Archivi del mese: luglio 2009

“LIBERO”, l’ultimo romanzo di Luca Rota (Giraldi Editore) è in libreria – insieme a tutti i precedenti libri!

Copertine_Libri
(Clicca sull’immagine per avere ulteriori informazioni)

LIBERO“, il nuovo romanzo di Luca Rota (Giraldi Editore), è in tutte le librerie – ma lo sono anche le precedenti opere edite, che potete acquistare in libreria oppure on line QUI o QUI.

QUI potrete avere ogni notizia utile su “LIBERO”.

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In anteprima le “working releases” del documentario di ForumAstronautico e ISAA contro le teorie del complotto lunare (e le trasmissioni TV che le propugnano)…

Il mondo è pieno di cosiddette “leggende metropolitane”: tra pseudo-teorie scientifiche, fantasiose verità e panzane terrificanti, ce ne sono a iosa, e non è certo un problema che esistano e che la gente voglia credervi, più o meno seriamente… Un problema, e grave, semmai sorge quando qualcuna di tali panzane viene pubblicamente e mediaticamente accolta, sostenuta e persino imposta come una “rivelazione”, una (presunta) “verità” che disvela un “inganno” pur quando vi siano prove storiche schiaccianti sull’autenticità della verità effettiva. E’ un atteggiamento che non ha nulla a che vedere con la scienza e la divulgazione scientifica, mentre tutto ha a che vedere con l’audience, e la spettacolarizzazione televisiva a meri fini scandalistici: un atteggiamento del quale Voyager, la trasmissione in onda sulla Rete 2 RAI, dimostra di essere adepta assoluta, soprattutto sul continuare pervicacemente a proporre servizi sui presunti dubbi circa il programma Apollo e le missioni lunari della NASA, ovvero sulla supposizione che non si sia mai andati sulla Luna – ma Voyager ha saputo offrire moltissimi altri casi di simile genere (già ne parlò il blog, dacché ne trattò Radio Thule, la trasmissione radiofonica condotta dallo scrivente)…
E’ un modus operandi mediatico e anti-scientifico che ha dello stomachevole, tanto più ora, ovvero nel 40° anniversario della missione Apollo 11, contro il quale Cronache da Thule presenta un imminente lavoro documentaristico tanto bello e interessante quanto prezioso e (qui sì!) scientifico, scritto da Davide Andreani e realizzato in collaborazione con Matteo Negri, Marco Zambianchi e molti altri utenti di ForumAstronautico e Soci ISAA, che smonta una ad una le panzane lunacomplottiste diffuse da trasmissioni di grande ascolto come Voyager, appunto. Il suddetto gruppo di lavoro ha rilasciato e pubblicato su Youtube alcune working releases (in 5 parti) che, come detto, anticipano quello che sarà il prodotto ufficiale: un documentario che si preannuncia fondamentale, per amore della verità scientifica e per fare finalmente piazza pulita di certa (ahinoi piuttosto frequente) spazzatura mediatica.

Prima parte:

Seconda parte:

Terza parte:

Quarta parte:

Quinta parte:

Naturalmente, per qualsiasi ulteriore informazione sul documentario, si invita a contattare ForumAstronautico e/o l’ISAA.

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Khaled Al Khamissi, “Taxi. Le strade del Cairo si raccontano”

