Archivi del giorno: 17 maggio, 2008

Una lettera aperta al Sig. Magdi Allam…

Egregio Sig. Magdi Cristiano Allam,
con la presente “lettera aperta”, che le rimarco fin d’ora assai pregna in ogni sua parte del più naturale e cordiale rispetto nei Suoi confronti, vorrei rimarcarLe il grande sconcerto che le Sue più recenti e personali vicende spirituali hanno causato nello scrivente – vicende che qui è inutile riassumere, visto il notevole battage pubblicitario di cui hanno goduto sui media nazionali. Mi permetta, sig.Cristiano: la conversione, la cerimonia di battesimo in Vaticano officiata addirittura dal pontefice, i già citati articoli sui media (nazionali, si ribadisce, dacché quelli esteri per la quasi totalità hanno evidentemente ritenuto di dover e poter parlare d’altro), ora il volume Grazie Gesù… Oibò, mi scusi: a quando il merchandise stile-Disney, le t-shirts, i pupazzetti, il DVD o altro di similmente e sfacciatamente promozionale?…
Mi scusi ancora, Sig. Allam, voglio soltanto stemperare il tono generale della presente e non certo apparire insolente, ma di contro non ritenga il senso di queste mie parole sminuito nemmeno per un istante, e anzi rinforzato e ben palese; sono parole che Le scrivo con personale e spero non boriosa cognizione di causa perché anch’io ho attuato, qualche tempo fa, una scelta spirituale simile alla Sua nel principio seppur assai diversa nella sostanza, una scelta che fin da quando cominciò a balenarmi in mente reputai subito e inequivocabilmente libera, personale, dunque assolutamente intima, unicamente parte della mia sfera vitale personale anche perché, di fatto, agente soltanto in essa, come naturale e giusto (tant’è che rifiutai più volte inviti da parte di giornalisti locali per articoli sulla mia scelta). Ciò non toglie che altri i quali compiano simili scelte non possano essere liberi di manifestarle pubblicamente; ma da qui a giungere alla vera e propria spettacolarizzazione mediatica (come ha rimarcato il professor Claudio Magris sul Corriere della Sera anche a proposito della logica politica di una tale mediatizzazione, e ricordando la natura precipuamente interiore del rito del battesimo, non solo in ambito cristiano-cattolico – salvo eventuali celebrazioni) con la quale Lei ha caratterizzato così fortemente tale Sua “scelta” – virgolette ora necessarie – ne passa parecchia di strada, sia o meno quella per Damasco… E queste mie considerazioni non vogliono peraltro toccare anche la questione (eventuale) della sfida all’Islam generata dal Suo gesto, dacché non è questa di sicuro la sede più competente per farlo, e semmai rimanere nella più semplice analisi “spirituale” della questione stessa, che è poi in effetti la principale. Spiritualità, appunto: sig. Magdi, dal momento che Lei riterrà sicuramente di vederla nella sua vicenda, vuole spiegare anche al sottoscritto dove sia, la spiritualità, nei gesti che ha compiuto, che invece appaiono – e, ripeto, non solo al sottoscritto, vedi El Pais del 25 Marzo scorso – assai artificiosamente immanenti, cioè, insomma, tutto fuorché mossi da autentica spiritualità e viceversa programmati da una inopinata e razionalissima progettazione?
Spiritualità, appunto, che come dicevo Lei sicuramente ritroverà nella sua scenograficissima scelta, di cui peraltro ribadisco (e difendo) la legittimità, ma che mi sembra sia Lei, per primo, a mettere in serio dubbio, sia con l’attuazione della scelta stessa di cui si è già detto – e pure, mi consenta, per quella celebrazione in Vaticano col papa davanti alle telecamere, prova lapalissiana di come tutti gli uomini saranno pur uguali di fronte a dio, ma alla chiesa ovvero alla sua gerarchia di potere mica tanto… – sia con le Sue parole, riprese nelle presentazione del suo volume Grazie Gesù rintracciabili, ad esempio, nelle librerie web dove esso sia in vendita… Per citare direttamente: “…un grido d’allarme in difesa della sacralità della vita e della dignità e libertà della persona…”: beh, sig. Cristiano, ove la dignità e libertà della persona sia precipuamente attinente alla sfera interiore individuale, e questa sia violata infrangendone in primis la sua interiorità, per motivi “spirituali” poi ancor più, la stessa dignità e libertà, sappia, non sono già più così assolute e preservate… “Una cultura che non può fondarsi sul relativismo etico e sul ‘politicamente corretto’, ma solo sulla condivisione dei valori inalienabili e inviolabili della nostra umanità…”: uh, che confusione, quell’accostamento tra relativismo etico e politically correct! Come mettere in relazione salcicce e gelati, e sostenere che entrambi fanno male perché fatti con identici ingredienti! E poi, anche Lei, con ‘sta storia trita e ritrita dei “valori” ancora una volta sbandierata ai quattro venti, martellata per conficcare nella testa dei più la falsità che i “valori inalienabili e inviolabili” siano solo merito della religione cristiana e della sua evangelizzazione!