Archivi del giorno: 2 maggio, 2008

Mikael Niemi, “Il Manifesto dei Cosmonisti”

Ho conosciuto Mikael Niemi, uno dei più celebri e venduti scrittori svedesi, un paio d’anni fa, con Musica Rock da Vittula, lettura che mi lasciò un ricordo assai piacevole; dunque, appena qualche settimana fa ho notato in libreria questo suo nuovo Il Manifesto dei Cosmonisti (edito come il precedente da Iperborea), non ho esitato ad acquistarlo… Poi, per pura casualità, e come saprà chi segue il blog, prima di Niemi ho letto e recensito Douglas Adams e la sua Guida Galattica per Autostoppisti, che Iperborea stessa cita, nella quarta di copertina de Il Manifesto…, come ispirazione della nuova opera di Niemi: a tal punto la sua lettura era ormai diventata inevitabile…
Il Manifesto dei Cosmonisti – cito ancora dalla sua quarta di copertina – è un “pastiche fantascientifico”, ovvero una raccolta di racconti aventi come trait d’union le cronache di un ipotetico nuovo mestiere del futuro, quello di “cosmonista” appunto, facilmente intuibile come il camionista dello spazio, in viaggio qui e là per la galassia trasportando le cose più disparate su navette spaziali che, in effetti, ricordano in tutto e per tutto gli attuali TIR – anche nel fatto di essere sovente delle improbabili carrette che viaggiano nel cosmo per puro miracolo… Un soggetto, dunque, lontano anni luce (qui in senso proprio!) da Musica Rock da Vittula, nonostante le peculiarità della scrittura di Niemi – che sono poi in molti casi quelle tipiche della letteratura scandinava contemporanea – ci sono tutte a partire dallo stile, il solito leggero ma non superficiale, distaccato ma non freddo (come il classico luogo comune sul Nord e le sue genti lascerebbe supporre…), sempre ironico, mai volgare e semmai, ove capita, colorito, ma, appunto, con quella particolare narrazione tipica degli scrittori scandinavi, per i quali scrivere di gioiose meraviglie o di drammatiche tragedie è un buona sostanza la stessa cosa… – cosa tuttavia veramente positiva in tale stile, che lo rende di lettura godibilissima come altrove raramente accade. Inoltre è da citare, anche ne Il Manifesto…, le immancabili pagine dedicate ad una leggera, delicata ode alla Natura – qui soprattutto nel primo racconto – sempre presente come vero e proprio “personaggio” nella letteratura scandinava ed elemento primo di nostalgia per i “cosmonisti” spersi per le più improbabili rotte cosmiche…
Vorrei tornare ora a quella definizione data all’opera di Niemi da Iperborea, “pastiche fantascientifico” (definizione che deriva poi dai giudizi critici apparsi sull’opera in Svezia dopo la sua primaria pubblicazione), che ne connota certamente e in modo piuttosto chiaro l’essenza, ma che di contro rivela forse anche la sua più evidente (almeno per me) lacuna: infatti, pur se come detto la maggioranza dei racconti rimandando al soggetto “cosmonistico”, ve ne sono alcuni che, comunque gradevoli, appaiono un poco come pesci fuor d’acqua, cioè non esattamente relazionati e relazionabili a quel soggetto comune che il libro vorrebbe esprimere… Più in generale, ho avuto l’impressione che l’opera soffra di una certa mancanza di coesione, forse anche di una vaga confusione che se da un lato non inficia la gradevolezza della lettura, dall’altro rende più vacua la compattezza letteraria dell’opera nonché il suo spessore culturale, che non manca, ma è come troppo diluito in una tale forma progettuale che Niemi ha dato al volume. Ripeto: lo stesso è assai piacevole da leggere, divertente, per certi versi istrionico e dotato di alcuni spunti notevoli (cito ad esempio Fermo!, Androidi, 0,002…); in fondo della Guida Galattica… di Adams c’è l’ispirazione iniziale e poco altro, e della fantascienza “classica” c’è solo l’ambientazione oggettuale e in parte soggettuale, il tutto comunque passato nel caratteristico setaccio letterario scandinavo. E’ un libro gradevole, insomma, ma qui, ora, su due piedi, se dovessi consigliare qualcosa di Mikael Niemi da leggere, beh, prima de Il Manifesto… ci sarebbe sicuramente Musica Rock da Vittula: e solo chi sa apprezzare quest’opera può meglio comprendere e recepire quanto di essenziale verrà dalla lettura de Il Manifesto dei Cosmonisti…

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