Archivi del mese: febbraio 2009

FUTURISMO 100 ANNI! – Fino al 19/04 al Museo d’Arte di Lugano, “La dinamo futurista. Omaggio a Umberto Boccioni” e “Primo Conti – Disegni per Harriet Quien, “La donna che venne dal mare”, 1912-1925”; inoltre, il progetto “Uomini e cose” e la ricerca “Esovisioni”…

MDA carta lettera10

“La dinamo futurista. Omaggio a Umberto Boccioni”
“Primo Conti – Disegni per Harriet Quien, “La donna che venne dal mare”, 1912-1925”

Museo d’Arte, Lugano (CH)
15 febbraio – 19 aprile 2009

Proprio a febbraio del 2009 ricorre il centenario della fondazione del movimento futurista. Il contributo che il Museo d’Arte di Lugano intende dare alle celebrazioni di questo importante movimento è focalizzato su un omaggio a Umberto Boccioni, uno dei protagonisti del futurismo, che più di altri ha contribuito alla sua nascita e al suo sviluppo. Un piano del museo è dedicato alla produzione giovanile del futurista fiorentino Primo Conti, sodale di Boccioni.

dinamo_futurista_lugano

Omaggio a Umberto Boccioni

Nell’ambito della mostra dedicata a Boccioni, che occupa il primo e il secondo piano del museo, sono per la prima volta messi in dialogo due importanti nuclei dell’artista: le opere su carta di proprietà dello Stato italiano conservate alla Galleria Nazionale di Cosenza in Calabria, regione nativa di Boccioni, e le opere prefuturiste presenti nella Collezione della Città di Lugano.

Quest’ultima raccoglie ventuno opere realizzate dall’artista tra il 1903 e il 1909 provenienti dalla raccolta d’arte dello stampatore Gabriele Chiattone donata alla Città di Lugano nel 1961. Un numero importante di queste opere è stato presentato in occasione della mostra Boccioni prefuturista tenutasi al Museo Nazionale di Reggio Calabria nel 1983 mentre il nucleo nella sua totalità alla mostra Opere d’arte della Città di Lugano. Donazione Chiattone presso il Museo Civico di Belle Arti di Lugano nel 2006-2007.
La Galleria Nazionale di Cosenza conserva una serie di opere su carta già appartenute ad una delle più prestigiose collezioni americane, quella di Lydia e Harry Winston, successivamente acquistate da Carlo F. Bilotti e infine confluite nella collezione della Galleria Nazionale di Cosenza nel 1996. L’insieme è costituito da sessanta fogli con ottantacinque disegni di periodi diversi, relativi al periodo della formazione, all’esperienza prefuturista e con alcuni significativi fogli del periodo futurista. Il fondo è stato studiato e presentato al pubblico in occasione della mostra Umberto Boccioni. Una raccolta di disegni e incisioni presso il Museo d’Arte dell’Otto e Novecento di Rende nel 2008.

L’impostazione dell’esposizione ha una valenza innanzitutto filologica, di messa in dialogo dei due nuclei boccioniani a cui saranno integrati una serie di complementi provenienti da altre collezioni pubbliche e private svizzere e italiane pertinenti alle opere presenti nell’istituzione ticinese e in quella cosentina.
Di particolare interesse sono gli accostamenti inediti in mostra di alcuni studi preparatori con le relative esecuzioni ad olio come nel caso ad esempio di Contadini al lavoro e Campagna lombarda.
L’obiettivo, oltre a proporre un percorso attraverso l’opera di Boccioni dai primi anni del Novecento fino alle prove del 1915 – ovvero dal divisionismo di impronta naturalistica, attraverso il simbolismo e il futurismo, fino alle ultime prove di impostazione cézanniana – è quello di valorizzare le opere delle due collezioni pubbliche mediante l’accostamento di olii, disegni e grafiche evidenziando alcune procedure creative e illustrandone le tappe più significative.

Alla presentazione della mostra al Museo d’Arte di Lugano farà seguito una tappa della stessa in Calabria.

L’esposizione ideata da Bruno Corà, a cura di Tonino Sicoli e Cristina Sonderegger, sarà accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale con contributi critici dei curatori, di Maurizio Calvesi e l’illustrazione a colori di tutte le opere in mostra.

Primo Conti
Disegni per Harriet Quien, “La donna che venne dal mare”, 1912-1925

La mostra di Primo Conti, a cura di Daniela Palazzoli, occuperà il terzo piano del museo. Nell’anno in cui si celebrano i primi cento anni del Movimento Futurista Italiano, pubblicizzato ufficialmente da Filippo Tommaso Marinetti sul quotidiano “Le Figaro” di Parigi il 20 Febbraio 1909, la mostra ripercorrere in modo sintetico e qualitativamente alto gli esordi di Primo Conti (1900-1988), dai primi disegni di timbro espressionista alla sua ormai celebre fase futurista, fino ad un breve periodo di ispirazione metafisica che si conclude intorno al 1925 con il ritorno ad una costruzione più classica dell’opera d’arte.

Questo è reso possibile dalla selezione di un nucleo di una sessantina di disegni facenti parte della raccolta di un suo grande amore giovanile, la Signora Harriet Quien, che egli conobbe nei primi anni Venti sulla spiaggia di Antignano dove era solito passare le vacanze, come si racconta in un capitolo delle sue memorie intitolato La donna che venne dal mare.

