Douglas Adams, “Guida Galattica per gli Autostoppisti”

Da un sacco di tempo “incappavo”, più o meno incidentalmente, in questo titolo, Guida galattica per gli Autostoppisti, sapendo solo vagamente di che razza di libro fosse, e dunque, inevitabilmente, mi sono deciso ad affrontarne la lettura di quest’opera che, nei paesi anglosassoni, è un vero e proprio cult, dotata di fama impressionante e incredibile influenza sulle più svariate cose (dai dischi dei Radiohead fino ai computer della IBM!)…
Beh, dunque… Opera di fantascienza umoristica – si dice una delle prime di questo particolare filone… In verità, Guida galattica… è un libro di quelli che, a mio parere, o si ama sfrenatamente o si odia e si rigetta: folle, surreale, strampalato, irriverente, intessuto di tipico humor inglese – anzi, molto spesso tipicamente montypythoniano (non a caso Douglas Adams ha firmato altre opere con Terry Jones, esponente del mitico gruppo comico british; e tale peculiarità, per lo scrivente, vale un sacco di punti nella valutazione in corso!) e per tutto ciò, se si riesce ad entrare nella sua dimensione, assolutamente divertente… D’altro canto, mettendo da parte il mero valore letterario, un giudizio critico sulla Guida… potrebbe restare costantemente in bilico tra la strana ma grande genialità, e la scempiaggine più gratuita; la trama che in essa si narra, così ricca di eventi assurdi (ma d’altronde è comunque fantascienza, il regno dell’assurdità…), porterà qualcuno a ritenere che chiunque potrebbe scrivere un’opera del genere, per al quale basterebbe inventarsi le cose più pazze e amalgamarne più o meno coerentemente (in senso editoriale)… Ma dove la guida, ad esempio, guadagna in (pur bizzarro) “valore letterario” (quello messo prima da parte un attimo) è nei personaggi: Marvin il robot costantemente depresso, Zaphod Beeblebrox, Presidente della Galassia eletto per sette anni consecutivi “Essere Senziente Peggio Vestito dell’Intero Universo”, oppure Pensiero Profondo, il supercomputer che fornisce “la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto” – risposta che nessuno capisce e per la quale si dovrà costruire un nuovo supercomputer che sappia formulare la domanda relativa a quella risposta (!!!), e tutti gli altri… E, altra non-casualità, un’opera del genere non poteva che essere concepita negli anni ’70 dello scorso secolo, per come vi si respira in essa, oltre a tutto il resto, anche un certo quid di psichedelia (non-casualità, appunto: Douglas Adams fu molto legato ai Pink Floyd…); ma c’è anche, tra le pieghe umoristiche, una componente di critica sociale e/o ecologista – e Adams fu, anche, un ambientalista…
Insomma, un libro così, scoppiettante e irrefrenabile fonte di bizzarre trovate – alcune, lo ribadisco, assolutamente geniali – può essere venerato come disprezzato; mi verrebbe da consigliarlo già solo per la gran quantità di ispirazioni, influenze e impulsi che, come dicevo, ha donato a destra e a manca (molte elencate nelle voci di Wikipedia relative alla Guida…) – e non posso esimermi dal notare che la stessa “Guida galattica per gli Autostoppisti”, cioè il libro elettronico protagonista dell’opera (un libro nel libro), assomiglia tantissimo a Wikipedia stessa, intuendola 25 anni prima! – in ciò rendendo l’opera di Adams tipica della fantascienza, ovvero capace nelle sue fantasie di prevedere cose di un futuro non ancora diventato presente… Inoltre, è da notare anche che, pur perfettamente tradotta, la versione in lingua originale inglese contiene giochi di parole e circonvoluzioni linguistiche notevolissime, che ne accrescono la particolarità e la carica umoristica, e che purtroppo in italiano (come in qualsiasi altra lingua) quasi sempre si perdono…
Una lettura, dunque, che forse può lasciare costernati nel mentre che la si affronta, che può far sorgere dubbi e confutazioni, che – appunto – qualcuno non gradirà, ma che alla fine lascia divertiti, entusiasti e probabilmente curiosi di leggere anche gli altri volumi che dalla Guida Galattica… sono derivati. Consigliabilissimo – a meno di essere così rigidamente razionali da evitare qualsiasi bizzarria, anche se fantascientifica…

P.S.: …E, in un certo senso, la Guida di Adams ha fatto anche figli (legittimi?): in Scandinavia ad esempio, come avrete modo di constatare presto…

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3 commenti

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3 risposte a “Douglas Adams, “Guida Galattica per gli Autostoppisti”

  1. Bonus! Un brano “campione” di quello che è “Guida Galattica…”:

    “(…) Purtroppo, nella lingua dei Vl’Hurg questo era il più abominevole insulto che si potesse concepire, e non restò altra alternativa che dare inizio a una terribile guerra (che durò secoli e secoli). Alla fine, però, dopo che nel giro di alcune migliaia di anni la loro Galassia fu decimata, i due popoli capirono che tutto era nato da un terribile qui pro quo, e unirono le loro flotte per sferrare un attacco congiunto alla nostra Galassia, ormai riconosciuta quale responsabile dell’intollerabile insulto. Per migliaia di anni ancora, le loro possenti navi attraversarono i vuoti deserti dello spazio, finché finalmente non approdarono sul primo pianeta in cui si imbatterono, che per caso era la Terra. E lì, a causa di un terribile errore di calcolo nella scala delle grandezze, l’intera flotta spaziale fu inghiottita da un cagnolino.
    Quelli che studiano la complessa interazione di cause ed effetti nella storia dell’Universo dicono che questo genere di cose succede continuamente, ma che noi siamo impossibilitati a impedirlo.
    – Così è la vita! – dicono.”.

    Follemente meraviglioso, no?

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