Archivi del giorno: 28 ottobre, 2009

Modo Infoshop, Bologna: giovedì 29/10 presentazione di “Canto 6409”, un film di Dino Viani

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Presentazione film,
Giovedì 29 ottobre 2009, ore 21.30:

Canto 6409
un film scritto e diretto da Dino Viani

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Canto 6409, presentato per la prima volta al festival di Cannes 2009, è un progetto nato dalla collaborazione di Dino Viani, regista abruzzese, ed Emanuel Dimas de Melo Pimenta, compositore di musica contemporanea brasiliano, seguendo il principio estetico di indipendenza dei linguaggi di Antonin Artaud, già adottati dal 1950 da J. Cage e Merce Cunningham.
Canto 6409 nasce dall’esigenza di dare una risposta, attraverso le immagini e la musica, a quel senso d’ impotenza e frustrazione che il terremoto ha portato non solo nella vita delle popolazioni aquilane, cercando di mostrare i danni invisibili della tragedia attraverso i volti smarriti di chi ha vissuto quella terribile notte del 6 aprile 2009, attraverso la storia di una giovane famiglia sradicata dai luoghi d’ origine e costretta a vivere in un albergo della costa adriatica.
I protagonisti del film sono: Sacha Sciaquatori, Ludovica Martini, Il piccolo Massimo Sciaquatori, Paolo Polidoro di Camarda con il suo cane Nuvola.
Il film racconta la storia di una giovane famiglia sradicata dai luoghi di origine e trasferita negli alberghi della costa Adriatica come tante altre famiglie aquilane.

Canto 6409
Produzione Stimmung film
Anno 2009
Durata 23.45 min.
Formato digitale
Colore.
Musica: Emanuel Dimas De Melo Pimenta
Scritto e diretto da Dino Viani
Interpreti nel ruolo di se stessi:
Sasha Sciacquatori
Ludovica Martini
Massimo Sciaquatori

Dino Viani
Filmaker indipendente, realizza il suo primo lungometraggio nel 1989 con “Il generale”, un film sul brigantaggio abruzzese. La sua terra, l’Abruzzo, è stata sempre fonte inesauribile di ispirazione attraverso il recupero dei luoghi dell’immaginario, dei miti religiosi ed antropologici, che gli abruzzesi hanno sviluppato nel corso dei secoli. Da allora ha prodotto più di venti film tra cortometraggi, mediometraggi e documentari.
Le sue opere sono state presentate e premiate in festival e rassegne nazionali ed internazionali.
Nell’Agosto 2007 il festival di San Pietroburgo gli dedica una retrospettiva d’autore; nello stesso anno, i suoi lavori sono presentati nella 52° Biennale di Venezia. Per la prima volta nella storia della Biennale i volti d’Abruzzo diventano materia d’indagine artistica, oltre al loro valore antropologico culturale. Da oltre due anni ha trasferito la sua attività a Berlino dove il 29 luglio, presso il cinerma Babylon, ha presentato il suo nuovo film, “Un giorno e un altro ancora”.

Emanuel Dimas de Melo Pimenta
Compositore brasiliano, note sono le sue collaborazioni con J. Cage, D. Tudor, T. Kosugi, Merce Cunningham, Renè Berger. Le sue opere sono conservate nei musei d’arte moderna di tutto il mondo: Witney Museum of New York, The Ars AEVI contemporary art Museum in Sarajevo, Biennale di Venezia, Computer Art Museum of Seattle, The Kunsthaus of Zurich, Biblioteque Nationale of Paris, MART Museo d’arte moderna di Rovereto e Trento.

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Per ogni ulteriore dettaglio:
MODO infoshop – Interno 4 Bologna
Via Mascarella, 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012
info@modoinfoshop.com
www.modoinfoshop.com
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MART, Rovereto: dal 31/10/2009 al 17/01/2010 in mostra “Irrespektiv”, di Kendell Geers

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Kendell Geers
Irrespektiv
Al Mart un importante protagonista dell’arte contemporanea internazionale.

Kendell Geers propone con le sue opere un’arte che costringe il pubblico a interrogarsi su temi sociali e politici del nostro vivere contemporaneo.

Foto_Geers

Dal 31 ottobre 2009 al 17 gennaio 2010 il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto presenta la mostra “Irrespektiv” dell’artista Kendell Geers, nato in Sud Africa e da sempre impegnato in una riflessione profonda e personale sul tema della segregazione razziale.

A cura di Jérôme Sans, “Irrespektiv” è una coproduzione europea, che associa musei e istituzioni artistiche del Belgio, dell’Inghilterra, della Francia e dell’Italia.
Il titolo, una parodia del termine “retrospettiva”, esprime immediatamente il tono della mostra e la pone all’insegna dell’impegno politico e della provocazione.
Geers è stato attivo in prima linea nella denuncia delle follie dell’apartheid, ed è giunto a modificare la propria data nascita, per farla coincidere con il maggio 1968.
Un rimando al maggio francese che dà il senso della consacrazione all’impegno politico e sociale dell’artista.