La convergenza dell’aspetto artistico con quello privato consente anche di sfatare una delle leggende che circondano la figura giovanile di questo enfant prodige dell’arte d’avanguardia, che comincia a disegnare e dipingere in età precocissima, con un’urgenza ed una serietà che lo portano ad ignorare i trastulli infantili e dell’adolescenza. Così sintetizza in modo lapidario questa condivisa impressione lo scrittore e suo amico Giovanni Papini: “Primo Conti di Firenze, nato col secolo, fu pittore prima ancora d’essere uomo”.

Disegnatore fecondo, Primo Conti usava la matita come strumento di grande immediatezza utile per fissare impressioni, dettagli e concetti base dei fatti e personaggi reali che incontrava quotidianamente, da rielaborare eventualmente in seguito. In questo percorso di scoperta e messa a punto dei suoi stili attraverso le quattro fasi iniziali della sua attività conferma la sua fama di “cartina di tornasole di tutte le avanguardie” (Vanni Scheiwiller).

Lo scavo compiuto da Daniela Palazzoli per ricostruire la personalità e la vita di Harriet Quien (1900- 1981) – che, per esempio, pretendeva di essere chiamata ‘Harry’ perché “non è il sesso a definire la personalità delle persone” – ci mostra una donna straordinaria, poliglotta e cosmopolita, in anticipo sui tempi, e dotata di capacità di valutazione e di movimento a 360 gradi, che oggi possiamo definire da globalizzazione avanzata. Conti dimostra, nei suoi scritti e nei documenti conservati presso la Fondazione Primo Conti di Fiesole, di rendersi conto della eccezionalità della sua Musa; il che è una delle ragioni del suo amore per lei. In questo incontro fra due coetanei, nati entrambi col secolo, si realizza quella aspirazione di continuità fra arte e vita che Primo Conti aveva scoperto quando, appena quattordicenne, aveva contribuito ad allestire la mostra di Umberto Boccioni a Firenze e, ancora prima di conoscerlo e condurlo a visitare su sua richiesta le sculture dei Prigioni di Michelangelo, aveva provveduto a restaurare uno dei suoi gessi da esporre in mostra. Primo Conti scoprì in quell’occasione che Umberto Boccioni amava usare materiali deperibili perché: “l’opera d’arte per essere viva deve aver la stessa sorte dell’uomo e subire, come l’uomo, la malattia e la morte” (Boccioni). Incluso anche l’amore: come prevede la coerenza fra arte e vita.

Scheda tecnica della mostra

TITOLO:
LA DINAMO FUTURISTA. OMAGGIO A UMBERTO BOCCIONI
PRIMO CONTI – DISEGNI PER HARRIET QUIEN, “LA DONNA CHE VENNE DAL MARE”, 1912-1925

SEDE: Museo d’Arte
Riva Caccia 5
CH – 6900 Lugano
Tel: +41 (0)58 866 7214
Fax: +41 (0)58 866 7497
e-mail: info.mda@lugano.ch
http://www.mda.lugano.ch

DATE: Dal 15 febbraio al 19 aprile 2009

ORARIO: Da martedì a domenica 10-18 (orario continuato)
Lunedì chiuso (tranne il 13 aprile)

INGRESSO: Intero Fr. 12 / € 8, Ridotto, AVS e over 65 anni,gruppi e studenti 17-25 anni Fr. 8 / € 5, Ragazzi fino a 16 anni Fr. 0 / € 0

RAILAWAY: Biglietto combinato con una riduzione del 20% sul viaggio in treno
BIGLIETTO COMBINATO e sull’entrata ottenibile alla propria stazione di partenza oppure (TRENO ED ENTRATA) telefonando al Rail Service 0900 300 300 (CHF 1.19/min.)

VISITE GUIDATE E PROPOSTE DIDATTICHE
PER GRUPPI E SCUOLE:
Visita guidata/Atelier in italiano Fr. 150 / € 100
Visita guidata in lingua
(francese, tedesco e inglese) Fr. 200 / € 133
Le attività didattiche per le scuole del Cantone Ticino sono gratuite

VISITE GUIDATE PER I SINGOLI VISITATORI LA DOMENICA NELLE SEGUENTI DATE:
1 MARZO, 15 MARZO, 29 MARZO, 5 APRILE, 19 APRILE ORE 15.00:
Ingresso e visita guidata
Per adulti Fr. 17 / € 11
Ridotto AVS e over 65 anni, gruppi e studenti 17-25 anni Fr. 13 / € 9
Ragazzi fino a 16 anni Fr. 5 / € 3
Durata della visita circa 1 ora
Iscrizioni entro le ore 12.00 del venerdì precedente la visita guidata

INFORMAZIONI Tel. +41 (0)58 866 7214
E PRENOTAZIONI: e-mail: info.mda@lugano.ch

OMAGGIO A UMBERTO BOCCIONI

CURATORI: Cristina Sonderegger, Conservatrice del Museo d’Arte di Lugano, Tonino Sicoli, Direttore del Museo d’Arte dell’Otto e Novecento di Rende

PROGETTO DELLA MOSTRA: Bruno Corà

CATALOGO: Titolo: “Omaggio a Umberto Boccioni”, A cura di Tonino Sicoli e Cristina Sonderegger, Saggi di Maurizio Calvesi, Tonino Sicoli, Cristina Sonderegger, Apparati a cura di Francesca Bernasconi e Maria Pasini. Bilingue italiano / inglese, edito da Silvana Editoriale.

