Tra Rovereto e Como, venerdì venturo, un gran bel giorno di cultura!…

Caspita, venerdì 14 venturo ci sarebbe da spremere a fondo la propria auto (sperando che sia di quelle mooolto poco inquinanti) ovvero di comporre un qualche crono-algoritmo atto ad ottimizzare e armonizzare l’orario ferroviario così da non perdersi due eventi culturali di grandissimo valore, entrambi appunto in programma venerdì 14, in due città poi non così tremendamente lontane e con orari di svolgimento che, suvvia, possono anche r-accordarsi l’un con l’altro – ma, ribadisco, sarebbe una galoppata il cui necessario sacrificio pro-rapidità verrebbe ampiamente ricompensato dall’importanza e dal pregio culturale di entrambi gli eventi… Ne ricevo le comunicazioni e con grande onore e piacere le segnalo, unendole in questo stesso post con l’auspicio di compendiarne il valore – che, va da sé, può essere goduto anche singolarmente; ma sono sicuro che, agli appassionati di cose belle, importanti, intelligenti e profondamente utili a comprendere la realtà contemporanea, e che potrebbero avere il tempo di assistere ad entrambi, cruccerà non poco dover/poter assistere solo ad una (considerazione “autobiografica”, ma che, appunto, credo altri condivideranno)…
A voi:

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Parola di Neuropsicologo
Una conferenza di Alfonso Caramazza per una lettura molto particolare della grande mostra del Mart “La Parola nell’arte”.
Venerdì 14 marzo 2008, ore 15.30

Il Mart, Museo di arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto propone un una conferenza sui temi della mostra “La parola nell’arte” tenuta da Alfonso Caramazza, una delle massime autorità internazionali nel campo della Neuropsicologia Cognitiva e della Neurolinguistica.
Un’occasione unica per scoprire l’universo del linguaggio verbale e visivo attraverso le parole di uno dei maggiori scienziati italiani.
L’evento è il primo di una serie di conferenze, organizzato dal Mart insieme al CIMeC, Centro Interdipartimentale Mente Cervello dell’Università di Trento a Rovereto, di cui Alfonso Caramazza è direttore.
L’intervento di Caramazza – che si terrà alle 15.30 di Venerdì 14 marzo 2008 nella Sala Conferenze del Mart di Rovereto – prenderà spunto dai temi della mostra per indagare la natura della nostra comprensione delle parole, e per chiedersi come venga rappresentata e organizzata nel nostro cervello.
A mediare tra l’ambito storico artistico e le suggestioni offerte da una disciplina così specialistica come la neuropsicologia sarà Francesca Bacci, storico dell’arte, che intervisterà Caramazza nella Sala Conferenze del Mart. Alla fine dell’intervista il pubblico avrà modo di porre delle domande.

Alfonso Caramazza è una delle massime autorità internazionali nel campo della Neuropsicologia Cognitiva e della Neurolinguistica, campo in cui conduce ricerche dall’inizio degli anni Settanta. In oltre 300 pubblicazioni ha dato contributi fondamentali all’individuazione delle categorie linguistiche che hanno una rappresentazione nell’organizzazione cerebrale e in particolare alla comprensione dei processi neurolinguistici relativi alla rappresentazione delle conoscenze lessicali, alla memoria semantica, alla memoria ortografica, all’organizzazione cerebrale delle categorie grammaticali. Caramazza è Direttore del Centro Interdipartimentale Mente/Cervello dell’Università di Trento.
“Fino a poco tempo fa – spiega Caramazza – il legame tra il cervello e il comportamento poteva essere spiegato solo attraverso uno studio accurato di pazienti con lesioni cerebrali. Questi studi ci hanno consentito di formulare una prima descrizione dell’organizzazione funzionale del cervello. L’ultimo decennio è stato testimone di una crescita esplosiva nel campo delle neuroscienze cognitive, lo studio di mente e cervello. L’incremento è stato alimentato in larga parte dalla disponibilità sempre maggiore di tecniche di neuroimmagine, come la risonanza magnetica funzionale (fMRI), che permettono di affrontare e risolvere molte questioni su quali aree del cervello si attivano quando siamo impegnati nei più diversi compiti cognitivi. Oggi, grazie a sofisticate tecniche di visualizzazione cerebrale in vivo, siamo in grado di misurare con accuratezza anche l’attività cerebrale relativa all’uso del linguaggio e di svelare i moltissimi processi coinvolti in ogni operazione cognitiva, da quello che sembra il più semplice, come il nominare un oggetto, fino al passaggio dalla parola all’intera frase, per arrivare alla composizione di grandi opere letterarie.”
Biografia approfondita:
Alfonso Caramazza è Direttore del Centro Interdipartimentale Mente–Cervello dell’Università degli Studi di Trento. Continua la sua collaborazione con l’Università di Harvard (USA), dove è “Daniel and Amy Starch Professor of Psychology” e Direttore del Laboratorio di Neuropsicologia Cognitiva; è stato Professore di Psicologia (1974-1993), Professore e Preside di Scienze Cognitive (1987-1993) alla Johns Hopkins University e “David T. McLaughlin Distinguished Professor” al Dartmouth College (1993-1995). E’ stato, inoltre, visiting professor all’Università di Ginevra (1986) e presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste (2001). Il Prof. Caramazza si è laureato nel 1970 alla McGill University e ha ottenuto il Ph.D. alla John Hopkins University nel 1974.
Gli interessi di ricerca del Prof. Caramazza riguardano principalmente le neuroscienze cognitive del linguaggio e i processi cognitivi correlati. Ha pubblicato più di 280 articoli scientifici e 3 libri. Il suo lavoro si è guadagnato numerosi premi e riconoscimenti: la laurea Honoris causa dall’Université Catholique de Louvain, Belgium (1993); il Javits Neuroscience Investigator Award dal National Institute of Health (1989); il J.-L. Signoret Prize in the Biology of Cognition (Language), Ipsen Foundation (1996); l’elezione nella Society of Experimental Psychologists; l’inserimento nella lista Most Highly Cited scientist dove sono elencati gli scienziati più citati del mondo. E’ stato membro del Comitato consultivo di molte organizzazioni scientifiche ed ha ricoperto varie cariche in società scientifiche internazionali.
Nell’ottobre del 2005 è stato nominato Professore Onorario della Bejing National University di Pechino.
Il Professor Caramazza è Curatore dal 1998 della rivista scientifica “Cognitive Neuropsychology” ed è membro del collegio dei redattori di molte riviste di scienze cognitive e neuroscienze.

