Archivi del mese: febbraio 2009

“Libero”, il nuovo romanzo di Luca Rota, su LA GAZZETTA DI LECCO del 21/02/2009

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(clicca sull’immagine per leggere e/o scaricare l’articolo)

La Gazzetta di Lecco sul web: http://www.gvupielle.it/lagazzettadilecco.html

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Nuvole nere oltre le Alpi…

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Dalle latitudini iperboree di Thule, osservando verso meridione, lo sguardo coglie tra cieli più o meno sereni, più o meno nuvolosi, un grumo di nubi nere sempre più denso oltre la cerchia delle Alpi e verso il Mediterraneo, la cui ombra cupa copre ogni giorno di più tale parte di mondo privandola di una luce che, non solo relativisticamente, è segno dello scorrere del tempo e della realtà degli eventi, mentre in quell’ombra tutto resta immobile o, peggio, prende a muoversi all’indietro e verso il basso, sempre più inesorabilmente e nonostante ancora qualcuno, laggiù, sappia rendersi conto di questa decadenza…

Dal blog di Dario Bonacina un post di qualche giorno fa, ma da tenere bene a mente ora e in futuro…:
I pericoli del decreto filtra-Internet – 12/02/2009
Venerdì scorso scrivevo dell’inopportunità dell’approvazione dell’art. 50 bis del DDL “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” , intitolato Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet). Nel post citavo una riflessione di Stefano Quintarelli, che ieri è tornato sull’argomento con una riflessione puntuale e approfondita, che può essere molto utile a capire le implicazioni della questione, e di cui mi limito a riassumere alcuni punti salienti.
Ad una prima lettura appare chiaro che il testo approvato al Senato risulta essere addirittura pericoloso perché le sue possibilità di applicazione sono innumerevoli, vista la genericità dei termini con cui è stato formulato. Si prevede che il provvedimento si applichi per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, un concetto fin troppo esteso, che comprende in pratica qualunque caso di inosservanza ad una qualunque legge. Il fatto che poi siano da perseguire i presunti delitti perpetrati in via telematica sulla rete internet non riguarda solamente un testo pubblicato in una pagina di un sito web o di un social network, ma di ogni mezzo di comunicazione elettronico che sfrutti Internet, inclusa la posta elettronica e i messaggi scambiati via chat. Ho parlato di presunti delitti, perché qui (purtroppo) non serve avere prove certe: in base a questo provvedimento, l’Autorità può muoversi qualora sussistano concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attivita’ di apologia o di istigazione, ordinando ai provider di utilizzare appositi strumenti di filtraggio necessari al fine di impedire le attività incvriminate.
Ora, dal momento che l’attività di filtraggio di cui parla questo provvedimento non sta ne’ in cielo ne’ in terra dal punto di vista tecnico, se la legge dice che è necessario impedire le attività incriminate, il provider – per obbedirvi – potrebbe vedersi costretto a prendere misure radicali, bloccando la pubblicazione di interi siti web o impedendo in toto l’utilizzo degli altri strumenti digitali di comunicazione. Una misura non solo eccessiva, ma anche estremamente dannosa e deleteria, perché così concepita colpirebbe pochi colpevoli e innumerevoli innocenti e costituisce una norma anticostituzionale che va contro la libertà di espressione di tutte le persone in buona fede.
E visto che il provvedimento deve essere valutato dalla Camera dei Deputati, ora potrebbe essere una buona idea far sapere loro (elenco indirizzi e-mail) come stanno realmente le cose, confidando che la l’intelligenza e la lungimiranza di qualcuno porti alla proposta di emendamenti più ragionati. Se avete conoscenze alla Camera, questa è una buona occasione per trasmettere un opportuno segnale di allarme”.
Qui il link all’articolo originale.

