Archivi del mese: ottobre 2008

“Milanocosa”: il nuovo sito dell’associazione e gli ultimi aggiornamenti…

Milanocosa, già molte volte ospitata con piacere da Cronache da Thule (e sempre guardata con ammirazione per la sua dinamica e preziosa attività culturale) invita a visionare alcuni importanti aggiornamenti, effettuati o in corso, del nuovo sito-blog dell’associazione, con interventi critici sulla poesia contemporanea, sulla crisi finanziaria internazionale (Gianni Minà) e sulla Mafia a Milano (Gianni Barbacetto); di seguito, come notevole assaggio, una anticipazione di un articolo sulle tre serate del giugno 2008 al Cam Garibaldi di Milano, apparso nel luglio scorso sulla rivista di musica Amadeus:

Canti e discanti al Cam Garibaldi di Milano: Resistenza e critica della modernità

La musica sa aspettare: il compositore Giuliano Zosi nei primi anni ‘70 iniziò a lavorare a Demain encore, progetto di una cantata ispirata ai temi della Resistenza. Nel 1995 il progetto tornò a prendere vita in occasione dei festeggiamenti per il cinquantesimo anniversario della Liberazione: ma è solo alla fine dello scorso giugno che la cantata di Zosi, Demain encore, ha avuto la sua prima esecuzione assoluta dopo un lavoro di rimissaggio e revisione. Cornice è stata Canti e Discanti, rassegna in tre serate dal 6 al 25 giugno, organizzata dall’Associazione Milanocosa, che per suo dna ricerca l’incontro tra diverse espressioni creative – come nel caso della poesia e della musica – mantenendo però l’autonomia di ogni linguaggio. La prima serata ha visto alternarsi letture dei poeti Luigi Cannillo, Laura Cantelmo, Biagio Cepollaro, Franco Romanò, e una lettura scenica di Mariella Paravicini dell’atto unico di Bianca Maria Neri Storia privata di una donna qualunque.
La seconda serata si è svolta tra performances di poesia sonora (con Massimo Arrigoni, Nicola Frangione, Giuliano Zosi), e brani composti da Rocco Abate (Ma, chi sei tu?, su testo del poeta Giancarlo Majorino) e da Zosi (Sconfinata deserta landa su testo del poeta Adam Vaccaro).
Occorre sottolineare la cura con cui nella seconda e terza serata il TEMA Ensemble ha offerto splendide esecuzioni, grazie a tutti i componenti, da Alessandro Calcagnile, a Joo Cho, soprano; a Gianfranco Cerreto, tenore; a Gianni Bioccotino, flauto; a Rossella Spinosa, pianoforte.
L’appuntamento conclusivo è stato interamente dedicato all’esecuzione della partitura di Zosi sulla Resistenza. È stato lo stesso Vaccaro, anima di Milanocosa, a simbolizzare il senso di questi tre incontri della rassegna: un senso che si esprime nella parola “resistenza, da intendersi come un atteggiamento critico rispetto alla contemporaneità, e rispetto a ciò che nega la vita”.
Ed è in fondo lo spunto della cantata profana di Zosi che fonde la voce di un soprano, di un tenore, di un sintetizzatore Roland e nastro magnetico (con lo stesso Zosi al mixer e direzione di Alessandro Calcagnile), a uno sterminato arsenale di suoni campionati, preregistrati e mixati, con contributi eterogenei ispirati a vari paesi (Cecoslovacchia, Bulgaria, Italia, Polonia e Russia) che spaziano dai canti della resistenza partigiana alle testimonianze politiche, dalla voce di Hitler a quella del poeta Paul Eluard.
Risuona così la memoria musicale di un secolo caldo: il secolo delle guerre mondiali, delle deportazioni e delle dittature, ripercorso in una cantata che al di là del suo valore artistico e sperimentale, sottolineando l’importanza della Resistenza, ricorda i versi di una poesia di Brecht «Tuttavia non si dirà: i tempi erano oscuri/ ma perché i poeti hanno taciuto?».
EDOARDO TOMASELLI

