La bellezza (della cultura e dell’arte) salverà l’Italia…


Immagine tratta da: www.comune.eboli.sa.it/…/iquartieridieboli.php

Qualche giorno fa ho trovato un commento al post dedicato da Cronache da Thule alla XII Edizione del Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio – Città di Eboli”, firmato da Vitina Paesano, segretaria del Centro Culturale Studi Storici, ente organizzatore del concorso – a sua volta già stato “ospite” del blog. Quel commento, grazie al consenso dell’autrice, lo voglio qui “ufficializzare” in forma di post, per come lo ritenga preziosamente emblematico di quel dinamismo culturale (e non solo) che esiste e opera in Italia con ottimi risultati, da parte di tante piccole/grandi associazioni culturali le quali, con la loro attività, riescono a far che l’immagine italica non sia definitivamente spazzata via dalle innumerevoli bassezze di cui la sua cronaca quotidiana è ben infarcita… Ed è anche un modo per omaggiare e ringraziare ognuna di queste associazioni e le persone che le animano (naturalmente qui “uso” il Centro Culturale Studi Storici di Eboli soltanto in veste paradigmatica, non certo per qualsivoglia favoritismo o cose del genere!), fautrici di un dinamismo che è aria purissima e indispensabile per qualsiasi civiltà, se voglia ritenersi tale, ovvero ambito virtuoso nel quale ritrovare un’armonia sociale altrimenti fin troppo corrosa…”La bellezza salverà il mondo” proclamò il principe Miškin ne “L’Idiota” di Dostoevskij: beh, se è vero come vero che la cultura e l’arte sono fonti primarie di “bellezza”, con le suddette associazioni all’opera almeno questa di siccità, speriamo, l’Italia riuscirà a non soffrirne!…

(…) Io sono la segretaria del Centro Culturale Studi Storici che organizza il Concorso di Poesie “Il Saggio” Città di Eboli…Sono anni e anni che cerchiamo di ingrandire questa famiglia di poeti, perchè il fine del nostro appuntamento è solo questo: il ritrovarsi di amici dopo lungo tempo, amici che portano altri amici e la famiglia si ingrandisce. Ed è bello accorgersi che siamo uniti tutti da un filo trasparente ma importante che si chiama “Poesia”.
Leggere sul Blog parole tanto belle ed inaspettate per il nostro concorso è stata la meritata ricompensa dopo anni di fatica, e a volte anche di difficoltà. Vede nessuno più di me può sapere quanto sia serio il Concorso del quale lei parla tanto bene. Io vi sono approdata come partecipante con una mia poesia. Poi scoprii che la redazione era vicino casa mia, nel mio Centro Storico che amo tanto, e così appena potevo scappavo lì per dare una mano. Presto ne divenni la segretaria e nel frattempo la giuria cominciò a valutare le poesie. Un giorno il Direttore entrò dalla porta ed in modo pacato mi disse che la mia poesia era già al secondo posto e con l’ultima votazione potevo restare tale o passare al primo. Cortesemente mi chiese di ritirarmi perchè se avessi vinto io, che ormai facevo parte della redazione, i poeti non avrebbero più creduto a questo concorso. In un primo momento ci rimasi male, ma oggi a distanza di anni, posso solo dargli ragione. Io sono sempre qui che aiuto, il mio Direttore si fa sempre in quattro per far arrivare qui tanti poeti, per far conoscere la storia della nostra città (che anche lui ama tanto come tutte le persone che sanno il significato delle proprie radici), e di poeti sa qui ne sono passati tantissimi. Molti di loro hanno lasciato un segno nel nostro cuore che va al di là della poesia e del concorso. Ci si sente anche durante il resto dell’anno e vi sono rapporti e amicizie che anche se non sono a pelle, riescono comunque a colmare distanze infinite. Nella nostra associazione oltre al Concorso facciamo tante cose. Abbiamo appena finito di trascrivere un diario di guerra che ci ha portato via tutto l’inverno che ha scritto una simpatica signora di 80 anni che però durante il periodo bellico era giovanissima. Lei scrisse questo diario dal 1940, (esattamente dal 10 giugno quando Mussolini fece il celebre discorso dell’entrata in guerra) fino al 1945. E’ stato bellissimo curare questo libro qui in redazione, presentarlo lo è stato altrettanto perchè l’autrice è viva ed ha potuto dal vivo farci fare un viaggio nel tempo. Un giorno in una chiesa trovai una frase che diceva “Ogni anziano che muore è una biblioteca che brucia…”. Ed è per questo che siamo stati felici di curare questo libro, anche se vi abbiamo investito tutti i nostri risparmi (l’amministrazione comunale del mio paese è sempre a secco), ma è stato un buon investimento che prima o poi rientrerà lasciando a chi lo acquista un grande patrimonio. Poi facciamo anche tante manifestazioni. Io personalmente mi occupo di vecchie tradizioni. Ho appena finito un corso di Lavorazione del Vimini nel Carcere della mia città che ha dato la possibilità ai suoi ospiti di imparare un’arte e al vecchio cestaio di sentirsi ancora utile. (…) Nella nostra associazione, chi può da un po’ del suo tempo, non importa se un’ora o dieci ore, è comunque il tempo della propria vita e bisogna essere grati a chi ce lo concede. E grazie a tutte queste persone che ruotano che riusciamo ad accogliere i poeti, se ci sono problemi li portiamo dalle suore a dormire (perchè costa di meno) o gli indichiamo i posti dove andare più economici. Gli offriamo un pasto, che è poca cosa, ma solo per permettere un momento di unione totale dove si possono consolidare nuove amicizie. Certamente non abbiamo ricchi premi, perchè le nostre possibilità non sono elevate, ma diamo quello che possiamo (…).

Lo ribadisco, di associazioni come il Centro Culturale Studi Storici l’Italia è piena… Sono vere e proprie ancore di salvezza, a volte piccole ma sempre grandi nel generare una forza possente, quale è quella della cultura.
Grazie ancora, e ugualmente ringrazio Flavia Falcone, a sua volta un’amica del Centro Culturale Studio Storici di Eboli, per un analogo bel commento che potete leggere nel citato post relativo alla XII Edizione del Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio – Città di Eboli”.

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