Archivi del mese: novembre 2009

Di acque pubbliche altrui: dal 2011 potrà uscire acqua frizzante dai rubinetti di Parigi

Mentre in Italia si prepara la rivolta contro la privatizzazione dell’acqua messa in opera dall’attuale governo in carica, in Francia Eau de Paris, società pubblica di gestione dell’acqua (subentrata alle multinazionali private Veolia e Suez dopo 25 anni di gestione ritenuta da alcuni “disastrosa” – qui più dettagli in merito), attua ben altre “strategie” di consenso popolare…

Dal 2011 l’acqua uscirà frizzante dai rubinetti di Parigi

Presto i parigini potranno servirsi di acqua minerale gassata dai rubinetti delle loro cucine. “Entro il 2011, vorremmo portare l’acqua gassata negli appartamenti” di Parigi, spiega Eau de Paris, la società per le acque della capitale francese, citata dal quotidiano Le Parisien.

Intanto, già dall’inizio dell’anno prossimo saranno sistemate nuove fontanelle e punti d’acqua potabile negli spazi pubblici della città, tra cui un primo distributore di acqua minerale gassata.

“Proprio come le fontane pubbliche in Italia – spiega Le Parisien – la società per le acque di Parigi sistemerà nel parco delle Buttes-Chaumont, nel diciannovesimo arrondissement, una “casa dell’acqua”, dalla quale sarà possibile servirsi di acqua potabile refrigerata ma anche di acqua minerale gassata, che però costerà 20 centesimi al litro.

Dall’inizio dell’anno prossimo, i parigini potranno anche chiedere una diagnosi della rete interna del proprio edificio, per scoprire le quantità di calcio, piombo o nitrati presenti nelle tubature. Questi controlli saranno fatturati tra i 25 e i 60 euro. Un nuovo sito internet consentirà inoltre all’abbonato di controllare meglio i suoi consumi di acqua.

(Fonte: www.tio.ch – cliccando sul link potrai leggere l’articolo originale)

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Wannabee Gallery: da mercoledì 02/12 “Amsterdam Temptation”, mostra personale di Ludmilla Radchenko

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Wannabee Gallery
presenta:

AMSTERDAM TEMPTATION
Mostra personale di Ludmilla Radchenko

A cura di Alessandro Riva
Inaugurazione mercoledì 2 Dicembre 2009 ore 18.30
Fino al 22 dicembre.

Dopo Parigi e New York, un’altra città ha catturato l’attenzione di Ludmilla: Amsterdam.
Undici quadri, undici visioni personali di una città complicata e multi-etnica, che offre scorci diversi per diverse chiavi di lettura.
Il risultato è una collezione sorprendentemente forte, dai colori decisi, dai toni azzardati, non solo nelle scelte cromatiche: anche i soggetti che Ludmilla ha voluto reinterpretare escono dagli schemi di quelle visioni cittadine “da cartolina” che ci si potrebbe aspettare.
Dai quadri di Ludmilla traspare un mondo intimo e privato” commenta Silvia Pettinicchio, titolare della galleria Wannabee. “Dietro i colori psichedelici, gli strati di resina, le applicazioni di perline, i pezzi di catena ed i lustrini, pulsa il cuore delicato di una donna-bambina che spalanca ancora gli occhi per la sorpresa davanti alla bellezza e la complessità delle cose. Ognuna delle serie di lavori, che Ludmilla chiama da vera fashionista “collezioni”, racconta una storia nel senso letterale del termine: ci sono i personaggi, l’incipit, la trama, le sorprese inaspettate e l’epilogo. Penso ai quadri su New York o a quelli su Madonna ed il rock. L’ultimo di questi sorprendenti racconti è dedicato ad Amsterdam, per molti anni città simbolo di sballo legalizzato e massima tolleranza. Oggi, forse, ha perso parte del suo fascino proibito ed è proprio questo lato della città, le sue ombre, la sua polvere stanca, le lattine abbandonate e i neon fuori uso che l’artista ha voluto rappresentare nei quadri in mostra. Amsterdam temptation racconta il volto di una donna invecchiata precocemente, forse, ma ancora tremendamente ammaliante”.

> Scarica il comunicato stampa ufficiale della mostra.

