Michael Curtin, “La Lega AntiNatale”

What a typical anglosaxon book! – mi viene da esclamare di questo La Lega AntiNatale dello scrittore irlandese Michael Curtin (ecco perché ho scritto anglosaxon e non english…), edito da Marcos y Marcos con la traduzione di Massimiliano Sossella e Maria Tronca… Tipico libro ovvero classico, cioè storia classicamente venata del celeberrimo humor anglosassone nella sua accezione più tradizionale appunto – quindi, dal mio punto di vista, pre-rivoluzione montypythoniana – e non a caso lo stesso editore, presentando l’opera, riferisce di Curtin come di un autore nella scia dei grandi umoristi irlandesi (anglosassoni, insomma) come Flann o’Brian, Roddy Doyle e Frank O’Connor…
La Lega AntiNatale racconta di una bizzarra compagnia di amici che si ritrovano almeno una volta a settimana in un pub di Londra per giocare alle carte, e nella complicità crescente che il gioco genera finiscono anche per ritrovarsi accomunati dall’odio verso il Natale, tanto da progettarne un simbolico sabotaggio. Su tale storyboard invero non certo “abbondante”, Curtin intesse e confeziona una lunga, discreta, pacata ma anche vivida analisi critica del conformismo permeante la società contemporanea, del quale il Natale rappresenta uno dei punti più evidenti, e dal quale i cinque amici della “scuola di whist” (il gioco di carte, appunto) cercano di sfuggire. Eppure essi stessi, in un modo o nell’altro, in realtà si palesano come profondamente “conformisti”, spesso anche attraverso comportamenti a prima vista bizzarri e “alternativi” che tuttavia nel profondo manifestano devianze frutto diretto di quello stesso conformismo sociale imperante: Foster, lo stimato commercialista che ama vestirsi con abiti intimi femminili, o Ellis che, per eccentrico feticismo professionale, porta sempre con sé un pezzo di linoleum sul quale poggiare i piedi, o ancora Diana Hayhurts, l’apprezzata donna in carriera direttrice di uno dei periodici più influenti di Gran Bretagna, che si lascia andare volentieri a modi alquanto licenziosi con perfetti sconosciuti… Tanto che, alla fine, il più normale di tutti è Bateman, disoccupato nullafacente dunque, potenzialmente, il più “fuori dalla norma” sociale di tutti, e guarda caso l’unico che agirà concretamente per mettere in atto il progettato sabotaggio del Natale, con modi e in circostanze assolutamente significativi…
Ma ve ne sono altri di personaggi che andranno a farsi coinvolgere nella vicenda più o meno direttamente – vicenda che scorre via sempre piuttosto tranquilla, forse troppo in certi passaggi, o forse le 445 pagine del libro sono un poco troppe affinché il ritmo narrativo non venga percepito come non certo brioso – Curtin non è un Tom Sharpe, insomma… Inoltre, l’autore tende qualche volta di troppo a indugiare in ragionamenti che al lettore potrebbero risultare arzigogolati, e che se da un lato contribuiscono a tracciare ottimi e vividi ritratti dei personaggi della storia, dall’altro allungano eccessivamente il filo della stessa. Ma a lato di ciò, La Lega AntiNatale alla fine è un libro grazioso, gradevole da leggere e nel complesso simpatico, grazie ad una storia ben narrata e mai tediosa e un articolato intreccio narrativo (soprattutto nella seconda parte) che riesce a movimentare il suddetto e altrimenti modesto storyboard; certamente non un capolavoro, non un’opera memorabile, ma un buon libro capace di far sorridere, a tratti riflettere, e di accompagnare il lettore fino alla fine senza bisogno di forzarlo e strattonarlo lungo le sue pagine.

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2 commenti

Archiviato in Di buone letture

2 risposte a “Michael Curtin, “La Lega AntiNatale”

  1. caro rota,

    siccome di solito non mi fido delle recensioni entusiastiche la tua, molto chiara ed equilibrata, mi ha stuzzicata. bel post! cerco il libro. un saluto

    • Grazie! Anche a me le recensioni (e in genere tutte le cose) troppo entusiastiche mi puzzano subito di falsità, o quanto meno di artificiosità; inoltre ciò che può entusiasmare me potrebbe disgustare molti altri, dunque… “De gustibus…” come si dice, e meno male che sia così: quindi, se leggerai il libro, fammi sapere se questa mia “recensione” la ritroverai effettivamente oggettiva o meno… Ciao!

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