Infos:
Durata: 1,30 ore circa
Luogo: MartRovereto, Corso Bettini 43
Orario: 16.30
Costo: € 10 intero, € 7 ridotto (studenti, insegnanti, Amici del Mart e con più di 65 anni)
Informazioni e prenotazioni: 0464 454124-127
community@mart.tn.it

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Ratti Lectures 2007 – 2008
Sarat Maharaj
Conoscere l’Altro e Altri Modi di Conoscere

14 marzo 2008 ore 21.00
FAR, Como

Venerdì 14 marzo alle ore 21 a Como si terrà la Ratti Lecture con Sarat Maharaj, teorico dell’arte, ospite della FAR con una conferenza dal titolo “Conoscere l’Altro e Altri Modi di Conoscere”. L’intero ciclo di appuntamenti, a cura di Mario Fortunato, è patrocinato dal Comune di Como, Assessorato alle Politiche Educative e Università.
L’intervento di Sarat Maharaj, presentato da Anna Detheridge (critico d’arte), indaga se sia possibile desumere “un’estetica della resistenza” dalle contemporanee condizioni di vita quotidiana, cioè da una dimensione immanente, o piuttosto da un punto esterno, trascendente.
L’attuale globalizzazione, le migrazioni e i movimenti producono nel quotidiano un’interazione tra soggetti discrepanti, dissimili: alieni, stranieri, senza stato, sans papiers, clandestini, rifugiati, emigranti.
In tali condizioni, lo “straniero” e il “familiare” si mescolano e si scambiano rendendo il quotidiano una “xeno-sfera”. Qui si pone l’attenzione sia sui modi di conoscere l’altro, lo straniero, l’alieno, sia sulla creazione di “altri” modi di conoscere/vedere/pensare: la xeno-epistemologia. I prodotti non raziocinanti della pratica artistica sono elementi chiave dello scontro con lo sconosciuto: in quanto motori di esplorazione di tipo audio-visivo e performativo divengono metodi di resistenza trasformativi, che producono forme critiche di esperienza, nuova consapevolezza, attività e coscienza – equivalendo così a una estetica-etica della differenza.

Sarat Maharaj, teorico dell’arte, è nato in Sud Africa, dove si è laureto durante il periodo dell’Apartheid. Dal 1997 è docente di Storia e Teoria dell’Arte presso il Goldsmith College di Londra. Attualmente è anche professore di Arte Visiva e Sistemi di Conoscenza alla Lund University (Svezia). E’ stato il primo Rudolf Arnheim Professor alla Humboldt University di Berlino e co-curatore di Documenta XI (2002). Le sue recenti ricerche e pubblicazioni riguardano la traslazione culturale, sondando le differenze, la modernità e l’arte visiva quali strumenti di conoscenza.

Il prossimo incontro delle Ratti Lectures è previsto per il 18 aprile 2008 con Tzvetan Todorov.
Gli scorsi appuntamenti hanno visto ospiti Corrado Augias, Patrick McGrath, Colm Tòibìn, enrico ghezzi, Alberto Arbasino.

Infos:
Titolo: Sarat Maharaj – Conoscere l’Altro e Altri Modi di Conoscere
Data: 14 marzo 2008 ore 21.00
Luogo: FAR, Como
Ingresso: libero fino ad esaurimento posti
Info: tel. +39031 233210 / 211 – info@fondazioneratti.org
Ufficio Stampa: Ilaria Gianoli cell 333 6317344 ilariagianoli@tin.it
Prossima Lecture:
18 aprile 2008 Tzvetan Todorov, filosofo – Il potere della letteratura – FAR, Como

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