Archivi del giorno: 6 ottobre, 2009

Modo Infoshop, Bologna: giovedì 08/10 “OSTINATI 85/08”, Una serata dedicata al lavoro video cinematografico di Roberto Nanni

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Video proiezione / live media,
GIOVEDI’ 8 OTTOBRE 2009, ore 21.00:

OSTINATI 85/08
Una serata dedicata al lavoro video cinematografico di Roberto Nanni

Incontro con Roberto Nanni, Federico Carra, Cesare Romani, Rinaldo Censi

Presentazione del dvd OSTINATI 85/08
Cofanetto dvd + libro (Kiwido), dedicato al lavoro video cinematografico di Roberto Nanni.

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Proiezione di:
Greenhouse effect. Steven Brown reads John Keats, 1988 (selezione)
Dolce vagare in sacri luoghi selvaggi, 1989

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Formatosi con il cinema americano sperimentale e d’avanguardia degli anni ’50 e ’60 di Stan Brackhage, quello underground di Jonas Mekas e Kenneth Anger e con la musica contemporanea, Roberto Nanni è alla costante e ostinata ricerca di una sintesi tra il linguaggio sonoro e un linguaggio visivo che confonde con rara non-chalance documentazione e astrattismo.

Nella selezione delle opere realizzate da Nanni tra il 1985 e il 2008, sono inclusi film apprezzati e premiati, come L’amore vincitore. Conversazione con Derek Jarman, vincitore del Festival Cinema Giovani di Torino, e alcune perle della sua produzione video sperimentale, incluso Greenhouse Effect. Steven Brown reads John Keats, proiettato nelle performance dal vivo di Steven Brown, leader dei Tuxedomoon, con il quale il cineasta ha collaborato a lungo.

Il libro raccoglie scritti critici di Bruno Di Marino e Stefano Catucci oltre a disegni e appunti, testimonianze preziosissime di una ricerca e di una conoscenza intima dei mezzi tecnici ed espressivi iniziata nella Bologna di fine anni ‘70.
(per saperne di più…)

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Per ogni ulteriore dettaglio:
MODO infoshop – Interno 4 Bologna
Via Mascarella, 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012
info@modoinfoshop.com
www.modoinfoshop.com
www.myspace.com/modoinfoshop

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Giovedì 08 ottobre, Milano: Serata-evento di performance, talk e reading – In Other Words – Peep-Hole e Kunsthalle Zürich all’Istituto Svizzero

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In Other Words
Istituto Svizzero di Roma, Sede di Milano
via del Vecchio Politecnico 3, 20121 Milano

Giovedì 8 ottobre 2009
Ore 18.30 – 20.30

Serata-evento di performance, talk e reading con Luca Frei, Melanie Gilligan, Benoît Maire e Aleksandra Mir

L’evento è il secondo appuntamento del progetto In Other Words, a cura di Peep-Hole, Milano e Kunsthalle di Zurigo in collaborazione con l’Istituto Svizzero di Roma. In Other Words è un progetto che, attraverso una serie di eventi di diversa natura e durata, analizza pratiche artistiche che utilizzano la scrittura come parte integrante del processo creativo.

Nel primo evento tenutosi alla Kunsthalle di Zurigo lo scorso 29 Agosto, il progetto ha preso la forma di una conferenza-dibattito che ha visto confrontarsi Claire Fontaine, Jutta Koether, John Miller e Falke Pisano. Gli artisti invitati hanno presentato le loro differenti modalità di utilizzo della scrittura in relazione alla pratica artistica, interrogandosi anche su come le stesse istituzioni possono reagire a questi diversi approcci narrativi.

Il secondo appuntamento invece, avviene contestualmente alla mostra personale dell’artista Luca Frei presso l’ISR di Milano. Adeguandosi al contesto e rispondendo ad uno degli obiettivi del progetto di Frei, In Other Words attiverà lo spazio espositivo prendendo la forma di una serata evento di performance, talk e reading nella quale gli artisti Melanie Gilligan, Benoît Maire, Aleksandra Mir e Luca Frei metteranno in luce il fondamentale ruolo che la parola scritta e la narrazione giocano nell’atto di traduzione da una forma di produzione artistica ad un’altra.

Il programma della serata:
In occasione di questo appuntamento di In Other Words, Benoît Maire si esibisce in una lecture sul tema “il y a” nelle filosofie di Jaques Lacan, Jean-François Lyotard e Alain Badiou. È la quarta parte delle “estetiche della differenza” sulle quali Maire sta lavorando di recente. Nel corso del suo intervento il giovane artista francese interpreta liberamente delle note raccolte sul tema nel corso dell?ultimo anno.

Melanie Gilligan presenta per la prima volta in Italia Prairial, Year 215: un dialogo, tra un banchiere compiaciuto e un artista incredulo, sulla natura del mercato e le sue relazioni con la supposta forza rivoluzionaria dell’arte. Nell’opera avviene una complessa contrapposizione tra la rivoluzione francese e l’attuale situazione economica.

Le “biografie straordinarie” di persone comuni Living & Loving, di Aleksandra Mir hanno normalmente la forma di libri. Nella serata di In Other Words l’artista le presenta per la prima volta in forma di reading recitato da due attori non professionisti.

Luca Frei infine interviene nel contesto della sua stessa mostra e del programma della serata con un intervento anonimo e non programmato.

Dopo questa seconda puntata In Other Words continua lungo la stagione 2009-2010 con un serie di incontri tra Zurigo e Milano. Il prossimo appuntamento, un incontro-conversazione tra l’artista Philippe Parreno e il filosofo Simon Critchley è previsto alla Kunsthalle di Zurigo Sabato 21 Novembre, 2009.