Se il cielo di quelle parti continuerà di questo passo a rabbuiarsi, la luce con sempre più difficoltà potrà illuminarne la realtà quotidiana… Eppure, basterebbe solo che i più si rendessero conto che senza luce non si vede nulla, non si capisce nulla…

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“Libero”, il nuovo romanzo di Luca Rota

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(clicca sull’immagine per avere ulteriori dettagli su “Libero” e su come acquistarlo…)

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FUTURISMO 100 ANNI! – Fino al 19/04 al Museo d’Arte di Lugano, “La dinamo futurista. Omaggio a Umberto Boccioni” e “Primo Conti – Disegni per Harriet Quien, “La donna che venne dal mare”, 1912-1925”; inoltre, il progetto “Uomini e cose” e la ricerca “Esovisioni”…

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“La dinamo futurista. Omaggio a Umberto Boccioni”
“Primo Conti – Disegni per Harriet Quien, “La donna che venne dal mare”, 1912-1925”

Museo d’Arte, Lugano (CH)
15 febbraio – 19 aprile 2009

Proprio a febbraio del 2009 ricorre il centenario della fondazione del movimento futurista. Il contributo che il Museo d’Arte di Lugano intende dare alle celebrazioni di questo importante movimento è focalizzato su un omaggio a Umberto Boccioni, uno dei protagonisti del futurismo, che più di altri ha contribuito alla sua nascita e al suo sviluppo. Un piano del museo è dedicato alla produzione giovanile del futurista fiorentino Primo Conti, sodale di Boccioni.

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Omaggio a Umberto Boccioni

Nell’ambito della mostra dedicata a Boccioni, che occupa il primo e il secondo piano del museo, sono per la prima volta messi in dialogo due importanti nuclei dell’artista: le opere su carta di proprietà dello Stato italiano conservate alla Galleria Nazionale di Cosenza in Calabria, regione nativa di Boccioni, e le opere prefuturiste presenti nella Collezione della Città di Lugano.

Quest’ultima raccoglie ventuno opere realizzate dall’artista tra il 1903 e il 1909 provenienti dalla raccolta d’arte dello stampatore Gabriele Chiattone donata alla Città di Lugano nel 1961. Un numero importante di queste opere è stato presentato in occasione della mostra Boccioni prefuturista tenutasi al Museo Nazionale di Reggio Calabria nel 1983 mentre il nucleo nella sua totalità alla mostra Opere d’arte della Città di Lugano. Donazione Chiattone presso il Museo Civico di Belle Arti di Lugano nel 2006-2007.
La Galleria Nazionale di Cosenza conserva una serie di opere su carta già appartenute ad una delle più prestigiose collezioni americane, quella di Lydia e Harry Winston, successivamente acquistate da Carlo F. Bilotti e infine confluite nella collezione della Galleria Nazionale di Cosenza nel 1996. L’insieme è costituito da sessanta fogli con ottantacinque disegni di periodi diversi, relativi al periodo della formazione, all’esperienza prefuturista e con alcuni significativi fogli del periodo futurista. Il fondo è stato studiato e presentato al pubblico in occasione della mostra Umberto Boccioni. Una raccolta di disegni e incisioni presso il Museo d’Arte dell’Otto e Novecento di Rende nel 2008.

L’impostazione dell’esposizione ha una valenza innanzitutto filologica, di messa in dialogo dei due nuclei boccioniani a cui saranno integrati una serie di complementi provenienti da altre collezioni pubbliche e private svizzere e italiane pertinenti alle opere presenti nell’istituzione ticinese e in quella cosentina.
Di particolare interesse sono gli accostamenti inediti in mostra di alcuni studi preparatori con le relative esecuzioni ad olio come nel caso ad esempio di Contadini al lavoro e Campagna lombarda.
L’obiettivo, oltre a proporre un percorso attraverso l’opera di Boccioni dai primi anni del Novecento fino alle prove del 1915 – ovvero dal divisionismo di impronta naturalistica, attraverso il simbolismo e il futurismo, fino alle ultime prove di impostazione cézanniana – è quello di valorizzare le opere delle due collezioni pubbliche mediante l’accostamento di olii, disegni e grafiche evidenziando alcune procedure creative e illustrandone le tappe più significative.

