenichini si è formata nel Novecento bolognese. Forte il sogno dell’atmosfera intimista nei suoi quadri, espresso attraverso un’aggressiva urgenza di colore. Si potrebbe paragonare il lavoro dell’artista a quello di un archeologo che a mani nude tra terra e sassi si imbratta di colore. Tra le sue cromie preferite, il rosso. Diversi i materiali utilizzati dall’artista per le sue opere: ceramica, lastre di zinco da incisione, polistirolo, alluminio. Peculiari anche le incisioni, con le quali ha sviluppato una tecnica decisamente personale.

Infos:
Mostra: personale di Pietro Mattia Giambanco, Augusto Pondrelli e Daniela Domenichini
Con il patrocinio di: Giraldi Editore
Sede: Galleria d’Arte 18, via San Felice n.18, Bologna
Inaugurazione: 20 marzo, ore 20.00
Orari: dal martedì al venerdì, dalle 10.30 alle 19.00
Ingresso: gratuito
Contatti: http://www.galleriadarte18.it/, info@galleriadarte18.it
Ufficio stampa: ParkInMedia/Studio Caliceti Tel. 051/5870818 – 5873602
Contact: Fabiana Salsi – fabiana@studiocaliceti.itwww.studiocaliceti.it

> scarica il comunicato stampa di presentazione della mostra in pdf

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Nicola Samorì a Bergamo, la “bellezza” della bruttura…

La Galleria del Tasso di Bergamo – altro pregevole luogo di cultura artistica di una città che si dimostra (fortunatamente!) piuttosto vitale in tal senso, forse costantemente sollecitata in ciò dalla propria particolare ed esclusiva bellezza… – sta ospitando in questi giorni e fino al 30 Aprile 2008 una bella personale di Nicola Samorì, artista trentenne dallo stile sicuramente più personale che in altri colleghi, come la selezione presente in galleria dimostra bene: una pittura che, come dice la presentazione, mette in evidenza ed esalta il corpo in tutta la sua fisicità, e dunque senza preoccuparsi dell’elemento estetico “primario” anzi ricuperando di esso un’autentica percezione che non evita assolutamente anche quanto di quell’estetica possa definirsi all’opposto… Per ciò, mi pare, la pittura di Samorì dialoga in modo assai diretto e schietto con chi vi si trova innanzi, diventando per certi versi una sorta di specchio, di riflessione introspettiva della natura umana e/o di ogni natura umana della quale offre un’immagine certamente più completa e profonda di tante altre… Un autore Samorì, dunque, perfettamente a suo agio nella Galleria del Tasso, e in armonioso dialogo con la sua “filosofia espositiva” e l’attualità nella quale agisce e della quale recepisce la realtà…
A voi:

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Simonia (SGM), 2008, olio su rame, cm 100 x 100

Fino al 30 aprile 2008
Nicola Samorì
Galleria del Tasso, Bergamo

La Galleria del Tasso ospiterà dal 12 marzo fino a fine aprile la mostra di Nicola Samorì.
L’artista è apparso sulla scena bolognese alcuni anni fa, proprio all’inizio del nostro secolo “incerto”.
Come scrive Philippe Daverio “Nicola Samorì ebbe la fortuna di nascere dopo il dibattito che aveva riscaldato il retrobottega delle gallerie. Ha dato vita alla sua poetica senza ipoteche di partenza, con una franchezza schietta nella quale si è riversata gran parte della contorsione piena di aspettative che caratterizza la sua generazione. Ha affrontato la questione pittorica senza remore, con naturalezza. E così facendo si è trovato a non copiare nessuno, a non emulare nessuno, a non citare nessuno. Si è posto quasi con naturalezza in una scia della lingua visiva che lo collega alle radici della storia del secolo ventesimo per traghettare nel secolo nostro una esperienza che al mondo ha pochissimi in grado di esserle a pari.”.
Come fa notare Philippe Daverio, gli strappi nei fondi delle sue tele, le graffiature, le rotture del contesto sono gesti che già aveva intuito e praticato Mario Sironi. Ma Samorì non lo vuole celebrare, solo mostrare con immediata efficacia l’esaltazione del corpo, un corpo senza complessi di bruttura, concetto che è stato per più di cent’anni un tabù del modernismo.

Nicola Samorì è nato a Forlì nel 1977. Diplomato in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Sviluppa un’intensa attività pittorica che lo porta ad affinare le più diverse tecniche espressive, fra le quali quella dell’affresco, oggetto di due workshops tenuti nella Western Australia, in qualità di docente, presso la Tafe Gallery di Perth e l’Università di Kalgoorlie nel 2003. Affronta anche le tecniche calcografiche, conseguendo nel 2002 il Premio Giorgio Morandi per l’incisione, e quelle plastiche, in particolare la scultura lignea, approfondita presso l’Accademia di Belle Arti di Berlino nel 2000. Espone sia in Italia che all’estero.

