Douglas Adams, “La Vita, l’Universo e tutto quanto”

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Douglas Adams – lo affermo e sostengo convintamente, appena ne ho l’occasione – è uno dei più grandi scrittori umoristici che la letteratura terrestre possa vantare; e se l’aggettivo “umoristico” potrebbe di primo acchito ricondurre le sue opere ad una dimensione letteraria meno di pregio – diciamo così – rispetto ad altri generi, devo subito “completare” la affermazione appena sopra sostenuta rimarcando come l’umorismo di Adams – folle, surreale, montypythoniano – non è solo genialmente fulminante, ma anche e soprattutto tremendamente intelligente e, appena dietro l’inevitabile risata, profondamente arguto e sorprendentemente influenzante . Dopo la Guida Galattica per Autostoppisti, l’opera che forse più di ogni altra, nel filone umoristico contemporaneo, può essere posta sul piedistallo del “capolavoro”, mi sono ripromesso di centellinare la lettura degli altri “capitoli” della serie che dal primo citato volume ha preso il nome proprio per non sprecare troppo velocemente un tale sublime piacere letterario… Ed eccomi qui, quindi, dopo Guida Galattica… e Ristorante al Termine dell’Universo, a leggere la terza parte della serie, La Vita, l’Universo e tutto quanto (Mondadori, traduzione di L.Serra), nella quale continuano le incredibili avventure della combriccola spaziale composta dal terrestre Arthur Dent, dall’alieno Ford Prefect, dal creatore di pianeti e paesaggi meravigliosi Slartibartfast (i fiordi norvegesi sono opera sua, ad esempio!), dal robot depresso Marvin e da tutti gli altri: inutile riassumere la trama, anzi, forse inutile è già il tentare di riassumerla, in ogni caso in tutta la loro assurdità Adams spesso ci offre il suo punto di vista particolare e alternativo su molte realtà quotidiane del nostro mondo, cesellandoli nel suo torrenziale stile umoristico che offre a tratti colpi di genio notevoli (come la bistromatica, l’energia computazionale più potente dell’Universo, basata sulle ordinazioni e sui conti dei ristoranti…) e qualche momento meno brillante e un poco più disorganico… Questo, in effetti, è l’unico (o il più evidente) appunto che si possa muovere al libro, peraltro già osservato da altri in altre sedi, cioè che la spettacolarità umoristica e la genialità dei volumi della serie vada un poco calando, con l’apice, come detto, nel primo Guida Galattica… e via via perdendo smalto – pur restando ben al di sopra della media del genere, innegabilmente. Infatti non si può certo affermare che La Vita… sia un’opera poco riuscita, anche per come conosca fans che, in certi casi, la reputano anche migliore di Guida Galattica… – cosa ovviamente comune a ogni altro dei cinque volumi della serie. In effetti Douglas Adams si è creato un proprio universo letterario, dotandolo di leggi, regole e confini esclusivi, nel quale si muove esattamente come si potrebbe muovere un’astronave nello spazio, che a volte viaggi alla velocità della luce e a volte a velocità più “normali” semplicemente perché non ci sia sempre bisogno, in quel suo e solo suo universo, di andare al massimo; e probabilmente, dopo la pirotecnica prima pietra miliare della serie, è come se avesse dovuto tenersi a freno – ovvero tenere a bada la propria scalpitante e irrefrenabile fantasia – per strutturare in maniera adeguatamente letteraria l’iter narrativo della serie stessa, con i suoi altri capitoli/volumi… Il risultato, nel complesso, è eccezionale, lo ripeto; Guida Galattica… è superiore, di certo, a questo La Vita…, ma appunto, nell’universo folle e geniale di Douglas Adams, ogni pur minimo corpicino celeste può rappresentare una sorpresa fenomenale e irresistibile!

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1 Commento

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Una risposta a “Douglas Adams, “La Vita, l’Universo e tutto quanto”

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    here Douglas Adams, La Vita, l’Universo e tutto quanto |.
    And I actually do have a couple of questions for you if it’s allright.
    Could it be just me or does it seem like some of these remarks appear like written by brain dead folks?
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