PRIMO CONTI – DISEGNI PER HARRIET QUIEN, “LA DONNA CHE VENNE DAL MARE”, 1912-1925

CURATORI: Daniela Palazzoli

PROGETTO DELLA MOSTRA: Daniela Palazzoli

CATALOGO: Titolo: “Primo Conti – Disegni 1912-1925”, a cura di Daniela Palazzoli, Saggio di Daniela Palazzoli, Testo tratto dall’autobiografia di Primo Conti, Apparati a cura di Maria Chiara Berni, Lorenzo Giusti. Edito da Shin Production.

PARTNER DEL MUSEO D’ARTE DI LUGANO: Credit Suisse

CON IL SOSTEGNO DI: Casinò Lugano, Ginsana, Repubblica e Cantone Ticino

* * *

Inoltre:

Il progetto “Uomini e cose” e la ricerca “Esovisioni”
Presentazione del catalogo dell’esposizione, venerdì 20 febbraio p.v., ore 18.00, Palazzo Municipale di Udine

uomini_e_cose

Venerdì 20 Febbraio, alle ore 18.00 sarà presentato nella Sala Ajace del Palazzo Municipale di Udine il catalogo dell’esposizione temporanea «Uomini e cose. Ugo Pellis. Fotografie. Sardegna 1932-1935»che ha inaugurato il 23 Gennaio la nuova Galleria fotografica comunale «Tina Modotti» di Udine nella centralissima sede dell’ex Pescheria.
Il catalogo e l’esposizione costituiscono il risultato di una ricerca durata due anni che ha messo in rete le città di Udine, Lugano e Cagliari che ospiteranno l’esposizione nel corso del 2009 e del 2010.
La ricerca, guidata dal Museo delle Culture di Lugano, ha visto la collaborazione organica di una decina d’istituzioni culturali italiane e svizzere che hanno partecipato alle diverse fasi del progetto, permettendo -al più alto livello- il confronto e la crescita di un gruppo di giovani ricercatori.
Il progetto fa a sua volta parte di un più ampio ciclo, giunto al suo quarto appuntamento, intitolato «Esovisioni», che è dedicato al tema dell’esotismo e alle peculiarità e ai caratteri della visione delle culture nell’opera dei grandi fotografi del Novecento.
Oltre che mettere a fuoco i contenuti tematici della ricerca e dell’esposizione temporanea, la presentazione udinese porrà l’accento sulla formula del ciclo «Esovisioni» che costituisce -per diversi aspetti- un progetto culturale all’avanguardia in Europa.
Segnaliamo inoltre che una selezione di immagini ad alta definizione delle opere di Ugo Pellis sono scaricabili nell?area stampa del sito www.mcl.lugano.ch

> Scarica qui la presentazione del progetto “Uomini e cose” (pdf)

Lascia un commento

Archiviato in Di cose belle

Officina dell’Arte, Rho (MI): fino al 21/02 “PERDUTO IRAQ”, di Lorenzo Manenti

Fino al 21 febbraio 2009:

Lorenzo Manenti
PERDUTO IRAQ – saccheggio in Mesopotamia

a cura di Luca Pietro Nicoletti

Nel 2008 Lorenzo Manenti ha ideato una installazione a parete di trentadue disegni quadrati 32×32 cm su carta riportati su tavola intitolata Iraq perduto. In ciascuno di questi, Lorenzo ha raffigurato un frammento di scultura proveniente dai depositi dell’Iraq Museum di Bagdad e trafugato durante il conflitto del 2003: le mura dei musei non sono bastate a proteggere quelle testimonianze della fertile civiltà nata fra il Tigri e l’Eufrate. Di quei pezzi, non rimane che una banca dati telematica, una fotografia e, talvolta, una sigla di riconoscimento. Per la prima volta, questo complesso era stato presentato in un piccolo spazio espositivo alternativo chiamato Piscina Comunale in zona Lambrate, a Milano, ma nella sua interezza lo si era potuto vedere soltanto, nell’ottobre 2008, in una mostra a Parigi, Guerre et “paix” a Bagdad, accostato alle ricerche del pittore amerindo Mateo Romero. Il pubblico parigino ne era rimasto molto colpito, definendolo “frappant”. E in effetti, la funzione di questa operazione pittorica era proprio quella di richiamare il fruitore ad una assunzione di responsabilità. Dietro le sembianze delle sculture tramandateci dall’archeologia, infatti, è come se fossero gli uomini di quelle antiche civiltà a risvegliarsi, come se questi volti fossero delle grandi fototessere di uomini di altri tempi, i cui occhi si fissano sul riguardante mostrando, nel frattempo, le proprie generalità (il numero di matricola). Va detto però che, insieme al dispiacere per un patrimonio culturale che si assottiglia, c’è a monte, da parte di Lorenzo, una passione per l’archeologia: già prima di essere letteralmente folgorato dal Medio Oriente, infatti, aveva dedicate delle serie di lavori alla scultura romanica e all’archeologia romana. Rabbia per la devastazione, dunque, ma anche affetto (ma non gusto antiquario) verso l’antico. Bisogna anche sottolineare che, al di là dell’operazione concettuale, il suo è lavoro di pittore, in cui si apprezza soprattutto la fiera e sicura bellezza del segno a carboncino, leggermente sporcato di vernici trasparenti brune, consueta nel suo lavoro recente. Lorenzo, insomma, non si limita a un lavoro di copia, ma risemantizza il soggetto, lo restituisce in uno stile dal tratteggio nervoso e sintetico. Manenti ha scelto la strada della traduzione plastica del soggetto, insistendo soprattutto sull’impatto emotivo dell’immagine, complici le dimensioni considerevoli di buona parte dei suoi lavori. Nelle sue opere, infatti, molti oggetti si trovano ad essere notevolmente aumentati di scala rispetto agli originali, accrescendone senza dubbio l’effetto drammatico. Ma anche su formati più contenuti, come nel composito Iraq perduto, la forza espressiva dell’immagine non ne è diminuita, anzi conserva una intrinseca monumentalità.
Un giorno, probabilmente, i piccoli dipinti non saranno più tutti insieme, prenderanno ciascuno la sua via, verso il collezionismo o verso altre destinazioni (e alcuni sono già per altre strade). Anche da soli, però, abbandonati gli altri frammenti del gruppo, continueranno a ripetere il loro inesorabile memento: per la memoria dello scempio e, forse, per la formazione di una nuova coscienza.
Luca Pietro Nicoletti