Alla presentazione della mostra al Museo d’Arte di Lugano farà seguito una tappa della stessa in Calabria.

L’esposizione ideata da Bruno Corà, a cura di Tonino Sicoli e Cristina Sonderegger, sarà accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale con contributi critici dei curatori, di Maurizio Calvesi e l’illustrazione a colori di tutte le opere in mostra.

Primo Conti
Disegni per Harriet Quien, “La donna che venne dal mare”, 1912-1925

La mostra di Primo Conti, a cura di Daniela Palazzoli, occuperà il terzo piano del museo. Nell’anno in cui si celebrano i primi cento anni del Movimento Futurista Italiano, pubblicizzato ufficialmente da Filippo Tommaso Marinetti sul quotidiano “Le Figaro” di Parigi il 20 Febbraio 1909, la mostra ripercorrere in modo sintetico e qualitativamente alto gli esordi di Primo Conti (1900-1988), dai primi disegni di timbro espressionista alla sua ormai celebre fase futurista, fino ad un breve periodo di ispirazione metafisica che si conclude intorno al 1925 con il ritorno ad una costruzione più classica dell’opera d’arte.

Questo è reso possibile dalla selezione di un nucleo di una sessantina di disegni facenti parte della raccolta di un suo grande amore giovanile, la Signora Harriet Quien, che egli conobbe nei primi anni Venti sulla spiaggia di Antignano dove era solito passare le vacanze, come si racconta in un capitolo delle sue memorie intitolato La donna che venne dal mare.

La convergenza dell’aspetto artistico con quello privato consente anche di sfatare una delle leggende che circondano la figura giovanile di questo enfant prodige dell’arte d’avanguardia, che comincia a disegnare e dipingere in età precocissima, con un’urgenza ed una serietà che lo portano ad ignorare i trastulli infantili e dell’adolescenza. Così sintetizza in modo lapidario questa condivisa impressione lo scrittore e suo amico Giovanni Papini: “Primo Conti di Firenze, nato col secolo, fu pittore prima ancora d’essere uomo”.

Disegnatore fecondo, Primo Conti usava la matita come strumento di grande immediatezza utile per fissare impressioni, dettagli e concetti base dei fatti e personaggi reali che incontrava quotidianamente, da rielaborare eventualmente in seguito. In questo percorso di scoperta e messa a punto dei suoi stili attraverso le quattro fasi iniziali della sua attività conferma la sua fama di “cartina di tornasole di tutte le avanguardie” (Vanni Scheiwiller).

Lo scavo compiuto da Daniela Palazzoli per ricostruire la personalità e la vita di Harriet Quien (1900- 1981) – che, per esempio, pretendeva di essere chiamata ‘Harry’ perché “non è il sesso a definire la personalità delle persone” – ci mostra una donna straordinaria, poliglotta e cosmopolita, in anticipo sui tempi, e dotata di capacità di valutazione e di movimento a 360 gradi, che oggi possiamo definire da globalizzazione avanzata. Conti dimostra, nei suoi scritti e nei documenti conservati presso la Fondazione Primo Conti di Fiesole, di rendersi conto della eccezionalità della sua Musa; il che è una delle ragioni del suo amore per lei. In questo incontro fra due coetanei, nati entrambi col secolo, si realizza quella aspirazione di continuità fra arte e vita che Primo Conti aveva scoperto quando, appena quattordicenne, aveva contribuito ad allestire la mostra di Umberto Boccioni a Firenze e, ancora prima di conoscerlo e condurlo a visitare su sua richiesta le sculture dei Prigioni di Michelangelo, aveva provveduto a restaurare uno dei suoi gessi da esporre in mostra. Primo Conti scoprì in quell’occasione che Umberto Boccioni amava usare materiali deperibili perché: “l’opera d’arte per essere viva deve aver la stessa sorte dell’uomo e subire, come l’uomo, la malattia e la morte” (Boccioni). Incluso anche l’amore: come prevede la coerenza fra arte e vita.

