Quelle “magre consolazioni” che ci rendono sempre più disperati…

pioggia_repubblica

Il sito del quotidiano La Repubblica offre, nell’articolo sopra riportato (cliccate sull’immagine per il link alla pagina originale), un buon esempio di come la consapevolezza climatica media – ovvero comune ma anche e soprattutto (purtroppo) mediatica – sia sempre più preoccupante per il futuro del nostro pianeta e degli sfortunati che lo abitano…
Si citano i dati di piovosità del mese di Aprile, tra i più ricchi di pioggia degli ultimi anni, e “passi” – sforzando molto… – che lo si fa’ con accento piuttosto negativo, come se si dimenticasse che è l’acqua che cade dal cielo che ci mantiene in vita e che la siccità, potenziale pericolo per molte parti del pianeta e solo qualche anno fa (2003) terrorizzante spauracchio, sia soltanto una bufala di altri tempi (certo la pioggia, quando è tanta, crea danni, ma non si può non denotare che spesso tali danni non sono in realtà colpa delle precipitazioni ma della stupidità edile dell’uomo…)… Ma il “meglio” della suddetta preoccupante (in)consapevolezza climatica viene verso la fine del pezzo: “Una magra consolazione c’é: almeno non ha fatto molto freddo. All’abbondante precipitazione del mese appena trascorso si è associata una temperatura media piuttosto mite, che pone l’aprile 2009 al settimo posto nella classifica degli ultimi due secoli, con 1.76 gradi sopra la media climatologica del 1961-1990”.
Come? Magra consolazione? Cioè, ci si consola dell’evidenza più grande che dimostra il dannoso cambiamento climatico che sta mandando il pianeta a ramengo? 1.76 gradi sopra la media climatologica è un dato terrificante, e per giunta i dati termometrici dell’intero inverno 2008/2009 (a parte Gennaio) lo rilevano come l’ennesimo più caldo rispetto alle medie storiche…
Andiamo bene! – viene da esclamare… Se tanto si sta cercando di fare per costruire nell’opinione pubblica una buona e “utile” consapevolezza ambientale, e poi la stessa opinione pubblica viene così rozzamente e ottusamente portata a sragionare da chi al posto di fare conscia informazione butta parole casuali al vento, c’è da temere che queste presunte “magre consolazioni” saranno le ultime prima delle definitive disperazioni

N.B.: a Thule non esistono media d’informazione del genere di cui sopra. Vi è un poco più chiaro ora perchè?

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