Una croce di troppo: quando, sulla campagna della PETA per la protezione degli animali, non si può non dare ragione alle gerarchie ecclesiastiche…

La PETA colpisce ancora! Un’altra immagine (quella qui a lato riprodotta – cliccate sulla stessa per ammirarne una versione più grande…) della sua ormai celebre campagna per la protezione degli animali avente come protagoniste alcune tra le più avvenenti e celebri modelle in circolazione – in questo caso Joanna Krupa, già eletta modella di costumi da bagno più sexy del mondo (!) – ha scatenato un sacco di polemiche negli Stati Uniti, in particolare con la Chiesa Cattolica che ha definito “inappropriato” il modo scelto per sensibilizzare sul problema, e soprattutto la testimonial: quindi, dai prelati cattolici è arrivata la condanna all’utilizzo di simboli e immagini religiose in questi cartelloni.

E’ vero. Questa volta i più sono assolutamente d’accordo con le affermazioni della chiesa cattolica USA: in quel cartellone, la croce non ci voleva proprio!

Tuttavia, osservazioni di natura iconografico-religiosa a parte – e anche Joanna Krupa a parte, almeno un attimo – resta l’indubbia efficacia mediatica di questa campagna della PETA, e soprattutto resta (si spera vivamente) il messaggio di essa, con il quale si invita ad adottare gli animali (dai canili, ad esempio) e non ad acquistarli presso negozi e allevamenti, presso i quali sovente i cuccioli vengono allevati in condizioni precarie se non crudeli, in gabbie troppo piccole, senza la necessaria socializzazione e spesso anche senza adeguate sicurezze igieniche e veterinarie…

Sul web: http://www.peta.org.uk/default.asp (in inglese), per conoscere più nel dettaglio l’attività della PETA, le azioni in corso e le relative campagne – e sì, anche tutte le altre foto di simile avvenenza di quella sulla quale qui si è dissertato!

P.S.: comunque sì, gentili lettrici del blog, vi do’ piena ragione… Non c’è niente da fare, nella nostra società il corpo femminile attrae ben più di quello maschile, probabilmente perché riesce ad esprimere un maggiore fascino complessivo il quale diventa utile veicolo comunicativo per i più svariati messaggi… Quando essi – come nel caso della PETA – sono veicolati per un fine nobile, beh, nulla da dire, ma sapete bene che non sempre è così… Inoltre, non mancano di sicuro immagini con soggetti maschili e con simili finalità, ma è inutile rimarcare come siano in assoluta minoranza…

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