Sul web: http://www.ludmillaradchenko.it

Infos:
Wannabee Gallery
via Thaon de Revel 3, Milano
be@wannabee.it
www.wannabee.it
tel. 02.365.187.33
Orari di apertura: lun – ven: 11 – 20 sab: 11- 19.
Catalogo in galleria.

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La Svizzera dice basta ai minareti islamici: due significative, opposte opinioni per capire meglio la questione


(Immagine tratta da www.tio.ch)

Al solito da Thule, tenendosi ben lontani dal consueto cicaleccio che in Italia accompagna questioni del genere – e che sovente sconfina nella demenza, purtroppo anche da chi invece ci si aspetterebbe raziocinio… – offre sul risultato del referendum in Svizzera che ha stabilito il divieto futuro di edificazione di nuovi minareti (ma non di luoghi di culto islamici, sia chiaro) due opinioni in merito di senso opposto e particolarmente significative, dacché l’una, critica verso il risultato del referendum, è di Moreno Bernasconi, commentatore del Corriere del Ticino – dunque uno svizzero di un cantone, il Ticino appunto, che a grande maggioranza ha dato l’assenso al referendum; l’altra, risalente a qualche settimana ma assolutamente attuale e favorevole al divieto, è di Sami Aldeeb Abu-Sahlieh, direttore del Centro svizzero di Diritto Arabo e Mussulmano, e curatore di un blog sul sito web della Tribune de Genéve – dunque un arabo (palestinese) di cittadinanza svizzera.

Eccoli, nell’ordine suddetto:

La rabbia e l’orgoglio del Sovrano
di Moreno Bernasconi

Altolà a un Islam conquistatore e fondamentalista che vuole imporre anche in Occidente la legge della sharìa e nega alle donne parità di diritti. Questo è il segnale secco che il popolo e i Cantoni svizzeri mandano al Governo federale, a buona parte delle proprie élite politiche e religiose e alla comunità internazionale. Poco importa se questa immagine dell’Islam non corrisponde all’atteggiamento di centinaia di migliaia di mussulmani moderati che vivono ben integrati in Svizzera e a quello di molti che vivono negli altri Paesi d’ Europa. E poco importa se l’iniziativa plebiscitata rimette in discussione alcuni dei capisaldi dello Stato di diritto elvetico e mette in grave difficoltà le autorità svizzere.
L’attentato alle torri gemelle dell’11 settembre, il terrorismo di matrice islamico ben presente anche in Europa, il proselitismo delle frange radicali che infiltrano le moschee in numerosi Paesi europei hanno contribuito di fatto negli ultimi anni a dare dell’Islam l’immagine che è rimbalzata sui manifesti dei promotori dell’iniziativa e che viene condivisa da buona parte dell’opinione pubblica europea. Se i cittadini degli altri Paesi occidentali potessero votare su temi come questo, il risultato non sarebbe probabilmente diverso…
(leggi qui l’intero articolo)

* * *

Sì all’iniziativa contro i minareti
di Sami Aldeeb Abu-Sahlieh

Un’iniziativa popolare è stata depositata l’8 luglio 2008, provvista di 113’540 firme valide, intesa ad introdurre nell’Articolo 72 della Costituzione un terzo paragrafo che vieta la costruzioni di minareti in Svizzera.
I tre passaggi seguenti presi dal sito degli iniziativisti riassumono le loro motivazioni:
– Il minareto come edificio non ha alcun carattere religioso, ma è il simbolo di quella rivendicazione di potere che, in nome della libertà di religione nega i diritti fondamentali agli altri – ad esempio l’uguaglianza davanti alla legge di tutti, quindi di ambedue i sessi – mettendosi con ciò in contraddizione con “la Costituzione” e con l’ordine legale della Svizzera;
– Con l’iniziativa, si otterrà la garanzia che l’ordine sociale e legale inscritti nella Costituzione mantengano nel tempo in Svizzera la più assoluta validità. Si respingerà così qualsiasi tentativo di certi ambienti islamici di introdurre anche in Svizzera qualche sistema legale orientato verso la Sharia;
– Non viene toccata invece dall’iniziativa la libertà religiosa che è garantita quale diritto fondamentale a tutti dalla nostra Costituzione.
Il Parlamento e il Consiglio federale raccomandano al popolo di respingere questa iniziativa. Le loro motivazioni possono essere riassunte come segue:
– Viola la libertà religiosa.
– Il divieto di edificare minareti non impedirà né la costruzione di moschee né la divulgazione di tesi poco compatibili con i valori del nostro ordinamento giuridico da parte di certi ambienti musulmani integralisti, dentro o fuori una moschea.
– Minaccia la pace religiosa e rischia di radicalizzare una parte della popolazione musulmana;
– Rischierebbe di suscitare reazioni di incomprensione all’estero. Potrebbe altresì accentuarsi la minaccia di attentati terroristici contro la Svizzera.
– Può avere delle ripercussioni negative sulla nostra economia.
Il messaggio federale precisa che l’autorizzazione alla costruzione di minareti “può essere vincolata a una condizione, ad esempio il divieto di usare il minareto per chiamare alla preghiera i fedeli”…
(leggi l’intero articolo qui)