… Nuovamente la storia ringrazia, con sarcasmo, per come venga sistematicamente calpestata e traviata – ma fortunatamente del passato non si può cancellare l’evidenza storica, ovvero il danno che le religioni di potere hanno cagionato alla civiltà umana… E ancora: “…si debba dialogare con tutti i musulmani che, in partenza, condividono, senza se e senza ma, i diritti fondamentali della persona e perseguono il traguardo di una comune civiltà dell’uomo.”: oh, caspita, forse le luci e flash della stampa le hanno confuso la memoria… Lei, ora da cristiano e dunque in nome della sua religione (ovvero, non si sia ipocriti, della Sua rappresentanza gerarchica terrena), parla di condivisione di diritti fondamentali della persona, quando la Sua religione ha imposto al Suo clero di non firmare molte delle convenzioni ONU sui diritti fondamentali della persona, e ciò per mere motivazioni ideologiche che definire integraliste è persino educato? E, mi permetta sig. Allam, i diritti dei non cristiani (o meglio dei non praticanti in senso “catechistico”) qui, in Italia? Le sembrano assolutamente difesi e posti su un equo livello di parità civica, giuridica e istituzionale con quelli dei credenti/praticanti, anche in confronto con gli altri paesi europei? E ancora – e poi concludo – la bella favola della comune civiltà dell’uomo! Eh, la cosa più antitetica agli scopi fondanti e fondamentali di ogni religione di potere! “Accomunata civiltà dell’uomo” forse doveva scrivere! Non è uno solo dio, e una sola la chiesa che lo rappresenta sulla Terra? Non è per ciò che si è “inventata” l’evangelizzazione dei popoli affinché tutti siano accomunati sotto un solo dio (una sola chiesa)? Vede, sig. Magdi, forse nel cammino di preparazione sacramentale al battesimo Le hanno omesso le tante contraddizioni esistenti tra dottrina e “politica” cristiana – quelle, per intenderci, che hanno poi generato nella saggezza popolare il ben noto detto “predicar bene e razzolar male”, che la chiesa da sempre non perde occasione di ribadire e confermare!…
No, sig. Cristiano… Mi permetta: difendo a spada tratta ogni Sua scelta (sì, io non sono cristiano, e apprezzo molto Voltaire, il quale peraltro scrisse nel Dizionario Filosofico: “A Roma si dice che se la gente si mettesse a pensare, per la chiesa sarebbe finita”…) ma non del suo senso ma della sua manifestazione resto totalmente sconcertato e profondamente nauseato, per come si rivela ai miei occhi (e al mio libero pensiero, vedi sopra) quanto di più vuoto, finto e artificioso abbia avuto modo di vedere da parecchio tempo a questa parte – nonché, lo ri-rimarco quanto di più antispirituale e irreligioso mai fatto da un “credente”.
Forse conoscerà ciò che scrisse Jean Paul Sartre, nel Il diavolo e il buon Dio: “Quando Dio tace, gli si può far dire quello che si vuole”: beh, mi pare che tale motteggio si attagli perfettamente alla sua vicenda, e a tutto quanto di scenografico gli è stato costruito sopra, e probabilmente, al credente emancipato o al dubbioso razionale la Sua conversione temo (per Voi) apparirà come un’ottima e illuminante pubblicità anti-cristiana. So bene fin d’ora che non gradirà rispondere alla presente e quindi che verosimilmente non lo farà – ma non lo dichiaro per strafottenza, per modestia semmai, e che mi risponda oppure no non varia il rispetto e la stima che ho per Lei, uomo come me a prescindere da qualsiasi divinità; tuttavia, se almeno dedicherà alla presente una lettura e una riflessione (possibilmente libera e non preconcetta, come le imporebbe la Sua religione) di sicuro da subito mi sappia alquanto riconoscente.
Cordiali saluti.

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