Una delle tante IGNOBEL PARADE…: la classifica delle 10 peggiori multinazionali del 2008

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Dal sito Affaritaliani.it, “il primo quotidiano on line”, (in un articolo di Gaetano Farina) ecco una classifica da tenere ben presente, le dieci peggiori multinazionali del 2008, quasi tutte statunitensi (e infatti da dove è partita la crisi mondiale?…), stilata, come ogni anno, dalla rivista indipendente americana Multinational Monitor. Visto che le multinazionali, sotto molti punti di vista, sono il vero potere che domina il mondo (e i politici che dicono di “rappresentarlo”), è bene prestare buona attenzione ad una top ten del genere – senza dimenticare che, appunto, queste sono le prime 10 posizioni, e dalla 11a in giù non si va’ certo in paradiso…

In ordine alfabetico:

American International Group (AIG) (USA – Finanza)
Simbolo della crisi economica. Magari non molto conosciuto come marchio qui in Italia, ma, tanto per intenderci, è lo sponsor della squadra di calcio Manchester United. Avrebbe sottratto 150 miliardi di dollari di sostegni ai contribuenti utilizzando una formula assicurativa detta “credit default swaps” che in pratica assicurava il niente. In questi ultimi giorni imponenti proteste davanti alla sede newyorkese e picchetti davanti alle abitazioni dei manager.

Cargill (USA – Alimentari)
Uno dei giganti in campo alimentare. Insieme alle altre multinazionali ha contribuito a devastare l’economia del Sud del mondo, in particolare dell’Africa.

Chevron (USA – Energia)
Dal 1993 la Texaco, della Chevron, e’ al centro di una causa legale collettiva intentata da 30.000 ecuadoriani che denunciano la multinazionale per aver riversato milioni galloni di petrolio nella loro terra e nella loro acqua.

Constellation Energy Group (USA – Energia)
Operatore dell’impianto nucleare di Calvert Cliffs nel Maryland, recentemente e’ finita al centro delle polemiche per uno sbalorditivo schema di speculazione sui prezzi dell’energia a danno dei consumatori.

Chinese National Petroleum Corporation (CNPC) (Cina – Energia)
E’ accusata di aver fomentato la crisi in Darfur.

Dole (USA – Alimentari)
La peggiore azienda bananiera del mondo. Se Chiquita ha provato a cambiare registro, Dole rimane il simbolo dello sfruttamento del lavoro.

General Electric (USA – Energia)
Sarebbe accusata, dal giornalista del New York Times David Cay Johnston, di aver evaso il fisco in Brasile per qualcosa come 100 milioni di dollari, fatturando volumi sospettosamente alti di attrezzature per l’illuminazione delle regioni amazzoniche poco popolate. Campione d’inquinamento.

Imperial Sugar (USA – Alimentari)
“Vanta” una lunga lista nera di lavoratori che hanno contratto gravi patologie o sono stati vittime di incidenti sul lavoro. Il 7 febbraio 2008 un’esplosione ha fatto saltare in aria la raffineria dell’Imperial Sugar di Port Wentworth in Georgia. 14 morti e decine di ustionati gravi e feriti. Le indagini scoprirono che la tragedia si sarebbe potuta evitare con una maggiore attenzione alla pulizia (la causa del disastro fu un accumulo di polvere di zucchero in un macchinario.) Un mese dopo gli ispettori della Occupational Safety and Health Administration (OSHA) effettuarono ispezioni in un’altra raffineria della Imperial Sugar a Gramercy in Louisiana, rilevando accumuli di polvere da 0.6 mm fino a 5 cm su cavi elettrici e macchinari e fino a 120 cm sui pavimenti delle stanze di lavoro.

Philip Morris (USA – Tabacco)
Bè, non è nemmeno il caso di dare spiegazioni.

Roche (Svizzera – Farmaci)
Il suo business è l’AIDS. Si rifiuta di abbassare i prezzi del suo farmaco, Fuzeon, almeno Paesi in via di sviluppo. Perchè :“Non siamo in questo affare per salvare vite ma per fare soldi. Salvare vite non è affare nostro”.

(clicca sull’immagine del logo di Affaritaliani.it per leggere l’articolo originale)

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