Galleria del Tasso, la filosofia…:
Aprire una galleria d’Arte Contemporanea oggi, significa mettere a fuoco un progetto che comprende in sé un’offerta di conoscenza di un mondo preciso, che è comunque interpretazione della realtà, un’offerta di confronto con l’uomo artista, che quando possiede quel dono raro che è la qualità, ci regala, magari inconsciamente, una lettura originale ed autonoma del nostro presente. Quindi il risultato di ogni evento dovrebbe essere liberamente letto come un contributo alla diffusione della cultura, e di nuovi modelli organizzativi del sapere.
Un compito ambizioso e non facile, e – lo sappiamo bene – sempre in salita.
La “Galleria del Tasso” si prefigge pertanto di muoversi attorno all’attualità, o meglio vuole scandagliare l’humus che ha generato “movimenti”, “situazioni” oppure dare spazio a individualità forti, che hanno prodotto energia positiva negli ultimi 2-3 decenni. Decenni carichi di ansie, ma anche di compromessi estetici e ideologici, creatori di luci e ombre, che hanno variamente intrecciato verità, valori – più o meno riconoscibili – ingenuità e cinismi, e pertanto prodotto svariati materiali per una discussione approfondita, che può condurci a delineare nuovi giudizi, capaci di descrivere “altri” orizzonti critici.
Ma ciò che ci interessa non è una polemica cancellazione del passato, che rappresenta la nostra identità profonda ed indelebile: la storia dell’arte resta assoluta protagonista della scena, con un flusso ininterrotto di grandi creatori, per più di venti secoli. Per questo le mostre personali e le collettive che proporremo avranno come attori artisti legati alla cultura di questi ultimi decenni, ma saranno anche integrate dalla presenza di rassegne dedicate a maestri che hanno legato il loro lavoro pittorico, o plastico, a quegli “ismi”, che seppero illuminare la modernità, proponendoci una cultura artistica di spessore internazionale. Tutto ciò al fine di mettere a fuoco la natura, estremamente creativa dei contributi dell’arte italiana di questo secolo nati soprattutto dal nostro straordinario contesto storico-artistico.

Infos:
Fino al 30 aprile 2008
Nicola Samorì
Galleria del Tasso, Bergamo
Via San Tomaso, 72 – 24121 Bergamo
Tel. +39 035236830 (info), +39 0354136596 (fax)
info@galleriadeltasso.it, www.galleriadeltasso.it
ufficio stampa: Antonella Asnaghi & Associati
curatori: Philippe Daverio

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Free Tibet!

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Da parte del blog una necessaria, doverosa, imprescindibile solidarietà, per la quale c’è poco da commentare… Se non manifestare un consistente, profondo disgusto verso il potere cinese, e un disgusto (e una vergogna) per certi versi anche maggiore per noi dell’Occidente che, pur di fare soldi, chiudiamo occhi, orecchie, bocca e caliamo allegramente le braghe mentre un popolo intero e la sua cultura vengono cancellati…
…E se un bel giorno la stessa cosa capitasse a noi?… Ma no, figuriamoci, chissenefrega! – per ora nel nostro ben curato giardinetto non è entrato nessuno a calpestare l’erba…
…Per ora…

> Associazione Italia-Tibet:
http://www.italiatibet.org/
> Tibet libero:
http://www.tibetlibero.org/
> Dossier Tibet:
http://www.dossiertibet.it/
> Free Tibet Campaign (in inglese):
http://www.freetibet.org/
> International Tibet Support Network (in inglese):
http://www.tibetnetwork.org/

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Radio Thule #12 in download: “Spazio, ultima frontiera…”: il volo spaziale, da “sogno” per pochi, diverrà presto una realtà per tutti?

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Radio Thule, anno IV, nr.12, lunedì 17 Marzo 2008: “UNA SETTIMANA AL MARE (DELLA TRANQUILLITA’)!…”, ovvero: presente, futuro prossimo, prospettive e sogni del volo spaziale: a breve potremo andare in vacanza nello spazio? La risposta a chi ha avuto modo di “toccare con mano” la realtà attuale del volo spaziale…

Ospite in studio: Marco Zambianchi, Luca Frigerio e Dario Frigerio del Gruppo Astrofili “Deep Space” di Lecco.

Gli argomenti della puntata: il Mare della Tranquillità è la pianura lunare sulla quale camminò il primo uomo sulla Luna, ai tempi dell’Apollo 11; un luogo rapidamente entrato nell’immaginario collettivo come nuova e ultima frontiera delle capacità e del progresso umano e (grazie anche ad una abbondante produzione letteraria e cinematografica “possibilista” in merito) come fantasticata, possibile meta di viaggio di un futuro all’apparenza prossimo nel quale viaggiare nello spazio sarebbe stata una cosa normale, ordinaria… Le cose non sono andate esattamente così: il progresso tecnologico spaziale ha continuato ad avanzare, ma certi sogni fin troppo ottimisti si sono dovuti ridimensionare… Tuttavia lo stato dell’arte astronautica sembra far supporre che, a breve, una certa parte di quei sogni potrebbero realizzarsi, e in ogni caso alcuni risultati raggiunti negli ultimi anni dimostrano una certa rinnovata effervescenza del progresso aerospaziale umano… Radio Thule ne parla questa sera con alcuni esponenti del Gruppo Astrofili Deep Space di Lecco, Marco Zambianchi, Luca Frigerio e Dario Frigerio, i quali non solo si occupano del presente astronautico e dei suoi fatti, ma che hanno anche avuto modo di “viverlo” direttamente, per qualche giorno, presso il Kennedy Space Center, in occasione del recente lancio dello Shuttle STS-120 con a bordo l’astronauta (brianzolo!) Paolo Nespoli. Con loro cercheremo di capire se, veramente, a breve si potrà andare in agenzia viaggi a prenotare un week-end in orbita… – il tutto come sempre, in perfetto stile Radio Thule: con chiarezza, semplicità, un pizzico di necessaria ironia, e la consueta selezione musicale di alta qualità.
…E per i nostalgici, c’è sempre la “tradizionale” replica su RCI Radio ogni domenica alle ore 13.00!

N.B.: prossimo appuntamento con Radio Thule, lunedì 14 Aprile 2008.

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