Peraltro, probabilmente hanno anche ragione quelli che sostengono che, sul fondo della questione, sia basata anche una motivazione meramente estetica, ovvero di “estetica del paesaggio“: quello svizzero, inutile osservarlo, è fortemente iconograficizzato e simbolicizzato nella cultura elvetica, e in tal modo esportato come segno distintivo della Conferedazione in tutto il mondo. Come pochi altri, gli svizzeri si fanno rappresentare dal proprio paesaggio tipico, fatto di monti innevati, boschi e alpeggi, baite e campanili appuntiti e tutto quanto di relativo: in questo contesto, molto più che in altri un simbolo avulso da tale cultura risulta di difficile accettazione, estraneo e dunque, per consueta costruzione mentale comune a tutti i popoli del pianeta, potenzialmente “pericoloso” – magari non tanto in senso civico quanto, appunto, principalmente per motivo estetico. Un’estetica che diventa di colpo “diversa” da prima, e che quindi genera un senso di smarrimento e di insicurezza…
In fondo la questione è molto semplice: nella selva di grattacieli di una New York o di una Francoforte, un minareto è molto meno visibile che nell’ordinato e ordinario paesaggio svizzero…

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La “Nostra Signora dei Calzini” continua a stenderli: martedì 01/12 Alessandra Racca al Fanfulla 101, Roma

Martedì 1 dicembre 2009 alle ore 20.00,
Fanfulla 101, Roma:

NOSTRA SIGNORA DEI CALZINI
Una serata di poesie, mollette, fili stesi e…. calzini

Di e con: Alessandra Racca
nei panni della SIGNORA DEI CALZINI

Ci sono cose nella vita che uno ci pensa su.
Cose pesanti e cose leggere. Ti capitano e hai bisogno di fermarle un attimo, di condensarle, appenderle e così appese guardarle: una dopo l’altra, finalmente lineari, semplici, come panni stesi…
…perciò è così che faccio:
ho un filo di lana rossa e tanti calzini, ho cose da raccontare per ognuno di questi calzini, ho delle poesie.
Racconto cose che mi sono capitate, leggo pensieri in forma di poesia e li appendo, con le mie mollette di legno, al filo di lana rossa.
Quando il filo è pieno di calzini che penzolano, tutti le possono vedere queste cose: quelle cose della vita che ci penso sempre su

INGRESSO LIBERO con TESSERA ARCI

N.B.: la serata sara’ allietata dal saporitoso aperitivo sociale del Circolo Fanfulla 101.

Fanfulla 101 – associazione culturale / circolo ARCI
via fanfulla da lodi, 101 (pigneto)
00176 Roma

http://www.myspace.com/fanfulla101

Sul web: http://www.signoradeicalzini.it/

Tutto sul libro NOSTRA SIGNORA DEI CALZINI: http://www.edizioniseed.it/libro.aspx?id=489

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Bergamo, lunedì 30/11 “I Testimoni”, un film di André Téchiné, per non dimenticarsi che di AIDS ci si ammala ancora

IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE CONTRO L’AIDS

ArciGay Bergamo “Cives”, ArciLesbicaXXBergamo e BergamoLaica presentano:

IO MI RICORDO, IIa Edizione

Proiezione del film
I TESTIMONI
di André Téchiné (2007)

LUNEDÌ 30 NOVEMBRE 2009, ORE 21
Auditorium P.za della Libertà – Bergamo
INGRESSO 3 EURO
L’incasso finanzierà iniziative di informazione
e prevenzione sull’AIDS a cura di BergamoLaica.