Infos:
Officina dell’Arte
via Martiri di Belfiore 1, Rho (MI)
orari: da martedì a sabato dalle 16 alle 19, lunedì e festivi su prenotazione
Tel.: 335.8378227
e-mail: artoff@libero.it
Qui il link al videospot di PERDUTO IRAQ
Sul web: www.premioceleste.it/manenti.lorenzo
Il canale Youtube di Lorenzo Manenti: http://www.youtube.com/user/lorman78?gl=IT&hl=it

Lascia un commento

Archiviato in Di cose belle

Modo Infoshop, Bologna: i prossimi eventi

foto_logo_modoinfoshop1

Presentazione fumetto,
VENERDI’ 20 FEBBRAIO 2009, ore 21.30:

Quando tutto diventò blu
un libro di Alessandro Baronciani (Black Velvet edizioni)

ne parlerà l’autore

blu3

Il libro
Cammina per la strada e non sente i rumori intorno a lei. Le batte forte il cuore ed è sempre come se le mancasse il respiro. L’odissea di una ragazza che scende nella profondità delle proprie paure riuscendo a risalirne lentamente. Un viaggio dentro se stessa, cercando di raccontare l’ansia della protagonista in ogni singolo momento, nelle complicazioni della realtà utilizzando la categoria della leggerezza, lasciando spazi aperti nei dialoghi e nei silenzi delle immagini. Quando tutto diventò blu parla a ciascuno di noi, al nostro silenzioso mare interiore.

Alessandro Baronciani, illustratore e fumettista, lavora tra Milano e Pesaro. Ha iniziato disegnando e spedendo storie a fumetti tramite posta alle persone che si abbonavano. “Una storia a fumetti” uscito per i tipi di black velvet, raccoglie in un unico volume questa esperienza. “Quando tutto diventò blu” è il suo secondo romanzo a fumetti. Ha realizzato in compagnia di Ratigher, un volume della serie illustrata 25 disegni.

Sul web:
http://baronkarza.splinder.com/
http://www.blackvelveteditrice.com/

Segnaliamo inoltre l’inaugurazione della mostra/installazione dell’autore
presso la galleria la pillola (via mascarella, 37) alle ore 20,00:

baronciani2

* * *

Presentazione libri,
SABATO 21 FEBBRAIO 2009, ore 18.00:

Indie Occidentali
un romanzo di Giancarlo Micheli (Campanotto editore)

Presenta l’autore, legge Paola Lazzari

indie

Il romanzo Indie occidentali narra una storia di emigrazione dall’Italia agli Stati Uniti al principio del secolo scorso. Il taglio che l’autore ha dato all’opera è assai particolare, giacché insiste sugli elementi di evoluzione umana dei protagonisti, sia materiale che spirituale, ed afferma, con forza poetica, i valori della solidarietà, che appare oggi quanto mai necessario riscoprire. Della coppia di giovani sposi, che sono i protagonisti del romanzo, Manlio Cancogni ha scritto, nella sua prefazione: “Soltanto al vaglio di un viaggio infernale, che li condurrà nei tormenti degli stockyards di Chicago e nei malsani opifici dell’industria tessile del New Jersey, essi coronano il loro percorso iniziatico, acquistano consapevolezza di sé e la capacità di agire assieme agli altri per affermare valori condivisi e di progresso umano. Questa è la chiave utopica del racconto che Micheli sviluppa con meticolosa cura artigianale, da scrittore per vocazione; consiglio, dunque, una lettura riflessiva di questo romanzo, proporzionata alla cura che è stata impiegata nello scriverlo”.
La pubblicazione ha ricevuto il patrocinio della Provincia di Lucca, della Fondazione Cresci per la storia dell’emigrazione italiana e della Confederazione Generale Italiana del Lavoro. L’immagine di copertina è stata gentilmente concessa dal Museo nazionale del lavoro degli Stati Uniti (American Labor Museum/ Botto House National Landmark, Haledon NJ).

Giancarlo Micheli, poeta e scrittore. Ha pubblicato le raccolte di versi Canto senza preghiera (Baroni, 2004) e Nell’ombra della terra (Gabrieli, 2008). Suoi testi figurano nelle antologie L’ora d’aria dei cani (Baroni, 2003) e Altramarea – poesia come cosa viva (Campanotto, 2006). Ha pubblicato inoltre due romanzi, dei quali Elegia provinciale (Baroni, 2007) è quello d’esordio, mentre il secondo Indie occidentali (Campanotto, 2008) è andato alle stampe nel settembre scorso.

