Riflessioni e consigli Thuleani…: la sagacia di Henry James, una mostra anti-iconica da Wannabee Gallery, carpenteria artistica al Mart, nuovi artisti a Lecco e mostre+libri+musica dall’irrefrenabile Modo Infoshop…


Immagine tratta da: http://www.provincia.venezia.it/

Un popolo che appena tre secoli fa possedeva il gusto più raffinato, ed oggi invece ne manifesta uno pessimo; dopo aver prodotto le opere più nobili, più amabili, più preziose, oggi si abbassa a fabbricare oggetti ad un tempo orribili e di nessun valore”.
Chi ha pronunciato una tale sentenza, così netta e realistica, così rapida, profonda e sagace sulla realtà italiota? Forse un qualche guru dell’antipolitica attuale alla Beppe Grillo? Un mordace inviato di Striscia la Notizia o de Le Iene? Un qualche raro giornalista particolarmente libero di scrivere ciò che pensa?
No, nessuno di questi personaggi, o di altri affini… E’ stato Henry James, il grande scrittore americano, che la scrisse in Ore Italiane (citata sul numero di 29 di Giudizio Universale, un periodico che molti farebbero bene a leggere al posto di altra periodica e più platinata fuffa), puntandola solo apparentemente più verso la realtà artistico/culturale italiana ma invero facendo di essa il paradigma di un’intera situazione nazionale… E, badate bene, la scrisse nel 1909! Un secolo fa! Ovvero, già un secolo fa egli, in quanto scrittore, intellettuale e forse per questo di sguardo acuto, mente perspicace e pensiero libero più che altri, aveva intuito la decadenza in corso della società italiana, che viceversa si tende a individuare nel suo principio dalla fine degli anni ’60 in poi, con accentuazione proporzionale all’avanzare fino al presente… Invece, sulla scia di James, lo stesso articolista del Giudizio Universale, Andrea Dusio, fissa nell’unità d’Italia, ovvero nell’ultimo secolo più o meno di dominio dei Savoia, le radici del deterioramento italico: probabilmente non a torto, dacché la lettura di quel testo di James mi ha personalmente re-illuminato nella memoria quanto Gianni Brera scrisse su Carlo Cattaneo in Storie dei Lombardi e sulle sue lucidissime idee politiche all’epoca dei fermenti pre-unitari e delle “sue” 5 Giornate di Milano, cioè quando pregò in ogni modo i patrioti italiani di non radunarsi sotto casa Savoia e lo stato piemontese meno sviluppato della Lombardia e distante dall’essere democratico: “Non andate coi piemontesi! Quelli hanno ancora i gesuiti!” supplicò Cattaneo, restando inascoltato e divenendo profetico, visto poi il (non) progresso della storia e della società italiana, guarda caso rimasta incatenata proprio ai “capi” di quei gesuiti… (per inciso, egli aveva in mente per l’Italia una confederazione sul modello della Svizzera, stato dove poi si rifugiò e preferì morire: fate voi le debite – e assai tristi, dalla parte italiana – comparazioni, se avesse ragione lui o no!)…
Insomma, tutto ciò accresce il timore che, per salvare la povera Italietta ormai da tanto tempo e sempre più italiota, ci sarà da lavorare ben più di quanto ci si potesse immaginare (e già paventare), ahinoi tutti…

Vabè… Sapete che Cronache da Thule cerca sempre di illuminare altre vie di salvataggio da percorrere, di quelle che lungo il proprio “percorso” conservano ancora in sé ciò che Henry James già cent’anni fa non trovò più, girovagando per la povera Italia…


Marco Pece, Teschio Lego, 2008

Fino al 15 Giugno 2008:
Wannabee Gallery
via Goito 3, Milano
SKULL: return to sender
Al grido “finiamola con le mode nell’arte!” si è inaugurata giovedì 15 maggio la collettiva di 15 artisti “skull: return to sender” con il fine polemico di generare la caduta del teschio come iper-inflazionata icona.
15 opere irriverenti che spaziano tra arte digitale, installazione, video-arte, scultura e pittura, cercheranno di abbattere il mostro che Damien Hirst ha generato con il suo teschio tempestato di diamanti dal valore di cento milioni di dollari.
Basta visitare le più importanti fiere d’arte mondiali o sfogliare le riviste di settore per essere sopraffatti dalla onnipresenza di crani, ossa e ghigni senza labbra.” Si lamenta Silvia Pettinicchio, titolare della galleria Wannabee “La sensazione è di un approccio superficiale alla simbologia, di sudditanza dell’arte al fashion e di una completa mancanza di comprensione dei significati”.
Per questa ragione Wannabee Gallery comincia la prima di una serie di battaglie volte a liberare l’arte dai trend, raccogliendo un campione di tutti i teschi che hanno invaso il mercato dell’arte negli ultimi mesi, con l’obiettivo di celebrarli attraverso un purificatorio rito funerario e rispedirli al mittente.
In mostra le opere di:
Andy, Alessandro Antonello, Marco Befana, Marc Carniel, Valentina Chiappino, Ivana Falconi, Marco Pece, Michela Pedron, Gabriele Pellegrini, Alessandro Reggioli, Sabrina Ravanelli, Cristina Stifanic, Mario Sughi, Vania Elettra Tam, Giulio Zanet.
Per infos: be@wannabee.it
www.wannabee.it
0236518733
catalogo in galleria
> scarica qui la locandina/comunicato stampa dell’evento