Visita il sito di Milanocosa

Per contattare Milanocosa

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PROMEMORIA…(ultimi giorni!)…:

(clicca sull’immagine per avere ulteriori dettagli sull’evento)

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Traffic Gallery, Bergamo: i prossimi eventi di Christian Rainer, M-City & Orticanoodles e Otolab

Traffic Gallery contatta nuovamente Thule per segnalare i seguenti eventi dei propri artisti:

CHRISTIAN RAINER & ANDY (Bluvertigo):
31 Ottobre 2008, Roma, ore 22.00:
performance @ Dorothy Circus Gallery
info: http://www.myspace.com/fluon

M-CITY & ORTICANOODLES:
22-23 Novembre 2008, Carugate, Milano,
Urban Painting – Street Art Group Exhibition
info: www.urbanpainting.info

OTOLAB:
1 Novembre 2008, Paris, France, ore 20.30
Giardini neri – live audiovisual performance – @ cinesthesy 1.0
Centre Madeleine Rebérioux, 27 avenue François Mitterrand
Créteil – Info: www.cinesthesy.com

Per ogni altra info: www.trafficgallery.org

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PROMEMORIA…:

Libero
il nuovo romanzo di Luca Rota
(Giraldi Editore)
sta arrivando…
…presto, in tutte le librerie…

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Modo Infoshop, Bologna: mercoledì 29 Ottobre reading di “Orfeo e il Poeta”, un recital di Mataro da Vergato e Massimiliano Martines

Modo Infoshop, Bologna, mercoledi 29 Ottobre 2008, ore 21.30:

Orfeo e il Poeta
un recital di
Mataro da Vergato e Massimiliano Martines

Orfeo e il Poeta è un recital incentrato sulla figura del poeta cantore. Qui però le due figure si sdoppiano e accanto all’Orfeo mitologico, summa di poesia, musica e retorica, si inserisce il moderno poeta che alla propria voce affianca l’uso del corpo, lingue diverse nella materia ma identiche nella sostanza. Orfeo è Mataro da Vergato che accompagna il proprio canto alla lyra (strumento da lui stesso progettato e fatto realizzare, quindi pezzo unico al Mondo), intrecciandosi poi ai moderni versi di Massimiliano Martines, attore e poeta (nonché ospite frequente di Cronache da Thule! – n.d.s.), sulla scia di quanto tramandato dalla tradizione ellenica. Il gioco di contrasti e rimandi crea una partitura di grande intensità emotiva e sonora. Accanto al recupero fatto da Mataro da Vergato, nel corso di anni di studio, degli antichi inni ed epitaffi, e all’arrangiamento di moderne canzoni (da segnalare l’omaggio a Jacques Prévert de “Les Feuilles mortes”), si inseriscono i caustici testi, per la maggior parte inediti, di Martines, talvolta veri e propri monologhi teatrali.

Mataro da Vergato
Nasce a Vergato (Bologna) nella seconda metà del ‘900. Diplomato Maestro d’arte e poi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, fin dall’infanzia ha abbinato le arti del tempo (il teatro) e quelle dello spazio (le arti applicate). Negli anni ’80, oltre a importanti collaborazioni teatrali a livello internazionale, collabora con vari artisti Italiani tra cui, dall’86 all’89, la poetessa Patrizia Vicinelli. Dal ’90, pur continuando a lavorare con compagnie teatrali e a partecipare a film e video, inizia a interessarsi al computer appena nato”personal”, che abbinato alla fotografia (passione sempre coltivata) dà vita a quella che chiamerà “Pittura Digitale”. Nel ’98 la prima personale digitale allo Studio Cristofori, con la mostra “L’Altra Eva-Virtual Trans”. Ha fatto performances ed esposto in Italia e all’estero, partecipando a mostre importanti tra le quali quella del NUDO alla GAM di Bologna nel 2003. Nel 2005 esce Il volume a tiratura limitata “Digital Paint” che raccoglie 10 anni di lavoro, con il patrocinio della Galleria d’Arte Moderna di Bologna e l’introduzione di Peter Weiermair e Jonathan Turner. La Personale più recente allo Spazio Testoni La 2000 nel gennaio 2008, in concomitanza con Artefiera a Bologna, dove ha presentato i nuovi lavori digitali dal titolo “HOLY EROS” (catalogo Damiani). Si divide tra il performer citaredo e l’artista digitale. Vive e lavora in Italia e all’estero.
http://www.matarodavergato.com