Paola Lazzari, attrice. Ha avuto esperienze di formazione con il Piccolo Teatro di Pontedera e l’Odin Teatret, con Alain Maratrat, Mamadou Dioume e Bruce Myers, attori del regista Peter Brook. È stata cofondatrice e attrice della Compagnia Teatro dell’Accadente di Lucca. Ha interpretato ruoli in testi teatrali di Vitaliano Brancati, Elio Pecora, Ugo Betti e altri.

——————————————————————-

Per ogni ulteriore dettaglio:
MODO infoshop – Interno 4 Bologna
Via Mascarella, 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012
info@modoinfoshop.com
www.modoinfoshop.com
www.myspace.com/modoinfoshop

Lascia un commento

Archiviato in Di cose belle

Darwin Day 2009 a Bergamo con Telmo Pievani, mercoledì 18/02: “È come confessare un delitto. I taccuini giovanili inediti di Charles Darwin”

dd_uaar_bg_2009

Mercoledì 18 febbraio, ore 21
Caffè Letterario, via S. Bernardino 53, Bergamo:

È come confessare un delitto. I taccuini giovanili inediti di Charles Darwin

Conferenza del Prof. Telmo Pievani, professore associato presso l’Università di Milano Bicocca.
Per informazioni: bergamo@uaar.it

Scarica qui la locandina dell’evento in A4 (pdf)

Altri appuntamenti in Italia in occasione del Darwin Day 2009

Lascia un commento

Archiviato in Di cose belle

Galleria BRERA1: dal 21/02 “ContemporaneaMENTE”, nuova sede e nuova mostra

logo_galleria_brera1

La Galleria Brera1 inaugura la nuova sede in Corso Garibaldi n.29 a Corbetta (Milano), Sabato 21 Febbraio 2009 ore 18.00, e contemporaneamente la mostra…

“ContemporaneaMENTE”

opere_brera1

con opere di: H. Chin, G. Griffa, G. Mathieu, H. Nitsch, F. Plessi, R. Crippa, S. Chia, O.Galliani, C. Biratoni, P. Gonzato, L. Scarabelli, A. Traina, V. Spagnulo, G. Spagnulo, W. Puppo, H. Middendorf, B. Zimmer, Ben Vautier e altri.

Apertura dal 21 Febbraio al 20 Marzo 2009

> Scarica qui la locandina dell’evento

Per qualsiasi informazione:
Tel: 02/97.48.50.04 – 347/60.68.393
www.galleriabrera1.com
info@galleriabrera1.com

Lascia un commento

Archiviato in Di cose belle

“Libero”, il nuovo romanzo di Luca Rota

libero_a4_blog

(clicca sull’immagine per avere ulteriori dettagli su “Libero” e su come acquistarlo…)

Sul web:
http://www.lucarota.it
http://www.giraldieditore.it/
Su Facebook:
http://it-it.facebook.com/pages/Libero-Il-romanzo-di-Luca-Rota/45769294092

Lascia un commento

Archiviato in Di buona memoria, Di buone letture, Di cose belle, Di nuove letture, Di tutto di più!

Arto Paasilinna, “Il Mugnaio Urlante”