Scheda tecnica della mostra

TITOLO:
LA DINAMO FUTURISTA. OMAGGIO A UMBERTO BOCCIONI
PRIMO CONTI – DISEGNI PER HARRIET QUIEN, “LA DONNA CHE VENNE DAL MARE”, 1912-1925

SEDE: Museo d’Arte
Riva Caccia 5
CH – 6900 Lugano
Tel: +41 (0)58 866 7214
Fax: +41 (0)58 866 7497
e-mail: info.mda@lugano.ch
http://www.mda.lugano.ch

DATE: Dal 15 febbraio al 19 aprile 2009

ORARIO: Da martedì a domenica 10-18 (orario continuato)
Lunedì chiuso (tranne il 13 aprile)

INGRESSO: Intero Fr. 12 / € 8, Ridotto, AVS e over 65 anni,gruppi e studenti 17-25 anni Fr. 8 / € 5, Ragazzi fino a 16 anni Fr. 0 / € 0

RAILAWAY: Biglietto combinato con una riduzione del 20% sul viaggio in treno
BIGLIETTO COMBINATO e sull’entrata ottenibile alla propria stazione di partenza oppure (TRENO ED ENTRATA) telefonando al Rail Service 0900 300 300 (CHF 1.19/min.)

VISITE GUIDATE E PROPOSTE DIDATTICHE
PER GRUPPI E SCUOLE:
Visita guidata/Atelier in italiano Fr. 150 / € 100
Visita guidata in lingua
(francese, tedesco e inglese) Fr. 200 / € 133
Le attività didattiche per le scuole del Cantone Ticino sono gratuite

VISITE GUIDATE PER I SINGOLI VISITATORI LA DOMENICA NELLE SEGUENTI DATE:
1 MARZO, 15 MARZO, 29 MARZO, 5 APRILE, 19 APRILE ORE 15.00:
Ingresso e visita guidata
Per adulti Fr. 17 / € 11
Ridotto AVS e over 65 anni, gruppi e studenti 17-25 anni Fr. 13 / € 9
Ragazzi fino a 16 anni Fr. 5 / € 3
Durata della visita circa 1 ora
Iscrizioni entro le ore 12.00 del venerdì precedente la visita guidata

INFORMAZIONI Tel. +41 (0)58 866 7214
E PRENOTAZIONI: e-mail: info.mda@lugano.ch

OMAGGIO A UMBERTO BOCCIONI

CURATORI: Cristina Sonderegger, Conservatrice del Museo d’Arte di Lugano, Tonino Sicoli, Direttore del Museo d’Arte dell’Otto e Novecento di Rende

PROGETTO DELLA MOSTRA: Bruno Corà

CATALOGO: Titolo: “Omaggio a Umberto Boccioni”, A cura di Tonino Sicoli e Cristina Sonderegger, Saggi di Maurizio Calvesi, Tonino Sicoli, Cristina Sonderegger, Apparati a cura di Francesca Bernasconi e Maria Pasini. Bilingue italiano / inglese, edito da Silvana Editoriale.

PRIMO CONTI – DISEGNI PER HARRIET QUIEN, “LA DONNA CHE VENNE DAL MARE”, 1912-1925

CURATORI: Daniela Palazzoli

PROGETTO DELLA MOSTRA: Daniela Palazzoli

CATALOGO: Titolo: “Primo Conti – Disegni 1912-1925”, a cura di Daniela Palazzoli, Saggio di Daniela Palazzoli, Testo tratto dall’autobiografia di Primo Conti, Apparati a cura di Maria Chiara Berni, Lorenzo Giusti. Edito da Shin Production.

