Crocefisso e luoghi pubblici: un altro (e “risolutivo”) punto di vista sul rapporto tra stato e chiesa/religione, del filosofo svizzero Marcello Ostinelli

crocefisso_scuola
(Immagine tratta da http://beataignoranza.wordpress.com/)

Marcello Ostinelli è docente di filosofia dell’educazione all’Alta Scuola Pedagogica e docente di filosofia al Liceo cantonale di Locarno. Ha firmato un notevole numero di scritti relativi al rapporto tra i diversi valori – civili e non – riscontrabili nella società contemporanea e le istituzioni della stessa, con particolare riguardo alla scuola pubblica, dunque sovente anche al rapporto tra istituzione scolastica e cultura religiosa.
Per questo le osservazioni che già nel 2007 il professor Ostinelli ha fissato nell’articolo «Etica pratica e cultura religiosa nella scuola pubblica ticinese» uscito su «Verifiche» (giugno 2007, no. 3, pp. 4-7 – ripreso anche in Italia da L’Unità in un articolo di Francesca Rigotti), risultano non solo particolarmente illuminanti e di importanza immutata, ma offrono anche l’essenza della situazione in merito in uno stato estero, ancor più interessante dacché vicino all’Italia e di affine cultura.
Con tutta evidenza, le osservazioni di Ostinelli paiono anche assolutamente risolutive per una questione che, basata inizialmente su dati giuridici oggettivi e su sostenibili consensi e dissensi filosofici, è stata rapidamente trasformata in bieca e ottusa caciara – forse proprio per quel tipico modus operandi italiota che, nella caciara, confonde e nasconde i propri numerosi “scheletri nell’armadio”…
Afferma Ostinelli:
Le istituzioni liberali devono risultare neutrali rispetto alle visioni del mondo e alle concezioni del bene individuali che caratterizzano le società contemporanee. Questo atteggiamento è visibile particolarmente nella posizione che il liberalismo assume nei confronti della religione. Lo stato liberale è agnostico (indifferente) rispetto al problema religioso. Lo stato liberale è neutro rispetto ai valori. Tipica dello stato liberale è quindi la separazione tra stato e chiesa, nel rispetto dell’idea che la religione è qualcosa che interessa gli individui nella sfera privata ma non dovrebbe interessare lo stato. Lo stato liberale non ha una chiesa ufficiale ma rispetta le varie chiese presenti. Lo stato liberale è laico perché ragiona fuori dall’ipotesi di Dio, etsi deus non daretur, come se Dio non esistesse, il che non significa che non esiste – ricorda Ostinelli – ma vuol dire che bisogna sgomberare il campo da asserzioni dogmatiche.
Null’altro resta da aggiungere.

> Leggi i precedenti post dedicati dal blog alla questione

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