Massimiliano Martines
nasce a Galatina (Lecce), ma vive e opera a Bologna dal 1995. Ha lavorato come attore con diversi gruppi, prima di fondare la compagnia dry_art e curare la regia di spettacoli. All’attivo ha anche la partecipazione a film, medio e cortometraggi, nonché alcune esperienze nelle vesti di autore. “Anime infernali” (ed. Giraldi) è la sua terza opera di poesia, che segue a “Della sete dell’anello” (Manni ed.) con prefazione di Roberto Roversi e postfazione di Mariangela Gualtieri e “Ho scritto ti amo sullo specchio” (ed. Pendragon) – con una nota di Roberto Roversi e la prefazione dell’Assessora alla Cultura della Provincia di Bologna Simona Lembi. Ha avuto segnalazioni e premi per narrativa e poesia. Suoi scritti e interventi critici sono pubblicati in riviste e antologie. Attualmente è impegnato nella preparazione di un cd musicale tratto dal suo secondo libro.
www.dry-art.net

Infos:
MODO infoshop – Interno 4 Bologna
Via Mascarella, 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012
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Umberto Barbisan, “Il Crollo della diga di Pian del Gleno: errore tecnico?”

Una lettura “fuori norma”, per così dire, rispetto a quelle abituali le cui “recensioni” il blog presenta, ma che illumina un evento dalla fortissima suggestione per chi lo visse (i nonni della generazione a cui appartengo) e per chi lo ha conosciuto pur indirettamente, anche per vicinanza geografica: il tragico crollo della diga del Gleno, il 1° Dicembre 1923, quando il grande manufatto considerato un gioiello dell’ingegneria civile di un’Italia da poco assoggettata al rampante regime fascista si sbriciolò, rilasciando la violenza immane di 6 milioni di metri cubi d’acqua che distrussero un’intera vallata causando 356 morti “ufficiali” – dacché si ritiene che i deceduti furono molti di più, qualcuno scriverà quasi 500; un disastro che scosse profondamente l’opinione pubblica italiana, e la cui spaventosa realtà sarebbe divenuta inopinatamente premonitrice di altri simili catastrofi – Vajont in primis, ovviamente… Umberto Barbisan, docente di Tecnologia dell’Architettura e Tipologia Strutturale all’Università IUAV di Venezia, dedica al disastro del Gleno un agilissimo libretto, Il Crollo della diga di Pian del Gleno: errore tecnico?, 50 pagine in formato super-tascabile (16×14) edito da Tecnologos di Cavriana (MN), nel quale mette ordine alla cronologia dei fatti, alle azioni dei personaggi coinvolti, alle ipotesi successive generando un quadro certo sobrio, essenziale, ma di contro assolutamente adeguato a comprendere la sostanza dell’evento e a ragionarci sopra, da parte del lettore, in modo autonomo. Non è una lettura assolutamente tecnicistica ovvero di ardua comprensione, nonostante il titolo lo potrebbe far supporre e a parte qualche indispensabile dato tecnico, e questo è sicuramente un pregio che Barbisan ha saputo cogliere; inoltre, la sua essenzialità la rende costantemente appassionante, grazie anche ad un linguaggio che, appunto, punta costantemente al discernimento della cronaca dei fatti più che alla dissertazione “filosofica” su di essi. D’altronde, la storia della diga del Gleno è rimasta zoppa, e pure due volte: la prima dal momento che tutte le indagini che vennero svolte immediatamente dopo il tragico crollo ovvero negli anni successivi mai riuscirono a stabilire in modo definitivo le cause effettive di esso – seppure risalta in maniera assai evidente la generale imperizia dei lavori durante tutte le fasi di costruzione e i grossolani errori di valutazione e di esecuzione commessi, a fronte di un progetto sostanzialmente corretto ancorché molto “al limite”, forse troppo ardito per la tecnologia costruttiva del tempo; la seconda zoppaggine del crollo della diga del Gleno fu successiva e se possibile anche più tragica, dacché quanto successe purtroppo non servì a evitare altre simili tragedie, in particolare la tragedia della diga del Molare (che accadde solo 12 anni dopo!) e la già citata catastrofe del Vajont… Barbisan in effetti giunge ad una certa “conclusione” sui fatti, ovvero a stabilire che quanto meno alla base della tragedia, e quale input della causa primaria del crollo, appunto mai determinata, ci furono drammatiche seppur forse inconsapevoli leggerezze nella valutazione della realtà edificata, prima, durante e soprattutto dopo i lavori, quando il grande invaso andò a regime e la diga fornì inquietanti segni d’allarme, rimasti inascoltati o, come detto, sottovalutati – pure per inadeguatezza della scienza delle costruzioni del tempo. Purtroppo la diga del Gleno avrebbe dovuto rappresentare anche un luminoso vanto del montante regime mussoliniano e delle capacità ingegneristiche, tecnologiche e industriali italiane, il che mise a tacere sul nascere qualsiasi voce di preoccupato dissenso che si alzò riguardo la sicurezza della diga: si può quasi dire che quella diga non sarebbe potuta crollare per “decreto” emanato da uomini probabilmente illusi di saper dominare le forze della Natura, e incapaci di capire che con la Natura, quella dura e selvaggia natura di montagna che si ha nel bacino del Gleno, avrebbero dovuto collaborare…
Lo ripeto: una lettura all’apparenza di valore solo tecnico e specifico, riservata a chi del settore e ai pochi interessati alla vicenda trattata, che tuttavia potrà interessare e coinvolgere anche molti altri. Il volume, nel caso, è reperibile presso l’editore a questo indirizzo: http://www.tecnologos.it/edizioni/pubblicazione.asp?ID=63.
Per chi avesse ulteriori curiosità sulla storia del crollo della diga del Gleno, potrà probabilmente esaudirle consultando il sito http://www.scalve.it/gleno/.

