Tibet, Birmania e altri: a Thule non ci si dimentica…

A Thule – il blog lo ricorda sovente – si ha costante e particolare cura della buona memoria, ovvero di quanto non debba essere dimenticato perchè utile per meglio comprendere il mondo che ci circonda, le sue realtà quotidiane, le sue potenziali e più logiche verità – nonché per il fatto che una buona memoria è la base migliore di un buon pensiero, attivo, perspicace, razionale e lungimirante. Per tale motivo a Thule non si scorda mai che buona parte del mondo di oggi pare invece non avere una gran buona memoria: una considerazione elementare tanto quanto illuminante sul perché molte cose accadano, in quello stesso mondo odierno…
Due parole, ad esempio, due termini geografici dei quali sembra che molti (i media in primis) ricordino poco o nulla, al momento: Tibet e Birmania (o Myanmar, per essere convenzionali)… Qualcuno sa dirne qualcosa? Com’è la situazione da quelle parti?… E tutto quel movimento d’opinione nato durante le repressioni avvenute in entrambi i paesi, tutta la solidarietà… Che fine ha fatto?… E – dal momento che il discorso è lo stesso – di tante altre situazioni di oppressione sparse per il pianeta?…
Oh, è inutile rimarcare che da molte parti l’attenzione su queste terribili vicende c’è ancora, ma dove maggiormente dovrebbe esserci, ovvero sui media, visto che sono essi, al giorno d’oggi a fornire le “verità” del mondo: che fine hanno fatto qui, le notizie in merito? Certo, va bene, ci sarà altro a cui pensare oggi, tuttavia, chissà perché, i media italiani sono sempre i più sbadati nel fornire notizie importanti…
Tio.ch, viceversa, il portale della Svizzera Italiana (che, con tutto il rispetto e l’ammirazione del caso, non è certo paragonabile ad un grande media italiano…), oggi (22 Ottobre, n.d.s.) pubblica la notizia che “circa 66.000 civili birmani negli stati abitati dalle minoranze etniche Karen e Shan sono stati costretti a lasciare le loro terre fra il luglio 2007 e il giugno 2008 a causa dei “sistematici abusi” subiti dall´esercito birmano, secondo quanto fa sapere da Bangkok l´associazione umanitaria Thailand-Burma Border Consortium (Tbbc), che in Thailandia fornisce assistenza ai circa 120.000 rifugiati, soprattutto Karen e Shan, fuoriusciti dalla Birmania nei campi profughi al confine” (clicca qui per leggere l’intero articolo). Dov’è un simile risalto sui media italiani/italioti?
A Thule la buona memoria è una delle più apprezzate virtù, e di sicuro Cronache da Thule non mancherà di manifestarla con costanza, in questo caso come per ogni altro necessario…
Free Tibet, e Free Burma!

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