Eduardo Mendoza, “Il Tempio delle Signore”

cop_iltempiodellesignore

Eduardo Mendoza è uno dei più rinomati e apprezzati scrittori spagnoli contemporanei, considerato una sorta di memoria critica della Spagna contemporanea ovvero dalla caduta della dittatura di Franco fino a oggi: e per questa visione della realtà iberica Mendoza ha sicuramente eletto la città di Barcellona come modello, facendola divenire lo sfondo di molte delle sue opere. Il Tempio delle Signore (Feltrinelli, traduzione di Michela Finassi Parolo), a sua volta, è piuttosto peculiare del suo modo di scrivere, che utilizza uno stile comico/ironico, a tratti surreale e strampalato, per evidenziare e acuire certe peculiarità della Spagna contemporanea, denunciandone certe ipocrisie e al contempo sbeffeggiandole con il citato umorismo fondante la sua scrittura.
Il Tempio delle Signore (ennesimo titolo non così attinente all’opera e piuttosto brutto, mi si consenta…) è la storia di un detective per caso, un uomo comune ex-detenuto in un manicomio criminale (ma bel lungi dal poter essere considerato un malvivente) che, ritrovatosi libero per un colpo di fortuna e reinventatosi coiffeur per signore nel negozio del cognato, si ritrova coinvolto nell’omicidio di un facoltoso uomo d’affari della cui figlia si infatua; in compagnia di industriali ambigui dal parentado ancor più ambiguo, politici corrotti, donne fascinose per secondi fini, sicari sfortunati e molti altri bizzarri personaggi, cercherà di risolvere il mistero del colpevole, in un susseguirsi di avventure inopinate e strampalati colpi di scena fino all’inaspettato epilogo finale…
Mendoza ricorda un Tom Sharpe molto più educato ed edulcorato; il suo umorismo è tranquillo, pacato e spesso surreale, e la nota sarcastica che lo contraddistingue è sicuramente immediata, più leggera che pungente – vuoi anche per una scrittura assai facile, scorrevole e sempre comprensibile. Forse la trama de Il Tempio delle Signore risulta in certi tratti un poco contorta, e viene a volte da tornare indietro per rimembrare la genesi di alcune delle situazioni narrate; inoltre può confondere anche l’ondeggiare costante tra comicità quotidiana – da satira politica, per intenderci – e ironia più surreale e campata per aria, evocativa ma meno ordinaria. Viene anche da pensare che Mendoza voglia mettere alla berlina le classi dominanti della città/modello Barcellona (vedi sopra) ma non la città stessa, tenuta sì sullo sfondo ma mai coinvolta in maniera più evidente: un segno di affetto per la (sua) città, insomma, e un rimprovero a chi le faccia rischiare una qualche caduta del fango – soprattutto alla parte politica, che più delle altre egli prende di mira nella storia…
In ogni caso, nel complesso Mendoza ha molti numeri per farsi apprezzare, certamente più che demeriti: Il Tempio delle Signore è divertente da leggere, a tratti (rari) anche spassoso; non è un capolavoro e nemmeno pretende di esserlo, tuttavia – anche grazie alla sua forma di “giallo umoristico” – potrà trovare molti fans, che troveranno la lettura gustosa e magari anche illuminante su certe realtà contemporanee comuni a tutto il nostro mondo, sulle quali risaputamente viene da ridere, sovente, per non dover piangere… E per quanto mi riguarda: sì,di Mendoza leggerò di sicuro ancora qualcosa, più avanti!

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Di buone letture

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...