Di AIDS non si parla quasi più.
Finita l’epoca della Grande Paura grazie alle nuove terapie, l’AIDS è stato trasformato in un problema dell’Africa Subsahariana.
Come se qui da noi non ci fosse più.
Invece ogni anno in Italia 3-4000 persone sono contagiate dal virus, divenendo sieropositive. Molte non si accorgono di aver contratto il virus sino alla fase di malattia conclamata, perché non fanno spesso i test. Così queste persone non possono curare precocemente l’infezione e rischiano di contagiare i loro partner sessuali. Tutto ciò a causa dell’oblio dell’AIDS, dello scarso uso del preservativo, della mancata consapevolezza che l’infezione oggi riguarda prevalentemente gli eterosessuali, la gente “normale”, e che Bergamo è una delle province più colpite.

Info:
www.bergamolaica.it
bergamolaica@bergamolaica.it
Tel.339.7415298 (Tommaso)

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“LIBERO”, l’ultimo romanzo di Luca Rota (Giraldi Editore) è in libreria e sul web – insieme a tutti i precedenti libri!

Copertine_Libri
(Clicca sull’immagine per avere ulteriori informazioni)

LIBERO“, il nuovo romanzo di Luca Rota (Giraldi Editore), è in tutte le librerie – ma lo sono anche le precedenti opere edite, che potete acquistare in libreria oppure on line QUI o QUI.

QUI potrete avere ogni notizia utile su “LIBERO”.

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“L’influenza non si combatte con il vaccino”: parole del solito “cospirazionista”? Non proprio…

La strada per l’inferno è lastricata di buoni… Vaccini!
È veramente il caso di preoccuparci di questa “pandemia” influenzale? È davvero utile vaccinarsi contro l’influenza stagionale?
Sarebbe fondamentale informarsi un po’ prima di prendere delle decisioni che potrebbero avere delle conseguenze anche molto serie sulla nostra salute.
L’influenza suina altri non è che un virus molto contagioso, ma con bassa virulenza. In pratica può danneggiare solo un soggetto molto debilitato! L’influenza stagionale invece la conosciamo tutti, si può contrarre durante le epidemie, nei luoghi affollati in condizioni di stress e viene debellata spontaneamente in una settimana, con febbre, riposo, alimentazione ricca di vitamine (soprattutto A e C) e minerali (soprattutto zinco). Se vogliamo intervenire con la medicina utilizziamo fitoterapici (es. Echinacea, Rosa canina) o omeopatici come Aconitum o, nella prevenzione, con appositi composti ad azione immunostimolante. Abbassare la febbre con antipiretici migliora i sintomi, ma allunga la durata della malattia e spesso fa comparire fenomeni collaterali che vanno dall’orticaria alle complicanze gastro-intestinali, con nausea e mal di pancia e dopo qualche settimana talvolta anche fenomeni allergici.
Per ciò che riguarda la vaccinazione H1N1, e non solo, è doveroso sapere come si possa migliorare in modo fisiologico l’efficienza del sistema immunitario.
Il sistema immunitario è una componente complessa e sofisticata dell’organismo umano. Esso ci protegge non solo dagli agenti infettivi, ma anche dai tumori. Ogni pesante intrusione su di esso è carica di conseguenze pericolose e imprevedibili. Ciò vale sia per gli immunosoppressori, usati per le malattie autoimmuni, sia per gli immunostimolanti come i vaccini. Le vaccinazioni stimolano la risposta anticorpale contro uno specifico antigene, ma al prezzo della capacità del sistema immunitario di fare fronte a molti altri.
Tornando alla vaccinazione contro l’influenza suina, con la scusa di proteggerci contro le rarissime complicanze di una influenza a bassa virulenza, rischiamo di distogliere l’attenzione del sistema immunitario dalla sorveglianza contro altri agenti infettivi, tumori, allergie e fenomeni di autoimmunità. Come se ciò non bastasse, si ricordi che il vaccino contiene sostanze nocive come alluminio e squalene.
Con queste premesse, è meglio evitare questo genere di “medicina preventiva” che offre più rischi che benefici e preferire dei metodi naturali.

A cura del Dr.Flavio Rodolfo Dainesi
Medico chirurgo,
Dottorato in Farmacia
Dottorato in Scienze Biologiche
Diplomato in Omeopatia e Medicine integrate

Fonte: www.tio.ch (clicca sul link per leggere l’articolo originale)

Parole senza senso? Mica troppo, a quanto pare…
E intanto continua, la pandemia della mente

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