taxi

Uno dei più grandi best-seller della letteratura araba contemporanea, Taxi – opera prima dell’egiziano Khaled Al Khamissi – esce in Italia per l’Editrice Il Sirente, giovane e dinamica realtà editoriale della quale il volume inaugura la collana AltriArabi.
Taxi (tradotto da Ernesto Pagano) non è solo un viaggio – ripetitivo, caotico, intenso, vivissimo – per le strade del Cairo, compiuto dall’autore in forza della sua assidua frequentazione di quel mezzo, ma è, soprattutto, un lungo e denso viaggio al centro della società egiziana e araba in senso lato, della quale la categoria dei tassisti, in Egitto, rappresenta in maniera notevole una parte basilare – nel senso effettivo del termine, della base della struttura sociale del paese africano, ma anche pratico, per quanto le strade della capitale egiziana siano ben colme di taxi bianchi e neri (più di 80.000 auto!) , uno dei mezzi di trasporto più utilizzati ed economici da quelle parti…
Mi verrebbe da definirlo un libro di “banalità” contro la banalità, utilizzando il sostantivo in due modi diversi – ovvero alternativi – e opposti: da una parte, la “banalità” della gente comune cioè la ciancia quotidiana, quella che l’autore intrattiene con gli autisti dei mezzi sui più svariati argomenti attorno alla vita quotidiana in Egitto, e che naturalmente si può definire “banale” nel senso di ordinaria e proveniente dalla normalità quotidiana, dai discorsi che si generano dalla vita di tutti i giorni, vissuta al suo livello più popolare, ma tuttavia che banale non è (inutile dirlo) per come porta in sé il sentimento diffuso della maggioranza della popolazione, l’opinione dei più, l’espressione della realtà di quel mondo visto dall’interno e più da vicino di chiunque altro – certo molto di più dei politici e delle classi sociali “alte”, contro le quali sovente si scaglia la critica degli interlocutori dell’autore. Ma è, dall’altra parte, un libro contro le “banalità”, ovvero i luoghi comuni che, soprattutto dalla “nostra” parte di mondo, vengono utilizzati il più delle volte superficialmente – quando non in modo funzionale e/o conveniente a certi interessi geopolitici – per definire il mondo arabo: luoghi molto spesso rudemente manichei, grazie ai quali dalla nostra parte ci sono i buoni e da quell’altra sono tutti cattivi – maschilisti, integralisti, terroristi, sodali di Al Qaeda e quant’altro… Una visione del mondo alquanto limitata, insomma, soprattutto di fronte alla opposta vastità sociale globalizzante (nel bene e nel male) che il nostro pianeta oggi contempla, e che – beghe di politica internazionale a parte e cose affini – mostra un paese “molto” arabo come l’Egitto (nel quale, ad esempio, sono nati i Fratelli Musulmani…) la cui gente tutto sommato dice, pensa, sogna, aspira le stesse cose che si mirano nel mondo più “avanzato”… Si protesta contro i politici, contro le tasse, si pensa come tirare la fine del mese, si segue il calcio, si criticano gli americani ma si amano i film di Hollywood, si apprezzano le belle donne e qualcuno critica quelle troppo “libertine”…: insomma, ciò che si potrebbe sentire da un tassista di Milano o di Roma ma in “salsa” egiziana, e con la costante presenza di Dio – talmente costante da diventare quasi ridicola, per come venga tirata in ballo per tutto e il contrario di tutto – per proteggere la famiglia o per agevolare il contrabbando di sigarette, per citare due esempi opposti – in modo da avvalorare al massimo grado il noto motto di Jean Paul Sartre, “Quando Dio tace, gli si può far dire quello che si vuole”… Il che è in ogni caso sintomatico di un generale peggioramento del panorama socio-culturale arabo, che se da un lato offre intellettuali di livello assoluto in ogni campo, dall’altro conosce una decadenza civica triste e preoccupante, dovuta probabilmente anche a una nefasta influenza occidentale ma soprattutto – io credo – ad una perdita di coscienza antropologica collettiva che facilmente si offre quale terreno fertile per la nascita di piccoli o grandi integralismi…
Eppure, la lettura di Taxi diventa bella e importante anche per saper offrire, nella maniera più diretta ovvero dalla bocca stessa della “base” del popolo egiziano, più di una speranza a che non tutto sia perduto e, pur tra le mille difficoltà quotidiane, che nel popolo stesso si conservi la forza per risolvere i propri problemi e ritrovare il valore di quella coscienza antropologica collettiva necessaria ad ogni buona e progredita civiltà, tipica delle nazioni veramente più avanzate del pianeta.
Lettura interessante e illuminante, dunque, per la quale bisogna fare i complimenti a Il Sirente nonostante temo rimarrà per molti versi un libro underground… Ma anche ciò può essere un buon motivo per leggerlo!…

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Free Iran ever! (#2)

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Se già il mondo ricorda con difficoltà ciò che è successo (e che sta ancora succedendo) in Iran, certamente a Thule si gode di maggior memoria e lucidità su tali questioni, e dunque Cronache da Thule, che ha eletto l’Iran come esempio di quella rivendicazione di libertà che in molti luoghi del mondo viene negata e repressa con violenza da regimi dittatoriali e sanguinari (chi segue il blog ricorderà come abbia più volte trattato anche di Tibet e di Birmania, come più saltuariamente di altre situazioni geopolitiche simili) tornerà periodicamente a ricordare come fa ora qui che, in quei luoghi, c’è chi lotta, soffre e sovente muore per ottenere quanto noi quasi non sappiamo nemmero riconoscere e considerare, ovvero la più giusta, naturale, umana libertà vitale…
Dunque:
FREE IRAN EVER!