Cos’è Peep-Hole?
Peep-Hole è un project space con sede a Milano in Via Panfilo Castaldi 33. Diretto da Vincenzo de Bellis, Bruna Roccasalva e Anna Daneri, Peep-Hole desidera incoraggiare uno sguardo più attento alla pratica artistica contemporanea, attraverso un programma agile che si muove tra i diversi formati di mostra, lectures, conversazioni ed eventi.

Infos:
Giovedi 8 Ottobre, 2009
ore 18.30 – 20.30
Istituto Svizzero di Roma, Sede di Milano
via del Vecchio Politecnico 3, 20121 Milano
E-mail: milano@istitutosvizzero.it / info@peep-hole.org

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Arto Paasilinna, “I Veleni della Dolce Linnea”

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Il “solito” Paasilinna, verrebbe da scrivere, concludendo qui la recensione in modo peraltro piuttosto significativo… Ma l’aggettivo solito spesso si veste di una accezione piuttosto negativa, indicando qualcosa che resta sempre uguale a sé stesso, dunque che facilmente induce monotonia, se non noia… Ma Arto Paasilinna, il più noto e probabilmente il più emblematico esponente della letteratura nordeuropea contemporanea, il termine “noia” l’ha da tempo espulso dal proprio universo letterario, e lo dimostra bene anche in questa personale ennesima lettura di un suo romanzo, I Veleni della Dolce Linnea, al solito edito da Iperborea (con traduzione di Helinä Kangas e Antonio Maiorca e postfazione di Goffredo Fofi): è la storia di una dolce e arzilla vecchietta che vorrebbe vivere in tutta tranquillità nella sua casetta di campagna gli ultimi anni di vita, ma che si ritrova perseguitata da tre sbandati guidati da un nipote nullafacente e lestofante, i quali ogni mese le sottraggono la pensione e le devastano casa… Ma a tutto c’è un limite, e anche una docilissima ultraottantenne, se costretta da circostanze infauste, può far risorgere da dentro di sé un istinto di sopravvivenza degno d’un soldato di prima linea (guarda caso è vedova d’un colonnello eroe di guerra) e trasformarsi in una spietata vendicatrice…
Il “solito” Paasilinna, si diceva: più volte ho scritto nel blog (e già l’ho nuovamente ribadito poco sopra) di come lo scrittore finnico sia probabilmente l’autore più rappresentativo dello stile letterario nordeuropeo/scandinavo, uno stile sempre pacato, tranquillo, distaccato dalle suggestioni degli eventi narrati – si potrebbe dire, non a caso, freddo, se non fosse che la grande inventiva, il costante quid di surrealtà e l’altrettanto costante ironia, spesso scanzonata ma a volte anche malinconica, inevitabilmente finiscono per coinvolgere il lettore nella storia narrata come (e forse più) di quello che sanno fare altri stili letterari ben più mirabolanti. Paasilinna, appunto, è maestro nel miscelare tutti questi elementi e utilizzarne l’impasto per modellare storie che solo all’apparenza potrebbero apparire “solite”, ma che in realtà vagano in un vastissimo orizzonte letterario ampio almeno quanto le altrettanto vaste distese iperboree, dalle fredde e burrascose acque del Mare del Nord e del Mar Baltico fino ai panorami senza fine delle terre oltre il circolo polare artico, passando attraverso tutti gli strati coi quali è costituito quel pezzo di pianeta – sociali, culturali, naturali, antropologici e via dicendo – con uno sguardo sulle cose che più vispo non si più, e il cui apparente disincanto, poggiato sulla suddetta vivace ironia, è in realtà il mezzo più efficace per penetrare a fondo nelle realtà osservate e per descriverle, senza venirne troppo coinvolti, anche emotivamente…
Ne I Veleni della Dolce Linnea, tuttavia, ho certamente ritrovato il solito Paasilinna, e una delle sue consuete storie divertenti, strampalate, surreali e strabordanti di fantasia, ma ho anche riscontrato, forse più acutamente che in altri suoi romanzi, una maggiore messa a fuoco su alcuni dei problemi che la società finlandese contemporanea presenta, oltre al mero rapporto/contrasto tra diverse generazioni che il romanzo offre in primis; Paasilinna parla – naturalmente a suo modo – di disagio giovanile, di emarginazione sociale, di prostituzione, droga e AIDS – di cose, insomma, che si direbbero avulse: 1) da una società alquanto avanzata come quella nordica, e 2) da un romanzo comunque comico/ironico quale è I Veleni della Dolce Linnea… Pare che lo scrittore finnico voglia rimarcare una cosa tanto ovvia quanto poco compresa e/o comprensibile, ovvero che non esiste il paradiso in terra, e che la vita spesso imbocca strade assai tortuose il cui percorso esige un impegno fuori dall’ordinario – un impegno, però, per il quale si possono trovare preziosa energia e carica vitale dall’ironia e dalla fantasia, ovvero da una mente attiva, vivace e pensante quale è quella dell’individuo libero – dacché, alla fine, anche ne I Veleni della Dolce Linnea come in ogni romanzo di Paasilinna, è la libertà la stella che illumina il (suo) mondo letterario: libertà di affrancarsi dai problemi della vita, libertà di essere sé stessi e di riaffermarlo nelle proprie azioni, libertà di vivere in armonia con la realtà quotidiana…
Come al solito (!), un Paasilinna consigliabilissimo; magari, un neofita dell’autore finlandese potrebbe più facilmente diventarne fan leggendo le sue opere più spassose (L’Anno della Lepre o Lo Smemorato di Tapiola, per citare due titoli – vedi recensioni nel blog…), d’altro canto non ho ancora trovato nessuno che di Paasilinna e dei suoi libri ne abbia parlato negativamente…

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