cop_mugnaio_urlante

Una nuova lettura paasilinniana – e già “temo” il momento in cui esaurirò la lettura delle opere dello scrittore finlandese tradotte in Italia (tutte con Iperborea, per inciso), perché, insomma, i libri di Arto Paasilinna saranno pure tutti uguali (grosso modo), ma è una uniformità che certamente non provoca mai noia, monotonia ne tantomeno dispiacere di lettura… A patto di apprezzare lo stile di scrittura scandinavo, piuttosto lontano dal nostro, da quello mitteleuropeo, lontanissimo da quello americano e probabilmente più simile ad altri stili apparentemente e presumibilmente “estranei” almeno geograficamente (estremo Oriente, America del Sud) – stile scandinavo del quale Paasilinna rappresenta uno dei migliori esempi se non il modello in assoluto più tipico…
Il Mugnaio Urlante è, appunto, una tipica storia paasilinniana: ne è protagonista un personaggio (Gunnar “Kunnari” Huttunen, strano tipo che spunta dal nulla in un villaggio della Lapponia finlandese per rimettere in sesto un vecchio mulino mezzo in rovina) che in tutti i modi cerca di sfuggire dalla civiltà contemporanea e da tutti i suoi conformismi, circondato da tanti benpensanti (il dottore, il pastore, il commissario di polizia… – quelli che “comandano” la comunità, insomma!) che, sentendolo “diverso”, finiscono per denigrarlo in ogni modo, ma di contro aiutato da alcuni che ne comprendono lo spirito libero e non omologabile, forse anche perché vi riflettono un loro simile spirito di libertà senza avere il coraggio di realizzarne le relative scaturenti volontà; il tutto nel solito, maestoso, vivo paesaggio naturale – quello finlandese, ovviamente, fatto di foreste, laghi, monti, fiumi e animali selvaggi quali unici abitanti (mi verrebbe da dire “unici dacché legittimi”): ma è una Natura paradigmatica, elemento capace ancora di resistere all’invasione umana e perciò rappresentante sotto molti punti di vista una purezza ancestrale, un’armonia primordiale ancora pulsante al ritmo della vita universale – ciò che appunto la Natura rappresenta ovunque sul pianeta – ambiente nel quale, come sempre, colui che Paasilinna segue nella sua narrazione, in fuga dalla normalità umana contemporanea, troverà rifugio e, nel caso, soluzione ai suoi problemi…
Insomma, anche ne Il Mugnaio Urlante ci sono tutti gli ingredienti (più volte elencati nelle precedenti recensioni dedicate ai libri dell’ex guardaboschi finnico) che hanno reso Arto Paasilinna il più noto scrittore scandinavo a meridione delle sue usuali latitudini, ben amalgamati in modo da conferire alla storia, tra l’altro, anche una lettura critica/sarcastica della civiltà moderna, e di quella irrefrenabile tendenza di essa a tarpare le ali a qualsivoglia volo libero – troppo libero rispetto a quanto la regola (imposta) pretenda. Forse, Il Mugnaio Urlante è un filo meno brillante dei “best-seller” paasilinniani, sembra che la gran fantasia dello scrittore finlandese, nella prima parte dello scritto, fatichi a “esplodere” con il consueto bailamme di invenzioni narrative, spesso surreali, a volte incredibili, bizzarre, ma sempre divertenti; cosi è, almeno e meglio, nella seconda parte della storia – forse non a caso proprio quando il protagonista, per sfuggire alla “persecuzione” a cui lo hanno condannato i suoi compaesani, esasperati dalle sue bizzarrie (tra cui quella di esternare i propri sentimenti più intensi ululando come un lupo di notte nei boschi – da cui il titolo del romanzo) si da’ alla macchia nelle immense foreste lapponi, ricostruendo in esse il proprio piccolo mondo quotidiano nel quale stare in santa pace, lontano da norme, regole, leggi, imposizioni spesso derivanti solo dal vox populi vox dei, espressione di un egoismo collettivizzato più che di una saggezza comunitaria…
Anche il finale della storia non è proprio il massimo – sembra quasi messo lì giusto per chiudere una narrazione che sarebbe potuta continuare anche oltre, e chissà fino a quando – ma, lo ribadisco, a Paasilinna non si possono non perdonare “esitazioni” del genere che, in altri libri, ne rovinerebbero quasi del tutto la bontà, mentre in Paasilinna risultano come (resto in tema!) piccole, basse betulle in una foresta di grandi conifere… Lo scrivevo in principio di recensione: Arto Paasilinna è una certezza di stile originale, grande fantasia, ironia, divertimento e una giusta dose di giudizio critico sul mondo di oggi; è come una scatola di costruzioni rispetto ad altre opere pari a modernissimi videogames: questi sono spettacolari, entusiasmanti, fantasmagorici, ma dopo qualche tempo facilmente stancano, e si ritorna a giocare con le vecchie, classiche, immutabili, ineguagliabili costruzioni…
Libro certamente consigliabile, come tutti quelli di Paasilinna; se proprio proprio vi restasse qualche dubbio (del tipo di quelli anche qui segnalati) sull’opera dello scrittore finnico, beh, allora date una lettura a L’Anno della Lepre… (ma scommetto che ci sarà qualcuno che, per gli stessi motivi, farà esattamente il contrario!).

Lascia un commento

Archiviato in Di buone letture

Ratti Lectures 2008/2009, 5° appuntamento: lunedì 16/02 Giuseppe Guzzetti, “Le fondazioni di origine bancaria: una risorsa per l’innovazione”

foto_logo_fondazione_ratti1

Ratti Lectures 2008 – 2009:

Giuseppe Guzzetti
Le fondazioni di origine bancaria: una risorsa per l’innovazione

Lunedì 16 febbraio 2009, ore 21
FAR – Fondazione Antonio Ratti, Como

Lunedì 16 febbraio presso la sede della Fondazione Antonio Ratti a Como sarà presente il Presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, con una conferenza aperta al pubblico dal titolo Le fondazioni di origine bancaria: una risorsa per l’innovazione.
L’incontro con Guzzetti è il quinto appuntamento del nuovo ciclo delle Ratti Lectures della FAR, un progetto a cura di Mario Fortunato, patrocinato dal Comune di Como, Assessorato all’ Università.
Verrà illustrato il panorama attuale di questi particolari organismi filantropici, ed in particolare l’attività della Fondazione Cariplo, che si pone come obiettivo la sussidiarietà e si propone con il ruolo di “soggetto anticipatore”, con una missione particolare: essere una risorsa per aiutare le istituzioni sociali e civili a servire meglio la propria comunità.

L’incontro è aperto al pubblico, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

giuseppeguzzetti

Giuseppe Guzzetti, nato a Turate il 27 maggio 1934, si è laureato in giurisprudenza all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Esercita la professione di avvocato in Como ed è iscritto all’Albo Speciale della Cassazione e delle Giurisdizioni Superiori. Tra le varie cariche che ha ricoperto: Consigliere della Regione Lombardia (1970-1987), Presidente della Giunta Regionale della Lombardia (1979-1987), Senatore della Repubblica (1987-1994), membro della Prima Commissione del Senato – Affari Costituzionali (1987-1994), della Commissione Bicamerale per le Riforme Istituzionali, del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea Occidentale U.E.O (1992-1994). E’ stato Consigliere d’Amministrazione dell’Università Bocconi di Milano dall’11 febbraio 1998 al novembre 2006 e Consigliere della Fondazione del Crédit Agricole-Pays de France di Parigi dal 26 giugno 2001 al gennaio 2007. Attualmente è Commissario della Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde (dal 1996), Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde (dal 1997), Consigliere dell’Associazione fra le Casse di Risparmio Italiane -ACRI- (dal 1997), Presidente dell’Associazione Casse di Risparmio italiane – ACRI – (dal 2000) e Consigliere della Fondazione per il Sud (dal 2007). Dall’11 ottobre 1999 è membro del Nucleo di Valutazione del Politecnico di Milano.

