Torino, 14/05: “L’EUROPA NON FA PIU’ SCONTI – La legge del libro all’estero”, una tavola rotonda internazionale sul futuro dell’editoria nel corso della Fiera del Libro 2009

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(clicca sull’immagine per accedere al sito dell’evento)

L’EUROPA NON FA PIU’ SCONTI
La legge del libro all’estero
Tavola rotonda internazionale

Giovedì 14 maggio 2009 – ore 17,00
Sala Blu, LingottoFiere, Torino

Partecipano:

André Schiffrin, editore e autore di Libri in fuga. Un itinerario politico fra Parigi e New York (Voland)
Liana Levi, editore, Francia
Verena Sich, Börsenverein des Buchhandels, Germania
Harry Kramer, Royal Association of the Book Trade, Olanda

Moderatore:
Marco Zapparoli, Marcos y Marcos

In Italia, sempre più spesso i libri vengono offerti con lo sconto.
Ma i risultati delle campagne promozionali non sembrano incoraggianti.
Nel Regno Unito, la liberalizzazione del mercato ha portato a risultati nefasti.
Come funziona concretamente il mercato del libro in paesi dove esiste una legge che garantisce il prezzo fisso nei fatti, come in Francia, Germania e Olanda, o dove viene garantita la libera concorrenza, come in USA?

Tavola rotonda promossa dalle case editrici Instar Libri, Iperborea, Marcos y Marcos, Minimum Fax, nottetempo, Voland, in collaborazione con la Fiera Internazionale del libro di Torino, Goethe Institut di Torino, NLPVF – Foundation for Production and Translation of Dutch Literature

Nel nostro paese, le catene librarie, la grande distribuzione e alcuni librai indipendenti sembrano contendersi il mercato facendo sempre più spesso leva sullo sconto ai clienti.
C’è chi sostiene che lo sconto avvicini nuove persone al libro.
C’è chi sostiene che anche i lettori forti, cioè quelli che acquistano più di 12 libri l’anno, acquistino ancora di più, grazie allo sconto.

Ma in Italia, il fatturato complessivo del mercato del libro, in cinque anni è cresciuto pochissimo. L’incremento copre a malapena l’inflazione ed è in parte determinato dall’aumento – per fortuna lieve – del prezzo di copertina dei libri.
C’è chi sostiene che, senza gli sconti, il mercato avrebbe fatto perfino passi indietro.
Siamo veramente sicuri che sia così?
Siamo sicuri che per avvicinare al libro nuovi lettori gli strumenti promozionali non possano essere altri?
Lo scorso gennaio, una tavola rotonda ospitata dalla Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri, presso la Fondazione Cini a Venezia, a cui hanno partecipato illustri esponenti del mondo editoriale e del commercio librario nel Regno Unito, ha messo in rilievo come l’abolizione del Net Book Agreement, abbia portato a conseguenze devastanti per il mercato. Mettendo in crisi perfino alcune catene librarie.

Il presidente di un piccolo ma prestigioso gruppo di sigle indipendenti, Profile Books, e il direttore di uno dei massimi grossisti in UK, Bertrams, hanno concluso le loro relazioni con un accorato: “Qualsiasi cosa farete, una cosa possiamo dirvi: non fate come abbiamo fatto noi”.

Un gruppo formato da sei editori indipendenti – Instar Libri, Iperborea, Marcos y Marcos, minimum fax, nottetempo, Voland – ha pensato di interrogarsi seriamente su quanto il mercato italiano possa ancora permettersi di sostenere questi meccanismi promozionali, basati sugli sconti.

Abbiamo pensato di coinvolgere quattro persone che ci raccontino, con competenza e autorevolezza, da prospettive ed esperienze diverse, quali siano le regole delle leggi sul libro in Francia, in Germania, in Olanda. Di sentire la testimonianza di uno dei grandi protagonisti dell’editoria indipendente americana, che ha vissuto e lavorato a lungo anche in Francia.

Abbiamo pensato che fosse opportuno tentare una riflessione pubblica, il più possibile in positivo, assieme a chi viene da luoghi dove le cose funzionano meglio che da noi.
E chiederci, una volta di più, se le strade da imboccare per far sì che in Italia il nostro settore viva un po’ meno in perenne stato di affanno, non possano essere altre.

(Cronache da Thule ringrazia Nottetempo per la segnalazione dell’evento).

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