Kari Hotakainen, “Colpi al Cuore” (Iperborea)

colpialcuore

Con tanto di raccomandazione niente popò di meno che di Arto Paasilinna (“Un umorista temibile, intelligente, acuto, quasi calcolatore”), grazie alla “solita” Iperborea ecco dalla Finlandia Kari Hotakainen, altro scrittore estremamente famoso (e premiato) in patria e pressoché ignoto dalle italiche parti, con in dote il suo Colpi al Cuore, romanzo con il quale ha raggiunto la fama internazionale – eccetto che a sud delle Alpi, appunto… Romanzo strano – vorrei subito affermare attraverso questo aggettivo la sensazione principale che ho ricavato dalla sua lettura, utilizzandolo nell’accezione più completa possibile: strano per la storia narrata, strano per come Hotakainen la racconta, strano nella forma – l’autore utilizza principalmente, come fil rouge stilistico dell’opera, la tecnica del pastiche, ovvero della commistione tra finzione e realtà, nonché la parziale riscrittura della realtà narrata, della quale si mantengono certi elementi di verità e in mezzo se ne mettono altri totalmente inventati, per di più piuttosto inopinati e surreali… Per essere più chiari: Colpi al Cuore narra le bizzarre vicende di tal Raimo Kytöniemi, disoccupato cronico e cinefilo compulsivo, appassionato soprattutto di film violenti per vedere i quali in TV a qualsiasi ora trascura totalmente sé stesso e la famiglia (moglie e due figli piccoli), addirittura scrivendo lettere adirate alle emittenti televisive nazionali se le stesse nei palinsesti non inseriscano gli amati film sanguinari, e infine adulatore di Mikko Niskanen, regista di Otto colpi mortali (personaggio e film realmente esistenti), considerato l’apice sublime del suddetto genere filmico. A sconvolgere ancor più la vita del protagonista sarà l’arrivo in Finlandia della troupe che sta per girare Il Padrino (ecco il tema “pastiche” principale) con tanto di Francis Ford Coppola, Marlon Brando, Al Pacino e compagnia bella, giunti lassù perché la Finlandia assomiglierebbe molto alla Sicilia nei paesaggi e nella gente, ugualmente insofferente al potere (!)… Raimo tenterà in tutti i modi di entrare nel cast della produzione americana come consulente ed esperto del genere, scriverà per questo lettere piuttosto deliranti a chiunque centri con essa, si farà passare come aiutante del citato Niskanen, ruberà la sceneggiatura, si intrufolerà sui set… – il tutto con esiti prevedibilmente tragicomici per sé stresso, e molto meno comici e più tragici per la sua famiglia, per la moglie Ilona che si ritroverà a governarla da sola (e col suo solo stipendio) con l’angoscia, ogni giorno più grande, per quanto combinerà il marito, per essere diventato così folle nel suo intento, per non essere più quello di una volta… Converrete ora sulla stranezza della trama, credo…
In fondo la vera protagonista di Colpi al Cuore è proprio lei, Ilona, donna sovraccaricata di un peso “sociale” imprevisto e bizzarro, sull’orlo di una crisi di nervi ma in fondo fedele fino all’ultimo alla sua missione di moglie, madre e cardine sociale del proprio piccolo mondo; è lei a subire quei “colpi al cuore” che danno il titolo al romanzo, ovvero quelle emozioni capace di cambiare completamente una vita; è il suo personaggio, sotto molti punti di vista, a rappresentare la bussola nel continuo mix di realtà e finzione che, appunto, Hotakainen ha creato nella narrazione appositamente per ingenerare un cortocircuito non solo letterario ma anche emozionale nel lettore… Di contro, la figura di Raimo sembra denunciare la deriva che certi emarginati dalla società attiva possono subire, ciò anche grazie ai media ed alla loro influenza sociale, per colpa dei quali si costruiscono un proprio mondo virtuale nel quale ritengano di ottenere una qualche rivalsa sul mondo reale che invece li mette da parte, in realtà autoeliminandosi da esso nonché da ogni propria responsabilità piccola o grande, il tutto sullo sfondo di una periferia finlandese pulita, ordinata e tranquilla che tuttavia non pare così lontana da altre periferie metropolitane notoriamente più malfamate
La lettura di Colpi al Cuore è gradevole, a tratti divertente quantunque l’ironia di Hotakainen è molto finnica, ovvero poco consona a quanto normalmente si può pensare del significato di quel termine; a differenza di altri che del romanzo hanno scritto (Goffredo Fofi, ad esempio, nella postfazione del libro) ho trovato la narrazione in certi tratti e per certi versi un poco sconclusionata, come fosse poco o mal diretta verso quel certo determinato fine che, per un romanzo, non può che essere l’epilogo della storia narrata – epilogo che, peraltro, è probabilmente la parte meglio riuscita del libro, nuovamente un poco avulsa dal resto della storia per la quale, tuttavia, offre un finale imprevisto e illuminante non tanto per la storia stessa quanto per il sottofondo tematico sul quale è stata costruita; di certi passaggi viene facilmente da chiedersi il perché, per come sembrino fuori contesto rispetto al fluire principale della trama. Particolari sono invece le parti in cui Hotakainen s’inventa la vita della troupe del Padrino in Finlandia, con un Coppola giovane ma già determinato e sermonante regista e di contro un Marlon Brando irrequieto, incline alla ribellione dai rigidi regolamenti del set e spesso in fuga “esplorativa” tra gli sconosciuti finnici…
Un romanzo strano, insomma, giusto come dicevo all’inizio: tale termine per qualcuno potrà essere – in chiave positiva – motivo di lettura, per altri – in chiave negativa – ragione per storcere il naso e passare oltre; per quanto mi riguarda, lo ribadisco, ho trovato la lettura piacevole e nel complesso coinvolgente, ma non mi sorprende il fatto che non sia Hotakainen a detenere il record di ristampe (anzi!) delle sue opere sul catalogo Iperborea – guarda caso appannaggio di gran lunga di Arto Paasilinna…

P.S.: guarda il booktrailer di Colpi al Cuore dal sito di Iperborea

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