Il pantano dell’arte “istituzionale” in Italia, ovvero: ama l’arte, ma buttala in disparte…

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Immagine tratta da http://municipioverde.blogspot.com/ e rielaborata dal blog

Il blog lo ricorda spesso: a Thule si ha sempre buona memoria per le cose che è bene ricordare, e lo scritto di seguito riprodotto, pur se risalente a qualche settimana addietro, in Italia sarebbe bene tenerlo assai presente, e ricordarne la sua costante, italica attualità…

Da Exibart.onpaper n.54 – Dicembre 2008

“Palazzo Forti lo stanno smembrando e lo vogliono vendere all’asta. Per farci un centro commerciale o appartamenti di lusso. Succede a Verona. Il Palazzo delle Papesse ha vissuto dieci anni portando Siena nel mondo per la prima volta non solo grazie al Palio: lo hanno chiuso, trasferite le attività, incertissimo il futuro. A Torino, una politica becera e pasticciona sta brutalmente mettendo la parola fine, dopo una dozzina d’anni, alla impetuosa crescita culturale di quella città. A Trento, la Galleria Civica vive da un anno in mezzo a correnti e spifferi malvagi creati ad arte contro l’arte. Se nessuno interviene, il 31 dicembre direzione e management festeggeranno l’ultimo dell’anno da licenziati. A Bolzano le cose sono molto più chiare: un’arricciata di sopracciglio di Papa Ratzinger è stata sufficiente per defenestrare il neodirettore del Museion, colpevole di avere esposto una scultura. A Roma, la nuova amministrazione comunale ha azzerato le nomine precedenti, ma non ne ha fatte di nuove né al Palazzo delle Esposizioni né al Macro. Nella sede distaccata, al Mattatoio, di quest’ultimo, crescono rovi ed erbacce. Questo è, dopo un ventennio di faticosa crescita, lo stato dell’offerta museale italiana sull’arte contemporanea. E di questo dovremmo parlare, noi che facciamo i giornali (e quando dico noi intendo quantomeno Exibart, FlashArt e il Giornale dell’Arte). Non di mercato, non di crisi economica, non di vendite in asta, ma di musei ed istituzioni. Perché è miope oltre che inutile inventarsi qualche toppa per la crisi economica quando poi sei in un abisso politico, culturale, amministrativo. Risulta assurdo temere il crollo delle borse nordamericane, quando poi devi confrontarti con la più profonda sciatteria dell’assessorucolo, del presidentucolo, del consiglierucolo comunale. I musei, ecco di cosa ci dobbiamo occupare. I musei che non devono rientrare nei valzer di poltrone e nei giochi di scambio tra politicanti di serie c, che devono avere delle dotazioni economiche prefissate, fisse, senza bisogno del rinnovo annuale previo questua in comune da parte del direttore. I musei che devono avere una governance precisa, limpida, sempre uguale da Milano a Milazzo. I musei che non possono rischiare la vita ad ogni cambio di colore dell’amministrazione che li finanzia. I musei che il direttore si sceglie con un concorso internazionale, non su chiamata. E non serve a nulla, come già fatto da alcuni, organizzare crociate a difesa di questo o di quel direttore brutalizzato dall’assessore di turno. Tra un mese sarà il turno di un altro. Ci vuole una legge, signori. Una legge sull’arte contemporanea che regoli questo aspetto e molti altri. Stiamo lavorando tutti, tutti quanti, in un settore che de facto non esiste. Privo di regole, di linee guida, di paletti. Tutto questo fa venire meno la tutela verso il lavoro di chi ci mette l’anima ed il sacrificio, fa venire meno la protezione verso ciò che è stato costruito nel passato, impedisce al sistema tutto di svilupparsi e, come dice chi parla bene, di “attrarre investitori stranieri”. Dalle riviste ai collezionisti, dalle gallerie ai curatori, dagli artisti ai mercanti. Tutti stiamo operando in un contesto che ci impedisce di essere completamente ’in regola’. Tutti stiamo operando in un contesto che, per conseguenza, non viene neppure considerato un contesto, solo una spesa da tagliare ai primi venti di crisi. Diamoci da fare insieme, se non ora quando…”.
m. t.*

*: cioè Massimiliano Tonelli, direttore di Exibart.onpaper

Per scaricare gli ultimi numeri di Exibart.onpaper in pdf: http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=9257

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