Con i suoi lavori, Kendell Geers esplora i limiti e i confini geografici, linguistici, politici, sociali, sessuali e psicologici dell’uomo.
L’artista rivendica, infatti, la necessità di prendere posizione rispetto al mondo in cui viviamo. Da questo atteggiamento critico – che evita però ogni visione manichea della realtà – nasce un’arte impegnata, che coinvolge totalmente l’artista a livello personale, e trascina il pubblico all’interno dell’opera, rendendolo a tutti gli effetti un elemento della creazione artistica. Le stesse reazioni ed emozioni del visitatore, spaesamento, attrazione o rifiuto, sono parte costitutiva delle opere di Kendell Geers.
Al Mart, il visitatore potrà sperimentare tutto ciò su di sé a partire dall’opera che introdurrà la mostra. L’installazione “POSTPUNKPAGANPOP” (2008), un inedito assoluto per l’Italia, consiste in un labirinto circondato di uno speciale filo spinato, inventato dalle forze di polizia sudafricane con lo scopo di infliggere più danni di un comune filo spinato.

Non è consentito limitarsi ad “ammirare” l’opera, ma è necessario interagire con l’opera: il visitatore deve scegliere da che parte andare. Il “labirinto” ha due diverse uscite: una porta al resto della mostra, l’altra conduce fuori, verso il contesto rassicurante della collezione permanente del Mart.
In questa come in altre installazioni, l’inferno dell’Apartheid in Sud Africa affiora in modo ossessivo, ma Kendell Geers non si propone di raccontare né spiegare, quanto piuttosto di coinvolgere e di far rivivere al visitatore la propria condizione esistenziale. La critica di Geers al sistema dell’Apartheid è implacabile proprio perché è espressa da chi l’ha vissuta in prima persona: l’artista riversa sul suo lavoro e le sue opere tutta la paranoia, l’ambiguità, la violenza e l’ipocrisia proprie della piccola borghesia bianca sudafricana di quell’epoca. Allo stesso tempo, oltre alla provocazione, è presente in queste opere anche un importante elemento di ironia e distacco, perché l’artista non mira a imporre le proprie opinioni personali, ma invita l’osservatore a riflettere sulle proprie scelte.

Dopo essere stata presentata in Belgio (Kendell Geers vive e lavora a Bruxelles) con due progetti complementari allo SMAK di Gand e al BPS 22 di Charleroi, in Inghilterra al BALTIC Centre for Contemporary Art di Newcastle e al Musée d’art contemporain di Lione, la mostra si conclude in Italia, al Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento.
In ognuna delle sedi l’artista ha ripensato il progetto, rendendo ogni esposizione diversa e originale rispetto alle altre.

Il catalogo, edito da Bom Publisher di Barcellona, presenta gli interventi di Warren Siebrits, Jérôme Sans, Paulo Herkenhoff, Christine Macel, Rudi Laermans e Liveven de Cauter.

Kendell Geers si impone all’attenzione internazionale già negli anni Novanta con la partecipazione ad importanti rassegne come la Biennale di Johannesburg (1997) e il Carnegie International al Carnegie Museum of Art di Pittsburg (1999). Nel 2001 è invitato alla Biennale di Berlino, a questa seguono altri importanti appuntamenti grazie ai quali si afferma come uno degli artisti più interessanti e provocatori del panorama artistico internazionale fra questi: Documenta 11 (2002), VIII Biennale di Istanbul (2003), VIII Biennale di Lione (2005), LI Biennale di Venezia, Padiglione Africano (2005) e le esposizioni personali al Contemporary Arts Center di Cincinnati (2004), all’Aspen Art Museum in Colorado (2005) e all’O.P.A, Oficina para Proyectos de Arte in Messico (2008).
Nato e cresciuto a Johannesburg si forma tra le tensioni politiche e sociali del Sudafrica, dimostrando da subito uno spirito ribelle nei confronti di un sistema conservatore e moralista che lascia poco spazio alla creatività individuale. L’arte per Geers diventa un modo di indagare la vita, di stimolare l’istinto verso la libertà attraverso l’estetica della simulazione, l’ironia e la critica radicale nei confronti della storia e dell’istituzione artistica.

Il Mart ringrazia:
Provincia autonoma di Trento – Assessorato alla Cultura
Comune di Trento
Comune di Rovereto
In partnership con:
UniCredit Group
Partner tecnico:
Cartiere del Garda
Trentino Spa
Per le attività didattiche:
Casse Rurali Trentine

Infos:
MartRovereto
Corso Bettini, 43
38068 Rovereto (TN)
Informazioni e prenotazioni:
numero verde 800 397 760
tel. +39 0464 438 887
info@mart.trento.it
www.mart.trento.it

Orari:
mar. – dom. 10.00 – 18.00; ven. 10.00 – 21.00. Lunedì chiuso.
Biglietti:
intero: euro 10
ridotto: euro 7
gratuito fino a 18 anni e sopra i 65
scolaresche: euro 1 per studente
biglietto famiglia (valido per tutti i componenti di un nucleo famigliare): euro 20
gratuito per gli Amici del Museo

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Di buona musica Thuleana…: Rome


(“Neue Erinnerung“, from Masse Mensch Material CD, 2008)

Jerome Reuter, in arte Rome, probabilmente il miglior esempio contemporaneo di neofolk sperimentale (ma non solo), con una produzione di costante alto livello. Sublimi tenebre in cui oscurarsi…

> Rome official website

> Rome su Wikipedia (inglese)

> Intervista a Jerome Reuter/Rome su ondarock.it

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