Del predicare bene e razzolare male, ovvero: missionari religiosi brava gente?

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Pubblico questa testimonianza di Roberto Sallier de La Tour, operatore di Medici Senza Frontiere (MSF), tratta dal forum “Italians” di Beppe Severgnini. Inutile dire che alla stessa non servono commenti, semmai una buona riflessione e una conseguente azione…

Africa: volontariato laico e religioso

Caro Beppe Severgnini, lavoro da anni con Medici Senza Frontiere, e ho girato parecchio l’Africa. Abbiamo enormi progetti che vanno dall’ospedale di emergenza in campi profughi, campagne massicce di vaccinazione, grossi interventi durante le epidemie di colera, vari progetti di salute riproduttiva e soccorso alle donne vittime di violenza. Senza dimenticare i programmi di supporto a strutture governative in vari paesi, spesso nel conteste dell’HIV e della tubercolosi, e i programmi nutrizionali. Devo dire, onestamente, che ho visto molto più “bene” fatto da organizzazioni laiche (non solo MSF) i cui espatriati sono in maggioranza poco o niente religiosi, che missioni o altre attività a fondo religioso. Anzi, ci sono stati casi come a Monrovia nel 2003, dove l’Ospedale Cattolico era a pagamento, mentre i tre di MSF e quello del CICR erano gratuiti, o in Rwanda, dove le suore delle varie strutture sanitarie ci mettevano i bastoni tra le ruote nei progetti di salute riproduttiva quando provavamo a introdurre la pianificazione famigliare. Ho passato un mese e mezzo nel più grande ospedale missionario in Africa, quello di Lacor, vicino a Gulu in Uganda. Fondato da cattolici praticanti, ma laici, ci sono i padri Comboniani dentro, ma parecchie delle attività sono totalmente indipendenti dalla missione e sono sostenute dall’Istituto Superiore di Sanità. In Malawi, avevamo messo su un programma di lotta contro l’AIDS, con una forte componente di prevenzione: be’, il parroco locale ha “scomunicato” i nostri ragazzi che parlavano dei preservativi per “promozione della promiscuità”. Allora mi dispiace. So che c’è gente come Soeur Emmanuelle, ma non sono così convinto del “bene” che fanno le strutture cattoliche (e protestanti) in Africa…

Roberto Sallier de La Tour

> Link all’articolo originario.

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