Stefano Benni, “Il Bar sotto il mare”

Bar sotto il Mare

Da tanto tempo non leggevo qualcosa di Stefano Benni, e ora che l’ho fatto mi chiedo il perchè, in fondo, di questo “ritardo”… Certo, la domanda è idiota in sé, ho conosciuto, letto e studiato molti altri autori e opere, tutta con questo Il Bar sotto il mare ho potuto apprezzare nuovamente tutte le qualità di uno scrittore tra i più originali in Italia, uno che se ne sta piuttosto volentieri al di fuori dallo splendore delle più ordinarie “luci della ribalta” pur meritandone assolutamente lo sfavillio ben più di una caterva di altri che invece sotto di quelle ci stanno più che possono, a ben vedere senza averne tutto questo diritto…
Il Bar sotto il mare è una raccolta di racconti inserita in una cornice molto singolare – un bar sotto il livello dell’acqua nel quali gli ospiti e gli avventori, a turno, raccontano ognuno un racconto; raccolta molto varia nella forma, negli argomenti e per certi versi anche nello stile, nel quale tuttavia si possono ritrovare tutte le peculiarità tipiche della scrittura di Benni: la grande fantasia, il quid surreale, l’ironia, i riferimenti colti celati dietro storie bizzarre, e lo sguardo arguto e critico tanto quanto piuttosto disincantato sulla società contemporanea, della quale racconti e personaggi tratteggiano bene, spesso assai vividamente, alcune delle più consuete effigi.
Stefano Benni scrive benissimo: la lettura ne risulta sempre piacevole, stimolante, e divertente, in certi racconti quasi spassosa, da risata irrefrenabile; ma, appunto, in altre parti, l’ironia con cui tornisce i suoi racconti offre anche spunti di riflessione, finanche a trasformarsi in sarcasmo amaro, come inevitabilmente suscitano alcune di quelle effigi contemporanee che caratterizzano, e a volte storcono, il tempo presente. Se può non piacere, Benni, è proprio per quelle che altrimenti vanno indicate come le sue migliori peculiarità – le narrazioni surreali e “strane” (come molti certamente definirebbero i libri di Benni) non sempre sono gradite, oggi, in questo mondo dove tutto è mediaticamente “realtà” e la fantasia viene scacciata e/o schiacciata come fastidiosa, molesta intrusa – forse perchè fantasia vivace è sintomo di pensiero altrettanto vivace e, dunque libero…
Racconto preferito: beh, scelta ardua e inevitabilmente fallace, dico “Il pornosabato del cinema Splendor” perchè è veramente gustoso; nota di merito, inoltre, per la copertina di Giovanni Mulazzani, che ritrae i personaggi che nel bar racconteranno le proprie storie…
In conclusione, Stefano Benni potrebbe essere anche più grande, in quanto a fama e importanza letteraria nel panorama italiano, di quanto già non sia: ma forse è una sua precisa scelta, questa, di indipendenza e autonomia. Di sicuro, lo ribadisco, è uno dei più originali scrittori italiani e in ciò, dal mio punto di vista, dei migliori, e la lettura di un libro come Il Bar sotto il mare non può che far bene alla mente e allo spirito – anche di chi non la capisce…

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