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Modo Infoshop, Bologna: martedì 28 Ottobre inaugurazione di “Eyes and Beards”, esposizione di poster art

Modo Infoshop, Bologna, martedì 28 ottobre 2008 ore 19.00:

Inaugurazione della mostra
Eyes and Beards
Esposizione di poster art
Nel corso dell’inaugurazione live set di Claudio Rocchetti

Eyes and Beards è la prima esposizione di Moustache, giovane grafico bolognese che dal 2006 ha creato per locali, squats e differenti situazioni poster di concerti noise e post punk. Ha disegnato per gruppi come U.S.A. is a monster, Skull defects, To live and shave in L.A., Japanther, Embryo, White Mice, Jooklo e G.i.Joe, preferendo come medium il volantino incollato alle pareti – spesso stampato in bianco e nero, strappato e coperto dalla marea dei manifesti – alle più comuni realizzazioni grafiche. Sarà in mostra dal 28 ottobre una selezione dei poster da lui prodotti negli ultimi due anni, dove mostri, lunghe barbe, moltitudini di occhi e materie burrose, quasi sciogliendosi, riempiono e formano le immagini di questa psichedelica collezione capace di mostrare come non sempre ciò che imbratta le pareti della nostra, come di altre città, sia carta straccia.

Claudio Rocchetti, musicista e improvvisatore elettroacustico, proveniente da Bolzano e trasferitosi a Berlino, oramai da più di dieci anni è protagonista della migliore scena del noise italiano ed europeo. Membro di 3/4 had been eliminated (gruppo noise il cui disco “The oral gauge operation” è stato citato fra i 100 migliori dischi del 2006 dalla rivista inglese The Wire) ed il duo Olyvetti (formazione al limite fra musica e performance art, ospiti al festival Netmage di quest’anno), in quest’occasione performerà il suo set in solo, suonando cioè semplici giradischi e c-dj che attraverso pedali, effetti e le sue mani si traducono in un set violento, certamente di impressionante impatto fisico e, allo stesso tempo, capace di toni inaspettatamente soffusi e delicati.