Per restare constantemente informati sulla situazione in Iran:
> www.osservatorioiraq.it, (qui la sezione iraniana del sito).
> http://globalvoicesonline.org/ (in inglese, ma con sezione anche in italiano)
> La sezione dedicata all’Iran nel sito del Guardian (in inglese)

> Guarda gli altri post che Cronache da Thule ha dedicato all’Iran

Un video-contributo sull’Iran, a cura di Lorenzo Manenti*:

*: Cronache da Thule ringrazia Lorenzo Manenti il quale, come già anticipato nel post precedente sull’argomento, aiuterà il blog in questa opera di “illuminazione mnemonica” sull’Iran e la sua vicenda. Lorenzo Manenti ha incentrato buona parte della propria ricerca artistica sulla storia, la cultura e la simbologia mitica mediorientale, che ha più volte conosciuto direttamente: dunque, è di sicuro una persona in grado di aiutare il blog a conoscere e capire meglio quella realtà, della quale l’Iran è fulcro politico e sociale.

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“LIBERO”, l’ultimo romanzo di Luca Rota, è in tutte le librerie (e anche su Facebook)!

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“Libero”, il nuovo romanzo dello scrivente, è anche su Facebook! Dateci un occhio, cliccando sul logo qui sotto!

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Oppure visitate sul web:
http://www.lucarota.it
http://www.giraldieditore.it/
E ancora:
Ascolta e scarica in podcast l’intervista di Luca Rota su Libero a RCI Radio.

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“Sulle Tracce dei Ghiacciai”: al via la prima spedizione del progetto fotografico-scientifico di Fabiano Ventura e dell’Associazione Macromicro

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Le ultime news di Fabiano Ventura (Macromicro Studio), uno dei più rinomati fotografi d’avventura (e non solo) italiani, come sempre ospitato con grande onore e piacere da “Cronache da Thule”…:

Ha inizio il progetto “Sulle Tracce dei Ghiacciai”

Al via la prima spedizione del progetto fotografico-scientifico “Sulle Tracce dei Ghiacciai“. La partenza è fissata per il prossimo 24 luglio 2009 con destinazione il Pakistan.

Il progetto si propone di rivisitare alcune delle più importanti spedizioni storiche, tra le quali la memorabile spedizione del Duca degli Abruzzi nel 1909 (di cui quest’anno si commemora il centesimo anniversario), con lo scopo di realizzare, ripercorrendone i medesimi punti di vista, nuove riprese fotografiche che permetteranno di osservare le mutazioni occorse all’ambiente glaciale del Karakorum negli ultimi cento anni.

Di notevole importanza per la valenza ambientale, queste osservazioni forniranno la materia prima per indagini scientifiche di carattere glaciologico in grado di spiegare le condizioni attuali in cui il pianeta si trova, alle soglie di cambiamenti climatici di portata mondiale.

Il team della spedizione sarà costantemente seguito da una troupe cinematografica, che curerà la realizzazione di un documentario (prodotto da SD Cinematografica) e di filmati che saranno pubblicati periodicamente sul sito web.

Visita il sito web

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Scarica il comunicato stampa

Per ogni ulteriore infos:
Macromicro di Fabiano Ventura
Lungotevere di Pietra Papa, 179
00146 Roma, Italia
Tel.: +39-6-452217040
Fax: +39-6-5593162
Cellulare: +39-347-0012584
Email: f.ventura@macromicro.it
Web: www.macromicro.it

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“Summer Photo Contest – Andata e Ritorno” un concorso foto-letterario per raccontare questi due momenti del proprio viaggio…

contest-andata-e-ritorno

Un originalissimo concorso foto-letterario minimalista (!), per il quale inviare il materiale a:
s4c@shootforchange.it

Niente premi, niente targhe o pergamene, solo la “gloria” di vedere riconosciute pubblicamente le proprie capacità: non sarebbe forse questa l’anima più pura e genuina di qualsiasi “concorso”?

P.S.: il blog ringrazia di cuore Godot (Daily’s Godot Weblog) per la segnalazione.

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