Informazioni:
Titolo: Le fondazioni di origine bancaria: una risorsa per l’innovazione.
Con Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo
Data: 16 febbraio 2009 ore 21.00
Luogo: Fondazione Antonio Ratti, Lungo Lario Trento 9, Como
Ingresso: libero fino ad esaurimento posti
Info: tel. +39.031/233210-211 info@fondazioneratti.org

Calendario delle prossime Lectures:
6 marzo 2009 – Il corpo della donna fra libertà e legge con Miriam Mafai, storica e opinionista de La Repubblica (sede: FAR, Como)
3 aprile 2009 – L’arte come specchio di paure e desideri con Lea Vergine, critica d’arte e curatrice (sede: FAR, Como)

Lascia un commento

Archiviato in Di cose belle

Modo Infoshop, Bologna: altri eventi di questa settimana

foto_logo_modoinfoshop1

Ascolti a modo:
VENERDI’ 13 FEBBRAIO 2009, ORE 18.30

Vuoto Night
live performance di:
Musil
Johann Merrich
Be Maledetto Now!

vuoto

Le net-label sono una delle realtà più interessanti legate alla rete e all´avanzamento tecnologico. Lo scambio di file musicali, le collaborazioni a distanza e nuovi modi di fruire della musica prendono forma grazie a questo universo in continua espansione? Tra le realtà più interessanti ci sono quelle che, come la primigenia Chew-z o Vuoto che si interessano a proporre la musica in forma anche fisica piuttosto che in un mero ammasso di bit, privilegiando la rete per diffondere la musica dei propri artisti, ma curando anche le esibizioni dal vivo per dare concretezza alla proposta. Da questa iniziativa nasce la Vuoto night, con musicisti che hanno “inciso” per l´etichetta che si trovano a suonare assieme in diversi locali.

Musil è Luca dei Satan is my Brother, nel suo progetto privato si occupa di derive ambientali, estatici mini-viaggi che ridisegnano landscapes lunari e lontani. La sua uscita su Vuoto “Variations” è un bilanciamento perfetto di piccole parti di piano minimali appoggiate su lunghe distese di archi sintetici o di borbotti dallo spazio profondo. Un bel lavoro debitore tanto a Eno quanto agli Ambient Works di Aphex Twin, riaggiornato in chiave post-isolazionista con suoni organici.

Johann Merrich è Giulia, persa nel suo mondo fantastico e popolato di sintetizzatori e macchine. A lato di una esperienza in formato rock band, Giulia si mette a smanopolare su di un sintetizzatore, sia in solo che in compagnia di Genecyst (sempre su Vuoto) a nome Hm, registrando due ep e suonando dal vivo in diverse occasioni. Ha pubblicato l´8 dicembre il suo primo lavoro solista intitolato “USSR vs. Paradise (in six movements)”, un lavoro fresco pieno di cambi di direzione che in venti minuti sviluppa diversi modi di approcciarsi al suono elettronico, spaziando dal noise a giocosi intervalli.

I Be Maledetto Now! sono approdati a Vuoto dopo la release in cassetta (altro media che sta avendo una seconda giovinezza) per LongLongChaney/8mm. Sono un duo formato da Maledetto (chitarrista dei With Love) e Be Invisible Now! che incide per la Boring Machines di Treviso. Il duo crea delle lunghe suite a metà tra la psichedelia elettronica e il noise, senza mai rimanere intrappolato nei generi e lambendo le colonne sonore sci-fi grazie alle diverse influenze dei due membri del gruppo. Dal vivo utilizzano synth, chitarre ed oggetti passati nel tritacarne degli effetti. Una specie di volo spaziale che non manca di citare l´epopea cosmica con un occhio anche a soluzioni melodiche…

* * *

Mostre a modo:
inaugurazione sabato 14 Febbraio, ore 19.00

Abused, Sapphic & Fisting
Mostra personale di Fabrizio Caboni

caboni3

In esposizione diversi lavori pittorici (2008/2009) che affrontano idealmente le categorie pornografiche specificate nel titolo.
La mostra occuperà i muri liberi della libreria e del bar fino al 14 marzo.
Il corpo che da oggetto materiale diventa pretesto, che dalla sua oggettificazione diventa materia di studio da rivoltare come un guanto che possa mostrare all’esterno la propria superficie interna. Superficie che come simulacro possa rappresentare il desiderio della carne nel suo ricordo. Memoria che porta l’uomo all’azione verso il soddisfacimento dei propri bisogni senza mai raggiungerli pienamente, facendo si che il desiderio alimenti solamente se stesso e che si auto-rigeneri, in un moto circolare senza fine. Corpo rappresentato nella sua pornografia che, come simulacro del sesso, diventa finzione del simulacro nella sua rappresentazione, quindi, per assurdo, di nuovo corpo, disteso, rarefatto, inorganico. Raffigurazione per immagini che svelerebbero per eccesso di reale la loro irrealtà ma che a loro volta ritornano ad avere la propria carica nel gioco di negazione del visibile e dello scibile. La figurazione è sensuale ed evanescente, nella quale si perde l’oggetto concreto rappresentato in favore dell’oggetto del desiderio, oltrepassando la linea che dall’immagine pornografica porta alla pornografia dell’immagine, restituendo così a quell’eccesso di reale che abolirebbe l’immaginazione la potenzialità della propria seduzione.