Durante tutta la serata poi dj set funk, soul e black music a cura di Cobra Sound System.

Moustache: www.mooustache.tk
Claudio Rocchetti: www.equalradio.org

Infos:
MODO infoshop – Interno 4 Bologna
Via Mascarella, 24/b e 26/a
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Hardcore never dies! Disponibile il n.9 di “10 ANNI DI MUCCHI SELVAGGI E OSSA ROTTE IN ITALIA” CAOSZINE!

Hardcore, ovvero quando la musica aveva un’anima dannatamente sincera e obiettiva, oltreché artistica…
È disponibile il n.9 di “10 ANNI DI MUCCHI SELVAGGI E OSSA ROTTE IN ITALIACAOSZINE!!!

Intervista a Paolo, bassista dei PEGGIO PUNX. Inoltre news, scoop, recensioni, gossip e hardcore di una volta. Potete richiedere la vostra copia inviando un francobollo da 0,60 euro a:
Hellnation Store – Via Nomentana, 113 – 00161 Roma – Italy
oppure:
Radiation Records – Circ.ne Casilina, 44 – 00176 Roma – Italy
A breve disponibile anche presso El Paso a Torino tramite la F.O.A.D. Records (www.myspace.com/foadrecs)

IMPORTANTE!!! La fanzine è gratuita ma ricordatevi di inviare a Hellnation – o Radiation – il bollo per la risposta. Chi non invia il bollo non riceverà la fanzine.

Qualche news in ordine sparso da LoveHate80:
“I progetti LIBRO e FILM sono sempre in continuo sviluppo, il recupero del materiale è lento visto le difficoltà del caso ma vi garantiamo che il lavoro di raccolta è notevole, ci sono quasi un centinaio di testimoni che raccontano la loro esperienza con tantissimo materiale grafico e video.
Stay always tuned on http://www.lovehate80.it
Cogliamo l’occasione per salutare e ringraziare tutti coloro che finora ci hanno dato una mano e/o prestato materiale. GRAZIE!!!”

Infos:
http://www.lovehate80.it/
http://www.myspace.com/rob_hate

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PROMEMORIA…:

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“Libero” sta arrivando…

Libero
il nuovo romanzo di Luca Rota
(Giraldi Editore)
sta arrivando…
…presto, in tutte le librerie…

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Il bando della 1a Edizione del Concorso Nazionale di Poesia “Il Saggio-Auletta Terra Nostra”