PARTNER DEL MUSEO D’ARTE DI LUGANO: Credit Suisse

CON IL SOSTEGNO DI: Casinò Lugano, Ginsana, Repubblica e Cantone Ticino

* * *

Inoltre:

Il progetto “Uomini e cose” e la ricerca “Esovisioni”
Presentazione del catalogo dell’esposizione, venerdì 20 febbraio p.v., ore 18.00, Palazzo Municipale di Udine

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Venerdì 20 Febbraio, alle ore 18.00 sarà presentato nella Sala Ajace del Palazzo Municipale di Udine il catalogo dell’esposizione temporanea «Uomini e cose. Ugo Pellis. Fotografie. Sardegna 1932-1935»che ha inaugurato il 23 Gennaio la nuova Galleria fotografica comunale «Tina Modotti» di Udine nella centralissima sede dell’ex Pescheria.
Il catalogo e l’esposizione costituiscono il risultato di una ricerca durata due anni che ha messo in rete le città di Udine, Lugano e Cagliari che ospiteranno l’esposizione nel corso del 2009 e del 2010.
La ricerca, guidata dal Museo delle Culture di Lugano, ha visto la collaborazione organica di una decina d’istituzioni culturali italiane e svizzere che hanno partecipato alle diverse fasi del progetto, permettendo -al più alto livello- il confronto e la crescita di un gruppo di giovani ricercatori.
Il progetto fa a sua volta parte di un più ampio ciclo, giunto al suo quarto appuntamento, intitolato «Esovisioni», che è dedicato al tema dell’esotismo e alle peculiarità e ai caratteri della visione delle culture nell’opera dei grandi fotografi del Novecento.
Oltre che mettere a fuoco i contenuti tematici della ricerca e dell’esposizione temporanea, la presentazione udinese porrà l’accento sulla formula del ciclo «Esovisioni» che costituisce -per diversi aspetti- un progetto culturale all’avanguardia in Europa.
Segnaliamo inoltre che una selezione di immagini ad alta definizione delle opere di Ugo Pellis sono scaricabili nell?area stampa del sito www.mcl.lugano.ch

> Scarica qui la presentazione del progetto “Uomini e cose” (pdf)

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Officina dell’Arte, Rho (MI): fino al 21/02 “PERDUTO IRAQ”, di Lorenzo Manenti

Fino al 21 febbraio 2009:

