Ciao Eluana!…

Finalmente, una piccola vittoria (grande, ovvio, per la famiglia Englaro) contro il viscido e ipocrita moralismo che pretende di dominare in questa già miserrima Italietta, arrogandosi – in questo caso – l’immagine di “difensore della vita” quando invece si palesa come massima espressione esistente di morte – dei diritti fondamentali dell’individuo, delle più naturali e umane libertà, della dignità, della civiltà.
Ciao Eluana, tu, speriamo sia la volta buona, te ne puoi andare da questa barbarie italiota, a noi per ora tocca restarci dentro…

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3 commenti

Archiviato in Di riflessioni Thuleane...

3 risposte a “Ciao Eluana!…

  1. Mi spiace constatare il tuo pessimismo verso la vita: o non hai mai sofferto veramente o hai sofferto troppo. Ad ogni modo, ritegno sconcertante la posizione delle infermiere che da ormai molti anni curano Eluana; tra di queste alcune di loro suore, hanno detto con chiarezza “se il padre ritiene sua figlia morta la lasci a noi, ci prenderemo cura di lei.”
    Per coerenza il padre dovrebbe a questo punto essere daccordo in questo, o no?

  2. Egregio Don Nicola, grazie per il suo commento!
    Vede, mi ritengo uno spirito libero, e per natura (e suo malgrado) lo spirito libero è “pessimista”, nel mondo contemporaneo, fa’ veramente fatica a non esserlo, perchè il pur minimissimo acume evidenzia come la libertà, nel suo senso più naturale e filosofico, è alquanto avversata da innumerevoli “oppressioni”, ideologiche e non – e questo senza tirare in ballo alcuna sofferenza: ce n’è già troppa nel mondo, e ciò senza che molti se ne rendano conto veramente. Beppino Englaro, in questi lunghi anni, è diventato un individuo di enorme potenza “umana”, tanto da saper benissimo stare al di sopra di certe “provocazioni” francamente ottuse – ottuse quanto solo chi soffre molto ma crede (un poco altezzosamente, anche) di non soffrire può formulare…
    Lo ribadisco: chi continua a uscirne male dalla vicenda, alla fine, non è la povera Eluana, i suoi genitori, i “pro” o i “contro”, la morale o quant’altro, ma la pura e semplice libertà dell’individuo.
    Grazie ancora per il suo messaggio!

    P.S.: eppoi, in fondo, io in quanto “pessimista” (si notino comunque sempre le virgolette) posso essere la persona più tesa verso l’ottimismo di questo mondo!…

  3. Sergio De Muro

    Caro don Nicola,

    a parte non avere compreso se è sconcertante la posizione delle infermiere e della suora, perchè la si dovrebbe ritenere giusta, non comprendo perchè un uomo, che ha lottato per dodici anni, ha sofferto per dodici anni per quello che ha sempre ritenuto una ingiustizia fatta a
    sua figlia, dopo che ha veduto riconosciuto, finalmente, il diritto al rispetto delle volontà di colei che con amore chiama il purosangue della libertà, perchè dovrebbe lasciare a degli estranei quel che resta di sua figlia contraddicendo tutto quello per cui ha lottato.
    Ingiustizia, grande ingiustizia perchè la legge italiana non ha voluto regolamentare quello che di fatto è la ‘dichiarazione anticipata’ del consenso informato, per cui il paradosso è che se sei cosciente, vedi ad esempio la signora che ha preferito non farsi amputare una gamba, puoi rifiutare certe cure, se non lo sei sei in balia dell’altrui volontà, medici, prelati suore politici felloni.
    Che tu voglia essere curato ad oltranza o che tu voglia rifiutare alcune cure, se arrivi all’ospedale incosciente, non hai diritto di scelta.
    Mettiamo il caso che una persona fortemente credente, ligia ai precetti della chiesa, volesse essere curato in ogni caso sino alla fine, non esiste regolamentazione che vieti al medico di ‘desistere dall’accanimento terapeutico’ nonostante le sue volontà.
    In Italia è prassi consolidata la ‘desistenza’, consolidata ma ‘silenziata’, sembra vi sia stato un chiaro esempio in terra vaticana non molto tempo fa.
    Tanto silenziata che tutto l’arco costituzionale dei partiti, tranna la Rosa nel Pugno, ha preferito non sapere la consistenza della Eutanasia clandestina presente in Italia.
    Insomma, tutto, come al solito, bisogna farlo nell’ombra, la luce del sole fa male a qualcuno.

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