Arto Paasilinna, “Il Figlio del Dio del Tuono”

Su Arto Paasilinna, sui suoi libri e sul valore letterario riconosciutogli ormai non solo in Scandinavia ho scritto già più volte (e ne scriverò certamente ancora), e Il Figlio del Dio del Tuono, nuova (per lo scrivente, non in senso cronologico) lettura dell’originale scrittore finnico ovviamente edita da Iperborea, non fa’ che confermare in toto quello che potete leggere, appunto, di già scritto… Potrebbe quasi sorgere un dubbio: che i libri di Paasilinna siano un po’ come i presepi, visto uno visti tutti? Potrebbe, certo, ma come vedete mantengo il condizionale, dacché la scrittura, lo stile di Paasilinna si mantengono con costanza in ogni sua uscita ben distanti da qualsivoglia luogo comune letterario – e non solo per l’essere, egli, l’esempio più vivido di un certo tipico stile di scrittura nordico, ovvero basato su punti di vista sovente piuttosto differenti dai nostri, mitteleuropei o mediterranei che siano… E se i presepi, in effetti, dopo un po’ annoiano visto che la solfa è sempre quella e piuttosto ristretta negli “argomenti”, viceversa le opere di Paasilinna rappresentano una pressoché concreta certezza di piacere, di spasso letterario, di divertimento intelligente, proprio per gli ingredienti che fanno i libri dello scrittore finnico così simili gli uni agli altri e parimenti così tutti originali, così tipici cioè, in una parola, paasilinniani… Una fantasia che pare un vulcano in continua e possente eruzione, una visione del mondo (finlandese ma non solo) che solo all’apparenza è disincantata, forse per la sempre presente ironia surreale che frizza lungo il testo, ma invero riesce ad indagare certe particolari realtà del vivere contemporaneo con la schiettezza che, appunto, una buona dose di ironia riesce a donare; personaggi tratteggiati in modo per così dire impressionista da quando entrano in scena fino alla fine del libro, costruendosi infine assai concretamente pagina dopo pagina e nella mente del lettore diventano spesso memorabili, l’elemento naturale sempre presente e possente – ne Il Figlio del Dio del Tuono con particolare accezione pagana o “neo-ancestrale”, come indica l’autore stesso – il tutto rifinito dal già citato stile narrativo tipicamente scandinavo/nordico, pacato, mai volgare, semplice, apparentemente privo di qualsiasi emotività, tanto da poter descrivere una morte violenta o la più grande gioia utilizzando le stesse parole… Il Figlio del Dio del Tuono, dunque: storia di Rutja, appunto figlio del Dio del Tuono della tradizione mitologica finnica, il quale resosi conto che ormai più nessuno in Finlandia si dichiara credente dell’antica religione pagana ed anzi che la maggioranza dice di credere in un tale Gesù figlio d’un altro Dio, decide di scendere sulla Terra per recuperare i finlandesi all’antico credo, per questo reincarnandosi in un semplice, anonimo uomo di mezz’età della periferia di Helsinki, ordinario oltre ogni dire se non per l’avere in sé ancora un minimo di credenza verso gli antichi dei del cielo… Di quest’uomo il Dio del Tuono prenderà corpo e fattezze per meglio calarsi in mezzo alla gente e compiere la propria missione redentrice, evento che darà il via al consueto spiraleggiare di episodi e vicende incredibili, surreali e divertenti, ovvero, come detto, tipicamente paasilinniane…
Pochi altri autori sanno regalare momenti di lettura così piacevoli come Paasilinna sa fare; dalle nostre parti, e per l’idea comune di letteratura che la maggioranza dei lettori ha, le opere di Paasilinna potrebbe apparire troppo strane, o addirittura strampalate, per poter essere considerate “belle”; tuttavia, ve lo assicura lo scrivente che la Scandinavia un poco l’ha girata, tali opere sanno veramente fornire, in un modo così originale, una effettiva visione della realtà e delle società nordiche, e ancor più di come la mente di lassù guarda, comprende e agisce rispetto alla quotidianità. Ma a parte questo, invero una peculiarità in più oltre alle tante altre, se si riesce a sintonizzarsi sullo stile letterario di Paasilinna (e nordico in genere), cosa peraltro assolutamente semplice, non si potrà far altro che spassarsela anche con Il Figlio del Dio del Tuono e con un autore che sicuramente merita tutta la crescente attenzione che riscuote un po’ ovunque, e che Iperborea ha saputo ben intercettare.

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