Modo Infoshop, Bologna: venerdì 11/12 presentazione di “Non disperdetevi. 1977 – 1982 San Francisco, New York, Bologna le città libere del mondo”, un libro a cura di Oderso Rubini e Andrea Tinti (Shake edizioni)

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Presentazione libri,
VENERDI’ 11 DICEMBRE 2009, ore 21.30:

Non disperdetevi
1977-1982 San Francisco, New York, Bologna le città libere del mondo
A cura di Oderso Rubini e Andrea Tinti
(Shake edizioni)

Ne parlano i curatori Oderso Rubini e Andrea Tinti con:
Grazia Verasani, scrittrice
Valerio Monteventi, Politico
Carlo Coppitz, fotografo

Tra il 1977 e il 1982 la vera musica italiana ebbe una capitale indiscussa: Bologna. È là che nascevano tutti gli spunti, i sodalizi e le idee destinati finalmente a rinnovare un panorama immobile e stantio. Alcuni nomi erano destinati ad entrare nella leggenda del rock italiano: Skiantos, Gaznevada, Confusional Quartet, Stupid Set, Hi-Fi Brothers. Ma Bologna Rock non era solo musica: era la politica di organizzazione extraparlamentare, dei cani sciolti, della controcultura. Era l’arte emergente del fumetto, della performance, era l’informazione rinnovata delle radio libere e delle fanzine. Era la nuova istruzione possibile nelle aule del Dams. Insomma, una città laboratorio sul margine pretecnologico di un’Italia del tutto diversa da quella di oggi. Per ricostruire questo vivacissimo scenario culturale si poteva percorrere una sola strada, quella della documentazione, delle testimonianze orali, dell’ordinamento dei materiali.

Bologna, senza saperlo e senza volerlo, era la capitale della creatività italiana, perché si esprimeva in modo artistico. C’erano manifestazioni che sfociavano nel teatro, c’erano scritte sui muri che erano graffiti, c’era un modo di vivere che oggi possiamo definire artistico, anche se nessuno, in quel momento, lo capì.
Pino Cacucci, scrittore.

Quelle stagioni sono passate nei giornali, o nelle corti di giustizia, come “anni di piombo”. Una descrizione assolutamente riduttiva e ingiusta. Furono anni assolutamente più ricchi di politica, di utopia, di desiderio, di progetti, piuttosto che di terrorismo.
Il fatto che un periodo così importante della storia italiana venga studiato e analizzato, mi sembra assolutamente necessario. Del ’77 ne hanno parlato soltanto i magistrati, mettendo in galera della gente e i giornalisti, che per la velocità con cui fanno il loro lavoro, sono spesso abbastanza corrivi. […] Radio Alice fu una specie di esplosione non violenta della comunicazione, una straordinaria trasmissione di energia, quasi come I Pugni In Tasca di Marco Bellocchio. Era la percezione della propria esistenza come soggetti metropolitani capaci di pensare, decidere, volere, desiderare, occupare il suolo cittadino e farsi vedere. […] Chissà se un periodo come quello che è stato potrà ritornare. Perlomeno per come ho vissuto, pensato e teorizzato la capacità delle persone di attribuire importanza alla propria vita e alla propria esistenza anche fisica e corporea. Il fare politica con il proprio corpo. […] Non sono stati anni pesanti per me, è ovvio che più sei vitale e vivace e più senti la tensione. Ci sono state situazioni a volte cariche di preoccupazione, ma non mi sembrava assolutamente la nota dominante di quei momenti.

Claudio Lolli, cantautore.

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Per ogni ulteriore dettaglio:
MODO infoshop – Interno 4 Bologna
Via Mascarella, 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012
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