“Terra Glaciālis” XI, anno 2008

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La nuova pubblicazione di Terra Glaciālis, gli annali di cultura glaciologica editi dal Servizio Glaciologico Lombardo e giunti all’Anno XI, è la consueta lettura di altissimo livello sulle tematiche di una scienza, la glaciologia appunto, tanto di nicchia quanto fondamentale per la comprensione della situazione climatica in essere, della sua storia passata e delle più probabili evoluzioni future. I ghiacciai non sono soltanto un elemento di valore estetico per l’ambiente montano – alpino e di ogni altra parte del pianeta – ma soprattutto rappresentando la più importante ed efficiente “cartina al tornasole” sull’andamento del clima, per come essi reagiscono alle minime variazioni di esso con trasformazioni notevoli, in certi casi anche catastrofiche; ciò senza qui considerare cosa i ghiacciai siano concretamente per l’ambiente in cui sussistono, ovvero giganteschi serbatoi di acqua dolce di importanza vitale per gli ecosistemi che si trovano a valle di essi, anche a centinaia di chilometri di distanza; senza più ghiacciai quegli ecosistemi (e i loro abitanti) possono soltanto sperare nella pioggia, e auspicare che in futuro non vi siano lunghi periodi di siccità – come certe previsioni particolarmente preoccupanti sembrerebbero annunciare.
Dunque, se la lettura di Terra Glaciālis è costantemente di livello scientifico (generale e particolare) alquanto alto, sotto un certo punto di vista è inequivocabilmente una lettura piuttosto malinconica, per come debba inevitabilmente dar cronaca di uno stato dei ghiacciai (sulle Alpi e non solo) a dir poco inquietante: basti citare l’articolo che tratta, nel numero in questione, della campagna glaciologica 2007 sui corpi glaciali delle Alpi Centrali Italiane, la quale registra il 100% dei ghiacciai in decremento, in alcuni casi con perdite di ghiaccio (dunque, come detto, di acqua potabile utile ai fiumi, ai campi e agli esseri viventi!) di centinaia di migliaia di metri cubi, e ben 12/15 ghiacciai che in ciascuno degli ultimi anni sono stati dichiarati estinti. D’altronde, basterebbe osservare e confrontare le fotografie pubblicate su molte di queste superfici glaciali riprese ad alcuni anni di intervallo per rendersi conto di tutta la gravità della questione, e di come giganteschi, spettacolari ghiacciai d’un tempo stiano diventando misere placche di ghiaccio sporco, annichilite da inverni con scarse nevicate e temperature estive “africane”…
Ma l’intera dozzina di articoli pubblicati in questo annale 2008 – tutti ampiamente corredati da fotografie, tabelle, grafici e iconografia relativa – rappresentano una lettura illuminante sullo stato attuale dei ghiacciai sulle nostre montagne e su quelle più lontane, assolutamente consigliabile a chiunque voglia possedere un prezioso strumento in più al fine di comprendere meglio l’evoluzione del clima nell’era moderna e contemporanea; ciò anche grazie alla relativa facilità di lettura e alla comprensibilità dei testi nonostante la loro effettiva “tecnicità”. E un grosso plauso deve andare al Servizio Glaciologico Lombardo, associazione di base volontaria che con costanza, rigore scientifico e passione “montanara” porta avanti da tanti anni un’indagine e un monitoraggio negli ambiti della glaciologia, della nivologia e della meteorologia alpina di grandissima importanza e valore – la stessa importanza e valore che Terra Glaciālis dimostra perfettamente.
Lettura consigliata – lo ribadisco – anche e ancor più a chi di primo acchito ritenga di non essere competente o appassionato della materia… Lo potrebbe anche diventare, dopo!

N.B.: Terra Glaciālis è distribuito dalla benemerita Società Meteorologica Italiana, nel cui Meteoshop sono acquistabili l’ultimo e tutti gli annali precedenti dell’opera, oltre a molte altre pubblicazioni. Inoltre, insieme al nuovo annale mi è stato recapitato I Ghiacciai Italiani delle Alpi Occidentali. Stato di salute, un interessante opuscolo di carattere divulgativo edito dal Museo Regionale di Scienze Naturali della Regione Piemonte, con una introduzione didattica ai ghiacciai e alla glaciologia, e l’analisi di 8 tra i maggiori ghiacciai di Piemonte e Valle d’Aosta.

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