Il Concorso si articolerà in tre sezioni:
Sezione A – Poesie a tema libero in lingua italiana;
Sezione B – Poesia a tema libero in vernacolo;
Sezione C – giovani a tema libero (iscrizione gratuita fino a 15 anni, con certificato);
Testi – Le poesie pervenute non verranno restituite e saranno utilizzate per una eventuale pubblicazione.
Quota di partecipazione – Per chi ha partecipato alla XII (o parteciperà alla XIII) Edizione del Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio”, l’iscrizione è gratuita (max 2 poesie) (per partecipare alla XIII edizione vedi bando su www.ilsaggio.it e www.aulettaterranostra.it o richiedilo a “Il Saggio”, via Don Paolo Vocca, 13 – 84025 Eboli (SA). Per i nuovi iscritti il contributo è di Euro 10,00 ogni due opere da inviare sul CCP n.49812035, intestato a Giuseppe Barra (tel. 3281276922) via Don Paolo Vocca, 13 – 84025 Eboli (SA), indicando nella causale “I Concorso Nazionale di Poesia Il Saggio-Auletta Terra Nostra”. Il poeta che ha diritto alla partecipazione gratuitamente, se vuol partecipare con più opere, deve contribuire, per le opere in eccedenza, come gli altri concorrenti.
Copie – I concorrenti debbono inviare 5 copie per ogni poesia, di cui una
completa di nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico ed eventuale indirizzo e-mail. Onde evitare errori d’interpretazione le poesie debbono essere inviate scritte in stampatello, oppure su floppy disk o via e-mail a: concorsopoesia@ilsaggio.it
Annotazione – Le poesie oggetto di plagio saranno automaticamente escluse
dal Concorso ed il partecipante sarà cancellato dall’elenco dei poeti del Centro Culturale Studi Storici.
Scadenza del bando – Le poesie dovranno pervenire unitamente all’eventuale copia della ricevuta di versamento, entro e non oltre il 30 novembre 2008 a:
Centro Culturale Studi Storici, via Guglielmo Vacca, 8 – 84025 Eboli (SA)
oppure a
concorsopoesia@ilsaggio.it.
Premi – La Giuria, il cui giudizio è insindacabile ed inappellabile, premierà i primi dieci classificati delle sezioni A, B, C, con medaglie, targhe, diplomi ed altro. La giuria ha la facoltà di attribuire premi speciali e di menzionare o segnalare le liriche più meritevoli. Tutte le poesie potranno essere pubblicate su “Il Saggio”, rivista di cultura, organo del Centro. Ogni poeta deve ritirare personalmente il premio attribuitogli e, solo per gravi motivi gli è consentito delegare per iscritto qualcuno che intervenga in sua vece. La cerimonia di premiazione avrà luogo in Auletta a fine dicembre 2008. La partecipazione al concorso implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento.
(Legge 675/96 – Il Centro Culturale Studi Storici assicura che i dati personali acquisiti vengono trattati con la riservatezza prevista dalla legge e saranno utilizzati esclusivamente per l’invio di informazioni culturali e per gli adempimenti inerenti il concorso. Ogni poeta contattato può richiedere la cancellazione dagli elenchi cartacei e telematici del Centro inviando una semplice comunicazione anche via e-mail.)

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PROMEMORIA…:

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Modo Infoshop, Bologna: venerdì 24 Ottobre presentazione di “Zapruder”, Rivista di storia della conflittualità sociale, n. 16/2008

Venerdi 24 Ottobre 2008, ore 21.00,
Modo Infoshop, Bologna,
con
Associazione “Storie in movimento” www.storieinmovimento.org
Archivio Storico “Marco Pezzi” www.comune.bologna.it/iperbole/asnsmp

Rivolte a margine. Periferie del lungo Sessantotto
Zapruder – storie in movimento, Rivista di storia della conflittualità sociale, n. 16/2008

partecipano i curatori del numero di “Zapruder” dedicato al ’68:
Adriana Dadà (Università di Firenze) e Paolo Mencarelli (storico)

«Zapruder» dedica il numero appena uscito alla “stagione dei movimenti” che ha avuto nel 1968, e ancor più nel ’69, il punto centrale, ma non è nata né si è esaurita in quei due anni, anche se sono quelli nei quali si è evidenziata ancor di più la complessità di quei movimenti, soprattutto attraverso il solido legame con la lunga tradizione di lotta della classe operaia. Quella “stagione” ha avuto invece una durata molto lunga e interessante, ed ha riguardato non solo studenti e operai, ma molti altri aspetti della società dando vita a una miriade di esperienze in buona parte dimenticate. La rivista, pur riservando una parte sostanziosa alla classe
operaia attraverso un repertorio fotografico poco conosciuto, si è dedicata a mettere in luce aree meno studiate, avvenimenti diffusi sul territorio, spezzoni di movimenti ritenuti non “centrali” rispetto ai soggetti forti – studenti e operai-, che vengono proposti nei vari saggi: le lotte nel Sud, le lotte nelle carceri in tutta l’Europa, fra le Forze armate, fra gli immigrati della Francia, nelle decrepite strutture manicomiali che saranno costrette a chiudere di lì a poco; ed ancora in un nuovo modo di fare cultura, soprattutto nel teatro e nel cinema.