Lorenzo Manenti
PERDUTO IRAQ – saccheggio in Mesopotamia

a cura di Luca Pietro Nicoletti

Nel 2008 Lorenzo Manenti ha ideato una installazione a parete di trentadue disegni quadrati 32×32 cm su carta riportati su tavola intitolata Iraq perduto. In ciascuno di questi, Lorenzo ha raffigurato un frammento di scultura proveniente dai depositi dell’Iraq Museum di Bagdad e trafugato durante il conflitto del 2003: le mura dei musei non sono bastate a proteggere quelle testimonianze della fertile civiltà nata fra il Tigri e l’Eufrate. Di quei pezzi, non rimane che una banca dati telematica, una fotografia e, talvolta, una sigla di riconoscimento. Per la prima volta, questo complesso era stato presentato in un piccolo spazio espositivo alternativo chiamato Piscina Comunale in zona Lambrate, a Milano, ma nella sua interezza lo si era potuto vedere soltanto, nell’ottobre 2008, in una mostra a Parigi, Guerre et “paix” a Bagdad, accostato alle ricerche del pittore amerindo Mateo Romero. Il pubblico parigino ne era rimasto molto colpito, definendolo “frappant”. E in effetti, la funzione di questa operazione pittorica era proprio quella di richiamare il fruitore ad una assunzione di responsabilità. Dietro le sembianze delle sculture tramandateci dall’archeologia, infatti, è come se fossero gli uomini di quelle antiche civiltà a risvegliarsi, come se questi volti fossero delle grandi fototessere di uomini di altri tempi, i cui occhi si fissano sul riguardante mostrando, nel frattempo, le proprie generalità (il numero di matricola). Va detto però che, insieme al dispiacere per un patrimonio culturale che si assottiglia, c’è a monte, da parte di Lorenzo, una passione per l’archeologia: già prima di essere letteralmente folgorato dal Medio Oriente, infatti, aveva dedicate delle serie di lavori alla scultura romanica e all’archeologia romana. Rabbia per la devastazione, dunque, ma anche affetto (ma non gusto antiquario) verso l’antico. Bisogna anche sottolineare che, al di là dell’operazione concettuale, il suo è lavoro di pittore, in cui si apprezza soprattutto la fiera e sicura bellezza del segno a carboncino, leggermente sporcato di vernici trasparenti brune, consueta nel suo lavoro recente. Lorenzo, insomma, non si limita a un lavoro di copia, ma risemantizza il soggetto, lo restituisce in uno stile dal tratteggio nervoso e sintetico. Manenti ha scelto la strada della traduzione plastica del soggetto, insistendo soprattutto sull’impatto emotivo dell’immagine, complici le dimensioni considerevoli di buona parte dei suoi lavori. Nelle sue opere, infatti, molti oggetti si trovano ad essere notevolmente aumentati di scala rispetto agli originali, accrescendone senza dubbio l’effetto drammatico. Ma anche su formati più contenuti, come nel composito Iraq perduto, la forza espressiva dell’immagine non ne è diminuita, anzi conserva una intrinseca monumentalità.
Un giorno, probabilmente, i piccoli dipinti non saranno più tutti insieme, prenderanno ciascuno la sua via, verso il collezionismo o verso altre destinazioni (e alcuni sono già per altre strade). Anche da soli, però, abbandonati gli altri frammenti del gruppo, continueranno a ripetere il loro inesorabile memento: per la memoria dello scempio e, forse, per la formazione di una nuova coscienza.
Luca Pietro Nicoletti

Infos:
Officina dell’Arte
via Martiri di Belfiore 1, Rho (MI)
orari: da martedì a sabato dalle 16 alle 19, lunedì e festivi su prenotazione
Tel.: 335.8378227
e-mail: artoff@libero.it
Qui il link al videospot di PERDUTO IRAQ
Sul web: www.premioceleste.it/manenti.lorenzo
Il canale Youtube di Lorenzo Manenti: http://www.youtube.com/user/lorman78?gl=IT&hl=it

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Modo Infoshop, Bologna: i prossimi eventi

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Presentazione fumetto,
VENERDI’ 20 FEBBRAIO 2009, ore 21.30:

Quando tutto diventò blu
un libro di Alessandro Baronciani (Black Velvet edizioni)

ne parlerà l’autore

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Il libro
Cammina per la strada e non sente i rumori intorno a lei. Le batte forte il cuore ed è sempre come se le mancasse il respiro. L’odissea di una ragazza che scende nella profondità delle proprie paure riuscendo a risalirne lentamente. Un viaggio dentro se stessa, cercando di raccontare l’ansia della protagonista in ogni singolo momento, nelle complicazioni della realtà utilizzando la categoria della leggerezza, lasciando spazi aperti nei dialoghi e nei silenzi delle immagini. Quando tutto diventò blu parla a ciascuno di noi, al nostro silenzioso mare interiore.

Alessandro Baronciani, illustratore e fumettista, lavora tra Milano e Pesaro. Ha iniziato disegnando e spedendo storie a fumetti tramite posta alle persone che si abbonavano. “Una storia a fumetti” uscito per i tipi di black velvet, raccoglie in un unico volume questa esperienza. “Quando tutto diventò blu” è il suo secondo romanzo a fumetti. Ha realizzato in compagnia di Ratigher, un volume della serie illustrata 25 disegni.

