La questione del crocifisso nei luoghi pubblici: come il simbolo di una religione che si crede “fede” può diventare un segno evidente della pochezza mentale che si proclama “ragione”

Rep_crocifisso
(clicca sull’immagine per leggere l’articolo originale sul sito de La Repubblica)

Di ciò che sta succedendo in Italia circa la questione della sentenza della Corte di Giustizia europea sulla presenza di simboli religiosi – il crocefisso cristiano-cattolico, nello specifico – in scuole ed edifici pubblici, la cosa veramente più sconcertante non è tanto la reazione – legittima, nella democrazia di una società libera – di chi non è d’accordo, ma la incredibile grettezza, superficialità, ottusità e miseria intellettuale di quelle reazioni, che vengano da illustri e osannati “pensatori filo-cattolici” (una contraddizione in termini!), dai politici (lasciamo stare i giudizi, non travalichiamo i confini della decenza…) o dai tanti cronisti ben genuflessi e ligi ai dettami del (e di ogni) potere dominante, il tutto condito dalla secolare ipocrisia delle gerarchie clericali…
Inutile immischiarsi in siffatto basso “dibattito” (termine fin troppo democratico, in verità…); certamente, viene da augurarsi che il crocefisso o il simbolo del potere religioso cristiano-cattolico resti dove fin ora si è trovato, se riesce così bene a far palesare quella assurda e stupefacente pochezza mentale di chi si erge a suo difensore e, similmente e ancor più, a dimostrare la sostanziale inconsistenza della religione cristiano-cattolica, così infinitamente debole da aggrapparsi ferocemente ai suoi simboli imposti, e l’inganno di fondo perpetrato dal potere religioso ai danni della fede, ovvero del legittimo bisogno/sentimento di spiritualità che liberamente un individuo può percepire e coltivare, sulla cui natura individuale e trascendente (vedi Kant, tra i tanti) il potere religioso ha iniquamente costruito la propria dominazione, intellettuale e politica.
Inutile immischiarsi, appunto, ma assai utile, assolutamente utile, ricordare cosa dice (o direbbe) in merito la Costituzione della Repubblica Italiana:

Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art.7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Ed ecco qui il testo della suddetta sentenza della Corte di Giustizia europea (tratto dal blog Piovono rane di Alessandro Gilioli): quanti di quelli che vi pontificano sopra l’hanno realmente letta?

Ma appunto, come detto poco sopra, che restino i crocifissi, in Italia! Da simbolo della religione cristiano-cattolica, diverranno facilmente l’esempio della sua definitiva decadenza! – e la fede, la vera fede, non potrà che trarne utile e spirituale giovamento…

Per approfondire:
http://it.wikipedia.org/wiki/Religione_di_Stato#La_religione_di_Stato_in_Italia
http://it.wikipedia.org/wiki/Crocifisso_nelle_scuole
http://www.forumcostituzionale.it/site/index.php?option=com_content&task=view&id=41&Itemid=0

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5 commenti

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5 risposte a “La questione del crocifisso nei luoghi pubblici: come il simbolo di una religione che si crede “fede” può diventare un segno evidente della pochezza mentale che si proclama “ragione”

  1. Pingback: Ancora sulla questione del crocefisso nei luoghi pubblici: due ulteriori e interessanti contributi «

  2. Francesco

    Wow, tu si che sai scrivere in maniera “libera”, perchè non ti limiti a scrivere i fatti e concludere con un tuo giudizio, invece di modificare parole per far vedere quanto sono brutti i cristiani?
    Spero tanto che avrai fortuna nella tua cariera.
    Da un Indù.

  3. Ciao Francesco, e grazie del tuo commento.
    Dal mio punto di vista (mio, dunque ovviamente opinabile quanto vuoi) non mi pare di aver “modificato parole”, e il mio giudizio l’ho espresso proprio nella convinzione che la religione abbia storpiato la fede per meri fini di potere – potere che, di qualsiasi segno sia, da sempre abbisogna di simboli per potersi imporre. La vera fede non ha invece bisogno di niente di così materiale, perché travalica le cose terrene per illuminarsi in un ambito per più elevato, totalmente opposto di quello nel quale invece storicamente si sono manifestate le religioni – ripeto – di “potere”.
    Per ciò, sono e resto un convintissimo difensore della fede, un altrettanto convinto oppositore delle religioni che usano la fede per ottenere mera dominazione “temporale” (calpestando ogni possibile stilla di spiritualità), e su tutto quanto (spero) un “paladino” della libertà.
    Grazie ancor per il tuo intervento, e per il gradito augurio!

  4. Dott. Angelo Mancinetti

    All’imbecillità ed alla grettezza dei laici non c’è proprio limite!!!
    Basta notare le espressioni che usano, nel trattare questioni sia di fede che di religione cristiano-cattolica. Prima di parlare della Chiesa Cattolica, poi, dovrebbero riflettere un po’; il che di certo non fa loro male.

    • Egregio Dott.Mancinetti,
      diceva bene Voltaire – uno che la chiesa cattolica avrebbe volentieri mandato al rogo: non sono d’accordo con la tua idea, ma farò di tutto affinché tu possa manifestarla… Ovvero: quale miglior modo per rivelare la reale natura delle idee, se non proprio quello di manifestarle? E aggiungerei che, in certi casi, bastano poche parole…
      In quanto al parlare della chiesa cattolica, lo ha già fatto ampiamente e continua a farlo la Storia – la quale resterà sempre magistra vitae, nonostante tutto…
      Grazie del Suo commento!
      Un gretto imbecille.

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