Adriana Dadà, ricercatrice, insegna Storia contemporanea all’Università di Firenze. Si è occupata in passato di storia dei movimenti e partiti politici, soprattutto all’interno dei fenomeni migratori e per quanto riguarda l’anarchismo italiano. Attualmente si occupa prevalentemente di donne, lavoro e migrazioni, curando su questi temi progetti di raccolta della memoria (un esempio di ricerca che ha prodotto anche videodocumentari e mostre storiche nel sito: http://www.museoarchiviodellamemoria.it/museo.php – museo virtuale).
Paolo Mencarelli, insegnante di materie letterarie nelle scuole secondarie superiori.si è occupato di archivi delle resistenza e dei movimenti sociali e politici dell’Italia repubblicana. Ha collaborato con la Fondazione di studi storici “F.Turati”, l’Istituto storico della resistenza in Toscana e il Gabinetto scinetifico-letterario Vieusseuex di Firenze per progetti di ricerca e catalogazione bibliografica e archivistica.

Infos:
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Via Mascarella, 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012
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Tibet, Birmania e altri: a Thule non ci si dimentica…

A Thule – il blog lo ricorda sovente – si ha costante e particolare cura della buona memoria, ovvero di quanto non debba essere dimenticato perchè utile per meglio comprendere il mondo che ci circonda, le sue realtà quotidiane, le sue potenziali e più logiche verità – nonché per il fatto che una buona memoria è la base migliore di un buon pensiero, attivo, perspicace, razionale e lungimirante. Per tale motivo a Thule non si scorda mai che buona parte del mondo di oggi pare invece non avere una gran buona memoria: una considerazione elementare tanto quanto illuminante sul perché molte cose accadano, in quello stesso mondo odierno…
Due parole, ad esempio, due termini geografici dei quali sembra che molti (i media in primis) ricordino poco o nulla, al momento: Tibet e Birmania (o Myanmar, per essere convenzionali)… Qualcuno sa dirne qualcosa? Com’è la situazione da quelle parti?… E tutto quel movimento d’opinione nato durante le repressioni avvenute in entrambi i paesi, tutta la solidarietà… Che fine ha fatto?… E – dal momento che il discorso è lo stesso – di tante altre situazioni di oppressione sparse per il pianeta?…
Oh, è inutile rimarcare che da molte parti l’attenzione su queste terribili vicende c’è ancora, ma dove maggiormente dovrebbe esserci, ovvero sui media, visto che sono essi, al giorno d’oggi a fornire le “verità” del mondo: che fine hanno fatto qui, le notizie in merito? Certo, va bene, ci sarà altro a cui pensare oggi, tuttavia, chissà perché, i media italiani sono sempre i più sbadati nel fornire notizie importanti…
Tio.ch, viceversa, il portale della Svizzera Italiana (che, con tutto il rispetto e l’ammirazione del caso, non è certo paragonabile ad un grande media italiano…), oggi (22 Ottobre, n.d.s.) pubblica la notizia che “circa 66.000 civili birmani negli stati abitati dalle minoranze etniche Karen e Shan sono stati costretti a lasciare le loro terre fra il luglio 2007 e il giugno 2008 a causa dei “sistematici abusi” subiti dall´esercito birmano, secondo quanto fa sapere da Bangkok l´associazione umanitaria Thailand-Burma Border Consortium (Tbbc), che in Thailandia fornisce assistenza ai circa 120.000 rifugiati, soprattutto Karen e Shan, fuoriusciti dalla Birmania nei campi profughi al confine” (clicca qui per leggere l’intero articolo). Dov’è un simile risalto sui media italiani/italioti?
A Thule la buona memoria è una delle più apprezzate virtù, e di sicuro Cronache da Thule non mancherà di manifestarla con costanza, in questo caso come per ogni altro necessario…
Free Tibet, e Free Burma!

> Clicca qui per leggere gli articoli del blog dedicati al Tibet

> Clicca qui per leggere gli articoli del blog dedicati alla Birmania

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