Fabrizio Caboni nasce nella provincia di Cagliari e si diploma in pittura nel 2008 all’Accademia di Belle Arti di Bologna, città dove vive, con una ricerca sul corpo ed il suo transito.

Sul web: http://www.fabricab.net/homepage.html

——————————————————————-

Per ogni ulteriore dettaglio:
MODO infoshop – Interno 4 Bologna
Via Mascarella, 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012
info@modoinfoshop.com
www.modoinfoshop.com
www.myspace.com/modoinfoshop

Lascia un commento

Archiviato in Di cose belle

Da Evvivanoè di Cherasco uno speciale san Valentino 2009

logo_evvivanoe

Evvivanoè esposizioni d’arte, Cherasco – Febbraio 2009:
Speciale san Valentino
Briciole d’artista per innamorati… dell’arte!

briciole

Febbraio, mese dell’amore: così Evvivanoé esposizioni d’arte propone l’allestimento “Briciole d’artista per innamorati… dell’arte!”, opere originali di piccolo formato e grafiche d’autore di dodici dei propri artisti in permanenza italiani e internazionali, con un occhio anche al prezzo: da poche decine a qualche centinaio di euro al massimo.
In esposizione opere di silvia bertola, marjon bessems, coco cano, flis, franco fausone, gianfranco galizio, joy moore, piero rasero, dino sambiasi e vittorio vecchi, oltre alle ceramiche di sabine roubertou e le borse d’arte tessile create da ipazia.
Qui un assaggio dell’allestimento, in attesa di incontrarci in galleria e/o sul nostro sito all’indirizzo www.evvivanoe.it/briciole.htm.
Da Evvivanoè un buon san Valentino e buon mese di Febbraio a tutti!

…E CON L’OCCASIONE… (aggiornamento del 13/02):

Briciole… a lume di candela
Una cena “in vetrina” tra opere d’arte, illuminate senza ricorrere all’energia elettrica, in occasione della giornata internazione del risparmio energetico “M’illumino di meno” 2009

milluminodimeno2

Associazione People e Galleria “evvivanoè esposizioni d’arte” – Cherasco (CN), venerdì 13 febbraio 2009 – Ore 19.00

Una cena tra le opere d’arte, illuminati solamente dal riverbero delle candele: questa la proposta dell’Associazione culturale “People” e della Galleria “evvivanoè esposizioni d’arte” di Cherasco (Cuneo) in occasione di “M’illumino di meno”, quinta edizione della giornata internazionale del risparmio energetico promossa dalla trasmissione Caterpillar di Radio Due Rai per la serata di venerdì 13 febbraio 2009 (tutte le informazioni sul sito www.caterpillar.rai.it).
Dalle ore 19 la galleria d’arte contemporanea spegnerà tutte le sue luci e i dispositivi elettrici non indispensabili, accendendo alcune candele a illuminare sia i quadri esposti che una tavola imbandita, dove i soci di “People” consumeranno una cena conviviale. L’evento diventerà così occasione di una performance per sensibilizzare sul tema del risparmio energetico: la tavolata sarà infatti completamente visibile dalla vetrina della galleria, dove verranno anche affisse la locandina e il decalogo di “M’illumino di meno”.
«E’ un modo per attirare l’attenzione di chi passa davanti alla galleria e creare curiosità –spiega Sara Merlino, 29 anni, direttrice artistica dello spazio espositivo- Perché in uno spazio d’arte contemporanea ci sono persone che mangiano a lume di candela? Per capirlo, le persone dovranno avvicinarsi, leggere, chiederci».
A fare da contorno alla tavola vi saranno le opere di dodici artisti, italiani e internazionali, curati da “evvivanoé” ed esposti in occasione dell’allestimento “Briciole d’artista per innamorati… dell’Arte”, proposto dalla galleria per il mese di febbraio con opere originali di piccolo formato e grafiche d’autore.
Già gli scorsi anni la galleria ha partecipato a “M’illumino di Meno”. Nel 2007, in particolare, è stato proposto un allestimento ad hoc dal titolo “se la luce non va all’arte, l’arte va alla luce”, con le opere esposte a un’altezza media di settanta centimetri dal suolo in modo da ricevere luce dalle candele poste sul pavimento: una provocazione utile a richiamare l’attenzione sul problema dei consumi d’energia e, nel contempo, far vedere l’arte veramente sotto una nuova luce (nella foto sopra un’immagine di quella performance).

Infos:
Evvivanoè esposizioni d’arte – via Vittorio Emanuele, 56 – Cherasco (Cn)
telefono 0172-489508
web: www.evvivanoe.it
email: evvivanoe@evvivanoe.it
Blog ufficiale di Evvivanoè: http://evvivanoe.blogspot.com

Lascia un commento

Archiviato in Di cose belle