Sul web:
http://baronkarza.splinder.com/
http://www.blackvelveteditrice.com/

Segnaliamo inoltre l’inaugurazione della mostra/installazione dell’autore
presso la galleria la pillola (via mascarella, 37) alle ore 20,00:

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Presentazione libri,
SABATO 21 FEBBRAIO 2009, ore 18.00:

Indie Occidentali
un romanzo di Giancarlo Micheli (Campanotto editore)

Presenta l’autore, legge Paola Lazzari

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Il romanzo Indie occidentali narra una storia di emigrazione dall’Italia agli Stati Uniti al principio del secolo scorso. Il taglio che l’autore ha dato all’opera è assai particolare, giacché insiste sugli elementi di evoluzione umana dei protagonisti, sia materiale che spirituale, ed afferma, con forza poetica, i valori della solidarietà, che appare oggi quanto mai necessario riscoprire. Della coppia di giovani sposi, che sono i protagonisti del romanzo, Manlio Cancogni ha scritto, nella sua prefazione: “Soltanto al vaglio di un viaggio infernale, che li condurrà nei tormenti degli stockyards di Chicago e nei malsani opifici dell’industria tessile del New Jersey, essi coronano il loro percorso iniziatico, acquistano consapevolezza di sé e la capacità di agire assieme agli altri per affermare valori condivisi e di progresso umano. Questa è la chiave utopica del racconto che Micheli sviluppa con meticolosa cura artigianale, da scrittore per vocazione; consiglio, dunque, una lettura riflessiva di questo romanzo, proporzionata alla cura che è stata impiegata nello scriverlo”.
La pubblicazione ha ricevuto il patrocinio della Provincia di Lucca, della Fondazione Cresci per la storia dell’emigrazione italiana e della Confederazione Generale Italiana del Lavoro. L’immagine di copertina è stata gentilmente concessa dal Museo nazionale del lavoro degli Stati Uniti (American Labor Museum/ Botto House National Landmark, Haledon NJ).

Giancarlo Micheli, poeta e scrittore. Ha pubblicato le raccolte di versi Canto senza preghiera (Baroni, 2004) e Nell’ombra della terra (Gabrieli, 2008). Suoi testi figurano nelle antologie L’ora d’aria dei cani (Baroni, 2003) e Altramarea – poesia come cosa viva (Campanotto, 2006). Ha pubblicato inoltre due romanzi, dei quali Elegia provinciale (Baroni, 2007) è quello d’esordio, mentre il secondo Indie occidentali (Campanotto, 2008) è andato alle stampe nel settembre scorso.

Paola Lazzari, attrice. Ha avuto esperienze di formazione con il Piccolo Teatro di Pontedera e l’Odin Teatret, con Alain Maratrat, Mamadou Dioume e Bruce Myers, attori del regista Peter Brook. È stata cofondatrice e attrice della Compagnia Teatro dell’Accadente di Lucca. Ha interpretato ruoli in testi teatrali di Vitaliano Brancati, Elio Pecora, Ugo Betti e altri.

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Per ogni ulteriore dettaglio:
MODO infoshop – Interno 4 Bologna
Via Mascarella, 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012
info@modoinfoshop.com
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Darwin Day 2009 a Bergamo con Telmo Pievani, mercoledì 18/02: “È come confessare un delitto. I taccuini giovanili inediti di Charles Darwin”

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Mercoledì 18 febbraio, ore 21
Caffè Letterario, via S. Bernardino 53, Bergamo:

È come confessare un delitto. I taccuini giovanili inediti di Charles Darwin

Conferenza del Prof. Telmo Pievani, professore associato presso l’Università di Milano Bicocca.
Per informazioni: bergamo@uaar.it

Scarica qui la locandina dell’evento in A4 (pdf)

Altri appuntamenti in Italia in occasione del Darwin Day 2009

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