Edward Hopper, Palazzo Reale, Milano (fino al 31/01)


Second Story Sunlight (Secondo piano al sole), 1960, Olio su tela, 101,92 x 127,48 cm. (immagine tratta dal sito http://www.edwardhopper.it)

“Doverosa” visita, a Milano, alla prima grande mostra dedicata in Italia a Edward Hopper, uno dei fondamentali artisti americani del XX secolo e probabilmente il più grande di essi pre-Pop Art
Palazzo Reale è ancora una volta la sede dell’esposizione, veramente molto affollata tant’è che, intorno a mezzogiorno, una lunga fila di visitatori attendono di raggiungere l’ingresso – e, osservazione personale fatta in tutta sincerità, questa è un’immagine che permette almeno un poco di riconciliarsi con questa parte di mondo, così tanto pieno di code altre, ad esempio all’ingresso dei casting di trasmissioni TV di infima specie…
Anche essendo la prima del genere, la mostra è molto bella, con alcune delle opere più note e di qualità dell’artista – anche se in numero esiguo, e mancano molti dei masterpieces… Il profano se ne può rendere conto acquistando al bookshop una delle monografie dedicate a Hopper, con le riproduzioni di tante di quelle opere assenti – e soprattutto con l’interessante esposizione dei bozzetti e dei disegni preparatori per le opere stesse, in certi casi a loro volta dei piccoli capolavori. Tra i pezzi pregiati esposti, Summer Interior (1909), Pennsylvania Coal Town (1947), Morning Sun (1952), Second Story Sunlight (1960), A Woman in the Sun (1961), Girlie Show (1941) e Blackwell’s Island (1928 – tra i preferiti dello scrivente…); in totale 160 opere, in buona parte provenienti dal Whitney Museum di New York (il cui curatore Carter Foster firma l’esposizione), esposte lungo un percorso abbastanza logico e coerente, sia cronologicamente che stilisticamente. L’allestimento è buono, certamente migliore rispetto ad altre mostre ospitate nelle sale del palazzo Reale, così come buona è l’illuminazione delle opere (dettaglio essenziale con un maestro della luce come fu Hopper); discutibile invece la scelta di proiettare il video sulla vita e le opere di Hopper in un locale troppo piccolo, con poche sedie a disposizione e, soprattutto, senza l’audio originale, pur sottotitolato in italiano, il che gli fa perdere molto in suggestione e in valore didattico… Simpatica l’installazione interattiva di Gustav Deutsch, che permette di entrare dentro Morning Sun, e certamente buona e utile l’audioguida, soprattutto a chi già non conosca tutto sull’artista.
Per il resto, è sempre una bella esperienza trovarsi di fronte a opere come quelle di Hopper, a osservare quelle tele tanto capaci di restare sospese in un ambito quasi metafisico, che trascende la mera immagine dei soggetti ritratti, che pur nella loro apparente semplicità danno la vivida impressione di poter raggiungere ulteriori ambiti e dimensioni “diverse” e vastissime… Hopper pittore realista della luce, della vita quotidiana, delle solitudini umane e dei paesaggi – qualsiasi testo critico lo ribadisce da subito – ma anche pittore capace di fissare, nei suoi normalissimi momenti di vita quotidiana, molto altro di quanto quei momenti comportano e sovente non mostrano nella realtà, nella ordinaria visione di essi. Non c’è solo la rappresentazione di certi animi umani, in queste opere, o meglio c’è molto di più: c’è tutto quanto quegli animi hanno dietro e prima della loro manifestazione nelle figure umane che ne diventano esempio; così come nei paesaggi ritratti non ci sono solo cose, case, palazzi, strade e orizzonti, ma molto di più, come se lo sguardo trasmettesse alla mente la vivida sensazione che oltre quei paesaggi vi sia molto di più, vi sia un intero mondo con mille altri paesaggi, e tutto quanto essi possano contenere…
Bella mostra, assolutamente consigliabile – pur con le lacune suddette, le quali tuttavia non impediscono di conoscere l’opera di Edward Hopper e le peculiarità principali della sua arte. Chiusi i battenti (il 31 Gennaio) a Milano, la mostra si trasferirà a Roma e quindi a Losanna, prima di tornare negli USA, dunque vi è certamente ancora ampia possibilità di non perderla…

> Visita qui il sito ufficiale della mostra, con informazioni per la visita e galleria immagini/video

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