Mart, fino al 6 Giugno 2008
Martellatori in cronosequenza
Uno studio di carpenteria dinamica ispirata a Depero e realizzata dagli operatori del legno dell’Istituto di Formazione professionale di Trento in collaborazione con l’Area Scuola della Sezione Didattica del Mart.
Da martedì 5 maggio a venerdì 6 giugno, gli spazi della Sezione Didattica del Mart, a Rovereto, ospitano l’installazione Martellatori in cronosequenza, esito di un laboratorio di produzione artistica che ha coinvolto la classe V degli operatori del legno dell’Istituto di Formazione professionale di Trento.
Il laboratorio ha avuto come tema l’indagine sperimentale delle possibilità di percezione della sequenza di un’azione e di conseguente raffigurazione. Il tema è stato scelto per guidare gli studenti alla comprensione di interessanti ricerche dedicate alle dinamiche del movimento da parte delle avanguardie storiche d’inizio Novecento. Parte integrante del laboratorio è stata la produzione del manufatto in mostra, ispirato all’opera di Fortunato Depero Martellatori del 1923.
La costruzione di martellatori in sequenza nasce da approfondimenti sulle ricerche scientifiche dello statunitense Eadweard Muybridge (basate sul posizionamento di più macchine fotografiche affiancate in grado di cogliere ognuna una parte del movimento, combinando poi i singoli scatti in una struttura discorsiva per dare l’idea dell’azione percepita) e sugli studi del fisiologo francese Etienne Marey (volti a sintetizzare movimenti successivi su un unico supporto fotografico).
Lo studio di queste ricerche è stato affiancato da una serie di approfondimenti dell’opera di Depero, uno tra i futuristi più attenti allo studio della meccanica dell’azione. Da un punto di vista pedagogico, svelare le traiettorie delle cose, scrutare la percezione della realtà che si presenta in un assembramento governato dal dinamismo spazio-temporale e dal limite di azione dato dal gesto è stato un esercizio per ampliare la riflessione sulla percezione che gli studenti hanno del mondo (e quindi sulla sua stessa comprensione).
La collaborazione tra l’Area Scuola della Sezione Didattica del Mart e gli istituti scolastici è una realtà da tempo consolidata e in continua crescita. Numerosi sono i progetti sperimentali e le attività di consulenza pedagogica sviluppati in forma di partenariato intorno a specifiche tematiche connesse con le forme e i linguaggi delle opere d’arte moderne e contemporanee presenti al museo.
L’installazione è visitabile presso la Sezione Didattica del Mart, a Rovereto, da lunedì a venerdì, dalle 9:00 alle 16:30
Per informazioni: Sezione Didattica Mart tel. 0464.454108
Progetto didattico a cura di Maria Garraffa e Franco Piccolroaz
con la collaborazione di Carlo Tamanini
Ufficio Stampa Mart: tel 0464.454127/124


Lecco, fino al 1 Giugno 2008
Opere dal 2000 al 2008
Museo Civico, Torre Viscontea
Piazza XX Settembre, Lecco
Con questa (mirabile, n.d.s.) iniziativa il Comune di Lecco dà il via ad una nuova serie di mostre alla Torre Viscontea in cui vengono presentati insieme due,tre artisti del territorio che, attraverso percorsi differenti e linguaggi non necessariamente comuni, esplorano le molteplici espressioni dell’arte contemporanea.
Maurizio Romanò, Marialuisa Sponga, Mariagrazia Stoppa, aprono questa prima serie di mostre, esponendo le proprie opere più recenti e significative dal 2000 al 2008, in cui sono individuabili differenti linguaggi e ambiti di ricerca su tecniche e contenuti.
Maurizio Romanò realizza una serie di paesaggi ad olio su tela in cui la tecnica più nobile e antica, l’olio, dà origine ad opere in cui la rappresentazione del reale si stempra in una immaginario di colori onirici ed evocativi di una natura misteriosa ed inquieta,nella quale il tempo sembra sospeso nel prolungarsi dell’attesa. Le tele esposte suggeriscono paesaggi interiori nel quale specchiarsi.
Marialuisa Sponga presenta paesaggi concepiti come grandi arazzi in cui il tessuto assume la tridimensionalità di una scultura attraverso la sua manipolazione e la sperimentazione di materiali di ogni tipo: plastica, metalli, filati, fiocchi, corde, reti, cuciti tra loro in insieme armonici e coloristici che rimandano a elementi reali proprio del paesaggio: acqua, terra, erba, pietra, sabbia.
Mariagrazia Stoppa, scultrice, sperimenta tecniche diverse legate alla manipolazione della creta in particolare ceramica raku: espone in mostra pannelli composti da formelle in cui ogni tassello rappresenta il vissuto quotidiano della artista nel quale anche il visitatore può riconoscersi: al centro della sala una installazione con una seria di morbidi pinguini in ceramica raku, dalle linee curve e sinuose, in cui la forma e’ il reale soggetto delle opere, rimanda al concetto di natura propria della artista.
Per infos: 0341/282396, 0341/481247


