François Barcelo, “Agénor, Agénor, Agénor e Agénor”

Senza dubbio un bel personaggino, François Barcelo… Dopo una lunga carriera in ambito pubblicitario che lo porta a raggiungere la carica di vice-presidente della Walter J. Thompson, ai tempi la più grande agenzia pubblicitaria del mondo – con, facile immaginarsi, la relativa agiatezza economica, influenza sociale, potere industriale e quant’altro di correlabile… – pianta lì tutto quanto per dedicarsi alla scrittura… Di un siffatto personaggio non si può che ipotizzare a tal punto una notevole vérve vitale, e dunque uno come Barcelo non poteva che inventarsi un romanzo d’esordio veramente vulcanico quale è appunto Agénor, Agènor, Agènor e Agènor, uscito nel 1981 e ora pubblicato in Italia dall’Editrice Il Sirente (con traduzione di Simone Benvenuti), che continua nella sua mirabile costruzione di un catalogo composto da titoli sempre ricercati e particolari attraverso un costante viaggio editoriale per tutto il globo terracqueo…
Fin dal principio si può notare una delle peculiarità principali del romanzo di Barcelo, ovvero una sostanziale difficoltà di descrizione: Agénor… è in buona sostanza una storia che è composta dall’intreccio di tante altre storie, legate in fondo solo dalla linea genealogica sulla quale quattro generazioni di Agénor vivono la propria vita e interagiscono col mondo d’intorno e con gli altri personaggi del romanzo, il quale in questo modo non ha un solo protagonista ma ben quattro, che a loro volta sono in fondo quattro diverse rappresentazioni di un solo soggetto attorno al quale ruota la particolare struttura letteraria inventata da Barcelo. Ma non è tutto qui, non così semplice la questione! – se già un tale tentativo di descrivere il romanzo dello scrittore francese può fornire una sensazione di complessità, beh, c’è dell’altro, molto altro e molto oltre gli eventuali limiti di logica e di oggettività che una storia come quella sopra esposta potrebbe normalmente avere… Infatti Barcelo ci infila dentro un po’ di tutto: avventura, politica, filosofia, religione, eppoi esseri alieni, guerre assurde e terrificanti, eventi strampalati e personaggi bizzarri; il tutto in una sorta di dimensione parallela alla nostra sospesa in un tempo indefinibile, nei cui riferimenti è spesso facile ritrovare cose e fatti realmente esistenti e storici, mentre in altri casi si resta col dubbio (suppongo voluto, dall’autore) su cosa certi brani vogliano raccontare, su cosa nascondano dietro o possano rivelare…
La lettura è divertente, inevitabilmente quasi stando dietro a tale grande sfoggio di fantasia; la linea narrativa, complicata come sopra spiegato, è invece più difficile da seguire, e credo possa ingenerare in qualche lettore una vaga sensazione di confusione – anche dovuta alla indeterminatezza spazio-temporale che Barcelo ha tratteggiato quale sfondo della storia. Personalmente, apprezzo molto quel quid surreale che percorre tutta la vicenda narrata, per il quale il reale, o meglio il “possibile” sovente sconfina nell’impossibile e viceversa, ma anche in tal caso posso immaginare che qualcuno troverà tale bizzarro mix non troppo gradevole. Tuttavia, probabilmente la maggior virtù del romanzo è proprio quella di sfuggire continuamente da qualsiasi cliché (anche se potrebbe tornare in mente, quale riferimento, Tom Robbins, e più di lontano Tom Sharpe, tuttavia questo più satirico/sarcastico di Barcelo, il quale invece entra, e non di rado, in ambiti più intensi e drammatici ove l’ironia sfuma pressoché del tutto) a costo di risultare troppo poliedrico e/o eccentrico, ovvero di rappresentare, per il panorama letterario italiano, un qualcosa di diverso e insolito, lontano dal mainstream editoriale nostrano – virtù che io non posso che esaltare e ammirare.
Un libro certamente consigliabile, proprio perché è bello ogni tanto (per chi non lo faccia già spesso) farsi un giro fuori dalle “solite strade”; e, essendo Agénor, Agènor, Agènor e Agènor il primo volume di una trilogia, mi auguro che Il Sirente non vorrà lasciare i lettori con soltanto le sensazioni di una parziale esplorazione del bizzarro universo parallelo di François Barcelo…

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