Di parole più o meno “karmiche”…: Sharon Stone, la Cina e il Tibet

Non sono contenta di come la Cina tratta i tibetani e di quello che ha fatto al Dalai Lama che è un mio amico. Quando è avvenuto il terremoto, ho pensato: può essere dipeso dal karma, quando tu fai una cosa non buona a un’altra persona e poi ti capita qualcosa di male”.
E’ passato qualche giorno dalle dichiarazioni di Sharon Stone sul terribile terremoto in Cina e sul legame che la bella attrice americana ha voluto trovare tra il sisma e la con la questione Tibet, e avrete certo saputo anche della ovviamente adirata (e, al solito, moooolto democratica) reazione cinese, e della fine che hanno fatto in Cina i film aventi tra le protagoniste la Stone…
Bene, riflettiamoci un attimo sopra, con la logica che a Thule si metterebbe in una tale ponderazione…
Beh, innanzi tutto, sono state dichiarazioni probabilmente inappropriate – come sempre peraltro quando ci sono di mezzo dei morti – e alla cui sostanza “irrazionale” ipotizzata dall’attrice chiunque potrà essere d’accordo o meno… Ma certamente è innegabile che Sharon Stone sia una donna intelligente almeno quanto sia affascinante, e quindi una eventuale impulsività che fosse alla base delle sue dichiarazioni può non avere lo stesso valore che avrebbe in altri individui meno intellettualiE se la sua unica colpa sia stata quella di aver detto ad alta voce ciò che tanti hanno solamente pensato?
Sicuramente ciò non può servire da sgravio per l’inappropriatezza delle parole pronunciate, ma è altrettanto sicuro che i cinesi – o meglio, il potere cinese – soprattutto con la questione Tibet, ha sempre fatto ben poco per guadagnarsi una incondizionata solidarietà da parte del mondo libero – o meglio, delle menti libere, alle quali Sharon Stone mi pare appartenga con merito, tanto che a Thule potrebbe facilmente essere dichiarata cittadina onoraria…
Speriamo dunque che la popolazione terremotata, e soprattutto i bambini in essa, possano ricevere dal regime cinese un adeguato conforto, sicché lo stesso regime si renda conto che se la Natura può essere tanto tremenda da causare grande sofferenza, non potrà essere mai, esso, così sbruffone da pensare di imitarla infliggendo a sua volta analoghe sofferenze ad altri esseri umani (cioè, ovvio, al popolo tibetano)… Piuttosto – visto che siamo in tema di nemesi karmiche – se un bel sisma, moooolto mirato se possibile, prendesse in pieno il palazzo del governo birmano, ove vi si risiede e dal quale tiranneggia la dittatura militare magari proprio nel mentre che sia riunita al gran completo… Questo sì sarebbe un sisma karmico!… – e non sto tanto scherzando così come forse vi sembrerà…

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