MODO Infoshop Bologna
Fino al 7 Giugno 2008
Finestre
una mostra di Simona Giova
Quello che mi affascina sono le superfici e le tracce degli oggetti quotidiani depositari del vissuto dell’uomo.
I miei segni prendono vita dai pannelli di legno superstiti che cercano un nuovo equilibrio nella ricostruzione di un dialogo tra il segno e la forma.
Il pannello, il gesso e lo smalto sono la forma e la materia. L’incisione è ciò che resta
della mia azione. Che trasforma, dialoga e si fonde.
La memoria dell’accadimento torna a rivivere nella registrazione dell’azione, come in un processo che riporta alla luce gli eventi creando un oggetto che racconta di qualcosa che è già stato
”.
Simona Giova è nata a Mantova nel 1977. Si diploma in architettura e arredamento all’Istituto d’Arte di Mantova, si è in seguito diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna in decorazione. Durante gli studi ha rivolto il suo interesse sul segno e grazie alle tecniche apprese nei laboratori di incisione calcografica ha potuto affinare la sua ricerca. Nel 2001 vince il Premio Morandi per l’incisione. In seguito ricerca una propria tecnica espressiva estendendola a materie e supporti extrapittorici. Ha partecipato a varie mostre nel circuito artistico bolognese, attualmente espone tra Mantova Bologna e Milano in cerca di nuovi rapporti tra l’opera lo spazio e lo spettatore.
Tra le mostre principali:
Lo Specchio di Venere, Galleria Campo delle Fragole, Bologna 2000; In Stazione..,Stazione Ferroviaria di Bologna 2001; Be Essere,Spazio d’archeologia industriale, Brescia, 2001; Premio Moranti per l’Incisione, Museo Morandi, Bologna, 2001; Premio Giovani Biella per l’incisione,Biella 2002; Pioggia e Sole Lasciano il Tempo che Trovano, Torre Ferraresi, Ferrara, 2004 ; Cartoline, Circolo Arci Lineout, Mantova 2005; Alice in Highway, Rocca Estense, Modena, 2007; Paesaggi Urbani, CasbahClub, Mantova 2008; Tracce, LibenterCafè, Mantova.
Infos: http://www.modoinfoshop.com/dettaglioevento.asp?id=461

…e ovviamente non mancano le grandi serate culturali di Modo…:

Giovedì 22 Maggio, ore 21.30
Lessico del razzismo democratico
Le parole che escludono

un libro di Giuseppe Faso
(DeriveApprodi)
ne parlano con l’autore Daniele Barbieri (giornalista e saggista), Marcello Maneri (sociologo, insegna a Milano Bicocca), Paolo Nori (scrittore) e Alberto Prunetti (scrittore)
Infos: http://www.modoinfoshop.com/dettaglioevento.asp?id=463

Venerdì 23 Maggio, ore 1900
Aperitivo musicale per la presentazione di
KALOS IRTATE! (Benvenuti)
Un disco che nasce ad Atene nel 2008 come documentazione di un evento di grande significato culturale: racconto vivo dell’esperienza di un festival, proposto dal gruppo greco di musica popolare Encardìa, che promuove l’incontro tra culture mediterranee accomunate dalla musica e dalla lingua greca. Sguardi che si incrociano sulle rispettive linee d’orizzonte… in mezzo all’Adriatico.
Durante la serata il gruppo salentino Malalingua racconterà l’esperienza musicale in corso e l’incontro con il gruppo greco Encardìa.
Infos: http://www.modoinfoshop.com/dettaglioevento.asp?id=464

MODO Infoshop – Interno 4 Bologna
Via Mascarella, 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012
info@modoinfoshop.com
www.modoinfoshop.com
www.myspace.com/modoinfoshop

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